Proust e dintorni (il TENSHITEST)
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 1 ottobre 2004 - ore 13:01
Mosche bianche e pecore nere
(categoria: " Riflessioni ")
Pensavo....
Ma essere una pecora nera ed essere una
mosca bianca non è la stessa cosa...

la pecora nera ha una connotazione
negativa, di emarginazione....

la mosca bianca dà un'idea di
eccellenza, di particolarità positiva...
________________________________________________________________________________
PS: ma se invece di pensare a 'ste
cazzate facessi qualcosa di produttivo?
Tipo andare in palestra? Tipo che così
i bicipiti distrutti con l'ultimo
allenamento mi si disintegrano del
tutto come con le
lame bumerang?
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giovedì 30 settembre 2004 - ore 18:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi apparo e sparo.
Saluto PUNKETTINA, che non ci ho
risposto al suo spidi
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giovedì 30 settembre 2004 - ore 14:11
Blog
(categoria: " Riflessioni ")
ieri ho avuto un'interessante
discussione sui blog with my friend
Bruno, che domenica ha presenziato a
una conferenza sui bloggers.
Secondo l'organizzatore, Giulio Mozzi,
i blog devono avere uno stile narrativo
e una continuità logica, un'estetica
uniforme mi sembra di capire.
Al caro Bruno piacciono i nostri spritz-
spontanei blog (TESORO!).
Io concludo come concludo per quasi
tutte le idee che ho:
la mia regola
è che non c'è una regola. Amo i
blog prolissi, quelli in cui ci si
scrive solo cazzate, quelli depressi e
quelli allegri, quelli degli scrittori
in erba e quelli di coloro che
dell'erba fanno uso

(

).
Mi sono fatta consigliare i nomi di
blogger "seri": Kimota, Louie, Buffa
Persona Z, Criscia.
Il blog di Mozzi è in www.giuliomozzi.com
Ho iniziato a curiosare, e ho già
fregato un foto a Kimota:

E sono tornata ad adornare il post di
ieri, tanto per colorarlo un po' e
renderlo più gradevole ai simpatici e
occasionali VISITORS!



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giovedì 30 settembre 2004 - ore 11:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La figlia del mio capo si è lamentata
con la mamma perché va sempre a
prenderla tardi all’asilo. Allora la
mamma le ha promesso.
“Domani arrivo
prima di tutti!”. E la bimba, dopo
averci pensato un po’ su:
“Bé, non
occorre che arrivi prima, basta che
arrivi media”Eccola, la señorita:

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giovedì 30 settembre 2004 - ore 07:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mal di testa
mal um ore
...e festeggiamo il primo post fatto
prima di partire per il lavoro, cazzo!





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mercoledì 29 settembre 2004 - ore 23:49
Imbriaga
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho rifatto capolino
nel tunnel el el
el del divertimento-o-o-o...........era dal matrimonio della mia amica Rach
che non mi ritrovavo a scrivere nel
mlog (el mio blog) così
"ahead".
Oggi mi proponevo di inziare la dieta,
così ho fatto colazione e poi stasera
ho bevuto due spriss in piassa

come totale della giornata (ah, no,
dopo gli spriss torta da Ire), ed
eccomi caracollante

che per salire le scale ho pogato col
muro

poi per strada ho sbattacchiato la
macchina per tentare di parcheggiare
sotto casa di Irenita, ho frenato sotto
la targa di un paio di macchine in
corrispondenza di rotonde varie e ho
tentato di rifare la fiancata della mia
fida destriera
Niope curveggiando leggiadramente per la
strada Battaglia...
non capisco più un cazzo, per 4,70 euri
stasera mi sono beccata allegria +
ingresso nel clan del cavallo! Vacca!
Corre obbligo di:
menzionare il mio nipotino
Milo-
gato de Irene, finalmente stasera
l'ho visto!
ringraziare
Irene per avermi
lasciato utlizzare il bagno

*
e per la fetta di torta
salutare
J K D EFGrallegrarmi per aver visto la
Pisola,
Rachele, aver
conosciuto
D R A G O,
andynight,
Sicapunk -ti
xe fooooora!,
PUNKETTINA,
Bianca non mi ricordo il nick,
Wind78,
Cherry-lin e
altri che ho conosciuto più AVANTI... a
parte
phem, che mi è
onnipresente!
*no, la Irenita non ha il compiuter in
bagno, ma l'immagine era troppo
simpatica ed esprime benissimo i miei
desideri recondi!
________________________________________
________________________________________
E venerdì sera:
BEE HIVEEEEEEEEE!!!!!!

Domani in un momento di lucidità
correderò tutto ciò di immaginine e
faccine (FATTO!)
Per ora, mi vendo al miglior offerente!

(e qui ci andrà la foto del
Renato! Eccola!
Mi veeeendo -
nannnnannana- la grinta che non
hai...)





:
________________________________________
and the winner is:
Gozzilla, che
è anche il mio nuovo
spritz-
fidanzatino!
Complimenti, ti sei aggiudicato un
pacchetto composto da me e
Renato
Zero
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mercoledì 29 settembre 2004 - ore 19:09
Il rosario
(categoria: " Vita Quotidiana ")
CAAAAAAAAAAAAAAZZZZZZOOOOOOOOOOOO
Non si va in Sudafrica... Mi sembrava
troppo bello per essere vero, stavo già
preparando il post con il planisfero
per mettere la bandierina sull'ultimo
continente in cui mi mancava metter
piede!
Anzi, in cui mi MANCA e mancherà per un
bel pezzo....

PUTTANA EVA COME MI GIRANO!





Se c'era UN SOLO motivo per non
flagellarsi alla mattina sulla strada
per il lavoro ERA che questo lavoro può
dare qualche sprazzo di misero miraggio
di qualche raro spostamento di lavoro,
cazzo, porco d..., ostiabòna!


"TUTTO DISINTEGRA QUANDO GLI
GIRANO LE LAME BOOMERANG"
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mercoledì 29 settembre 2004 - ore 12:36
(categoria: " Poesia ")
Ognuno sta solo sul cuor della
terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
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martedì 28 settembre 2004 - ore 13:52
Aujourd'hui je suis...
(categoria: " Pensieri ")

eh sì...





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martedì 28 settembre 2004 - ore 00:34
La morte di Giulietta (parte III)
(categoria: " Amore & Eros ")
(...segue) Moderato Il Padre camminava lentamente,
tenendo un mano nell’altra dietro la
schiena, distrattamente ripeteva:
“Di salute cagionevole.” Poi
sembrò prendere una improvvisa
risoluzione:
“Si deve fare quanto
prima. Non in maggio. In marzo”. La
Madre sorrise, dicendo con civettuolo
compiacimento:
“Ha così tanti
pretendenti!”. Si crogiolava
nell’idea che Giulietta le
assomigliasse molto. I capelli scuri,
robusti, lunghissimi, lisci, senza
dubbio erano come quelli della Madre,
ma tutto il resto, anche i tratti più
femminili -l’ovale sottile del viso, le
dita lunghe e aggraziate, l’incedere
delicato- erano senz’ombra di dubbio
ereditati dal Padre, che racchiudeva in
un corpo efebico un animo tagliato a
metà fra l’amore per l’Arte e la
freddezza verso gli uomini.
Andante con moto Giulietta supplicava:
“So
che tornerà. Aspettate padre, vi
scongiuro”.
La Madre guardava con aria
interrogativa il Padre che, a testa
bassa, sopracciglia aggrottate sullo
sguardo adirato, tratteneva a stento la
sua rabbia.
“Giulietta, NESSUNO lo
ha visto, nessuno lo conosce, nessuno
ricorda una persona che corrisponda
alla descrizione che ne hai fatto. Un
forestiero... abito di foggia
straniera... Come potrebbero
dimenticare una persona così
particolare? Perché stai inventando
tutte queste menzogne?” Il Padre
parlava con voce straordinariamente
calma, mentre Giulietta guardava i
pugni chiusi, dita bianche con
polpastrelli rossi, congestionati per
la stretta rabbiosa. Sentendo crescere
il terrore per le promesse racchiuse in
quei pugni, abbassò il capo, prese
dentro di sé una decisione e si
incamminò lentamente verso la sua
stanza.
Presto con fuoco La maga senza sosta saltellava
sulle sue scarpette straordinariamente
piccole in confronto alle caviglie
grassocce
“Qui, prendiamo qui,
questo intruglio è insostituibile,
rende dolce ciò che è amaro, petalo di
rosa, non dimenticare mai i petali di
rosa figliola...” Giulietta
raccoglieva le rose staccandole con
dolcezza decisa dalla pianta che
sporgeva nella stanza dall’ampia
finestra.
“Non mi importa se è
amaro, maga” diceva intanto
“dolce sarà il sonno simile a morte
nell’attesa che lui torni. Non lo so
come, lui sa tutto, tornerà in tempo.
Poveri genitori! Mi crederanno morta
proprio il giorno del mio matrimonio.
Piangeranno. Ma quando lui tornerà
capiranno.” “Matrimonio, matrimonio”cantilenava la maga
“qui un po’ di
biancospino, succo d’ortica poi, ma
dolce è il sonno...” Marcia funebre Giulietta camminava verso
l’alba, col freddo che le attraversava
la pelle, la boccetta di vetro stretta
tra le mani irrigidite e bluastre.
Camminava verso la collina. Un fascio
di rose rosa spuntava da un lembo del
mantello annodato, battendole
dolcemente il fianco ad ogni passo
lento, risoluto. Arrivò sopra la
collina. Sciolse il mantello,
rabbrividendo, lo stese con cura per
terra, vi sparse sopra petali di rosa e
si adagiò sorridente, bevendo il
liquido blu scuro dalla boccetta.
La danza dei folletti Giulietta è morta, il giorno
del suo matrimonio. Voleva aspettare
chi amava, voleva restargli fedele, ma,
ahimè, fu letale l’illusorio sonnifero:
non c’è via di scampo, d’amore si
muore, non potè dormire soltanto, in
attesa. Credette all’illusione, felice
morì.
Vorticavano attorno al corpo steso in
un dolce abbandono abbracciato dal sole
morente al mattino che sorge,
i folletti danzanti una danza funebre
fra i petali di rosa, sul prato ancora
umido di rugiada.
Danzavano.
EpilogoLa Madre guardò atterrita il corpo di
sua figlia steso nel letto, la testa
abbandonata da un lato, una smorfia di
dolore sul viso.
“Giulietta” mormorava aggrappata allo stipite
della porta, e i colori sgargianti
dell’abito da festa canzonavano i
presenti, muti, increduli.
“Cianuro” sentenziò il
medico, guardando il Padre da sopra gli
occhiali ovali. Il viso del Padre era
una macchia bianca senza espressione,
le mani abbandonate lungo i fianchi,
mani bianche, senza vita.
La Bellezza sfioriva dal viso
di Giulietta, dai capelli sparsi,
incollati al viso, neri di un nero
spento. La Bellezza lasciava la mani
ora ad artiglio, le dita ricurve.
Io non sono che un’umile rosa.
Lasciatemi in pace.
FINE
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