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L’identità è una brutta bestia L’amore, finito Il sesso, un’astrazione Io sono una persona semplice solare e sincera. martedì 1 dicembre 2009 - ore 19:43 CMQ FILEMONE E BAUCI DEGLI AMOUR FOU SUONA COME UNA CANZONE DI STORIA E DI DITA SCRITTA DA GRIGNANI CHECCHè NE PENSI TU. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 26 novembre 2009 - ore 12:10 Claudio Magris ed il birth control "Scenderei verso il mare, alle isole delladriatico, ai luoghi nei quali, in qualche istante, mi è parso che il romanzo a puntate iniziato col big bang non appartenga a una dozzinale letteratura dappendice e che si possa accettare di nascere e morire. Quando si è Zeno o luomo senza qualità si sa bene che la partita, per qanto gustose possano essere tante sue mosse, non merita di essere giocata. Non è il caso di far chiasso ed è anzi doveroso far finta di niente, ma il colore ocra-asburgico del tempo suggerisce, con discrezione, che forse sarebbe stato meglio se le sguaiate molecole di idrocarburi non avessero messo in moto, col loro incauto libertinaggio, tutta la faccenda. Gli uomini senza qualità, gli ulissidi continentali in iblioteca hanno gli anticoncezionali sempre in tasca e la cultura mitteleuropea, nel suo complesso, è anche una grandiosa contraccezione intellettuale. " COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 25 novembre 2009 - ore 01:16 E mi parcheggi al cinema, qualche volta come se anche quella tra me e lo schermo fosse terapia di gruppo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 25 novembre 2009 - ore 01:12 Bios Una x di legno a sbarrare la salita. Una sagoma affaccendata premurosamente su quell’emergenza di massi. Il treno da prendere. La discesa chirurgica attraverso vicoli che solo tu conoscevi. Mina e la nebbia a sottointendere il resto. E’ tutto quello che ricordo. E’ stato Cladio Magris ad insegnarci come si guarda al futuro con nostalgia: lo hanno chiamato a fare una comparsata al corso di riabilitazione. Quello a cui mi lasci tutti i giorni quando mi dici che vai a biodanza e torni coi vestiti macchiati. Ma forse il mio acne ha una memoria più lunga ed ancora è in grado di dire come sono finito qui. Peccato che sei solo tu che sai leggerne la mappatura. Fortuna per te. Quelli dell’assicurazione hanno creduto alla storiella dell’incidente, invece. E nemmeno la retorica delle mie amputazioni potrebbe convincerli che la verità è un’altra, forse. Me la dicono i tuoi occhi che ridono ai movimenti emiparetici della mia bocca. Ti chiedo almeno di lasciarmi delle croste di formaggio e un po’ di donnafugata. Lo so che sei occupata: lo fai per me, è per me che organizzi una mostra della mia biancheria incontinente assieme ai tuoi amici dell’associazione fino alle 5 del mattino. Grazie. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 17 novembre 2009 - ore 00:21 LeNord Declare independence, don’t let them do that to you. E la bandiera la avevo piantata su un foglio di carta, prima di uscire. Vi scrivevo che la dignità non si può schiacciare, che scelgo e riscelgo me. Anche col rischio che voi vi facciate male. Chè devo buttarmi sopra un treno di liceali transgenici con le facce pressate sui vetri, con my own corrency: io. Con il passato mai stato che diventa futuro a zone guardando la stazione ed il lago: il mio binario intenzionale. E respiro il tuo respiro per un secondo aurorale su quella valle di ferro e preistoria quando ci proteggiamo le lingue. Come se ci fossimo sempre stati lì: noi. E quasi quasi non ti capisco quando dici che quel posto lo odi: tu. Ma cambio idea deragliando sulla sua ostilità a forma di ingegnere barbuto e autorefereziale: ciaocomevasonoquiconlemiefans. Fanculo. Scappo in bagno a ridere. Altrimenti perdo la coincidenza. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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