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martedì 3 aprile 2007
ore 10:36 (categoria:
"Fotografia e arte..")
La rivolta delle Sette
Alcune scene di Campanile sono veramente magnifiche... 
La rivolta delle Sette Achille Campanile
La cosa più strana, circa lavvenimento di cui hanno parlato i giornali e che va sotto il nome di rivolta delle sette, è che essa era stata fissata, per le sei. Ma in realtà poteva esser fissata per unora qualsiasi, poiché per sette sintendeva non lora, ma le associazioni segrete che pullulano in quel paese. Sette, plurale di setta.
Purtroppo, finché cè una sola setta, tutta va liscio; ma, quando esse cominciano a moltiplicarsi, si salvi chi può. E questa fu causa non ultima dei guai a cui andò incontro il moto insurrezionale.
Difatti gli organizzatori fissarono la sommossa, come detto, per le sei del pomeriggio. Ora comoda, né troppo presto né troppo tardi, che permetteva a tutti di parteciparvi senza scombussolare né lorario dufficio né quello della cena. I congiurati si passarono la voce, come è buon uso nelle congiure; e del resto non si può fare diversamente in questi casi, e bisogna farlo con le dovute cautele. Un congiurato, passando accanto a un altro, mormorava in fretta, senza guardarlo, per non dar nellocchio agli altri passanti:
«Ci vediamo alla rivolta delle sette».
L altro credeva che alludesse non alle associazioni, ma alle ore. Né, del resto, poteva stare a domandare spiegazioni, anzi doveva filar via come niente fosse. Così pure, si svolgevano dialoghi di questo genere:
«Anche tu fai parte della rivolta...».
« ... delle sette, sì.»
E i capi facevano circolare lordine: «Domani, tutti alla rivolta delle sette! Néssuno manchi ».
Conclusione: la maggior parte dei congiurati si presentò alle sette invece che alle sei. Voi capite che, in una faccenda di questo genere, un. ritardo può esser fatale. Determinò il fallimento. Fu per questo che, in un successivo tentativo, lora della rivolta fu fissata, a scanso dequivoci, per le sette. Col che gli organizzatori ottennero che, nominando soltanto il moto sedizioso, si diceva contemporaneamente anche lora per cui era fissato e, daltro canto, dicendo lora, si indicava anche a quale moto si alludeva, con evidente risparmio di tempo e di spesa, per tutto quello che si riferisce a stampati, circolari, ecc. Alcuni più pignoli dicevano:
«La rivolta delle sette delle sette ».
Ora bisogna sapere che le sette, in quel paese, erano una ventina, ma alla rivolta partecipavano soltanto sette di esse, e non fra le più importanti. Quindi fu necessario dire: «La rivolta delle sette sette », oppure: «La rivolta delle sette sette delle sette ».
Ciò anche quando, prevalendo la tendenza unificatrice, le sette si ridussero a sette.
Ogni setta era composta di sette membri, i quali erano chiamati i sette delle sette sette, e il loro moto sovversivo si chiamò la rivolta dei sette delle sette sette delle sette.
La cosa grave è che cera unaltra rivolta, o meglio una controrivolta, un movimento reazionario, insomma, i cui promotori nulla avevano a che fare con la prima e anzi erano contro di essa e contro ogni setta.
Disgraziatamente questi, ignorando che laltra rivolta era fissata per. le sette, fissarono per la stessa ora anche la loro. Non vi dico quello che successe fra i congiurati delle due parti, che fecero confusioni tremende, sicché gli antisette finirono fra le sette, verso le sette e mezzo, e le sette, fra gli antisette alle sette.
La controrivolta si chiamò la rivolta delle sette degli antisette contro la rivolta dei sette delle sette sette delle sette.
In attesa che essa scoppiasse, i congiurati giocavano a tressette. E questi giuochi passarono alla storia come i tressette della rivolta antisette delle sette, contro quella dei sette delle sette sette delle sette.
Un caso curioso avvenne quando uno dei sette congiurati della rivolta delle sette contro quella dei sette delle sette sette, giocando al tressette verso le sette, si fece un sette ai pantaloni: e questo si dovette chiamarlo il sette del tressette duno dei sette della rivolta antisette delle sette contro quella dei sette delle sette sette delle sette.
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lunedì 24 aprile 2006
ore 20:21 (categoria:
"Musica e Canzoni")
A Change Of Seasons
(Music by Dream Theater) (Lyrics by Mike Portnoy)
I. The Crimson Sunrise
(Instrumental)
II. Innocence
I remember a time My frail, virgin mind Watched the crimson sunrise Imagined what it might find Life was filled with wonder I felt the warm wind blow I must explore the boundaries Transcend the depth of winter’s snow
Innocence caressing me I never felt so young before There was so much life in me Still I longed to search for more
But those days are gone now Changed like a leaf on a tree Blown away forever Into the cool autumn breeze The snow has now fallen And my sun’s not so bright I struggle to hold on With the last of my might
In my den of inequity Viciousness and subtlety Struggle to ease the pain Struggle to find the same
Ignorance surrounding me I’ve never been so filled with fear All my life’s been drained from me The end is drawing near...
III. Carpe Diem
"Carpe diem Seize the day"
I’ll always remember The chill of November The news of the fall The sounds in the hall The clock on the wall Ticking away "Seize the Day" I heard him say Life will not always be this way Look around Hear the sounds Cherish your life While you’re still around
("Gather ye rosebuds while ye may) (Old Time is still a-flying; ) (And this same flower that smiles today) (Tomorrow will be dying")
We can learn From the past But those days Are gone We can hope For the future But there might not be one
The words stuck in my mind Alive from what I’ve learned I have to seize the day To home I returned
Preparing for her flight I held with all my might Fearing my deepest fright She walked into the night She turned for one last look She looked me in the eye I said, "I Love You... Good-bye"
("It’s the most awful thing you’ll ever hear") ("If you’re lying to me...") ("Oh, you dearly love her") ("...just have to leave...) (All our lives") ("Seize the day!") ("Something happened") ("Gather ye rosebuds while ye may") ("She was killed")
IV. The Darkest Of Winters
(Instrumental)
V. Another World
So far or so it seems All is lost With nothing fulfilled Off the pages and the T.V. screen Another world Where nothing’s true
Tripping through The life fantastic Lose a step And never get up Left alone With a cold blank stare I feel like giving up
I was blinded by a paradise Utopia high in the sky A dream that only drowned me Deep in sorrow, wondering why
Oh come let us adore him Abuse and then ignore him No matter what Don’t let him be Let’s feed upon his misery Then string him up for all the world to see
I’m sick of all Your hypocrites Holding me at bay And I don’t need Your sympathy To get me through the day
Seasons change and so can I Hold on Boy No time to cry Untie these strings I’m climbing down I won’t let them push me away
Oh come let us adore him Abuse and then ignore him No matter what Don’t let him be Let’s feed upon His misery Now it’s time for them To deal with me
VI. The Inevitable Summer
(Instrumental)
VII. The Crimson Sunset
I’m much wiser now A lifetime of memories Run though my head They taught me how For better or worse Alive or dead I realize There’s no turning back Life goes on The offbeaten track
I sit down with my son Set to see the Crimson Sunset (Gather ye rosebuds while ye may) Many years have come and gone I’ve lived my life, but now must move on (Gather ye rosebuds while ye may) He’s my only one Now that my time has come Now that my life is done We look into the sun "Seize the day And don’t you cry Now it’s time To say good-bye Even though I’ll be gone I will live on Live on"
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martedì 29 giugno 2004
ore 16:39 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Mi sono fatto da solo
La Famiglia Rossi
Erano gli anni 50, andavo alla Standa insieme a mammà, mi apparve un angelo e disse: "Tuo tutto questo un bel giorno sarà!" Tornato a casa, nel bagno, ebbi un altro segno del Fato creator: La mano prese lo spunto e mi trovai unto da Nostro Signor
Mi sono fatto da solo, sull’elicottero volo, ma non disdegno la nave, ricordo soave della gioventù Mi sono fatto da solo, mi sono alzato dal suolo, mi sono fatto i cartelli con tutti i capelli che ormai non ho più
Anni sessanta moderni: allestivo gli esterni del mio kolossal, ma, con cinque o sei palazzine, non potevo neanche comprarmi la Spall Sui ponti delle crociere passavo le sere a cantar "La vie en rose", Marcello, sotto la coppola, diceva: "Minchia; jè nostra ‘sta ccos!"
Mi sono fatto da solo, sull’elicottero volo...
Il Murator Venerabile disse: "Sei abile, vieni tra i miei! Ecco il cappuccio e la tesseranumero uno-otto-uno-sei" Poi anni di truffe, di inganni e indicibili affanni, ma niente di ché: davo una mano a Bettino, ospitavo mafiosi e pagavo lacchè
Mi sono fatto da solo, sull’elicottero volo, ma non schifo il motoscafo, da cui mangio a sbafo, facendo l’off shore Mi sono fatto da solo, mi sono alzato dal suolo, mi sono fatto sei reti con trucchi e decreti da grande editor!
Regalo immagini e suoni e tutti mi tengo buoni, ho dato un posto importante ad ogni brigante che mente per me Mi son comprato un paese di gente che fa le spese, e va al lavoro contenta, sognando villazze e pensioni da re...
Ed ora che sono il padrone di questa nazione e comando il vapor, ho sistemato i miei conti e c’è un branco di tonti che mi crede ancor se dico che...
Mi sono fatto da solo, sull’elicottero volo...
La trovate qui LINK
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sabato 19 giugno 2004
ore 23:30 (categoria:
"Musica e Canzoni")
The Curse of Fëanor Blind Guardian
Taken the long way Dark realms I went through I arrived My vision's so clear In anger and pain I left deep wounds behind But I arrived Truth might be changed by victory
Beyond the void but deep within me A swamp of filth exists A lake it was of crystal beauty But Arda's spring went by I've heard the warning Well curse my name I'll keep on laughing No regret No regret
chorus (1): Don't fear the eyes of the dark lord Morgoth I cried All hope is gone but I swear revenge Hear my oath I will take part in your damned fate
I will always remember their cries Like a shadow which covers the light I will always remember the time But it's past I cannot turn back the time (I) don't look back There's still smoke near the shore But I arrived Revenge be mine
chorus (2): I will take part in your damned fate Morgoth I cried It's my oath So don't fear the eyes Of the dark lord
Soon you will be free Set your spirit free "Suddenly I realized The prophecies I've never believed in My deeds were wrong I've stained the land And slain my kin (Burning Soul) There's no release from my sins It hurts THE CURSE OF FANOR RUNS LONG Time and only time will tell us Tell: was I right or wrong? When anger breaks through I'll leave mercy behind"
chorus (2)
I will always remember their cries Like a shadow they'll cover my life But I'll also remember mine (And) after all I'm still alive
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I COMMENTI (1)
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sabato 19 giugno 2004
ore 23:23 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Er traffico de Roma Radici nel cemento (A.Bono)
Ce sei mai stato in mezzo ar traffico de Roma? Cel'hai presente? Lo sai come funziona? T'è capitato già lo sai da te? Si nun ce sei mai stato te lo dico io com'è! E' 'na caciara 'na vera bolgia, 'na pipinara, è 'na Cambogia E' 'n brulicare de machine 'mpazzite, se voi te lo racconto, damme retta, mò se ride! Il Grande Raccordo Anulare è come 'na giostra che gira sempre intorno, Se lo trovi ingorfato poco male, ma s'è bloccato ce rimani tutto er giorno, La tangenziale lasciala sta, pìa nantra strada, nun te sbajà Se voi andà dritto nell'occhio der ciclone allora te consijo pia la circonvallazione. Dei mezzi pubblici so' tutti fobici pe' via der prezzo e della tempestività Infatti l'autobus vanno lentissimi, solo 'n pochetto più veloce ce va er tram Poi c'è la metro, bona anche quella! Solo due linee: la terza è la più bella! Rimane er treno: sempre gajardo! Pare fatto apposta pe' chi vo' arrivà in ritardo! Io non ne posso più, io non ce vojo tornà, io non ne posso più... Ce sei mai stato in mezzo ar traffico deRoma Ce l'hai presente? Lo sai come funziona? E' 'n delirio, è 'na tortura, è 'n martirio, è 'na congiura E' 'na condanna pe' l'automobilista, Perché ogni santo giorno lui è costretto a tornà in pista! Li pizzardoni so' poveracci, a fine turno so' ridotti come stracci, E pe' sfogasse tu lo sai che fanno? A me personalmente armeno tre quattro murte l'hanno. Li semafori so' intelligenti, quando te servono li trovi tutti spenti, Quando invece scorre tutto regolare, li becchi sempre rossi a intermittenza semestrale! An'vedi quello, me pare in gabbia, Lui c'ha 'na fretta che se lo porta via, E' già da 'n pezzo si che schiuma dalla rabbia Vo' fa' le corna pure alla polizia E li parcheggi so' merce rara, pe' trova' 'n posto tutti quanti fanno a gara, Li principianti so' 'na minaccia, de li pedoni sulle strisce vanno a caccia, Er motorino va ch'è 'na spada, sulle due ruote lui è er padrone della strada Te core davanti de fianco sopra e sotto, de dietro invece no: rosicherebbe troppo! Io non ne posso più, io non ce vojo tornà, io non ne posso più... Ce sei mai stato in mezzo ar traffico deRoma? Ce l'hai presente? Lo sai come funziona? In mezzo ar traffico de 'na grande città, Io lo conosco bene e non ce vojo ritornà! E nun ce torno più, io nun ce vojo torna' Nun ce ritorno più, io nun ce vojo torna'!
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sabato 29 maggio 2004
ore 19:57 (categoria:
"Musica e Canzoni")
La Genesi Francesco Guccini
Una canzone molto più seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima, una canzone che a me è stata inspirata -- a me succede poche volte -- però questa canzone mi è stata inspirata direttamente dall'alto. Ero lì nel mio candido lettino... e ho sentito una voce che diceva "Francesco", dico "soccia, ma chi è?"... dico "uh?", diceeeeee "svegliati sono il tuo Dio." e allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di fare un'opera musicale colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi ... che è la vera storia della creazione del mondo.
Per capire la nostra storia Bisogna farsi ad un tempo remoto. C'era un vecchio con la barba bianca: Lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.
Voi capirete che in tale frangente Quel vecchio solo lassù si annoiava. Si aggiunga a questo che inspiegabilmente Nessuno aveva la tivù inventata.
Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno: A questo affare ci penserò io. Sembra impossibil ma in roba del genere, Modestia a parte, ci so far da Dio.
Dixit. Ma poi toccò un filo scoperto, Prese la scossa, ci fu un gran boato. Come tivù non valeva un bel niente Ma l'Universo era stato creato.
Come son bravo che a tempo perso Ti ho creato l'Universo! Non mi sembra per niente male. Sono davvero un tipo geniale! Zitto, Lucifero, non disturbare, Non stare sempre qui a criticare! Beh, sì, lo ammetto, sarà un po' buio, Ma non dir più che non si vede un tubo!
Che sono parolacce che non sopporto! - disse il vecchio a Lucifero - E poi se c'è una cosa e un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l'Universo se sei capace! Che me at dig un quel... disse il ve'... era di antica origine modenese da parte di madre il vecchio. Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi vin santo al vin santo. Sono buono e bravo ma se mi prendono i cinque secoli me at sbat a l'inferen com'è vero Dio!
Ma poi volando sull'acqua stagnante E sopra i mari di quell'Universo, Mentre pensava se stesso pensante In mezzo a quel buio si sentì un po' perso.
Sbattè le gambe su un mucchio di ghiaia Dopo una tragica caduta in mare. Quando andò a sbattere sull'Himalaya Il colpo gli fece persino un po' male.
Fece crollare anche un gran continente Soltanto urtandolo un poco col piede. Si consolò che non c'era ancor gente E che non gli era venuto poi bene.
Ma quando il buio gli fece impressione Disse, facendosi in viso un po' truce: Diavol d'un angelo, avevi ragione. Si chiami l'Enel, sia fatta la luce!
Commutatori, trasformatori, Dighe idroelettriche e isolatori, Turbine, dinamo e transistori Per mille impianti di riflettori; Albe ed aurore fin boreali, Giorni e tramonti fin tropicali. Fate mò bene che non bado a spese, Tanto ho lo sconto alla fine del mese.
Te Lucifero non ti devi preoccupare come faccio io ad avere lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno, però intanto ragazzi andateci piano perché la bolletta la portano a me. M'avete lasciato accesa la luce al polo per sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie che c'era freddo, i surgelati li debbo pur tenere da qualche parte. Adesso la tenete spenta sei mesi come ... e quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa, aureola si chiama, no no, nom am pies menga, no no no ragazzi quelle cose li, io vi invento il peccato in superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico bisogna guadagnarsele... a parte il fatto che non mi adorate abbastanza, no no no Lucifero, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire mi dispiace!
Voi, ecco, io vi do ogni dieci atti di adorazione ...vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 di gennaio ci ho poi tutta un'altra idea in testa ... facciamo Aureolissima che è una festa bella. Piuttosto Lucifero, non sgamare... vieni qua ragazzo, com'è mi hanno detto che hai stampato un libro "Il Libretto Rosso dei Pensieri di..." oh bella roba il libretto rosso dei pensieri di Lucifero. Ragazzi mi piace... ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono socialdemocratico anch'io? avanti al centro contro gli opposti estremismi! ...eh ma, ...no no no, non ci siamo mica qua, se c'è uno che può pensare anzitutto sono io ... e non tirare in mica ballo mio figlio -- quel capellone -- con tutti i sacrifici che ho fatto, per me lui lì finisce male ah me, me a tal deg ... finisce male. Attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio, e non guardarmi male che qui dentro "per Dio" lo dico come e quando mi pare!
Ma fatta la luce ci vide più chiaro: Là nello spazio girava una palla. Restò pensoso, e gli parve un po' strano; Ma scosse il capo: chi non fa non falla.
Rise Lucifero stringendo l'occhio Quando lui e gli angeli furon da soli. "Guarda che roba! Si vede che è vecchio: L'ha fatto tutto schiacciato sui poli!"
Per riempire 'sto bell'ambiente Voglio metterci tante piante. Forza, Lucifero, datti da fare: Ordina semi, concime e trattore. Voglio un giardino senza uguali, Voglio riempirlo con degli animali! Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato? Boia d'un Giuda! M'ha morsicato! Piuttosto fallo vedere da un veterinario che non vorrei aver creato anche la rabbia, gia così ...cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto.. va beh nessuno è perfetto, sì lo so che sono l'Essere Perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mò lì! viuscia via!
E portarono al vecchio quello che c'era rimasto ... c'era un po' di formaggio e due scatolette di Simmenthal, cioè lui li mise assieme e...
Prese un poco di argilla rossa, Fece la carne, fece le ossa, Ci sputò sopra, ci fu un gran tuono, Ed è in quel modo che è nato l'uomo. Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso.
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