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Engrad, 77 anni
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L´affetto di due cavalli ... così diverso, così bello ...

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"Ci sono sempre mille soli al di là delle nuvole ..."

Adoro questa frase ...

E adoro fotografare, litigare con il computer e, soprattutto, (stra)parlare del mio cavallo
Mi sa che in questo blog unirò queste passioni


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lunedì 27 ottobre 2008 - ore 14:29


Essere ... o non essere ?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


O meglio ... il dilemma è
Camminare o non camminare: se sia più saggio l’equino che immobile fissa la supplicante bipede e imperturbabile non si schioda o quello che come una scheggia impazzita corre e sgroppa di qua e di là
Restare, guardare, dormire e perplesso attendere di poter uscire, è soluzione da accogliere senza dubbio alcuno per il saggio Colonnello
Galoppare, sgroppare e sbuffando arrestarsi: ma qui è l’ostacolo, dal travolgere la Bipede e poscia svignarsela dalla finestra ci trattiene l’affetto: meglio dunque con circospezione avvicinarsi e gentilmente punzecchiarla con un morsicotto. Questa è la scelta del fiero Grande, che incredulo di rimando si becca una sberla e gli insulti della bipede offesa. E non resta altro che risistemarsi l’aureola e paziente resistere alla tentazione di saldare il conto

Così ci fa vigliacchi la coscienza; e a entrambi non resta altro che chinar la testa e a turno, prima l’uno e poscia l’altro, trascinare la Bipede a mangiar l’erba

(Colonnello ... ti scongiuro CAMMINA; Grande ti scongiuro FERMATI ............... l’amletico dubbio è "Quale dei due strozzo per primo ?")

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venerdì 24 ottobre 2008 - ore 22:28


Scoperte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le macchine hanno un Tubo ... io non c’ho capito un tubo di sto tubo, ma mi dicono che il suddetto dovrebbe stare ben avvitato al suo posto e non ballonzolare libero e felice nel cofano della macchina ...
Il Tubo ha qualcosa a che fare con l’aria ... credo che la sua mancata connessione abbia ripercussioni che si esplicano nella constatazione del fatto che il fato della mia smartina sia di essere una macchinetta seria che non si dà arie ... o magari è proprio questo che le dà quell’aria da Macchina Vissuta
Certo è che a me non faceva né caldo né freddo, nel senso che ho passato l’estate a godermi l’auto-forno ed ora stavo cominciando ad apprezzare l’auto-frigorifero ...
Va bene, va bene, confesso che non ho ancora capito che aria tira, ma non m’importa un Tubo !
Comunque la mia Smarta è stata promossa a pieni voti e ha vinto un bel Bollino Blu !






(no, cioè ... dico ... a luglio ho portato la mia macchina in officina per riparare l’indicatore della benzina che non funzionava. L’indicatore continua a non funzionare ed in più scopro pure che mi hanno fatto alla carlona le altre riparazioni ? Bella polla che sono )

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venerdì 24 ottobre 2008 - ore 11:22


Sfogo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte scambio il Blog per uno Sfogatoio e mi scappa un Post Lagnoso, non riesco a trattenermi
Dopo un po però mi rileggo, ci penso su circa tre secondi ... mi rido dietro e cancello tutto
Ma ci sono Post di Sfogo che NON possono essere cancellati, ferite troppo profonde, delusioni troppo cocenti ... ergo adesso MI SFOGO !


Stupido programma, dovevi buttarmi fuori proprio ADESSO, quando mancava solo un’ultimo ritocco per rendere perfetto il mio lavoro ? E il salvataggio automatico ... CHE FINE HA FATTO ???????????????
E io che non molto tempo fa proprio qua ti avevo dichiarato il mio Amore ... ah, sedotta e abbandonata, che tristessssssssssa !



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mercoledì 22 ottobre 2008 - ore 23:14


Era un piano diabolico ... o forse no ?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avevo elaborato un Piano Diabolicamente Intelligente per combinare Maneggio, Mamma e Macchina
Sposto il giorno dedicato al Maneggio dal mercoledì al Martedì, il mercoledì faccio felice la mia Mamma portando la robbbba in Ricicleria e faccio felice pure la mia Macchina perchè "ne approfitto per scaldare per bene il motore e poi la porto a fare il benedetto Bollino Blu"
Diabolico piano, dove tutto si incastra alla perfezione !
Già ... si è incastrato proprio per bene

Ma Ma Ma ... c’erano decisamente troppi "Ma" nel mio Diabolicamente Macchinoso Piano

Martedì mi è saltata la lezione-tutta-per-me-e-solo-per-me con Colonnello ... e sono saltati pure i nervi di Grande (benedetto cavallo ... a volte pure io c’ho il sacrosanto diritto di essere splaffata, demoralizzata, depressa senza venire da te soppressa ! Non trovi ? .... no, direi proprio di NO ... va bene, sono allegra, di ottimo umore, sprizzo gioia da tutti i pori (permaloso !!!))

E mercoledì ... ho coraggiosamente affrontato l’Ignoto, mi sono spinta in Regioni Inesplorate, ho sfidato Nemici in Agguato (... sì, insomma, sono riuscita ad andare fino in Ricicleria), ho scaricato la robbbba e sono eroicamente riuscita a ritornare alla base (l’Officina preventivamente allertata sulla mia storica decisione di fare il Bollino Blu Alla Mia Smart)

............................................... Ah, no guardi, mi dispiace, non mi funziona la macchina, il software, il disco rigido, niente da fare fino a domani, torni venerdì ...............................................

Naaaaaaaaaaaaaaaaaa, per una volta che il motore della mia macchinina era CALDO !

Io ODIO guidare ... e venerdì mi ritoccherà andare su e giù per le stradine del mio quartiere per riscaldare il dannato motore ... uffa !!!!


(hehehehehehe, che post Superlativamente Farneticante )

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martedì 21 ottobre 2008 - ore 12:14


Il sogno
(categoria: " Pensieri ")


La maga si fermò nella radura, accanto al grande masso piatto illuminato dalla luna.
Aveva camminato molto ed era stanca … ed inquieta: c’era un cambiamento nell’aria, lo avvertiva ma non sapeva dargli un nome ben preciso
Si slacciò il sacchetto che teneva sempre appeso al collo, adagiato sul cuore, lo carezzò con l’affetto che si prova per un vecchio amico e ne versò il contenuto sul masso

Il sacchetto conteneva dei sassolini e ogni sassolino era speciale, pulsava di luce propria … e cantava una propria canzone
La maga li guardò e il solito groppo le lacerò il cuore: quei sassolini, una volta così numerosi, si erano ridotti ancora di numero
Alcuni si erano dissolti senza lasciare traccia né memoria … erano incontri occasionali, semi di amicizie che non erano sbocciate
Altri erano opachi … amicizie un tempo più o meno forti che erano state inesorabilmente sopraffatte dal tempo e dalla lontananza
Altri ancora nella loro assenza pesavano come macigni … erano le amicizie più belle, finite senza sapere come e quando. Erano stati alberi rigogliosi, con radici forti e profonde … come avevano fatto a svanire così … come aveva potuto permetterlo … rimpianti e ancora rimpianti

La maga si riscosse, quasi con rabbia, fece un respiro profondo e ricominciò a guardare i sassolini
Ce n’era uno rosso fuoco, talmente freddo da bruciarle la mano ogni volta che cercava di sfiorarlo. Tante volte aveva provato a gettarlo via, ma non c’era mai riuscita. Era stata così bella quella piccola gemma, aveva un calore così piacevole una volta … la maga sospirò e lo ripose con cura, ancora una volta, nel sacchetto, in attesa di qualcosa che, lo sapeva bene, molto probabilmente non si sarebbe mai più avverato
Alcune delle piccole pietre risplendevano di una luce lontana, simile a quella delle stelle che brillano alte nel cielo in una notte d’inverno. Lontane, apparentemente irraggiungibili ma sempre pronte a cantare se appena sfiorate nella giusta maniera. La maga le guardò sorridendo, non era quello il momento di svegliarle … ma loro erano là
E c’erano gemme che invece brillavano di una luce speciale, pulsavano e cantavano senza sosta … erano quelle a cui la maga teneva più di ogni altra cosa al mondo: erano le pietre che la sostenevano nei momenti difficili, erano le pietre che in lei trovavano sostegno.
Tra queste … una era cambiata …
La maga la osservò con timore, la luce emanata dalla pietra era diversa … No, dimmi che QUESTA non si affievolirà fino a scomparire … non questa, ti prego, questa no …

Prese in mano la pietra e la osservò con attenzione: di solito la luce era blu, un blu a volte limpido come un cielo invernale, a tratti cupo come un cielo in cui si addensano nubi di tempesta … e la musica che da essa risuonava era un trillo di flauto, a volte melanconico, a volte impertinente, a volte (ahimè, fin troppo raramente) spensierata come la risata di un bambino
Ma adesso il colore … il colore era cambiato !
Scrutando nelle profondità della pietra la maga capì ...
Nel cuore della pietra sorge un minuscolo villaggio … ed ecco, adesso la maga ne percorre i sentieri: una volta li conosceva bene, una volta una delle case che componevano il villaggio era la “sua” casa. Risate, un camino sempre acceso a riscaldare il cuore, un nucleo di persone da poter chiamare Amiche
Ma il villaggio a poco a poco cresce, si espande, diventa sempre più bello, accoglie nuove persone, nascono nuove amicizie. Scosso da tempeste, accarezzato da lievi brezze che spazzano le nubi, flagellato da uragani, cullato dalla dolce nenia del fiume che incessante scorre e lenisce le ferite il villaggio resta saldo e diventa un paese e poi una piccola città e cresce, cresce ancora.
E la musica del flauto ... lentamente comincia a cantare solo canzoni sconosciute alla maga
Ed ecco, la città ormai è diventata troppo piccola e troppo gravi sono diventati i ricordi che essa racchiude: la melodia del flauto ormai è mutata, gli abitanti ormai si sono trasferiti in una nuova città
Luci, risate, voglia di cambiare, di crescere, di voltare pagina
Ma la maga … è rimasta prigioniera nella pagina precedente

Si aggira per le strade senza far rumore, avvolta nel suo mantello, il più delle volte invisibile … c’è, c’è sempre … ma prigioniera del suo stesso silenzio lentamente scivola nell’oblio, inesorabilmente perde di vista chi fa risuonare le mille melodie del proprio flauto, incapace com’è di varcare la soglia, di gridare "Io ... sono qua ! Non mi dimenticare ..."

Un sospiro, un soffio di vento … la maga è di nuovo nella radura, con infinito affetto raccoglie la pietra e la guarda: vorrebbe donarle qualcosa, ma non sa cosa e come ... esita ancora un attimo e poi si decide

Tenta un’ultima magia
Un tempo era brava, un tempo le riusciva così facilmente ciò che oggi, sempre più spesso, si rivela un fallimento
Un tempo la maga sapeva creare sorrisi

Adesso … ci riprova

Adesso c’è un fiore, un girasole che non appassisce mai
Il fiore sul masso
Il masso nella radura
La radura in una sim silente
La sim in un sorriso
Il sorriso di una maga invisibile ma sempre presente

PUF ... la magia non funziona, nessun sorriso ...
Forse la maga davvero ha cessato di essere tale, forse ... è davvero solo una strega, come dicono in giro

La maga si stringe nel suo mantello, in una mano la sua fida scopa, nell’altra il rugoso bastone che da poco l’accompagna nel suo vagare e si allontana
Un refolo di vento attraversa lieve come l’eco di un ultimo sospiro la radura ormai solitaria
Sul masso il girasole attende paziente che qualcuno si accorga di lui ...

Il girasole è stato raccolto ... e la Maga sorride felice

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domenica 19 ottobre 2008 - ore 23:26


Domenica d’autunno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
















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sabato 18 ottobre 2008 - ore 22:18


Oggi io sono ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice felice !!!

Ho montato Colonnello, ho giocato da terra con Grande, mi sono goduta i miei Ragazzi e sono loro tanto, tanto tanto riconoscente per ogni singolo istante





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sabato 18 ottobre 2008 - ore 11:41


Amore mio ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... mi sono follemente innamorata di te, conto le ore che ci separano, sono così impaziente di rivederti
Dimmi che ci sarai ancora, dimmi ... che non te ne sarai già andato (so che un destino crudele ci separerà tra sessanta giorni ... oh, amore mio ... quanto è prezioso ogni singolo istante, dobbiamo farlo fruttare al massimo)
Amo tutto di te, il tuo aspetto così elegante eppure ... franco. Mi è bastato guardarti una volta per imparare a leggerti (e, confesso, per piegarti ai miei desideri e fare con te e di te quello che volevo)
Certo, abbiamo pure litigato, a volte con quella tua specie di umorismo bislacco mi fai arrabbiare ... dai, fai il bravo, non abbiamo tempo per certi stupidi scherzi noi due !
Ti amo, ti amo, ti amoooooooo e ti voglio, oh quanto ti voglio !!!

Ebbene sì, ho scaricato la versione demo di QuarkXPress 8 e me ne sono follemente innamorata !


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sabato 18 ottobre 2008 - ore 09:24


Lo Shampoo - by Giorgio Gaber
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Una brutta giornata
chiuso in casa a pensare
una vita sprecata
non c’è niente da fare
non c’è via di scampo
mah, quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Uno shampoo?

Una strana giornata
non si muove una foglia
ho la testa ovattata
non ho neanche una voglia
non c’è via di scampo
devo farmi per forza uno shampoo.

Uno shampoo?

Scende l’acqua, scroscia l’acqua
calda, fredda, calda...
Giusta!
Shampoo rosso e giallo, quale marca mi va meglio?
Questa!
Schiuma soffice, morbida, bianca, lieve lieve
sembra panna, sembra neve.

[parlato]: La schiuma è una cosa buona, come la mamma, che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco: una mamma enorme, una mamma in bianco.

Sciacquo, sciacquo, sciacquo.

Seconda passata.

Son convinto che sia meglio quello giallo senza canfora.
I migliori son più cari perché sono antiforfora.
Schiuma soffice, morbida, bianca, lieve lieve
sembra panna, sembra neve.

[parlato]: La schiuma è una cosa pura, come il latte: purifica di dentro. La schiuma è una cosa sacra che pulisce la persona meschina, abbattuta, oppressa. È una cosa sacra. Come la Santa Messa.

Sciacquo, sciacquo, sciacquo.
Fffffff... Fon.

........... e quando questo non basta la cosa migliore è infilarsi la giacca e filare di corsa dalla parrucchiera !
(ovviamente per il mio "Parrucchiera Day" ho beccato la giornata più fredda & grigia & ventosa possibile)


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giovedì 16 ottobre 2008 - ore 10:08


...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Uh oh ... ieri ero stanca, ieri mi sono lasciata vincere dalle preoccupazioni, ieri mi sono impelagata nel mio personalissimo inverno
Ieri non sono riuscita a lasciare in macchina i miei guai, me li sono trascinata dietro fin nel paddock dei Ragazzi
Grande non ha approvato neanche un po la cosa, ieri ho passato il tempo trascorso con lui a schivare i suoi "pizzicotti", ha continuato a dirmi "Piantala, pensa a ME" ... ma io ieri non ho saputo ascoltarlo
Me lo sono portata al lavaggio, l’ho costretto a sopportare una strigliatura con la S maiuscola, ho spazzolato il suo mantello, ho pettinato coda e criniera, controllato e lucidato gli zoccoli
E lui continuava a minacciare pizzicotti e io ... io ho smesso di ascoltare i miei guai e mi sono messa ad ascoltare il mio cavallo ... ho continuato a carezzarlo, a mormorargli quanto bene gli voglio ... mi ha ascoltato, mi ha creduto
Abbiamo ricominciato a parlare, i "pizzicotti" sono stati sostituiti da leccate ... è riuscito ancora una volta a farmi tornare il sorriso
Erba ... e poi ... il cambio
Ho strigliato Colonnello, ho pettinato coda e criniera, controllato e lucidato gli zoccoli ... niente pizzicotti, niente bisticci, niente leccate ... solo quegli occhi che mi scrutano in silenzio, che ancora non credono che io "sono sua"
Ieri ho definitivamente rinunciato all’idea di dare in mezzafida Colonnello, almeno durante l’inverno. Faccio l’egoista, tengo quegli occhi solo per me





PS: hemmmm, quando finisce l’inverno ?

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