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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


martedì 28 luglio 2009 - ore 12:18


Non contraddire le commesse di intimissimi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se ci penso, vorrei avere un lanciafiamme. Da dove vi viene quel tono da caserma? Avete per caso già fatto i tre giorni?
Toccare le cose è un mio diritto, non una vostra concessione da polizia permissiva (copyright dei beati anni del castigo, credo). E non azzardatevi a tradurre le mie scelte in opzioni preconfezionate dalla vostra capofiliale nel senso più cocainomane del termine: "cambi colore e taglia, quindi."

Siete sicure che il rosa sui boxer vada ancora di moda?

Rise your voice against pink conspiracy on male bodies. Here and Now! Boycott Metrosexuality.



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lunedì 27 luglio 2009 - ore 01:44


Niente riti, solo miti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


O meglio, solo riti che siano un po’ centrale elettrica alla luce del giorno e un pò mitopoiesi della pazienza: q.b per generare l’ottavo nano e chiamarlo Grattacasolo.

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venerdì 24 luglio 2009 - ore 20:23


Non bere il mate con mia madre!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A parte la morale Hooligano-gesuitica del "violence isn’t the only way but one if everything is said", a parte Brecht e l’occupazione sistematica dei posti sbagliati in caso di overbooking clamoroso di quelli giusti, persino mia madre arriva ad augurare tanta gioia turbodinamica e maxillofacciale ai salò boyz di ogni dove.

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mercoledì 22 luglio 2009 - ore 19:09


Non andare in vacanza, ti potrebbe venire l’herpes pa para parappa para ra ra
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le conseguenze di un’aggressione variano da persona a persona. Alcune persone non riescono più a dormire bene, soffrono di incubi, fobie ed esaurimento. Altre evitano il luogo dell’aggressione, non riescono più a muoversi autonomamente. In molti casi la mente è sempre rivolta al momento dell’aggressione o vinta dall’angoscia. Non di rado una simile esperienza rappresenta, per molte delle persone colpite, un taglio netto con la vita che conducevano.
Si può persino avere la sensazione di non riconoscersi più, se non di impazzire, ma – è bene sottolinearlo – queste sono reazioni del tutto normali. Un’aggressione di estrema destra turba considerevolmente il senso di sicurezza. Gli estremisti che compiono l’azione intendono mandare un chiaro messaggio alle loro vittime. Vogliono convincerle che non sono desiderate e che devono andarsene. Nei casi peggiori ciò che si intende negare è lo stesso diritto di vivere. Questi messaggi vengono recepiti fin troppo chiaramente dalle persone colpite e da chi le circonda. Molte persone colpite dalle violenze di estrema destra, hanno gia avuto altre esperienze di discriminazione. Non è per niente facile, ad esempio, vivere la condizione di punk in una cittadina dove prevale la scena di destra o la condizione delle persone in cerca di asilo. La violenza è spesso solamente la »punta dell’iceberg« di un razzismo ed una discriminazione che agiscono quotidianamente. Questi elementi rendono più difficile elaborare un’aggressione, limitarne gli effetti psichici.
Chi viene aggredito, inoltre, può rivivere anche precedenti esperienze violente o, nel caso dei rifugiati, la vicenda della propria fuga dal paese natale. In casi simili, il ritorno alla vita abituale diviene ancora più difficile.
Per molte persone, già il fatto di trovare qualcuno con cui poter parlare della loro situazione costituisce un aiuto. Potrebbe trattarsi per esempio di amici o di parenti. Tuttavia a volte è più semplice rivolgersi a qualcuno al di fuori del proprio ambiente per poter parlare apertamente di tutto.


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martedì 21 luglio 2009 - ore 14:53


Non guardare aliens scontro finale prima di dormire
(categoria: " Vita Quotidiana ")




e mi do al nudismo: senza maglia in bici, senza scarpe in macchina, senza pudore vorrei essere l’erba di quella foto.

Ripasso i fondamenti del mio immaginario e vedo che la forma delle mie relazioni è quella della colonia dei terraformanti su lv426, fino ad ora. Potrei dormire per 57 anni e ritrovare le stesse uova pronte a schiudersi.

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sabato 18 luglio 2009 - ore 13:07


Gillette
(categoria: " Vita Quotidiana ")


VIA LE LAME DAL MIO CUORE?!

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venerdì 17 luglio 2009 - ore 18:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


evitare di evitare?

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venerdì 17 luglio 2009 - ore 18:11


Cont(r)atti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


80.000 persone farebbero una cosa che a me sembra una condanna, apprendo dal telegiornale. Evito la faccia di mio padre. Evito la mia. Mi regalava topolini la domenica mattina che rimanevano intonsi. Ora si è aggiornato. Mi regala il lavoro, fresco di edicola. Mi aggiorno anche io: lo scarabocchio e gli faccio lo scalpo col tagliacarte.

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mercoledì 15 luglio 2009 - ore 21:55


E’ praticamente ovvio che esistano altre forme di vita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ogni tanto mi sale la realtà.
C’è chi mi richiede sinuosamente indietro bignami marroncini di storia, come se sapesse che li tengo al limite estremo della mensola, a precipizio sulla spazzatura, dei passati abortiti, dei progetti non voluti, delle coperture involute per quando piove, come se mi dovessero servire ancora. Li ho ancora e questo basti, almeno ad evitarmi spiegazioni imbarazzanti.
Ma mi sento come un disco dei melt: sempre più distante.
Vicino al mio amico della penombra, con un invito alla luce del sole. E tanto tanto tanto fragile. Mi muovo stando attento a non scrostarmi le sere di dosso.
Ogni tanto assalto una libreria. Sguscio allo scoperto.


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domenica 12 luglio 2009 - ore 12:53


Estetica della fame chimica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Van Gogh vive e lotta con me; contro il mio stomaco ed il mio sonno. Ecco perchè entro nella cornice notturna e giallognola dei mangiatori di pizza, ci sguazzo in quella luce fumosa umida di legno e serate in sosta.

Forse sono stanco dei forse e dei non luoghi che finiscono per diventare cattedrali a fondazione incontrovertibile solo perchè appaiono tappe, tende leggere con attese massime di quarti d’ora.

Si, ok che lì nessuno mi chiede niente. Ok che lì corro senza contabattiti un pericolo fatto solo di pomodoro schizzato e camicie sgualcite. Ok che avevo semplicemente tanta voglia di cose buone e poca di tornare a casa dopo il blues in terrazza da Merlino.

Eppure neanche il forno scioglie il formalismo polentone: le cose che mi spettano come i carciofi e lo scontrino le reclamo come favori del tutto eccezionali moltiplicando per mille i ringraziamenti se le ottengo.

Il tu non lo darei nemmeno a me stesso ma mi viene facile bestemmiarmici addosso a Venezia e chissadove e quando poi.


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