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lunedì 15 gennaio 2007 - ore 14:29
Ignorare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ignorare gli stimoli della mia carcassa corporea. Se non dormo, se non faccio sport, se lavoro malamente, se navigo in un mare di vizi assortiti, mi ammalo. Questa è la teoria, la conosco bene. Applauso. La pratica è che mi sono ammalato ugualmente.
Ho scelto di farlo a mio bell’agio durante un concerto, quando ho preso a sparare starnuti dell’intensità di fucilate a salve. Come dovevo sembrare ridicolo, fagotto sussultante sullo sgabello da musica, quel trespolo molto chic che ti trasforma in un raffinato ed irraggiungibile esteta! Anche l’ottimo oste è dovuto impietosirsi se durante la pausa tra il primo ed il secondo set mi si avvicina e nel suo roccioso dialetto montano mi propone un rimedio rustico e saporoso come un te con il rhum, somministrandomi però la bevanda a dosi invertite.
Il resto è un viaggio di ritorno a monosillabi ed assopimenti, con brevi sogni di animali allegorici a tenermi compagnia.
Ed ora sono a casa, non lavoro, mando un nuovo sostituto ad insegnare al posto mio per qualche giorno e starnutisco comodamente in casa mia, precisamente dal divano, dove, ad onta di ogni velleità creativa sono sempre stato l’artista n.1. Della pennica.
Ignorare anche che dopo James Brown due giorni fa è morto un altro grande della musica, Michael Brecker, il sax più intelligente e creativo dai tempi di Coltrane (ieri è morta anche Alice Coltrane, sua moglie!). Quanto ho amato i tuoi spigoli nei dischi di Donald Fagen e Jaco Pastorius!
Clicca sulla foto per la biografia in Wikipedia
Miti della musica, sono stanco di scrivere coccodrilli, smettetela di morire.
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martedì 9 gennaio 2007 - ore 12:16
Ombretto grigio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’ingresso al resort Alberga annidato sotto le mie cavità oculari. Tonalità naturale, invidiata dalla cosmesi mondiale. Fortuna che pensavo di riposarmi un po’. Il connubio sciagurato tra concerto notturno e successivo mattutino crea mostri dagli occhi plumbei. Il sonno pomeridiano mai mi fu ristoratore anche per l’infelice scelta di una stanza comunicante con il bagno e di passaggio per i colleghi musicisti dalle suste molli. E l’idea surreale (attuata in un momento di pomeridiana disperazione insonne) di dormire con la finestra aperta per lenire il disagio della grottesca temperatura dettata dall’anarchico termostato di casa, il tutto mentre fuori non intende proprio nevicare.
O meglio nevica solo il 3 gennaio, quando A.G., 29 anni di Padova, di professione musicista intende compiere il tragitto di km 6 per recarsi presso il suo posto di lavoro e svolgere mansioni di orchestrale a quattro e sei corde, fonico, prestigiatore, charmant intrattenitore per ricche signore inglesi. E nella fredda sera alpina, inginocchiati sulla neve soffice appena caduta, abbracciati a ruote e cerchioni, con mani insensibili, vestiti bruttati di grasso e fango, domandandosi perchè le istruzioni per montare le catene le scrivano presso l’ospedale Cottolengo, dubitare tristemente dell’Immacolata Concezione.
Ma giungere in tempo. Salutare con un sorriso la nostra favorita in attesa e cercare di spiegarle con gli occhi che il suo essere una giovane e stupenda dea dagli occhi azzurri ed i capelli rossi non è di per sè un limite per il sottoscritto, ma il suo essere figlia di un probabile boss della mafia russa tende a inibirmi.
E poi suonare. Tanto. Tantissimo. Di sera (afterdinner), di mattina (matinée) e talvolta anche di pomeriggio (tea break).
Ed è bello meravigliarsi di quanti arricchiti russi con donne bellissime al seguito abbiano pensato di trovare divertimento e neve in questa landa dell’estremo torinese. Ed è bello perchè, ad onta del loro aspetto per nulla rassicurante sono come dei bambini giocherelloni e generosi, pronti a calmare la tua sete con calici di Cristal (450 euro ben spesi no?) e preoccuparsi della tua incombente scadenza del RCA auto con disinvolta cessione di Biglietto Verde a Tre Cifre, portato a mano da una guardia del corpo. Ma sì.. ti suono Kalinka, la Czarda e anche O sole mio.
E’ bello anche trovare degli amici inattesi nella band irlandese misto vicentina-americana. Che suona meravigliosamente, se n’è accorta anche una piccola bimba irlandese, 6 anni, un faccino simpatico e monello, un anno di corso di danza tradizionale gaelica e tanta spavalda voglia di divertirsi, ignara e sprezzante della rigida formalità dell’ambiente. Balla, piccola!
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venerdì 29 dicembre 2006 - ore 15:52
Bon voyage
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Me lo auguro da solo. Parto per la montagna piemontese, nei pressi di Sestrière, esattamente a Pragelato, sede delle olimpiadi invernali torinesi. Suonerò lì fino all8 gennaio e poi di nuovo routine quotidiana. Penso che quel mostro edilizio sulla destra nella foto sia il posto dove vado io. Ci vuole un po di stacco, sono decisamente affaticato. Qualche libro, un lettore mp3 e forse il wifi del hotel, che mi permetterà di salutarvi presto. Per me lanno nuovo è già cominciato con i dettami ritmici della natura, quindi mi sembra di aver detto tutto. Au revoir!
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lunedì 25 dicembre 2006 - ore 18:12
You got the feeling, James
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Metto subito in chiaro che senza James Brown, io oggi non mi guadagnerei da vivere suonando un basso elettrico, ma probabilmente friggerei patatine da Mcdonalds o sarei un impeccabile cassiere antonveneto. E probabilmente molti altri musicisti di oggi mi sarebbero colleghi. Di certo molti sassofonisti che, senza Maceo Parker nella band di JB, non saprebbero cos’è una sezione fiati. Sicuramente molti chitarristi che non avrebbero mai sentito le magnifiche scansioni funk a sedicesimi e poi molti, moltissimi bassisti, come me malati di funk, che, senza essere stati martellati in testa da Bootsy Collins in Get up (I Feel Like Being Like A) Sex Machine sarebbero orfani di ispirazione e stimolo. La pensava così anche un certo John Francis Pastorius III. Ed infine sarebbero a spasso molti cantanti, orfani di quel monumento alla voce che è It’s a man’s world, da Michael Jackson a Stevie Wonder, solo per citarne due dai quali le discendenze musicali sono infinite.
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giovedì 21 dicembre 2006 - ore 13:05
Felice solstizio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La festa più importante dell’anno. La notte più lunga poi nasce il Sole Invitto, ricomincia l’anno ed il movimento. Andare.
Felice solstizio e felice anno a tutti.
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domenica 10 dicembre 2006 - ore 12:10
Musica stagionale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il gospel: l’estetica del pregare veramente male ed avere molta confusione in testa. Non sono particolarmente portato per il fervore religioso.
E’ Natale, siamo tutti più buoni, specialmente gli assessori ed i funzionari comunali che organizzano gli spettacoli, anche nei comuni più improbabili, dove l’unico esercente ha competenza di ristoratore, alimentari, proloco, licenza sisal e callista. Restano cinici solo i musicisti ed i sensali matrimoniali, oramai disoccupati dall’assurda pretesa di scegliere autonomamente il proprio partner.
Poi sarà Capodanno e diventeremo ancora più cinici, ma cantando e suonando pepé, pepepepé. Speriamo di non ingrassare. Il panettone abbia i canditi, altrimenti mangiate un kinderbueno. Il pandoro è un’opinione, la democrazia un equivoco.
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sabato 2 dicembre 2006 - ore 15:03
So you want to write a fugue?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
So you want to write a fugue.
You got the urge to write a fugue.
You got the nerve to write a fugue.
So go ahead, so go ahead and write a fugue.
Go ahead and write a fugue that we can sing.
Pay no heed, pay no mind.
Pay no heed to what we tell you,
Pay no mind to what we tell you.
Cast away all that you were told
And the theory that you read.
As we said come and write one,
Oh do come and write one,
Write a fugue that we can sing.
Now the only way to write one
Is to plunge right in and write one.
Just forget the rules and write one,
Just ignore the rules and try.
And the fun of it will get you.
And the joy of it will fetch you.
Its a pleasure that is bound to satisfy.
When you decide that John Sebastian must have been a very personable guy.
Never be clever
for the sake of being clever,
for the sake of showing off.
For a canon in inversion is a dangerous diversion,
And a bit of augmentation is a serious temptation,
While a stretto diminution is an obvious allusion.
For to try to write a fugue that we can sing.
And when you finish writing it
I think you will find a great joy in it.
or so...
Nothing ventured, nothing gained they say
But still it is rather hard to start.
Well let us try right now.
Now we are going to write a fugue.
We are going to write a good one.
We are going to write a fugue ... right now
Nel 1964 Glenn Gould pubblica la prima versione di questa specie di annuncio pubblicitario della fuga, che parla di fuga in stile fugato e bachiano, invitandoci a goderne ed a scriverne una "che noi possiamo cantare". Genialità, irriverenza e ironia. Sarà piaciuta sicuramente a Frank Zappa.
Ne ho trovata una versione presentata da egli stesso. LINK

Mille informazioni su Glenn Gould, nei soliti canali della rete. Consiglio la visione di "32 piccoli film su Glenn Gould" (1993) un film di François Girard.
Un ultima cosa: vi auguro di emozionarvi come è successo a me al primo ascolto delle Variazioni Goldberg.
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venerdì 24 novembre 2006 - ore 16:44
L’impiego, l’impegno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ passato un po’ di tempo prima che imparassi a cassare in me l’autocompiacimento del mestiere che faccio, prima che capissi come trasformare l’idea beatnik del "fare" il musicista (concetto in perenne evoluzione) in un lavoro compiuto e come tale comprendente orari da rispettare, incombenze burocratiche e purtroppo anche routine di stile impiegatizio e mobbing sul posto di lavoro. Molti non sanno adattarsi, soprattutto agli orari. (arrgh! passo metà della mia vita in auto ad aspettare qualcuno!) Beninteso sono fortunato a trasformare ogni giorno una delle mie passioni in fonte di reddito. Però.. c’è un però. Ed è l’instabilità, che quasi tutti dobbiamo sopportare. Un mese è pieno, uno è vuoto. Il calendario spesso piange, obeso o denutrito.. Da oggi ho un periodo di relativa obesità musicale.
Magari mi levo uno sfizio o pago qualche multa..
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domenica 19 novembre 2006 - ore 16:56
Lupus in fabula
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi cercavo nel web foto di alcuni miei concerti in vari festival, con lo scopo di metterle in un mio sito in costruzione e redimermi dalla cialtroneria di non aver documentato IO le collaborazioni con vari musicisti (ed immeritatamente anche qualche mio mito) nel corso degli anni. Mi sono però imbattuto in uno di quei siti-community di onanisti dello strumento musicale, i cui partecipanti sanno sempre tutto di strumenti, amplificatori, modelli etc. Nella fatispecie bassisti. Premetto che io sono sempre stato distante da questo tipo di siti, forse per innato snobismo, forse per la noia totale di comunicare con persone spesso monotematicamente poco stimolanti o che comunque non vivono ed intendono la musica come la vivo io, confondendola con la tecnica strumentale. Insomma so che esistono perchè me ne portano notizia gli allievi più informati. Leggo qualche topic e dopo un po’.. la sorpresa: una vexata quaestio, protagonista di un forum era una mia affermazione fatta ad un allievo durante una lezione (sul blues). Avevo sconvolto il poveretto (beninteso bonariamente) che aveva chiesto aiuto e conforto alla cricca dei beninformati mediatici. Immaginatevi la mia sorpresa nel vedere il polverone musicale che avevo innalzato.. Qualcuno, sparuto, mi sosteneva, altri mi crocifiggevano, altri ancora dubitavano della mia preparazione o fors’anche dei miei organi cognitivi.
Ovviamente non sono intervenuto, me ne sono guardato bene, ognuno ha la sua esperienza e con questa motiva le proprie affermazioni, oltretutto la questione riguardava non già aspetti specificamente tecnici dello strumento, ma preliminari considerazioni sulla musica, un po’ igiene personale musicale, un po’ filosofia performativa. Bene. Sconvolgi la community: ho scoperto un nuovo gioco..
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martedì 14 novembre 2006 - ore 23:29
Dialogo tra Fret
(categoria: " Vita Quotidiana ")
-Sei sicuro?
-Sì, è un concerto fissato da un bel pezzo. Venerdì17. Tra tre giorni.
-Non sei capace di suonare quella musica. Intendo il rock.
Si agita sulla sedia
-Ti dico di sì. Ho fatto un buon training nell’ultimo periodo. Poi non c’è solo rock tout court.
Sogghigna
-Ma a chi vuoi darla a bere?
- Senti, da 3 giorni ascolto solo Who e Animals. Una puntatina sui Police solo per sentire un po’..
-Un po’?
Si gratta la testa
-Non saprei.
-Hai poche idee e confuse. Lascia stare: sei un ibrido jazz funk, o al limite un brasiliano polentone.
-Senti un po’ io ho suonato e collaborato con..
-Bla bla bla...
Mostra evidenti segni d’insofferenza
-Cazzo!
-D’accordo, non agitarti. Mi concederai però che non ti sei mai impegnato per diventare un rocker. Chi ti ha mai visto splettrare col basso in posizione sottoginocchia come un Duff McKagan di provincia?
-Non questo no.. effettivamente.
-Sono proprio curioso di sentirti, ficcherai dentro accordi improbabili e scale svizzere! Ah ah.
Ride beffardo, minacciando scherzosamente con l’indice puntato
-Mais quelle vulgarité! No, no: ho fatto il training!
-Bene bene. Fracasso sia, dunque. Dove ed a che ora?
-Piano, piano. Non so se sia produttivo dirtelo, sei uno stronzo ipercritico.
-Concordo. E ti sei dimenticato snob, però voglio venire a sentirti fare arpeggi di tredicesima su David Bowie.
-Ti ho già detto che sei fuori strada. Essenzialità.
-Allora?
Si gratta il mento dubbioso
-Senti, se vuoi venire venerdì mandami uno speedy e ti dico dove.
-E sia.
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