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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


domenica 4 ottobre 2015 - ore 11:37


La missione, la bottiglia, il ponte.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Neppure l’arruolamento nell’arma dei carabinieri ha potuto smorzare la mia disorganizzazione. Infatti mi trovo all’aeroporto con dei colleghi per una missione a Budapest e mentre gli altri hanno la loro dotazione perfettamente raccolta negli zaini tattici la mia si trova sparsa sui bancali del duty free. Spicca una bottiglia di vino rosso che dio solo sa come pensavo di poter portare. E’ avvolta nella carta da imballaggio a bolle. Mi si avvicina un collega, piccolo, scuro, napoletano, calvo. La sua pelle sembra una sfumatura del blu petrolio della divisa da combattimento. Ma la sua umanità meschina è irresistibile. E mi convince ad aprire la bottiglia, chè tanto c’è tempo, chè tanto non riuscirei a portarla, chè tanto mica siamo in servizio, chè tanto non se ne accorge nessuno. Sedotto, eseguo. Il nano napoletano sparisce e compare il comandante. I suoi occhi vedono con disprezzo un appuntato goffo aggirarsi per il duty free con una bottiglia di rosso semivuota. Io volevo solo condividere l’umanità del nano napoletano.

Cambio scenario. Budapest.

Il ponte sul Danubio. Ma non quello delle catene da cui si vede il parlamento. Un altro dal quale Budapest sembra un bosco. E’ l’alba, arancione. Non c’è nessuno e nemmeno io. O forse io sono il ponte. Una voce dietro il cielo racconta che se voglio il ponte del parlamento è mio.

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giovedì 20 agosto 2015 - ore 23:51


23.48
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Arcano in sintonia

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giovedì 6 agosto 2015 - ore 14:45


La bara e la mela. Metasogno di inconsapevolezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una serie di imprevisti, coincidenze e fatalità più o meno volute mi hanno fatto diventare lo schiavo fidato di un mercante di tappeti persiani. Giriamo il mondo sul suo furgone pieno di ricchezze. Lui della sue merce se ne intende eppure non nota o non vuole notare che tra Gabbeh in pura lana e Tabriz in seta spunta una bara. La scarichiamo dal furgone con non chalance per la nostra prossima mostra. E dalla mia prospettiva l’interno del furgone è un loculo. Qualcosa mi dice che nella bara c’è il figlio del mercante. Ma nel loculo rischio di rimanerci chiuso io. Eppure del mercante-padrone mi fido, so che non mi chiuderà nel furgone/loculo.

Risveglio.

Nuova perdita di coscienza.


Ritrovo il dottore, più alto e più rosso che mai. Comincia a parlare e io gli spiego che non è per mancanza di rispetto o per sua inettitudine che secondo me in quanto a diagnosi proprio non ne azzecca una. Ma sono io che quando sento una cosa sono portato automaticamente a negarla. Lo invito a continuare la nostra discussione nella mia macchina. Il dottore si sofferma sulle spille e ammenicoli presenti e riprende la sua diagnosi. Io lo ascolto e intanto prendo una mela dal sedile posteriore. E comincio a raccontargli il sogno del mercante e della bara. Il Dottore sembra molto risentito. Non si capisce se per via della mela o del sogno che spontaneamente gli racconto. Il suo risentimento mi fa sentire brutalmente in colpa. Mi sembra di aver ferito un bambino. Nonostante dei due sia lui quello che sicuramente sta meglio o che per lo meno non fa lavori da schiavo. Peggio, il suo risentimento mi mostra l’abisso di inconsapevolezza in cui il mio agire e la mia percezione sono immersi. Voi vi arrabbiereste se qualcuno fosse sistematicamente in disaccordo con qualsiasi cose dite e se mentre parlate mangiasse mele?

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venerdì 24 aprile 2015 - ore 14:32


Trittico di smegma ipnosi ed emorragia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho un appuntamento con la mia donna. Verosimilmente nel suo appartamento
in un condominio cittadino. Luce grigia rilassante del mattino. Lenzuola. Lei ha
la pelle stupenda ambrata ed un fisico da antilope. Capelli nero corvino ed un cerotto
dietro la spalla. Copre un tatuaggio? L’asportazione di un qualche neo?
Cominciamo. Il mio pene è turgido, fino quasi a farmi male. Ma è bianco e incrostato
dai residui delle mie precedenti storie e solitudini. Lei se ne accorge e senza disgusto ma con complicità strategica mi manda a lavarmi.

Il bagno del suo appartamento si trasforma nello studio del Dottore. Sostiene che sono pronto per il trattamento ipnotico e mi fa sedere comodo, quasi disteso. Comincia a toccarmi la testa e a soffiarmi nelle orecchie. Dovrei provare imbarazzo e disgusto, ma invece la sensazione è molto piacevole, come piacevole è la sua voce. Dice che vuole fare riemergere la figura del padre. Io continuo a vedere lo studio-bagno, nessuna figura del padre, ma solo piacevole sensazione di resa e accudimento. Entra una terza persona, un suo amico o assistente. Io in trance dico al Dottore che non voglio essere disturbato, che lo prendo a calci l’assistente se parla troppo. Ma parlo in maniera dolce e il Dottore risponde conciliante che non ci sarà nessun disturbo. E mi chiama Iron Frank. Ineffetti la presenza dell’assistente costituisce una sorta di rafforzamento del mio stato ipnotico. Visualizzo un terrazzo. Sono stretto alla mia donna. Sotto di noi, giù nella strada, risse o sport violenti: non si capisce.

Poi mi trovo da solo nella cabina di un sexkino alla berlinese, ma è di tipo speciale. Solo snuffmovies. l’oscurità è illuminata solo dallo schermo e viene proiettato l’amplesso di due pazienti di un qualche ospedale militare, penso io. Lui è biondo pochi capelli, sembra semiparalizzato ed è pieno di flebo e drenaggi. Lei gli sta sopra e si muove forsennatamente. Ma le mancano le gambe, devono avergliele tagliate a metà coscia. Non si sa se per terapia o tortura. Il movimento e gli spasmi del coito provocano il cedimento dei suoi punti sutura. L’orgasmo di lei coincide con un’emorragia che potrebbe essere mortale. Il rosso inonda i camici, le leunzuola e lo schermo.

Fine. Risveglio stanco ma sereno.



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lunedì 20 aprile 2015 - ore 20:55


Sogno dello skinhead e del pugno in faccia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Di fretta giro in bici per le stradine del centro, quelle che convergono nelle piazze.
Di fretta incrocio un capannello di ragazzi di fronte ad un bar. Uno di loro è rapato a zero, porta un bomber blu petrolio con la bandiera italiana sulla manica. Ha la pelle tra il grigio e il marrone. Fa venire in mente mesi di ranci malsani in un qualche esercito. Risaltano le sopracciglia nere, il bianco bovino degli occhi e soprattutto il naso pronunciato. Di Fretta lo guardo male. Quando arrivo alla mia destinazione temporanea poco più in là mi sento chiamare. E’ ovviamente lui. Mi giro con un infastidito e frettoloso "che cazzo vuoi". Subito dopo sento un ondata di calore e cerchi concentrici di dolore sulla mia faccia. Mi ha assestato un pugno sul naso. Non ho paura. Provo rabbia perchè o dovrò tirargli un calcio sui coglioni. O dovrò andare alla polizia. O dovrò andare all’ospedale. O dovrò rassicurare la mia ragazza che mi crede in giro a cercare lavoro. Sono tutte eventualità che mi fanno perdere tempo.

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sabato 7 marzo 2015 - ore 11:01


1666 visitatori
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Grazie di cuore ai dannati e alle dannate che mi seguono!

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venerdì 6 marzo 2015 - ore 20:39


Il sogno della sera dopo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una visita ad una casa. Da affittare o da vendere. Non è chiaro.

Io, mio padre, mia madre ed un terzo tizio con la faccia bolsa, allungata, rossa, con labbra ipertrofiche. Mia madre riempie i vuoti con frizzi e lazzi e cinguettii. Mio padre fa la sua parte con ironie e sarcasmi. Il tutto è volto è mantenere una normalità teatrale, inaccettabile. Ma normalità. Gli unici che non sanno mantenerla siamo e il tizio bolso. La sua inefficenza nel cabaret sociale di questa visita, mi disturba: pare che non basti l’armamentario di convenevoli mobilitato dai miei. L’aria bolsa del tizio forse richiede un mio intervento. Allora scopro la mia sola dotazione autentica: l’odio. Guardo tutti con odio. Probabilmente ci stiamo giocando l’inquilino bolso. O forse è lui che non ci venderà la casa. Non è chiaro.

Ma il mio sguardo, il mio silenzio, il mio odio hanno il potere di far finire la tortura di questa visita.
...
Risveglio di soprassalto: qualcosa cade dalla mensola, un pegaso con la faccia di drago di quando ero piccolo.
...
sensazione piacevole e leggera.

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venerdì 20 febbraio 2015 - ore 19:26


Si
(categoria: " Vita Quotidiana ")


bella!

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