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![]() Ferio, † anni spritzino di letto CHE FACCIO? onirografo Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO CON DEN SA ZIO NE HO VISTO S P O S T A MENTO STO ASCOLTANDO DRAMMA T I Z Z A Z I O N E ABBIGLIAMENTO del GIORNO LiBeRa ASSOCIAZIONE ORA VORREI TANTO... L A P S U S STO STUDIANDO... DIFESA OGGI IL MIO UMORE E'... DE S U B LIMAZIONE ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS UTENTI ONLINE: |
L’identità è una brutta bestia L’amore, finito Il sesso, un’astrazione Io sono una persona semplice solare e sincera. mercoledì 8 luglio 2009 - ore 01:59 Non andare a vedere Woyzeck da solo Non ho la minima idea di chi siano Klaus Nomi e Zukarly. Quasi quasi per dispetto spicco mandati di arresto per la mia curiosità e le mie dita. Prima di chiedere a chicchessia o sputtanarmi su wikipedia. Fino a qui si tratta di ordinaria follia: amministrazione d’emergenza per dormire tranquillo, quasi bene, senza sapere. La problematica strutturale è lo schedario da aggiornare. Quella contingente è capire le leggi della fisiognomica culturale che mi vengono applicate addosso. Come ha potuto l’estraneo familiare di turno attribuire frequentazioni insospettate alla mia faccia da poco pervenuta? LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 7 luglio 2009 - ore 02:06 Amores Perros Saperti incinta a 1000 kilometri, da qui, ed a distanze inverosimili, da casa tua, mi fa sentire meno paranoico ed un po più zio. L’altro è un’astrazione telefonica è un sollievo di sospiri chiamato Steven. Non so immaginarlo. Provo a mettergli una maschera. Tolgo la mia e te la mando per posta, quella da Monatto. E’ quello che posso fare e lo faccio. E non mi chiedo se sono un uomo oppure no. Vivo e mangio Tabù. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 6 luglio 2009 - ore 01:19 In geografia mi sono preso il corso di recupero nel 1995/1996 La claustrofobia da viaggio nella testa. Le cartine da patto di Varsavia sul tavolino. Il mio essere profondamente stanziale per telefono, per te. E’ tutto troppo vicino, come il patronato di Dueville visto da sotto gli occhiali da sole rossi e grossi. E’ tutto troppo vicino, ci si arriva in 30 secondi. Ma il tempo delle ascelle e dei golfini è un altro e ancora così lontano che la tensione mi fa crepitare la mascella. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 30 giugno 2009 - ore 01:23 La porta sul retro Trovo multe in buste verdi e mi alleggerisco sulla loro differenza rispetto al giallo bigio che temevo, uscendo dal portone. Questo è se voglio continuare a frequentare con profitto le lezioni di Saverio Childenasi, per poi far pratica di autodifesa e demarcazione del mio tavolino contro vecchi che mi urtano col bastone. Continuo a ritenere che l’azione è l’ideal ma comincio a informarmi concretamente sui prezzi. Passa il tempo ed elaboro poco, ma ci sono giorni che riesco a buttare impunemente la spazzatura dalla porta sul retro, ’cos I must have a door in the back of my head. E’tardi per chiedermi se il must sia imperativo di crescita o illazione di uno status convalescente. Fossi in me, non mi aprirei. A Praglia però con Maga Magò e Merlino entriamo sempre dal cancello principale perchè lo troviamo sempre spalancato, anche alle 23.30. And I am feeling cool as shit ’cos I got no thoughts keeping me down. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 27 giugno 2009 - ore 19:41 Cappuccino around the clock. Ne ho bevuti due oggi. Uno di seguito all’altro. In due posti poco distanti tra loro. Quello assente ero io. Sulla panna pensavo: "Se solo Josef K. quella mattina fosse riuscito a fare colazione normalmente!". LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 27 giugno 2009 - ore 02:41 Accidenti alla differenza tra crass e crassiani Guarire: rendersi conto di essere patologici. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 25 giugno 2009 - ore 22:53 Coupure 2.0: etica del cemento armato Da un po’ di tempo è diverso. Non sapremmo definire meglio il "da un po’". Ci siamo dentro. Ma ci ricordiamo di quando era diverso da ora. Quello che rimuoviamo è come sia cambiato. Internet funzionava come un caleidoscopio, un moltiplicatore di verità. Il fatto che, "un pò" di tempo fa, una parvenza di verità "fuori" si ostinasse a resistere, rendeva meno sanguinolento il delitto perfetto qui. Intediamoci: chi scrive è pieno di formaggio francese e pensa che la verità coincida coi i suoi effetti, non avendola mai vista in carne, ossa o spirito. Eppure dato "l’effetto verità" lì "fuori", qui ci si poteva sopprimere e resuscitare con altri corpi e nomi. Era ovvio che qui si mente. Era sacrosanto. Prima di dover indagare sulla veridicità di un profilo o di un avatar lo si poteva apprezzare punto. Da un pò sembra invece che la verità si sia trasferita qui come in una riserva. E da quando sembra risiedere esclusivamente qui, il suo potere è relegato alla scrittura di sè, all’esposizione non all’invenzione nè alla creazione. Non si tratta di un’elegia sull’alienazione ed il distacco dalla realtà o sul narcisismo indotto. Nè sulle menzogne mediatiche. O ancora sulla collisione/collusione tra realtà e rete. Titty direbbe "mi è sembrato di vedere un gatto", riguardo alla portata, l’intensità e la velocità dello spostamento percepito e di questo post che prova a descriverlo. Ma la verità ha il vizio di essere unica e se si trasferisce qui, lo fa con armi e bagagli, senza lasciare niente di sè "fuori", nemmeno l’etica. Non è importante che lo faccia come una nobile che soggiorna in villa per l’estate o una squatter sgomberata. Noi siamo il suo bagaglio e scaricati qui, ci troviamo a fissarci. Come cemento armato allo specchio. Perdiamo la possibilità di reinventarci in cambio di un modo per iperdefinirci, per accumularci. Vedi: Perdita di senso della realtà virtuale, flop di secondlife Passaggio dalle chat anonime a faccialibro E chi scrive non lo fa piangendo, nè ridendo, nè ubriaco, nè lucido. Oggi piuttosto di definirsi darebbe le proprie generalità e basta. Oppure rifarebbe il tema di maturità, invece di impegolarsi sul dispiegamento dello spirito nei conflitti come quella volta, accidenti. LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK mercoledì 24 giugno 2009 - ore 14:18 Dal silenzio mistico alla Pharresia I castellani dei destini incrociati COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 24 giugno 2009 - ore 11:26 Dei diari segreti Non mi fa bene rileggermi. Mi fa venire il mal di pancia. Ma è sempre meglio che navigare sulla Vistola nel 1914 col gusto delle situazioni limite. Quelle che premono sulla coscienza, che la riducono ad un puntino senza dimensioni nè tempo. Un puntino incandescente che si ostina a resistere. Ma è una truffa. Quelle situazioni non fanno chiarezza, non fanno emergere l’umano, tanto meno la possibilità di un’esistenza autentica. Stilizzano, come una foto con troppo contrasto. Pensare la vita a partire dalla possibilità della sua negazione è già un esercizio di muerte con giustificazioni in premio da attaccare al grembiulino come stelline, se lo esegui bene. Te lo dico io, caro Wittgenstein, che avevo imparato a falsificare la firma di mio padre sulle mie. Eppure anche il tuo silenzio è una risposta a quelle domande, a quelle possibilità. Risposta ruffiana, come tutte quelle che si adeguano al contesto ed alle condizioni materiali senza cambiarle. Quindi ti rubo il silenzio, che continua a piacermi, ma lo uso per ascoltare mis amigos e insieme cambiamo discorso, almeno. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 23 giugno 2009 - ore 17:45 Gebt ihnen Bonbons und Zuckerchen Sostiene Tucholsky COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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