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venerdì 7 luglio 2006 - ore 14:46


Caetano Veloso
(categoria: " Vita Quotidiana ")




O come l’anagrafe riporta Caetano Emanuel Viana Telles Veloso. In Brasile lo amano alla follia esattamente come lo odiavano 40 anni fa, un po’ come da noi Califano (oggi santosubito!)
Il paragone è irrispettoso per questo distinto signore di 65 anni che con la sua musica, i suoi film, i suoi libri ed infine con la sua vita ha dato un contributo fondamentale affinchè per me valga la pena abitare sulle terre emerse.
Pittore, regista teatrale, critico cinematografico prima di rassegnarsi ad essere un talentuoso musicista nella Salvador de Bahia dei primi anni 60’. Amici importanti come Gilberto Gil, Gal Costa, Tom Ze e la sorella Maria Bethania, cresce mangiando pane e Fellini, Glauber Rocha, Luis Bunuel e, a differenza dei musicisti brasiliani coetanei, ama i Beatles, Bob Dylan ed i Rolling Stones. Ed è proprio grazie alle suggestioni culturali europee ed americane che Caetano ed i suoi amici fondano il movimento tropicalista, con l’intento di svecchiare la cultura brasiliana, chiusa nei confonti dell’esterno e ripiegata su se stessa.
Parallelamente al Cinema Novo, il Tropicalismo incorre nella censura del regime militare che arresta Caetano e lo esilia con l’amico Gil (non prima di aver concesso loro un ultimo concerto per pagarsi l’aereo..).
Vive a Lisbona, poi Parigi ed infine Londra, dove si immerge nella lingua e cultura inglese pubblicando 2 album (qui possiamo parlare a diritto dell’abusata saudade).
Tornato in patria nel ’72 collabora con Chico Buarque, Tom Jobim e successivamente Djavan, continuando ad essere un personaggio pubblico problematico, osservato dal regime ed osteggiato dalla critica che non apprezza la sua esterofilia ed il suo carattere sopra le righe. Anche il suo film "Cinema Falado" viene stroncato. Lui risponde rilanciando provocazioni nei concerti, in interviste televisive e radiofoniche. Nel frattempo i suoi dischi vendono migliaia di copie all’estero, dove nei concerti raccoglie moltitudini da rockstar.


Discografia essenziale caldeggiata:

-1968 Tropicalia
-1975 Qualquer Coisa
-1979 Cinema Trascendental
-1983 Uns
-1992 Circulado vivo
-1997 Livro

Letture:


Marco Molendini "C.V. un cantautore contromano" Millelire
Caetano Veloso "Verità tropicale: Musica e rivoluzione nel mio Brasile" Feltrinelli


Non so se si intuisce qualche cosa sullo spessore di quest’uomo dalle mie parziali indicazioni. La sua intelligenza poliedrica e la sua conformazione artistica mi hanno sempre illuminato. E’ autore di alcuni dei miei pezzi preferiti come Voce e linda, Leaozinho e Sampa. E’ la risposta privilegiata alla domanda "Chi è l’artista?". Astenersi imitatori. Non ho i cromosomi giusti, ma mi sembra anche un bell’uomo, dal fascino evidente.
Ho mancato per un pelo un suo concerto qualche anno fa. La prossima volta non mi scappa.



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sabato 1 luglio 2006 - ore 17:05


Uomo e oggetto
(categoria: " Vita Quotidiana ")




-Ciao Alessio
-Ciao Massimo
-Come va?
-Abba. (gergo giovanile mimetico)
-Di cosa hai bisogno?
-Non saprei come spiegartelo. Ecco: hai presente quando le lampadine tremolano perchè c’è troppa roba attaccata alla corrente oppure la roba attaccata è troppo potente? (gergo pressapochista mimetico)
-Ahh! Temo di capire.. porta le mani sulla testa tra i capelli e sgrana gli occhi
-Ma no.. in che senso..
-Taci! Non parlare. Seguimi. si allontanano

-Eccola. Guarda dietro. La potenza.
-Oh my god!

Mi risveglio rianimato da un bicchiere d’acqua, pago ed esco dalla porta quasi senza salutare. In compagnia di 25 kg di odio per il silenzio. Sono sereno. So che il vicinato non lo sarà più.
Spero di vedere le lampadine tremolare. Mi piace molto.


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venerdì 23 giugno 2006 - ore 21:36


Ma che czz?
(categoria: " Scienza e Tecnica ")




Mi faccio coraggio e dichiaro al mondo di non essere in grado di immettere la mia foto nel profilone. Ho autorisposto alle FAQ. Non mi vergogno: siamo in tanti, lo so. C’è un gruppo di autoaiuto il lunedì sera. Così NESSUNO saprà MAI che faccia ho. Gran perdita.
AH AH


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giovedì 22 giugno 2006 - ore 15:27


Il giorno del solstizio
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Non ho potuto godere del solstizio come avrei voluto. Ingabbiato da lavoro ed impegni programmati da tempo non ho saputo concentrarmi su uno degli avvenimenti naturali più importanti dell’anno. Festa dell’apice del sole, è il giorno della forza volitiva e della positività. E’ una porta aperta ed ogni avvenimento è possibile. Shakespeare nel "Sogno di una notte di mezza estate" ce lo insegna. La stasi solare durerà qualche giorno ancora, poi ciò che ha raggiunto il suo apice comincerà a decrescere. Godiamo dunque degli effetti benefici di questi giorni. Ed in effetti ieri mi è parso di intuire un cambiamento..


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mercoledì 21 giugno 2006 - ore 10:55


100.. 100.. 100..
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Chiaramente l’aulico riferimento è a OK il Prezzo è Giusto (Zanicchi sopra gli altri). Mi pare che qui si sia usi ad offrire la bevanda spiritosa eponima al visitatore-numerofisso. Nel caso un negroni, come ampiamente ci mostra googleimmagini.


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lunedì 19 giugno 2006 - ore 14:36


Un tranquillo weekend di paura
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Uno dei miei film preferiti. Ma non c’entrano nè duelling banjos nè situazioni scopiazzate poi da Tarantino nè gite fluviali.

Alla rinfusa:

-Insistente permanenza alla festa della porchetta di Bresseo. Tendenza a sortire dalla stessa con sole già fatto.
-Noncuranza delle pessime live performances precollinari in favore di un più proficuo interscambio personale con amici, neoamici, maiali morti cotti.
-Volontà transitoria ma intensa di colpire con mano chiusa il naso di una persona che ha appena insultato un tuo complimento spontaneo.
-Empatia con individui affini seppur nella distanza.
-Errori di programmazione di eventi che si sono rivelati concomitanti.
-Maldestro tentativo di acquietare pulsioni centrifughe con uso massiccio di etere etilico. Conseguente e triste scoperta che il super-io non è solubile in alcool.
-Totale svalutazione della professionalità di alcuni e conseguente iperimpegno da parte del sottoscritto per il conseguimento di obiettivi comuni.
-Un saggio di scuola di musica faticosissimo ma divertente. Grazie Zilvio Fiordifonico.
-Ebbene sì la GAS ha colpito ancora. Tra poco le foto.



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giovedì 15 giugno 2006 - ore 15:09


Dove? Chi?
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Ho sempre avuto la passione dell’ intricato nelle cose dell’arte (e magari del semplice nella vita!): nel libro di educazione artistica delle medie mi soffermavo sulle riproduzioni di opere ingarbugliate e piene di particolari. Da Dalì a Picasso, fino ad Escher per l’appunto. Non a caso sono una talpa.
Mi è venuto di pensare ad Escher per descrivere l’incerta geometria del mio agire e dei miei rapporti umani.




Qualcuno ci parla di qualcun altro






Sgt. Pepper Lonely Heart´s Club Band

It was twenty years ago today
Sergeant Pepper taught the band to play,
They’ve been going in and out of style,
But they’re guaranteed to raise the smile,
So may I introduce to you,
The act you’ve known for all these years,
Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

We’re Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band
We hope you will enjoy the show
Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band
Sit back and let the evening go
Sergeant Pepper’s Lonely
Sergeant Pepper’s Lonely
Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band

It’s wonderful to be here,
It’s certainly a thrill
You’re such a lovely audience,
We’d like to take you home with us, we’d love to take you home.

I don’t really want to stop the show,
But I thought you might like to know,
That the singer’s going to sing a song
And he wants you all to sing along,
So let me introduce to you
The one and only Billy Shears
And Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band.


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martedì 13 giugno 2006 - ore 14:31


Malcostume
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Le covers di pezzi troppo famosi, troppo belli, troppo tutto.
I Lacuna Coil sono una band onesta. E se ci metti che sono italiani ma hanno un "respiro oltreoceanico" (mainstream, ma ormai tutto lo è) potrei quasi dire che sono una buona band. Poi mentre fai lo spezzatino di vitello e piangi, orfano di Guerrino consiglia, Prova del cuoco e In cucina con, passi per Mtv e senti l’inconfondibile ritornello "All i wanted all i needed is here in my arms..". Non ci sono però gli austeri sacerdoti del pop elettronico britannico con corona mantello e la sdraio, ci sono appunto questi italiani reietti del mandolino che hanno trovato l’America.. in America.
Il batterista sbatte ossessivamente sui crash, le chitarre fanno GAGAGA. Così ci invitano a godere del silenzio.. Dulcis in fundo la cantante si arrampica sopra il muro sonoro per farci sentire che è capace di cantare.
Eccola lì. La sindrome di Giorgia. Gusto italiano in bocca. Alla fine dobbiamo sempre farci riconoscere. E poi non si fa Enjoy the silence. Si lascia lì. L’hanno fatta i Depeche già in 100 versioni, Tori Amos con autorevolezza (anche se un po’ rarefatta), perfino gli Him con una buona carica dark.
Non c’era bisogno degli eponimi Lacuna. Un po’ di rispetto please. Sennò facciamo anche Yesterday e Su di noi di Pupo.

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domenica 11 giugno 2006 - ore 15:17


Sì. Ma di lavoro?
(categoria: " Lavoro ")







Questa è la controdomanda tipica che ti viene posta ogni qual volta, a specifica interrogazione precedente, rispondi che FAI il musicista. Sì, come lavoro, come entrata economica specifica. Che cosa significhi fare il musicista dipende poi dalla storia personale di ognuno. La maggior parte di noi insegna (privatamente o nelle scuole di musica) ha un progetto musicale o più d’uno che porta avanti e fa apparizioni estemporanee in formazioni effimere magari per sostituire questo o quel collega (io ci sono specializzato, è l’unico primato che mi riconosco a cuor leggero).
Il problema è che in Italia la musica popular non è considerata una forma di cultura, ma di intrattenimento. Dai musicisti per primi! Per pop intendo tutto quello che non è musica di matrice eurocolta (classica, contemporanea etc) o jazz. Tantissimi si sono adagiati su questo assunto e vivacchiano con coverband molto glamour. Hanno spento le idee e forse aperto il portafoglio (dico forse perchè non è più l’eldorado di una volta). Hanno dimenticato quello che ci aveva fatto innamorare della musica e del nostro strumento. Spesso è un passaggio, forse obbligato. Per qualcuno dura di più, per altri di meno. Per me è durato 3 anni circa, poi per fortuna stop. Faccio cose che non mi piacciono solo raramente e pagato in modo che sarebbe imbarazzante rifiutare. E’ stata una scelta imporatante: rinunci a 4 soldi ma salvi la tua intelligenza musicale, il tuo stile e la passione per l’arte. Ci sono strade alternative. Se ami la musica le devi rispetto. Non biasimo chi fa le cover band di Vasco Rossi. Ho amici e persone a cui voglio bene che lo fanno. Alcuni di questi sono miei allievi, in un certo senso sono miei datori di lavoro. Hanno scelto la via facile. Hanno poco coraggio. E contribuiscono a lasciare l’Italia quel deserto culturale che è.

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venerdì 9 giugno 2006 - ore 00:15


W LA SVEZIA
(categoria: " Viaggi ")





HO ACQUISTATO IL BIGLIETTO AEREO per andarvi. Ed ho fatto la cazzata di prevedere un ritorno. Nell’agosto prossimo venturo e per 15 giorni. Coi 2 fidi amici borealofili che già vi furono. Uno dei due anche parlacchia la strana favella che lì ha corso. Comunque tra inglese e tedesco mi orienterò anch’io.
Staremo a Stoccolma per una settimana poi il resto nelle altre città limitrofe o noleggieremo un’auto e facendo di tutto per perderci. Bene accette segnalazioni di posti meritevoli.
Intanto:


W la Svezia (Loredana Bertè)

Alla corte del re tutti al party in deshabille’
per formalita’ regna la banalita’
a meta’ fra misteri e santita’...
e la curiosita’... la Svezia...
Alla corte del re gran signore, tous les noblesse
come novita’ ecco arrivano le super-stars
a meta’ di una falsa verita’ e la celebrita’... la Svezia...
Evviva la Svezia viva la Svezia...
Come nelle favole le sirene salgono dal mare
le altre, donne di cartone dai colori di isole lontane
per provare l’emozione di una storia d’amore
in culo alla tradizione e... alla Svezia...
la Svezia... evviva la Svezia


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