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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


mercoledì 19 agosto 2009 - ore 12:12


La bolla del mercato immobiliare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il fatto è che siete vittime. A dirlo sono quest’ appartamento, questo condominio, questo quartiere. Qui sociologia, religione ed economia c’entrano si, ma poco. La famiglia nucleare e avulsa è qualcosa di architettonico e urbanistico prima di tutto. Il livial, Cervia, i fratelli Gi-joe, il tempo candeggiato e stinto arrivano come il contorno, accompagnati da bottiglie di vino semivuote di manovali bolsi, dimenticate alla fine dei lavori in un qualche cantiere . Alla frutta, arriva la Dottoressa a costruirmi un: "è questione di scelte". Ma io cosa sono? Con la tensione superficiale e trasparente del sapone, come si fa ad essere vittima di vittime? Pare che godano solo se urlo come loro. Ma ancora non so bene che pressione sopportino le bolle, scrivevo. Io ora ho voglia di camicie a quadri, latte, boschi, lebkuchen, piattaforme mobili su cui inscenare concerti semoventi o bere brygkaffe. E alle voglie non si comanda. Sarò incinto?

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martedì 18 agosto 2009 - ore 01:38


attenti a imbottire di antiretrovirali i gatti di vasco brondi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che il gatto potesse essere l’animale totemico di questi giorni non avrei saputo immaginarlo. Addormentato sui telefoni a sognare pecore elettriche e ostacolare conversazioni protoumane; strappato in sessioni di repressione-harakiri di cui preferisco essere spettatore attivo piuttosto che attore passivo; attaccato a muri di camere che un po’ già mi contengono e che un po’ ho sempre contenuto; visto finalmente in foto dopo averlo conosciuto per nome. L’importante è rimetterlo al suo posto, forse. Deviare il suo olfatto dalla carbonara, magari. Mangiarlo, mai: altrimenti diventiamo come loro, come gli antenati e le nostre genealogie private. Genealogie malate, formate su spazi di manovra ridotti, a budello, sorvegliati da estranei leghisti. Ora invece a mio padre vorrei dire semplicemente "gheto capio o sito da schio?", allargando la bocca e la o, per cominciare.

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martedì 11 agosto 2009 - ore 11:51


E lascia le tue cazzo di metafore sul tuo blog
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo senti? L’odore dell’autunno ad agosto. Lo promettevano le foglie secche, spazzate, spezzate, all’uscita di sera dal sottopassaggio a Marghera. Si riducono così nella combutta di caldo e freddo. Tanto l’effetto è lo stesso. Pensano anche loro veloce, come te quando ti curi dei cadaveri di noi sul divano. Io guido lento su condizioni materiali e strade statali: la striscia bianca continua non è un muro, quelle continuano ad esserlo e ci faccio passaggiare i gatti di carta verde in cima e avanscoperta.

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domenica 9 agosto 2009 - ore 14:51


La classe precaria va in purgatorio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Ci inventiamo qualcosa?" , mi soleggi lunare quando ancora cerco decoder esistenziali per i nostri corpi geroglifici che si fanno perforare da fonoglifi medi di casse incrociate. E’ l’architettura del suono che profana le villette venete bianche, schierate pubblicamente a favore dei concerti segreti mentre si fanno leccare compulsivamente il pavimento dal vileda, prima di ogni scusa. E’ che se schizzo il fior d’arancio sono troppo imbambolato per sentirmi idiota. Quando il decentramento è strutturale ed il tappeto contingente, sostituisto la chimica con la negoziazione diretta dell’aggreement; come un’aggressione alle palline sul vestito arancione. E maglia-bianca-&-bretellle-al-sapor-di-countryside-sex urla così acido che sembra muto, in una stampa di epoca Tokugawa e di alberi col torcicollo, la nostra incorreggibilità antiortopedica.

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martedì 4 agosto 2009 - ore 00:11


Heerstrasse vs Moresco
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Cominciare a prendere coscienza della notte, che non è quella che comunemente viene chiamata notte, ma quella che comincia sempre dopo, sempre un istante dopo, e che raramente trova qualcuno fermo al suo posto, a raccontare"

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lunedì 3 agosto 2009 - ore 11:45


Mechanicae
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Portare cocomeri allungati su di una passerella estiva e scivolosa potrebbe essere più stragista di una domenica potenzialmente bresciana e della Loggia.
E’ che quando mi inzacchero di stazione eroinomane e badante su due ruote, mi viene da cambiarmi vestiti e immaginario. Partecipo quindi a swap party cinematografici con chi so io e ballo sporco.
Per non appendermi, non appellarmi a leggi mechanicae. Guardo piuttosto i loro fondamenti smascherarsi.

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sabato 1 agosto 2009 - ore 02:23



(categoria: " Vita Quotidiana ")



maledico il credito del mio cellulare esaurito

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sabato 1 agosto 2009 - ore 02:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Urlo alle ombre rosse di quel posto che sto bene perchè vorrei nutrirmi soltanto di rosa camuna.

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venerdì 31 luglio 2009 - ore 18:47


Ramarri vs Carbonaxi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ripeto gli esami. Ripasso le fotografie. Cura e studio sono sempre un’altra cosa. Mi ero sempre rimandato. L’odore di cioccolata condizonata nell’aria disinfettante è sempre lo stesso, come il dialetto dei camici. La cosa diversa dall’ultima volta, invece, è il biondo tinto di mani-guantate-tocco-d’oro. Forse non si ricordavano nemmeno di me. Maglie nere, notti ispide, barba insonne. E poi via con la busta nella borsa per non aprirla dentro. Per non regalare a quelle pareti i miei bivi. Via sugli argini, dove mi portava mio padre prima di indossare berretto verde e pantaloni corti. Via a cercare di non schiacciare le biscie, "che si salvino anche loro" - scriverebbe il mio essere - come ogni altra specie liminale, daù compreso.

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