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![]() Ferio, † anni spritzino di letto CHE FACCIO? onirografo Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO CON DEN SA ZIO NE HO VISTO S P O S T A MENTO STO ASCOLTANDO DRAMMA T I Z Z A Z I O N E ABBIGLIAMENTO del GIORNO LiBeRa ASSOCIAZIONE ORA VORREI TANTO... L A P S U S STO STUDIANDO... DIFESA OGGI IL MIO UMORE E'... DE S U B LIMAZIONE ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS UTENTI ONLINE: |
L’identità è una brutta bestia L’amore, finito Il sesso, un’astrazione Io sono una persona semplice solare e sincera. sabato 10 giugno 2017 - ore 15:23 spurgo pozzo nero - isis sotto casa 1) Come da prassi il tecnico apre il pozzo nero di casa mia. Il grande coperchio in cemento viene spostato e al di sotto si trova un mare di bottiglie e lattine di birra bianche e nere. Tra queste si vede un congegno simile ad un grande toner bianco collegato a delle tubature. Serve alla gestione dei fluidi. E ha anche esso un coperchio, laterale. Simile a quello di un serbatoio auto. Come in quasi tutte le cose pratiche mi tengo in disparte. Non c’è obiettivamente molto da fare. E il tecnico sa il fatto suo. Ma Lei per gentilezza o per senso pratico si mette ad aiutare il tecnico che svita il barattolo del toner-tubatura. Per aiutarlo Lei tiene fermo il grande toner-tubatura sporgendosi all’interno del pozzo. Lui che svita. lei che tiene fermo. Io in disparte. La scena mi ferisce un po’ perchè mi sento inutile. Una volta aperto, il toner tubatura rilascia un liquido rosa chiaro con venature bianche spumeggianti. il liquido arriva a lambire le scarpe da ginnastica di Lei. Lei se ne accorge e un secondo dopo il liquido arriva al suo polpaccio. Fino a qui la scena è semplicemente comica e sembra premiare il mio starmene in disparte. Nell’ istante successivo Lei è completamente dentro il pozzo e io la sto tenendo stretta per mano disperatamente. E’ in pericolo. Rischia di annegare nel liquido rosa spumoso. Mi implora di non lasciarla. Io stringo quella mano con tutte le mie forze. 2) Nel parchetto sotto casa si è tenuto un comizio elettorale di destra. Quando si spengono le luci dall’androne di uno dei palazzi circostanti si sporgono 3 arabi. Uno ulula in maniera terrorizzante, in realtà è vestito da ebreo ortodosso. E a parte l’ululare è innocuo. Il problema è che subito dopo da quell’androne esce un manipolo di donne e adolescenti kamikaze vestiti di verde che fanno irruzione nei palazzi circostanti. Scappo nella parte più buia del giardino. sapendo di aver lasciato a casa mia madre sola. E sapendo che il rifugio è temporaneo. 3) Ho visto chiaramente la cifra 148 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 28 maggio 2017 - ore 10:48 venezia piscina Davanti alla stazione di Venezia il canale è diventato una piscina con fontanelle, giochi d’acqua ponticelli e angoli panoramici. Luce di un giorno leggero e festivo. Ci entro con una Lei. Ma dimenticavo che in quel posto ero arrivato con un’Altra. Che si trova a bordo piscina. E può notare in qualsiasi momento la scena. Il problema è quindi nuotare senza dare l’impressione di essere con alcuna delle due. E’ massacrante. Perchè il tempo si blocca in una consapevolezza di smascheramento ineluttabile e imminente. Intravedo la soluzione in una strettoia più riparata che porta verso San Marco. Ma non so come farci arrivare la lei che nuotava con me e non so come avvertire l’altra che è a bordo piscina del fatto che sono arrivato lì e che sarò fuori dalla sua vista. Nella strettoia mi ci ritrovo solo. Sparito dal punto di vista di entrambe. Probabilmente si stanno chiedendo che fine ho fatto. O probabilmente no. Risveglio affaticato e pesante. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 1 maggio 2017 - ore 02:00 Candidato pd e stronzo in piscina Non mi sono preparato il discorso, come sempre. Recito in teleconferenza dallo specchio del mio bagno. la barba punge solo a guardarla. "Buonasera, sono M. candidato del partito pd. (partito pd?) Mi candido per fondare luomo nuovo e ridefinire i rapporti di padronanza" Devo aver detto qualcosa del genere. Dallaltra parte dello specchio mia madre approva. La sensazione è come al solito di averla fatta franca con trucchetti e parole trapiantate dalluniversità. ... Sono in una piscina termale. E Non sono riuscito a trattenermi. I miei escrementi mi seguono. Compatti. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 18 dicembre 2016 - ore 10:01 la morte in skateboard Io e una delle due Lei siamo avvolti di nebbia. Lei dice che sente il suo corpo scricchiolare. Mi accorgo che è Lei ma ha dei componenti di manichino. Alberi addobbati di ossa umane tutto intorno. I colori sono tenui. Ma le forme distinte. Poi davanti a noi la nebbia sembra condensarsi. Si materializza una figura. Scheletrica coperta di stracci che sembrano fluttuare. Alta. Viene verso di noi su di uno skateboard e più si avvicina più si vedono le sue ossa e si suoi brandelli di carne. So che è la morte e che attraverserà uno di noi nella sua corsa. In realtà ci passa in mezzo. Chiedo alla morte in skateboard cosa abbia il corpo di Lei. E prima di allontanarsi mi risponde che non cè niente che non vada nel corpo di Lei. Terrore esiziale. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 15 dicembre 2016 - ore 23:44 Tempo libero. Finalmente un sogno poco significativo Devo avere avuto tempo libero. Molto tempo libero. Ho affittato una camera a ore in qualche appartamento privato della città solo per vedere l’effetto che fa e farmi un bagno caldo da solo. Scopro con imbarazzo che il padrone della casa/albergo è un mio amico di infanzia. Ma sono così pigro o così imbarazzato o così asociale che spero non si accorga della nostra passata conoscenza. O meglio ancora che non rientri prima della mia uscita. Il bagno è rosso, luci soffuse, calore, candele che galleggiano nella vasca. Sento qualcuno che sale per le scale. Così per avvertire della mia presenza alzo il volume della radio e controvoglia scrivo un messaggio all’amico/albergatore. Cambio scena. In una biblioteca o sala d’aspetto una ragazza che potrebbe avere vent’anni mi si siede in braccio. Io ho cinquant’anni e cerco un lavoro o cerco un libro per ingannare il tempo. Poi succede qualcosa e la sensazione piacevole delle guancie ambrate di lei perde importanza. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 19 novembre 2016 - ore 15:44 la manovra e Michele Zarrillo. Troppa fretta e troppa confidenza con la manovra. E la macchina in retromarcia finisce nel fossato di una zona industriale. la profondità è forse meno di mezzo metro. Eppure non riesco a tornare su. Non c’è trazione integrale che tenga. Poi cambio scena. Sono dal dottore ma lui ha la faccia di Michele Zarrillo. Gli chiedo ad un certo punto se crede che sarò mai pronto per avere figli. Il suo "no" di risposta sa di ordine compassionevole e straffottenza misericordiosa. Prendo la mia faccia tra le mani e gli urlo inviperito che "Lei da anni mi prende per il culo". Sensazione di solitudine disperata che scende liquida. Risveglio. Sereno. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 10 settembre 2016 - ore 15:45 massacro-scambisti-cison-regeni La comitiva di scambisti che da tempo sognavo di incontrare propone un giro panoramico su di una teleferica. Pare che salendo da lì si acceda ad un qualche locale esclusivo ripieno di piaceri. La proposta giunge strana perchè abbiamo già consumato e lora è tarda. Ma accetto. Durante la salita continuo a guardare lora. Il rituale delle telefonate di controllo con Lei è ineludibile. E stavolta dubito di riuscire a far quadrare tutto. Langoscia sale assieme alla teleferica. Eppure la compagnia conversa amabilmente e il paesaggio intorno è lucente, sereno, quasi bavarese. Torri bianche, alberi, cielo azzurro. In cima è notte invece. E qualcuno viene massacrato col calcio di un fucile. I colpi gli staccano la mascella che cade sanguinolenta a terra. Sono io. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 3 settembre 2016 - ore 14:44 Il preservativo sul sedile La mia macchina parla di me. In maniera sincera. Ho sempre cura di cancellare le traccie sui sedili anteriori. Ma Quelli posteriori li trascuro. Succede che Lei ci trova un preservativo non destinato a Noi. E mi lascia definitivamente. Drammaticamente. Io divento paura e abbandono. Una piscina svuotata con le pareti incrostate di adrenalina marcita. Risveglio stordito ma sereno. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 14 agosto 2016 - ore 12:36 Appunti delle notti estive Parlavo con la mia sorella astrale vestito di giallo mentre il mio gruppo suonava senza di me. Poi rilevavo un’azienda portoghese in crisi, la "funny rockets" cedendo alla vecchia titolare (smunta quadrata coi capelli bianchi) il mio prezioso coltellino giallo. (...) Alla messa di Pasqua a Santa Giustina si presentavano entrambe le Lei e io svicolavo con mio padre. C’era poi un volo distensivo tra gli orti dietro al mia vecchia scuola media in compagnia di amica-amante, piena vestita di nero. (...) Una sorta di guru o divinità didascalico-paterna mi fa una lezione approfondita di cosmogenesi. Mi mostrai quadri e manufatti di varie specie e civiltà. Ed io rilevo con estrema sorpresa che nel genere umano sono presenti scaglie bianche simili a qualche rettile antico. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 20 marzo 2016 - ore 14:17 ancora la porta, ancora lintruso Ritorno da un viaggio con la famiglia. Allarme terrorismo allaeroporto. Fuggi fuggi in notturna per i campi circostanti. Crediamo di averla scampata e siamo a casa. Ma uno del commando deve averci seguito, folle omicida e ineluttabile. E travestito da pompiere o addetto ai soccorsi, con bande fosforescenti dappertutto. Ma con scarpe e pantaloni neri. Cerca di sfondare le finestre di casa per entrare ma gli infissi tengono. Si dedica allora alla porta. Ma lo precedo. E stringo il pomello triangolare con tutta la mia forza affinchè lui non possa girarlo ed entrare. Passano ore. Così. Mia madre e le mie due sorelle brutte e deformi (?) chiamano la polizia ma senza risultato. Ad un certo punto il terrorista travestito sembra desistere e non sento più pressione sul pomello della porta. Solo alla fine noto che era riuscito ad infilare un piede in casa ma era rimasto dolorosamente incastrato tra la porta e lo stipite. Avremmo potuto farlo andare via ben prima tagliandoglielo - penso. Sensazione di vittoria estenuata al risveglio. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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