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Sì sì, è proprio il palco di quel posto lì












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martedì 15 aprile 2008 - ore 12:20


Piccola chiosa elettorale
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ho deciso all’ultimo momento di votare. Senza entusiasmo come la maggior parte di voi. Per formazioni di ultrasettantenni solo verbalmente iperattivi. So che devo praticare lambiccamenti machiavellici per giustificare quella crocetta.
L’atto pratico ha però un risvolto inatteso. Entro con faccia contrita e già pentita, forse con lo sguardo del gatto di Shrek, che all’occorrenza sfodero e che qualcuno a proprie spese ha esperito.
Saluto la segretaria, mia conoscente, consegnandole i documenti. L’omino scrutatore delle urne mi vede e mi chiede "Per te solo Camera, vero?"

Sono vanità ovviamente. Ma un po’ tirano la cordella attaccata dietro la schiena.



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mercoledì 9 aprile 2008 - ore 13:52


Ah
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Confesso di essermi annoiato brutalmente nel rileggere il mio post sul concerto di MMW. A volte l’entusiasmo è intrasmissibile. Anche tra differenti lobi del cervello evidentemente.



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martedì 8 aprile 2008 - ore 14:18


Martin Medesky & Wood
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Inseguo questi tre signori da un bel po’ di tempo. Potrei quasi dire con buona approssimazione e verve adolescenziale che sono il mio gruppo preferito. La loro prima visita nelle mie orecchie è data 28/04/1994 quando all’Antonianum accompagnavano John Zorn nella primitiva (e più felice) incarnazione del progetto Masada insieme al mio mito a sei corde Marc Ribot. Oggi rompo gli indugi e spertico lodi come una fan dei Tokio Hotel.
Unica data italiana, attesa da tempo, in un piccolo teatro di provincia a Correggio. Convinco gli amici a venire (avevo già guadagnato 4 ingressi in terza fila, così.. sulla fiducia). Entrando in Correggio scattiamo la foto dozzinale che tutti voi visitatori di tale paese avete fatto, ma vi peritate (come me, non sono eccezione) a palesare.
Il teatro è piccolo e grazioso. L’osteria dove ceniamo ci regala gnocchi fritti, tigelle, affettati ed ottimo Sangiovese. Sotto l’egida di questo santo entriamo tardivi in sala con 4 posti vergognosamente invidiati dagli astanti in piedi.
Il concerto è fantastico, segue le ultime direzioni musicali dei tre, con scarsissime concessioni al repertorio passato. Poco male, meno temi complicati e più groove. Meno jazz più psichedelia. Pochi brani, molto lunghi e camaleontici. Medesky suona contemporaneamente quattro tastiere (rhodes, clavinet ed hammond) manomettendo in continuazione un pedale Moogerfooger. Si concede ogni tanto qualche gita sullo Steinway e lì viene fuori tutto il gospel digerito. Billy Martin scivola sulla batteria e ti stupisci quanto riesca a spingere suonando così lievemente. Lieve invece non è Chris Wood che scardina il contrabbasso strappando le corde come fossero catene di cui liberarsi.
Bis piaccioni con una Mercy mercy mercy un po’ scontata e Hey Joe sognante ed intensa. A voi tredici che li conoscete. A voi MMW che mi avete risparmiato un viaggio in Svizzera per ascoltarvi.






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venerdì 28 marzo 2008 - ore 15:13


Coincidenze
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non avrei mai pensato di sentirla in radio, non so neanche in che stazione. Meritevole di applausi però. Uno dei miei pezzi preferiti. E calza perfettamente!





Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise.
Blackbird singing in the dead of night
Take these sunken eyes and learn to see
All your life
You were only waiting for this moment to be free.

Blackbird fly blackbird fly
Into the light of the dark black night.
Blackbird fly blackbird fly
Into the light of the dark black night.

Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise.


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venerdì 21 marzo 2008 - ore 15:10


Igiene
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come vi sentite quando il
mentista vi chiede quanto spesso usate il filo intermentale?

Felice equinozio!







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mercoledì 12 marzo 2008 - ore 01:08


Il lucido
(categoria: " Vita Quotidiana ")




-Maestro, ma come fa?
-Passione, e la forza della lucidità.


Avevo la gastrite ed il mio amico Marco strabuzzò gli occhi nel vedermi sorseggiare un infuso in orario vespertino. Mai a memoria d’uomo.
Questa scenetta improvvisata tradiva però un rimando al mio status razionale, oltremodo razionale, beninteso con i limiti della mia razionalità, ma in totale affidamento ad essa. Sempre? O si cambia?


-Sai C. pensavo giusto oggi che sono arrivato a 30 anni per..
-Già, forse meglio così, cosa cambia? no?


Scrivo e leggo, mi riposo quando lavoro. Non sono sempre belle giornate, non potrebbero esserlo.

Metto questo, per non metterne un altro




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giovedì 28 febbraio 2008 - ore 00:40


I had a dream
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi piace la carne. Di vacca morta appena appena. Affettata grossolanamente. Che veda la griglia fuggevolmente. La saluti, stringa con essa una amicizia transitoria ed abbia una storia senza coinvolgimenti, ma che la scaldi teneramente all’interno. Si faccia poi cospargere di sale grosso e si scrolli di dosso la pesantezza del sangue in eccesso.
Questa è la mia vacca. Ce ne sono tante come questa ma questa è la mia.
La mangio di sera. Ovviamente. Perchè la vacca è affettuosa. ti tiene compagnia anche dopo che tu l’hai baciata e le hai fatto fare la fine che merita. Ti tiene compagnia quasi a ricordarti la sua natura ruminante e vendicarsi della tua pochezza di mammifero con un solo stomaco. La mangiassi a pranzo sicuramente ciondolerei sulla sedia alla ricerca di un appiglio, un risveglio etico della mia natura di essere comunicante, un sistema di valori vigili sulla mia dignità ed un coacervo di risorse vitali. Insomma non insegnerai nulla ai miei alieni.
Il però del libare 700 g di vacca a cena è il sonno.

-Che vai farneticando, A.? Non dormi compiutamente dal ’98 dopo che hai dato l’esame con la Collodo.
-Bah.. la tua approssimazione mi indispettisce.
-Vuoi sostenere a cuor leggero che la tua permanenza tra le coltri è foriera di stati di totale quiescenza?
-Smettila di essere inutilmente verboso. Capita anche che io dorma.


E sogni. Non i sogni bagnati dell’adolescenza, in cui magari prendevi nota mentalmente di ciò che avevi mangiato a cena per poterli replicare all’infinito (Matrix esiste: costicine, salsicce e fagioli ne sono i suoi auspici) ma sogni scriteriati e grotteschi.
Ad esempio ieri ho sognato di essere in montagna, in compagnia di una signora non precisata cui facevo da cavaliere in avventure di discesa su slitta da un pendio solitario digradante nel parcheggio dove attendeva paziente la mia auto. All’improvviso dall’altra parte della collina si sente un verso animale che mi gela il sangue e mi pietrifica.
Vedo scendere dalla collina un enorme orso grigio: la prospettiva me lo fa valutare lungo una decina di metri. L’animale è vistosamente bellicoso e digrigna i denti puntandomi. Resto immobile imbalsamato dal suo verso gutturale. Poi, mentre mi ri-ho noto sopra l’animale uno strano essere a cavalcioni. E’ un orientale, un cinese direi, piccolissimo. Ha baffetti da cinese ma veste pelli di castoro come David Crockett. Urla e si agita spasmodicamente. Imbraccia una carabina che mi punta contro. Io realizzo che è ora di fuggire e scappo.
Mi sveglio di colpo. Domani insalata.

Sia messo agli atti che ho invano cercato su Google l’immagine di un orso con un cinese vestito da David Crockett a cavalcioni. Poi dicono che su internet c’è tutto.



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mercoledì 13 febbraio 2008 - ore 13:48


Nuovo
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Nuove idee. Nuovi progetti. Cosa frulla nella testa glabra di A.G.?


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venerdì 1 febbraio 2008 - ore 00:43


Non avrei saputo dirlo meglio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi arriva segnalazione da parte di un’amica pianista. Pat Metheny parla di Kenny G.
Divertente e saggio. D’altro canto se i rapper della west coast sparano a quelli della east, Kid Rock aggredisce Tommy Lee, la Bertè minaccia Baudo, il vecchio Pat avrà pure il diritto di dileggiare a suo piacimento quella forma di vita musicale primordiale di Kenny Gorelick, che invece di fare il rabbino come previsto "nonostante l’incredibile incapacità, nel 1981 firma un contratto con la Arista Records come artista solista" (da Wikipedia) e non per fare le colonne sonore dei films porno come sarebbe stato logico supporre ascoltandolo. Si potrebbe allegare un film hard ad ogni copia dei suoi album. Acquisterebbero certamente spessore.



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sabato 26 gennaio 2008 - ore 00:48


Chi fa cosa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Saluto due persone che se ne sono andate.




Questo signore ha fondato e diretto per 30 anni una delle prime radio libere del Veneto, radio Gamma 5, contenitore di molteplici idee ed iniziative. Per nulla accomodante, mangiapreti e mangiapolitici, non sempre lucido e coerente (avrà trovato qualcuno a cui dare i 5 milioni promessi per la dimostrazione dell’esistenza del Monte Grappa?), Franco è ciononostante da annoverarsi tra le persone che FANNO, in Irpinia come in Val di Susa, nei gruppi di acquisto solidale, come nella difesa dell’acqua. Ciao Paron del mondo.




Ciuke ricalcava il titolo della canzone di Gazzè il timido ubriaco, almeno nell’impressione che ne ho avuto io nell’unico nostro incontro. Era il 2001. Suonavo nella sua Marghera, in un festival commemorativo dei gruppi degli anni 60’ del posto, sostituivo un bassista (non so bene se paralizzato o morto) nella band dell’epoca di Pino Donaggio. Rimasi colpito da questo tizio magro e segnato, con un ridicolissimo basco in testa ed una cicca incollata al labbro inferiore. Lui mi vide suonare al sound check e con molta semplicità mi si presentò cordialmente. Parlammo un po’ di musica e del Fatato Mondo Della Riproduzione Sessuata. Aveva delle opinioni piuttosto comuni su questo. Gli dispiaceva molto aver dovuto mollare i Pitura Freska, proprio all’apice del successo. Ma ora stava ricostruendo un’altra band, gli Aquarasa.
La cosa che mi spiacque molto fu l’atteggiamento di molti musicisti presenti (alcuni dei quali illustri baroni della musica che si compra e si vende) che deridevano Ciuke per il suo aspetto eccentrico o per la sua presunta estraneità alla manifestazione (mi confidò che in realtà aveva fondato la sua prima band nel ’68) o per la cicca "condita" che aveva in bocca. Con un misto di superiorità e compassione. "El soito Ciuke".
La rivincita di Ciuke venne sul palco: si esibì tra i primi, armato di una Telecaster appesa al collo, accompagnato da una band che non ricordo, tirò fuori una voce pazzesca dalla sua gola rinsecchita e catramosa. Cantò tra le altre "The house of the rising sun": i presenti rimasero di stucco ed applaudirono a lungo. Anche chi lo dileggiava. Anche chi lo snobbava. Gli stessi che poi fecero pessime figure sul palco suonando gli stessi pezzi da trentanni. Male, come trentanni fa.
Mi fece dei complimenti che non dimentico ed io ricambiai convinto. Si stupì. "Ma come? Ma se ghe zè XXXYZZXY e ZXXZYXZ proprio a mi i vien batarme le man?" Bravo Ciuke.




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