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lunedì 12 febbraio 2007 - ore 16:50


LETTERA D’AMORE ALLA MIA PORCELLONA
(categoria: " Poesia ")


Mio dolce saccottino pieno di pupù, da quando ti ho conosciuta la mia vita è diventata migliore, sotto tutti i punti di vista: ho trovato il modo di riempire le domeniche, dopo anni di pomeriggi passati davanti alla tv a guardare Costanzo; non devo più balbettare imbarazzato di fronte a mia nonna cercando di spiegarle che se non ho mai avuto una ragazza è solo una questione di sfortuna; mio papà ha smesso di chiedermi se sono omosessuale (e ahimè ha smesso pure di portarmi nei locali a luci rosse per verificare di persona i miei gusti sessuali); e soprattutto grazie a te ho trovato finalmente qualcuno con cui giocare a Monopoli (a dire il vero ci giocavo anche prima, da solo, muovendo contemporaneamente 4 segnalini e gestendo anche la banca, ma al momento delle contrattazioni andavo letteralmente fuori di testa!).
Cara scrofetta mia, mi piaci proprio tanto, anche se sei alta solo un metro e una scatoletta di tonno, anche se pur avendo ormai 28 anni sei ancora affetta dalla peggiore forma di acne giovanile che io abbia mai visto (e lo dice uno che al liceo veniva chiamato Stromboli), anche se hai il 47 di piede (ma come fai a non cadere dalle scale?) e un buon 110 (senza lode) di fianchi, anche se hai la erre (e non solo..) moscia e la esse sibilante. Mi piacciono le rughe che hai attorno agli occhietti vitrei, mi piace il prurito incontrollabile che mi viene alle mani quando ti accarezzo i radi capelli, adoro il simpatico neo peloso che hai sotto il labbro inferiore, e mi fa semplicemente impazzire l’incredibile rigidità delle tue grosse orecchie (non si piegano di un centimetro neanche afferrandole con una pinza).
Mi piaci così come sei, con i tuoi pregi (che spero di scoprire al più presto) e i tuoi difetti. Quando mi sorridi mi sento felice (anche se mi viene spontaneo domandarmi se per caso il tuo dentista di fiducia abbia studiato al Cepu), quando mi chiami “folpo” mi sento la persona più fortunata al mondo, e mi fai letteralmente sbellicare ogni volta che ti lecchi il gomito.
Piccola suinella del mio cuore, averti incontrata è stato come fare terno alla tombola parrocchiale del giovedì sera, e quando sono con te il mio cuore batte forte forte e dall’emozione comincio a starnutire in maniera incontrollata. La lontra impagliata che mi hai regalato per il compleanno è stato uno dei doni più belli che io abbia mai ricevuto: l’ho messa sul comodino, così ogni mattina quando mi sveglio è la prima cosa che vedo e mi fa pensare subito a te.
Grazie per il bene che mi vuoi, grazie per avermi detto che Babbo Natale non esiste e per aver scoperto che sono stato adottato, grazie per avermi insegnato ad afferrare gli oggetti con le dita dei piedi (ormai riesco perfino a sbucciare le banane e a condire l’insalata), grazie per avermi fatto conoscere le gioie del sesso fai da te (chi l’avrebbe mai detto..), e grazie soprattutto per avermi convinto a lasciare l’università (hai ragione puzzolina, anche se avevo la media del 28 non sarei mai diventato un bravo avvocato) e ad aprire una mia attività commerciale nel campo dell’abbigliamento (le nutrie avranno pure un pessimo sapore ma hanno un pelo morbidissimo, e il coltello che ho comprato in quell’armeria è perfetto al mio scopo).
Tutti questi giri di parole per dirti che ti amo, ti amo tutta, dalla punta del callo che hai sull’alluce destro fino alla doppia punta del ciuffo di capelli bianchi che ti è spuntato in mezzo alla testa. Ti amo profondamente, con la stessa intensità con cui una tartaruga ama il suo carapace, e con la stessa sincerità con cui un calzolaio ama le tomaie. Salsiccetta mia, abbandoniamoci alle innocenti gioie dell’amore e ai meno innocenti piaceri corporali che sono così minuziosamente descritti nella tua collezione privata di DVD.
Spero di non deluderti mai e di ricordarmi sempre di abbassare la tavoletta dopo aver usato il cesso.
Sappi che sei il primo pensiero quando mi sveglio (grazie alla lontra) e l’ultimo pensiero prima di addormentarmi (sempre grazie alla lontra, che tra l’altro ha un odore molto simile al tuo).
Ti voglio tanto bene lumacona mia!!!
Con affetto e riconoscenza..

il tuo sgombrino adorato


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giovedì 8 febbraio 2007 - ore 09:57


LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA
(categoria: " Riflessioni ")


Riuscire a osservare le cose da diversi punti di vista è uno dei grandi segreti della vita.
Nel momento in cui ci si convince davvero che tutto è relativo, il problema della prospettiva diventa per forza di cose fondamentale. E così mi torna alla mente un giovane Robin Williams che invita i suoi alunni a salire sulla cattedra per guardare l’aula da un diverso e nuovo punto di osservazione; ed ecco che l’aula non è più la stessa, ma sembra assumere forma, dimensioni, colori diversi.
Guardare la Terra dalla Luna è uno dei miei grandi sogni, ma anche guardare la Luna da Marte non sarebbe male. Ricordo ancora perfettamente la prima volta che salii con mio padre sul tetto per sistemare l’antenna: ora ero io a guardare l’albero dall’alto in basso, e capii dopo pochi istanti che le babbucce a forma di papero non erano le calzature più adatte per camminare sopra le tegole. Mia sorella sembrava ancora più piccola vista da lassù, e nonostante la tenera età dimostrò una notevole forza fisica riuscendo a spostare da sola la lunga scala che io e mio padre avevamo utilizzato per guadagnare la vetta della casa. Restammo sul tetto per ore.
Vedere le cose da diversi punti di vista il più delle volte significa “mettersi nei panni degli altri”. E’ una cosa che facevo sempre, in maniera naturale, fino a quando ho fatto l’errore di mettermi nei panni di una ballerina bulgara che avevo conosciuto in un night: il corpetto non mi dona e le autoreggenti mi hanno bloccato la circolazione sanguigna. Da allora provo soltanto a IMMAGINARE cosa voglia dire essere al posto di un’altra persona, e questo mi aiuta realmente a riflettere su come la stessa situazione possa apparire così diversa se guardata dall’altro lato del fiume.
In parole povere non è tutto oro quello che luccica, e rivestire d’oro un dente cariato inganna l’orefice ma non il dentista. Il fatto che il postino suoni sempre 2 volte è utile perché così capisci che a suonare è il postino e non un testimone di Geova, però d’altro canto può essere una cosa alquanto seccante se hai già aperto la porta dopo il primo dlin dlon.
Pro e contro, zone chiare e zone d’ombra, la metà piena e la metà vuota dello stesso bicchiere.
Il grattacielo più alto del mondo è una meraviglia architettonica, ma quanti operai sono morti cadendo nel vuoto durante la sua costruzione? Il wurstel ha un gusto eccezionale (oltre alla forma), ma pochi sanno che per farlo vengono usati tutti gli scarti del maiale, e quando dico tutti..intendo proprio TUTTI..unghie e denti compresi.
Avere una visione a 360 gradi della realtà non è così semplice, anzi, ma spesso è indispensabile per prendere determinate decisioni. A volte monto sul sedile posteriore della mia auto per scoprire qual è il punto di vista dei miei passeggeri (ma cazzo non è per niente facile guidare da quella posizione..), oppure entro nel congelatore per capire come si sente un surgelato, e vi assicuro che non se la deve passare molto bene.
In definitiva non dobbiamo mai dimenticarci che ogni rosa ha le sue spine, e che anche la donna più sexy e provocante del mondo ha mal di testa 28 giorni al mese. E quando mangiate il vostro squisito pane quotidiano, ricordatevi che quel pezzo di pane esiste solo perché c’è qualcuno che si prende la briga di spandere letame nei campi.




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martedì 6 febbraio 2007 - ore 10:57


E IO ME NE FREGO
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


Perchè è giusto fare quello che ci si sente di fare, e quindi piango quando sono triste e rido quando sono felice. E la finzione, per favore, lasciamola ai maestri del cinema.




Che poi non basta indossare una maschera da clown per far ridere, così come non si tiene pulita una casa nascondendo le briciole sotto al tappeto.

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martedì 30 gennaio 2007 - ore 13:11


LONTANO LONTANO
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Luigi Tenco (1966)

Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t’amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po’ in giro
E lontano lontano nel tempo
l’espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l’aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.



E poi ci sei tu,
lontana lontana nel tempo, ma vicina vicina nel mondo:
ormai non ho più scampo, e continuo a correre in tondo.


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lunedì 29 gennaio 2007 - ore 08:42


CIO’ CHE CONTA VERAMENTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si amavano.
Il loro era un amore sincero, limpido, innocente, quel tipo di amore che quando lo trovi non lo lasci più, perché dà un colore diverso alle cose, alle persone, ai pensieri e ai paesaggi, ai gesti e alle parole. Colori simili non esistono in natura, o forse esistono ma non li puoi vedere se non provi un amore vero, profondo, per un’altra persona.
E loro due questo amore lo avevano trovato, chissà come, chissà quando.
Erano fortunati.
Non facevano grandi cose: non andavano a sciare o a giocare a tennis, non frequentavano le discoteche e non andavano al luna-park; non facevano nemmeno le cose più semplici come una passeggiata assieme o un giro in bicicletta.
Qualche volta lui la portava al cinema a vedere l’ultimo film di Woody Allen, o a teatro a vedere una commedia di Pirandello. Ogni tanto la portava a cena in qualche ristorantino fuori mano, di quelli in cui servono il vino in caraffe decorate a mano che portano scritte del tipo “El vin fa gambe” o “Un litro di vino al giorno toglie il becchino di torno”.
A loro importava soltanto stare assieme, e non faceva differenza se si trovavano sotto la Torre Eiffel o davanti al giornalaio all’angolo…l’unica cosa che contava era essere l’uno di fianco all’altra, qui, adesso, insieme.
Lui andava da lei tutti i giorni, e le portava quasi sempre una piccola sorpesa: a volte era semplicemente un cioccolatino, o un pezzo di torta al cioccolato; oppure le portava un CD musicale con i brani che a lei più piacevano, e a volte una poesia che aveva scritto per lei.
Lei non si abituava mai alle sue continue attenzioni, ma anzi se ne nutriva alimentando ancor di più l’amore così grande che provava per lui.
Era un ragazzo di una dolcezza infinita, e avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di renderla felice. Spesso mentre andava da lei si fermava per strada a comprare un fiore, oppure lo raccoglieva in qualche campo, poi lo nascondeva nella giacca. Guardavano un film stesi sul divano, e quando finiva restavano lì a chiacchierare, abbracciati, finchè lei non si addormentava. Allora lui la sollevava delicatamente e la portava a letto, la metteva sotto le coperte e le lasciava il fiore sul cuscino.
Lei aveva sempre creduto che l’amore vero non esistesse, finchè non aveva incontrato lui.
Quante volte aveva pianto su quella dannata sedia, osservando le vite altrui attraverso una finestra.
Ora invece si sentiva la ragazza più fortunata al mondo, e non desiderava nient’altro che già non avesse.
Da quando aveva 7 anni non poteva camminare, ma la vita le aveva già dato tutto ciò di cui aveva bisogno.


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giovedì 25 gennaio 2007 - ore 13:57


FINCIPIT
(categoria: " Pensieri ")


Ecco il mio primo fincipit:

C’erano una volta due fratellini di nome Hansel e Gretel, che abitavano in una casina vicino al bosco.
La madre e il padre erano molto poveri. Una mattina il padre disse ai piccini: "Andiamo a tagliare la legna nel bosco". I figli lo seguirono contenti.
L’uomo si era lasciato convincere dalla moglie ad abbandonare i bambini, poichè erano talmente poveri che non erano in grado di sfamarli.
Giunti nel bosco: - Aspettatemi qui - disse. Poi si allontanò tristemente.
Ma trascorso qualche minuto ci ripensò e andò a riprendere i figli.

Dopo 2 mesi i due fratellini morirono di fame.


E questo é il secondo:

"Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe ancor di più, che fior
di quattrini si fa pagare il giardinier"

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mercoledì 24 gennaio 2007 - ore 11:12


500 INCHINI AL CAPITANO
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


500 partite con la maglia della Juventus..sono tante, davvero tante!
Ricordo ancora perfettamente quando un Del Piero 19enne esordì in serie A con la maglia bianconera, nel lontano 1993: un giovanotto di belle speranze, dalla chioma riccioluta e dal destro mirabile.
Il ragazzo si era messo in mostra nel Padova, e così il presidente Giampiero Boniperti e l’allenatore Giovanni Trapattoni avevano deciso di portarlo alla Juventus, cambiando la storia del calcio.
Grazie Alex per le infinite emozioni che ci hai regalato con la tua classe sopraffina, la tua correttezza dentro e fuori dal campo, la tua straordinaria umiltà. Sei un esempio per tutti coloro che, come me, amano il calcio.




Cinquecento
(Elio e le Storie Tese)


Come faranno 4 elefanti a stare in una Cinquecento?
Due davanti e due di dietro.
Come faro’ a far l’amore in Cinquecento,
con te davanti e il cambio dietro
turbato dal presentimento di Cinquecento casse integrazioni,
Cinquecento bei milioni, Cinquecento voti alle elezioni ?
Elio e le Storie Tese dedicano questa belissima canzone alla Fiat Cinquecento.
E sono 50000 di bocca e 100000 scopare.

Cinquecento, coi tuoi problemi di avviamento,
quell’avventura del momento.
Cinquecento, brum bruuuuuuum.
Cinquecento, in camporella Cinquecento.
E il posteggio e’ facilitato.
Elio e le Storie Tese hanno dedicato questa simpaticissima canzone alla Fiat Cinquecento


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martedì 23 gennaio 2007 - ore 14:23


Ludovico Van
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


<< A letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell’attesa che il destino esaudisca i nostri desideri - posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti, sì, ho deciso di errare lontano finché non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti - purtroppo così deve essere - ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai - mai - O Dio perché doversi allontanare dall’oggetto di tanto amore, la mia vita a V. è ora miserevole - il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice degli uomini - alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse - ma è ciò possibile nella nostra situazione? - Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni - quindi chiudo affinché tu possa ricevere la lettera al più presto - sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere il nostro scopo di vivere insieme - sii calma - amami - oggi - ieri - Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te - di te - dite - mia vita - mio tutto - addio - ti prego continua ad amarmi - non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato.. >>

L.

Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente nostri




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giovedì 18 gennaio 2007 - ore 17:17


fotografia
(categoria: " Poesia ")


La tengo (senza averla) tra le mani
la osservo a lungo, in bianco e nero
gli occhi son chiusi, non il pensiero.

Un quadratino di carta, un po’ stropicciato
nelle mie mani è uno scrigno, pieno di ricordi
una finestra affacciata su un mondo passato.

Non vedo i silenzi intrisi di rabbia
le parole scagliate come coltelli affilati
le ombre sul volto di due innamorati.

Vedo solo due occhi che sempre amerò
leggo, su sfondo verde, la profonda verità:
LEI è la cosa più importante, ieri oggi e chissà.


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martedì 16 gennaio 2007 - ore 17:30


INCONTRI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’ho incontrata casualmente, in una calda serata estiva, in mezzo alla folla rumorosa di giovani che invadeva i Navigli patavini. Bellissima, come sempre. E per qualche istante il mio respiro si è fermato, come sempre.

- “Ciao!”
- “Ciao Francesco! “

(Due baci sulle guance)

- “Che strano vederti qui..”
- “Perché? Mi consideri troppo vecchio per questo posto?”
- “Ma no! È che..è così tanto tempo che non ci vediamo..insomma non mi aspettavo proprio di trovarti..”

(guardarla negli occhi è come guardare il mare e il cielo che si toccano)

- “Beh, per la legge dei grandi numeri prima o poi dovevamo incontrarci..no? Dopotutto Padova non è mica New York”
- “Sì hai ragione..ma dimmi di te! Cosa combini?”
- “Niente di che...traffico di droga, contrabbando di armi, sfruttamento della prostituzione minorile..sì insomma le solite cose. E tu invece? Hai finito gli esami?”

(sorride, divertita)

- “Mi manca un esame, e ho già cominciato la tesi. Spero di laurearmi a dicembre.”
- “Uau! Brava..e poi ti laurei nel periodo ideale per fare un bel bagnetto nella fontana di Piazza delle Erbe..”
- “Brrr mi vengono i brividi solo a pensarci! Lo sai quanto sono freddolosa..”

(sento vibrare qualcosa nella tasca dei pantaloni)

- “Non ti accorgerai nemmeno del freddo. Alla mia laurea ero talmente ubriaco che non mi rendevo neppure conto di avere dei vermi che mi correvano tra le dita!”
- “Vermi?!?!? Come sarebbe a dire?”

(estraggo il cellulare dalla tasca)

- Eh..i miei amichetti simpatici mi hanno fatto indossare dei guanti di nylon in cui avevano messo un po’ di vermi, vivi! Io non me ne sono accorto subito, grazie al notevole tasso alcolico. Dopo un po’ mi hanno detto di guardarmi le mani, e ho visto tutti quei lombrichetti scorrermi tra le dita..”

(apro la conchiglia, 1 nuovo sms ricevuto, leggi messaggio)

- “Ma stai scherzando?? Se facessero a me una cosa del genere credo che svenirei!”
- “Ti conviene ubriacarti allora!”

(mittente sms: Xxxxx, testo: “E’ inutile che stai là a fare gli occhietti dolci sforzandoti di essere simpatico, dille semplicemente che vuoi piantarle nel culo il tuo cazzo mostruoso!”)

- “Beh su questo non c’è pericolo, dovresti ricordarti che mi basta un bicchiere di vino per partire per la tangente! Ma..perchè quella faccia?”

(imbarazzato)

- “Eh? No niente..”

(giro leggermente lo sguardo e vedo Xxxxx e Yyyyyy appostati qualche metro dietro di lei, che mi guardano e ridono come due deficenti)

- “..scusa..è che...



Xxxxx:”Ahahahah! Guarda che faccia!!!”
Yyyyy:”He he he..secondo me s’incazza..”
Xxxxx:”Con tutte le volte che l’ha fatto lui a me!?!!”
Yyyyy:”Sì è vero, ma sai quanto è permaloso!”
Xxxxx:”Non me ne frega un cazzo.”
Yyyyy:”OU!!”
Xxxxx:”Cosa c’è?”
Yyyyy:”GUARDA!!!! LE STA FACENDO LEGGERE IL MESSAGGIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Xxxxx:”Ma…NOOO...! dio…”
Yyyyy:”……….”

Lei sta osservando il cell di Fresh, poi lui le dice qualcosa. A questo punto lei solleva la testa, si volta improvvisamente verso di loro e li saluta sorridente.

Xxxxx ricambia il saluto, basito.
Yyyyy (con una faccia da cazzo):”..ciao Valentina...tutto bene?”
Xxxxx finge di cercare qualcosa nelle tasche della giacca.

“Sì, grazie. E voi ragazzi?”

Xxxxx continua a frugare nella giacca guardandosi le scarpe.
Yyyyy:”Sì, più o meno..”

Lei si gira nuovamente e torna a parlare con Fresh.


Yyyyy:”Che figlio di...!”
Xxxxx:”Eh..ci ha fregati stavolta..”
Yyyyy:”Che figura di merda COLOSSALE!”
Xxxxx:”….andiamo a prenderci un birrozzo va.”
Yyyyy (accendendosi una sigaretta):”Sì è meglio..”



- “…e qui dove eravate?”
- “Sempre all’Elba, in un’altra spiaggia. Quello semi-sepolto sotto la sabbia è Yyyyy.”
- “Certo che sto cellulare fa delle foto splendide!”
- “Sì è vero, peccato che i soggetti delle foto siano quei due imbecilli!”

(ride, e i suoi occhi non potrebbero essere più luminosi)

- “Ha ha che scemo!”

Sorrido anch’io, pensando che non è mai stata così bella, e intanto osservo i due coglionazzi dirigersi mesti verso il bancone del bar.


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