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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


martedì 13 febbraio 2007
ore 16:06
(categoria: "Vita Quotidiana")



Video scandalo: prof si fa toccare dagli alunni
Lei si difende: "Ma io li ho scacciati"

LECCE - Gli studenti toccano la professoressa mentre un compagno di classe riprende la scena con il videofonino. E’ accaduto l’anno scorso in un istituto privato di scuola superiore a Lecce, ma il filmato è stato immesso sul web solo pochi giorni fa e subito è scoppiato lo scandalo. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per atti sessuali con minori. Un’indagine parallela è stata avviata anche dal Provveditore agli studi di Lecce Antonio Campanelli.

Nelle immagini, è ripresa la giovane professoressa di matematica, seduta alla cattedra mentre a turno, almeno tre studenti le toccano il fondo schiena senza provocare alcuna reazione. Finché uno di loro azzarda un po’ troppo e la professoressa gli scaccia via la mano.

Quest’anno, la professoressa di matematica ha cambiato scuola; insegna in un altro istituto e si dice scandalizzata per quello che è accaduto
Questa la difesa della prof: "Lo hanno fatto a mia insaputa", contesta. "E’ stata una vera e propria simulazione e non appena ho capito quello che stava succedendo, li ho scacciati e sono corsa dal preside per chiedergli di convocare i genitori. C’era un gran confusione attorno alla cattedra; non mi ero accorta che qualcuno stava riprendendo la scena con il videofonino: se me ne fossi accorta l’avrei sbattuto contro il muro e avrei fatto in diecimila pezzi il telefonino".


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martedì 13 febbraio 2007
ore 12:55
(categoria: "Vita Quotidiana")





L’OCCHIO DEL CIELO Questa immagine ripresa dal telescopio Spitzer della Nasa mostra la nebulosa Helix. Distante 450 anni luce, è originata da una stella morente fra le più vicine al Sistema Solare. Viene spesso fotografata dagli appassionati di astronomia per i suoi colori straordinariamente vividi (Ap Photo/ Nasa)


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martedì 13 febbraio 2007
ore 11:04
(categoria: "Vita Quotidiana")





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martedì 13 febbraio 2007
ore 10:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



Londra, niente mutua per obesi e fumatori
Il ministro della salute: "Inutile operarli se non cambiano stile di vita"
di CINZIA SASSO

LONDRA - Il governo del laburista Tony Blair lo aveva annunciato a gennaio: la sanità pubblica potrebbe negare le cure a quei cittadini che conducono uno stile di vita notoriamente dannoso per la salute. Obesi e fumatori, indifferenti alle martellanti campagne che per il bene loro e della società vogliono spingerli a smettere di mangiare troppo e di fumare, saranno curati per ultimi, o solo dopo che avranno intrapreso una cura dimagrante e buttato nel cestino per sempre il pacchetto di sigarette.

Ieri un’autorevole presa di posizione del ministro per la salute, Patricia Hewitt, ha solennizzato il nuovo indirizzo politico, attribuendogli un valore medico oltreché economico: "È un approccio che ha senso sotto il profilo clinico", ha detto il ministro. "È logico che un medico tenga presenti fattori importanti come il peso eccessivo o la dipendenza dal tabacco quando deve decidere se indirizzare un paziente verso la sala operatoria". Numerosi interventi, ha spiegato, hanno un tasso di riuscita molto inferiore alla media se compiuti su persone che fumano molto o che sono sovrappeso. Far spendere alle casse dello Stato tanto denaro per interventi che poi si rivelano inutili, è uno spreco che va cancellato. "Noi - ha aggiunto - vogliamo che la gente impari a prendersi cura di se stessa".

Le parole del ministro arrivano dopo che in molti ospedali gestiti dal servizio sanitario nazionale, l’Nhs, il suo "indirizzo" è già praticato: nel Suffolk, ad esempio, le operazioni al ginocchio o all’anca non vengono praticate a chi ha una massa corporea troppo superiore a quella ritenuta giusta. Mentre per i bypass cardiaci i fumatori vengono messi nelle liste per ultimi. E una circolare diffusa negli ospedali chiarisce: "Se la malattia è causata da ragioni dovute a comportamenti soggettivi sbagliati, è appropriato tenerne conto". Visitati dai medici, riconosciute le loro necessità, questi malati si sentono rispondere: "Vada a casa, dimagrisca (oppure smetta di fumare) e poi torni".

Quello che viene presentato come un nuovo approccio alla salute è dettato in realtà dalle difficoltà sempre crescenti delle casse della sanità pubblica, che non ce la fa più a far fronte a tutte le richieste e che è costretta ad operare delle scelte. Una è questa nuova politica di "discriminazione" che non raccoglie però unanimi consensi.

Se i conservatori, per una volta, apprezzano le parole del ministro di Blair, molti medici dicono che facendo così si negano a fumatori e obesi operazioni in grado di migliorare la loro qualità di vita. "L’idea - ha dichiarato il ministro-ombra della Sanità Andrew Lansley - è buona. Incoraggia la gente a perdere peso o a smetterla con un’abitudine negativa come il fumo. Ovviamente se l’operazione è urgente va fatta senza indugi".

Il dottor Colin Waine, invece, presidente del National Obesity Forum, mette in dubbio i criteri usati per calcolare quale sia il peso "giusto" per poter essere operati e spiega che un adulto su cinque supera quello che viene considerato l’indice di massa corporea ideale. Mentre Forest, un’associazione di fumatori, sale sulle barricate: "È inaccettabile. Chi ha il vizio delle sigarette è già discriminato e non deve esserlo ancora di più. Non fosse altro perché i dieci miliardi spesi per curare i fumatori sono esattamente la stessa cifra incassata dall’erario per la vendita del tabacco".

Per far digerire quella che si annuncia come una vera e propria rivoluzione, dato che fino ad oggi tra i capisaldi dell’assistenza sanitaria c’era il principio che non si può fare alcuna discriminazione tra malati e malattie, Blair ha coinvolto i cittadini formando dei focus group che a marzo renderanno note le conclusioni del loro lavoro. Curare l’obesità oggi costa 10 miliardi di euro l’anno; le malattie contratte in conseguenza del fumo costano più di 20 miliardi. Ai cittadini è stato chiesto: "Se tu fossi un ministro, che cosa faresti?"


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lunedì 12 febbraio 2007
ore 16:10
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il paese era molto giovane,
i soldati a cavallo erano la sua difesa.
Il verde brillante della prateria
dimostrava in maniera lampante l’esistenza di Dio,
del Dio che progetta la frontiera e costruisce la ferrovia.
A quel tempo io ero un ragazzo
che giocava a ramino, fischiava alle donne.
Credulone e romantico, con due baffi da uomo.
Se avessi potuto scegliere fra la vita e la morte,
fra la vita e la morte, avrei scelto l’America.

Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi:
la locomotiva ha la strada segnata,
il bufalo può scartare di lato e cadere.
Questo decise la sorte del bufalo,
l’avvenire dei miei baffi e il mio mestiere.
Ora ti voglio dire: c’è chi uccide per rubare
e c’è chi uccide per amore,
il cacciatore uccide sempre per giocare,
io uccidevo per essere il migliore.

Mio padre guardiano di mucche,
mia madre una contadina.
Io, unico figlio biondo quasi come Gesù,
avevo pochi anni e vent’anni sembran pochi,
poi ti volti a guardarli e non li trovi più.
E mi ricordo infatti di un pomeriggio triste,
io, col mio amico ’Culo di gomma’, famoso meccanico,
sul ciglio di una strada a contemplare l’America,
diminuzione dei cavalli, aumento dell’ottimismo.
Mi presentarono i miei cinquant’anni
e un contratto col circo "Pacebbeene" a girare l’Europa.
E firmai, col mio nome e firmai,
e il mio nome era Bufalo Bill.

(FdG)


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lunedì 12 febbraio 2007
ore 15:35
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 12 febbraio 2007
ore 13:15
(categoria: "Vita Quotidiana")



Allarme dispersione, l’Europa boccia l’Italia: lasciano la scuola 500mila ragazzi all’anno
di SALVO INTRAVAIA

Troppi giovani ’al palo’ rallentano la crescita dell’Italia. Sono quasi un milione i ragazzi del nostro paese in possesso della sola licenza media e quasi mezzo milione i cosiddetti ’dispersi’ che la scuola genera ogni anno. Sono sufficienti solo questi due dati per collocare i giovani italiani agli ultimi posti in Europa. E’ il ministero della Pubblica istruzione a fornire i numeri che possono aiutare a spiegare sia le crescenti difficoltà di inserimento lavorativo di tantissimi ragazzi sia le difficoltà di una economia che stenta perennemente a spiccare il volo.

Gli ’early school leavers’. Si tratta di coloro che si sono congedati un po’ troppo presto dalla scuola. In Italia, nel 2006, se ne contavano ben 890 mila: ragazzi di età compresa fra i 18 e i 24 anni - pari al 20,6 per cento del totale di quella fascia - in possesso della sola licenza media e che non partecipano a nessuna forma di educazione o formazione. Insomma, giovani usciti definitivamente dai circuiti formativi. Così, l’obiettivo di scendere al di sotto del 10 per cento appare al momento lontanissimo. Anche perché la dispersione scolastica continua ad essere molto elevata.

Sono, infatti, quasi mezzo milione gli alunni italiani che, ogni anno, interrompono gli studi o vanno incontro ad una bocciatura. I dati sul preoccupante bilancio della dispersione scolastica in Italia, parzialmente anticipati da Repubblica.it nei mesi scorsi, ora sono ufficiali. La conferma arriva da viale Trastevere che ha pubblicato il dossier dal titolo ’La dispersione scolastica: indicatori di base per l’analisi del fenomeno’. Un fenomeno che al Paese incide per circa 3 miliardi di euro l’anno di costi diretti e una cifra non quantificabile di costi indiretti che possono essere molto pesanti. Parola del Commissario europeo per l’istruzione, la formazione, la cultura e il multilinguismo, Ján Figel, che avverte: "Sistemi d’istruzione e di formazione efficienti possono avere un notevole impatto positivo sulla nostra economia e società ma le disuguaglianze nell’istruzione e nella formazione hanno consistenti costi occulti che raramente appaiono nei sistemi di contabilità pubblica. Se dimentichiamo la dimensione sociale dell’istruzione e della formazione, rischiamo di incorrere in seguito in notevoli spese riparative".

La dispersione. Bastano pochi numeri per collocare l’Italia ai primi posti in Europa. Nell’anno scolastico 2004/2005 sono stati 342 mila gli alunni (di cui 289 mila al superiore) andati incontro ad una bocciatura. In più, 100 mila tra ragazzini della scuola media e studenti delle superiori dopo essersi iscritti a scuola si sono ritirati, in molti casi, senza comunicare niente a nessuno. Con questi numeri il nostro Paese è ancora lontanissimo dall’obiettivo stabilito a Lisbona nel 2000: avere al massimo il 10 per cento di ragazzi tra i 18 e i 24 anni con la sola licenza di scuola media. L’Italia nel 2006, dopo qualche progresso, ha registrato il 20,6 per cento. Siamo preceduti solo da Spagna e Portogallo. La media Ue cala al 14, 9 per cento, mentre Finlandia e Danimarca sono già al di sotto del 10 per cento e Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Grecia sono vicini all’obiettivo di Lisbona. Enorme anche il numero dei ragazzi promossi con debito al superiore (gli ex rimandati): quasi un milione.

Le ’sfumature’. La dispersione scolastica è più alta nei primi anni delle scuola media e delle superiori. In particolar modo nelle prime classi degli istituti professionali, dove i tassi di bocciatura raggiungono livelli stratosferici: 42 per cento. Ma è soprattutto il tutte le regioni meridionali che si annida la dispersione con valori superiori alle medie nazionali anche del 30 per cento. Segno che il fenomeno è legato anche ad aspetti economici e sociali con alunne mediamente più brave dei compagni maschi.

L’insuccesso scolastico. Il bilancio del fallimento scolastico è in realtà più pesante di quello descritto dalle statistiche di viale Trastevere. Ai bocciati e ritirati basta sommare gli evasori totali per superare il mezzo milione di alunni e se nella scuola secondaria di secondo grado si aggiungono i promossi con debito l’insuccesso colpisce più di metà degli studenti.


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lunedì 12 febbraio 2007
ore 12:50
(categoria: "Vita Quotidiana")



La bambina con la pelliccia

ecco, tiè!


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lunedì 12 febbraio 2007
ore 11:36
(categoria: "Vita Quotidiana")



Usa, il risveglio del Ku Klux Klan: nel mirino migranti e musulmani

Il Ku Klux Klan, la confraternita fondata da ex militari dell’esercito degli Stati Confederati d’Americana alla fine dell’ottocento per promuovere la supremazia della razza bianca, non si è estinta. Anzi. Dopo un periodo di “assopimento” è tornata a mietere proseliti negli Usa anche grazie alla “guerra al terrorismo” che ha rispolverato un ventaglio di nuovi e vecchi “nemici”: immigrati (soprattutto latinos) e musulmani.

A denunciarlo la Anti-Defamation League , un’associazione per la difesa dei diritti civili delle minoranze, che in un dettagliato rapporto descrive la rinata attività dei «cappucci bianchi» con tanto di fotografie mentre, di nuovo, bruciano croci di legno per intimidire i loro perseguitati. «Stiamo assistendo ad una sorprendente e preoccupante rinascita di alcuni di questi gruppi negli ultimi anni, grazie ad un riuscito sfruttamento delle paure della gente comune su argomenti come l’immigrazione, i matrimoni gay e il crimine nelle città, usate per provocare atteggiamenti razzisti e reattivi» si legge sul sito dell’associazione.

Ed ecco i dettagli di questa “rinascita”. L’Anti-Defamation League riporta infatti i dati raccolti al governo e alla forze dell’ordine e quindi una serie di prove sulla rinascita delle attività del Klan in tutti gli Stati Uniti. «Gli adepti del Klan - dice Deborah Lauter, direttore della sezione Diritti Civili dell’associazione - sostengono che l’America stia “soffocando” sotto il giogo dell’immigrazione non bianca, organizzata e orchestrata dagli ebrei. Questo è l’argomento principale con cui il nuovo Ku Klux Klan sta reclutando centinaia nuovi attivisti».

Secondo il Southern Poverty Law Center (altra storica associazione che dal 1971 si batte contro l’intolleranza negli Usa) il numero dei gruppi del Klan è passato dai 110 del 2000 ai 179 del 2005 e diversi stati dell’America, compresi alcuni sulla West Coast e del Nord Est (storicamente mai coinvolti nelle dimostrazioni razziste del Klan), registrano un aumento delle richieste di neo affiliati che vogliono entrare in uno dei gruppi attivi.

La ripresa delle attività di questi gruppi si manifesta in vari modi. Ad esempio, dichiara Allen Kohlepp della Anti-Defamation League, «ci sono nuovi gruppi che organizzano manifestazioni e campagne pubblicitarie durante le quali distribuiscono letteratura razzista con una particolare enfasi contro gli immigrati ispanici». Internet, ovviamente, è uno dei mezzi preferiti dal Klan. Uno dei gruppi, gli Empire Knights of the KKK (particolarmente agguerriti contro i migranti latinos) gestiscono anche una radio on-line che trasmette musica di gruppi neo-nazisti e propaganda razzista. Il legame tra i giovani nuovi affiliati del KKK e i gruppi neo-nazisti degli skinheads è infatti molto stretto. «Anche se alcuni vecchi adepti del Klan indossano ancora le loro tuniche e i loro cappucci bianchi durante gli incontri, la nuova generazione degli affiliati sono virtualmente irriconoscibili rispetto agli skinheads o ai neo-nazisti - spiega Deborah Lauter - I nuovi Klansmen si riuniscono agli stessi concerti di musica “white power” e alle stesse manifestazioni dove si incontrano i neo-nazisti. È dagli anni ’90 che assistiamo ad una sorta di “nazificazione” del Ku Klux Klan, con affiliati che hanno adottato gli stessi vestiti, la stessa musica e gli stessi tatuaggi dei “colleghi” nazisti».

A confermarlo il fatto che a marzo 2006, circa 80 membri del National Socialist Movement e vari gruppi del KKK si sono incontrati a Laurens, South Carolina, per discutere nuove forme di collaborazione tra i due gruppi, trascinati dal comune odio e per chiunque sia diverso da loro.


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lunedì 12 febbraio 2007
ore 10:56
(categoria: "Vita Quotidiana")



Chirac, una figlia anoressica: "Il dramma della mia vita"

PARIGI - Lo definisce "il dramma della mia vita", ed è chiaro il perché. Perché Jacques Chirac ha una figlia "intelligente, graziosa che a 15 anni è stata colpita da anoressia mentale". A un passo dall’uscita dalla scena politica e dall’Eliseo, dove è stato per dodici anni, il presidente francese parla della malattia di Laurence, 49 anni, sua figlia maggiore, sorella di Claude, 45 anni, che lavora con il padre come consigliere per la comunicazione.

Chirac ne parla nel libro-intervista "Lo sconosciuto dell’Eliseo", realizzato con Pierre Pean. "Oggi - dice il presidente - si comincia a saper trattare queste cose, ma all’epoca non si sapeva come e cosa fare. E’ rimasta colpita profondamente dalla malattia, in verità non ne è mai uscita. Il male ha raggiunto le cellule del suo cervello. Lei non può fare niente, non vuole fare niente". Laurence soffre di anoressia mentale dal 1974. Ha tentato più volte di suicidarsi e, in certe fasi della sua vita, è arrivata a pesare solo 27 chilogrammi. Oggi vive in un appartamento parigino, seguita costantemente da un infermiere.

Sensi di colpa, qualcuno. Almeno, così si intuisce da quel che Chirac risponde, a questo proposito, a Pean: "Non lo so. Forse non ho fatto abbastanza all’inizio. Forse avrei dovuto fare di più, psicologicamente parlando". Uno stato d’animo che condivide con sua moglie bernadetta. la quale, in un’intervista al programma di France 2, Vivement Dimanche, aveva detto "mi colpevolizzo molto, e ho sempre l’ impressione di non dedicarle abbastanza tempo".

Nel libro-intervista si parla anche del futuro del presidente, e alla domanda se sarà candidato alle elezioni, risponde che "c’è sicuramente una vita dopo la politica, e c’è una vita fino alla morte". Che per lui sia arrivato il momento di voltare pagina, sembra confermarlo anche la moglie. "Questa casa mi mancherà molto - aveva detto, riferendosi all’Eliseo - ma mi adatterò, bisogna accettare quello che il destino decide".

A gennaio, il presidente aveva fatto sapere di dover ancora "riflettere", e aveva detto che avrebbe riferito la sua decisione "al momento giusto". Potrebbe essere prima della fine del mese, ma pochi, anche fra i suoi sostenitori, credono a una sua candidatura per un terzo mandato consecutivo.


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