![]() |
|
|
![]() |
![]() fear, 23 anni spritzino di Contea Patavina CHE FACCIO? Lavoratore Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO ![]() ![]() HO VISTO STO ASCOLTANDO SEMPRE: :: Depeche Mode :: :: Dream Theater :: e poi tutto il resto... ![]() ![]() ![]() ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: ::WOMAN:: kathie uga giorgiax ^Alycia^ nasino ::MAN:: Mrsick DesmoClau ordine klero-x gianluca 1 EddieMetal ::QUELLI DI ADECLAN:: Japan di0 L.Kapelot Vel Ganon BOOKMARKS dj silver (da Musica / Cantanti e Musicisti ) UTENTI ONLINE: |
domenica 10 febbraio 2008 - ore 15:53 questa canzone la dedico a te ... We watch the season pull up its own stakes And catch the last weekend of the last week Before the gold and the glimmer have been replaced, Another sun soaked season fades away You have stolen my heart Invitation only, grand farewells Crash the best one, of the best ones Clear liquor and cloudy eyed, too early to say goodnight You have stolen my heart And from the ballroom floor we are in celebration One good stretch before our hibernation Our dreams assured and we all, will sleep well You have stolen You have stolen my heart I watch you spin around in your highest heels You are the best one, of the best ones We all look like we feel You have stolen my You have stolen my heart COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 10 febbraio 2008 - ore 01:53 LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 10 febbraio 2008 - ore 01:15 Che canzone ragazzi... Ogni sogno perso e ritrovato in un cassetto In quelle giornate che passavano in un’ ora E la tenerezza i tuoi capelli e le lenzuola E no, non piangere che non sopporto le tue lacrime Non ci riuscirò mai Perché se sei felice Ogni sorriso è oro E nella lontananza perdonandoti ti imploro E parlerà di te È solo che… Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio Non c’è una soluzione questa casa sa di te E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio E ad ogni sguardo esterno perdo l’interesse E questo fa paura Tanta paura Paura di star bene Di scegliere e sbagliare Ma ciò che mi fa stare bene sei tu amore Ho collezionato esperienze da giganti Ho collezionato figuracce e figuranti Ho passato tanti anni in una gabbia d’ oro Si forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero ora dipenderò sempre dalla tua allegria Che dipenderà sempre solo dalla mia Che parlerà di te E parlerà di te È solo che… Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio Non c’è una soluzione questa casa sa di te E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio E ad ogni sguardo esterno perdo l’interesse e tanto ti amo che per quegli occhi dolci posso solo stare male e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole perché so quanto fa male la mancanza di un sorriso quando allontanandoci sparisce dal tuo viso e fa paura tanta paura paura di star bene di scegliere e sbagliare ma ciò che mi fa stare bene ora sei tu amore e fuori è buio ma ci sei tu amore e fuori è buio COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 9 febbraio 2008 - ore 12:58 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 4 febbraio 2008 - ore 23:28 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 1 febbraio 2008 - ore 21:50 BICI ITALIANE, CON GLI OCCHI A MANDORLA! Roma (RM) 6 nov 2007 Il mondo della bici si ritrova a Milano in fiera: sta per andare in scena la vetrina di un mondo, quello del ciclismo, con un’intera economia che, al di là dei risultati agonistici, sta tirando le somme di una stagione, l’ennesima, piuttosto difficile. L’Italia del pedale, quella che si sporcava le mani con il grasso di catena, il genio, la fantasia, il design? Esiste ancora tutto questo? Più che esiste, sarebbe più corretto scrivere che RESISTE. Il salone del ciclo, Eicma, sarà un gran bel vedere per l’appassionato, ma dietro quei baracconi colorati, i sorrisi e le belle parole suoneranno ancora più ipocrite: sforziamoci di dire alla gente che le cose fanno bene, ma i conti in tasca non mentono. Basta col dire che l’Italia è un Paese forte nel mondo della bici: esportiamo poco più di un milione di biciclette l’anno, ne produciamo 2.400.000. Ecco le dimensioni del made in Italy: in dodici anni, il business si è più che dimezzato. Siamo un moscerino in confronto alla Cina, per esempio, che produce quasi 70 milioni di biciclette e ne esporta 56 milioni. Sì è vero, non si po’ non riconoscere che le biciclette italiane sono meravigliose, sono opere d’arte, sono le più amate nel mondo, ma… ma si vendono sempre meno. Si vendono sempre meno e soprattutto sono sempre meno italiane "doc": c’è davvero la sensazione di essere all’ultima pagina di una tradizione. Non è un’idea campata per aria, ma l’opinione autorevole di un certo Ernesto Colnago, uno che in questo ambiente qualcosina conta. L’Italia esulta con Bettini campione del mondo, ma su bicicletta americana costruita a Taiwan. Di Luca festeggia in maglia rosa, ma pedala su un mezzo costruito negli Stati Uniti. Nel Pro tour vince Cadel Evans che usa una bici costruita a Taiwan, ma assemblata in Belgio. La classifica a squadre se l’aggiudica la Csc che utilizza biciclette dal marchio canadese, ma costruite a Taiwan. Ecco dunque lo specchio di un’industria, quella della bici. L’industria italiana delle biciclette, come gran parte del Paese che produce, chiede risposte da tempo a un governo che, invece, preferisce dormire: semplicemente non governa. Proprio ieri, il viceministro dell’economia, Sergio D’Antoni, già noto sindacalista, è intervenuto a un dibattito con gli imprenditori di questo settore: alla parola bicicletta ha fatto scattare, pure lui, il vecchio adagio "Coppi-Bartali". Basta, pietà! Dei ricordi, caro ministro, non ce ne facciamo nulla, lo sa? La bici made in Italy chiede risposte… sì, ma quali? Il futuro ci è ignoto, ma lo si può immaginare. Il presente, cari lettori, funziona così: si ritrovano in cinquanta, tra gli imprenditori, a sbandierare e a gridare "viva il made in Italy!", ma di questi cinquanta "paladini" del prodotto tricolore, ce ne sono quaranta che, mentre predicano bene, razzolano al porto di Napoli… a sdoganare i container che arrivano da Shangai. Ecco perché ha ragione Colnago, purtroppo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 30 gennaio 2008 - ore 22:03 LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 30 gennaio 2008 - ore 19:33 wow bene, non so se ci rendiamo conto ma i politici sono Nostri dipendenti, dato che gli paghiamo noi gli stipendi, soldi spesi bene no? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 29 gennaio 2008 - ore 23:10 LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 29 gennaio 2008 - ore 19:30 ![]() ho un po di fotucce che poi provvedo a mettere, ora non ho tempo, devo fare gli addominali , cmq vorrei solo dire che amo gwen stefani e la ringrazio per cantare la canzone "early winter" COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
|||