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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


sabato 30 maggio 2009 - ore 02:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dove-abiti?-Che lavoro fai?-Non fare cazzate-Te lo chiedo una volta sola.-Hai qualcosa addosso?- Guarda che ci si mette niente a rovinarsi la serata per delle coglionate.-Hai mai avuto casini?- Non ne hai mai avuti di casini?-Quindi Sei un batterista eh?

Si. In erba, quando il semaforo è rosso con le bigbabol addosso e le filastrocche sui sedili. E mi avete fatto arrivare tardi a casa. Non siete degni. Manco di un titolo.

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mercoledì 27 maggio 2009 - ore 11:37


Palombella russa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sviscerare ogni eventualità, infilare conseguenze come caramelle colorate col buco sul filo. Non è delirio, sono significanti che non possono conoscere il sudore, che mi lasciano dove sono. Fermo no; a fare boccacce all’equilibrio. Il mio: ricevere messaggi in lingue che tendo a dimenticare, salutare mio padre teatrandogli un "sieg heil", promuovere il libro che non ho scritto, barattare la mia bici masticando bigbabol ai giardini, usare le bacchette per accelerare il tempo del rosso ai semafori, pettinare biografie e competenze. Non sentenzierei mai in una piscina che le parole sono importanti se ho le stelle buone sulla pelle e il mare calmo davanti.

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lunedì 25 maggio 2009 - ore 00:38


Auf der anderen Seite
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’amore godrà pure della proprietà transitiva ma il turco non lo capisco e suona ostile. Eppure ritrovo le freccette delle relazioni biunivoche che mi avevi dimenticato dentro le orecchie durante un’etimologia telefonica.

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domenica 24 maggio 2009 - ore 13:23


Mamma Bad Religion te lo aveva detto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Era il 1998, era un anno tondo e crasso. Le melodie ed i cori erano in tonalità maggiore. Le grafiche ed i vestiti aborrivano ancora il nero, i cavalli erano bassi. Lontani dall’ottimismo ma anche dal 2001. Apparentemente. Lo spoken words di Greg Graffin timbrava basso e quadrato, pericolosamente uguale a Max Pezzali, un "te lo avevo detto" materno e tedesco d’adozione, organizzato per resistere con scorte di Lebkuchen e razionalità.

Neighbours, nobody loves you like we do. Neighbours, your government has triumphed in finally making you a public fit
for the 21st century. Never before has a governing body shown so much concern for the economic well-being of its subjects.
Today we have insulated you from countless factions who threathen your financial viability; such as the poor; the idealistic foreigners still clinging to their childish notions of social welfare; why, you’re even kept uninformed of useless propagandist journalism that reports alleged violations of human rights (We all know they wouldn’t have been punished if they hadn’t been doing something wrong!!). And who better to dispens such blantently evident factoids but a self-appointed authority like myself?
Acid Rain is a thing of the past...Too many possible causes, too little signifigance for our modern thinking public, besides industrial manufacturing is at an all time low anyway, who needs those narrow minded laborers anyway. Too many mouths to feed, and to many burden on the payroll! Who needs ’em? Here in the land of the free-time. Someother ass back-ward country will give us what we need by exploiting its uneducated children anyway.
The Internet has expanded our ability to pacify average americans better than ever by offering fantastical adventures to every corner of the imagination. Your home office is the window to your world, and the heart of your social life. Such reclusive behaviour helps clear the roads and public works from overburden like the lower middle-class and others who depend shamelessly on their government. Today you are freer than ever to do what you want, provided you can pay for it!
Remeber, the first word in USA is US.
We have arrived neighbours, we are the priviliged elite!


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sabato 23 maggio 2009 - ore 12:01


Faraway so close
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una gangbang, a pochi civici dal mio. Lydia Lunch, 7 euro oltre le mie previsioni. Ma la trovo seduta in bianco e nero ad un solo corpo dal mio. Intuivo in quel secondo la nozione di sovraffollamento in un universo in via di restrizione.

Su quel muretto colavano fumo, autografi e lamenti sull’air conditioning e io sapevo di non essere solo. Mi ero fidato degli estranei liquefatti su quella specie di rampa per la precisa durata di un pò; per poi intrufolarmi alla seconda-ora-che-in-prima-interrogano-in-matematica-e-non-approssimano, rassicurato da occhiate indulgenti alla vaniglia.

Cercavo mechanical flattery e ciuffi comorbili. Ho trovato dubbi sul succo di pera e l’intersoggettività del ghiaccio, stupori sulla batteria mosh e sui buchi nella camicia, cantici antikantiani: I am not judging you, you are not judging me. Almeno credo, nell’ibridazione di gerundio e imperativo.

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venerdì 22 maggio 2009 - ore 12:47


Appunti per la sodomachine aerobica del 4 luglio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi qui. Domani via.
Il pop della guerra lampo
Picchia il moccioso
Judy è una punk
Voglio essere il tuo moroso
Motosega
Ora voglio farmi un pò di colla
Finirai con l’ucciderla quella ragazza
Non mi interessa
Intrigo all’Avana
Commando
Cinquantatreesimo e terzo
Balliamo!
Oggi il tuo amore. Domani il mondo.
Domani via. Oggi qui.

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giovedì 21 maggio 2009 - ore 23:34


Detour
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pareva uno scherzo situazionista a scoppio ritardatario e invece erano i bulldozer delle regole elettorali sulla mia serata. O forse Debora Petrina è troppo sincopata per la demokrazia. I suoi puzzle di accordi alla marmellata di albicocche andavano quindi segregati nella sede Asu con me spalmato sul pavimento freddo; a cantilenare belando padovano "resisteeeeentza-dio!". Dopo aver seguito una testa carota come fosse un bianconiglio, imparo di nuovo a fidarmi degli estranei?




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mercoledì 20 maggio 2009 - ore 13:26


Verità e dinamite
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sotto gli alberi del covo con le patate sfritte: non mi siedo sui rami, ti sto di fianco altrimenti vedi la mia essenza di visconte dimezzato. Dalle palle di cannone che ho ancora dentro. Quelle che non sono in grado di raccontarti. Combaciamo anche quando ci salutiamo e non ci perdiamo se ci chiudiamo nelle rispettive officine.

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lunedì 18 maggio 2009 - ore 13:22


Preghiera Afshary
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’importante è aver riannodato trama ed ordito. Quanto al vello, è bello proprio perchè è rovinato. Tanto alle storie di seta ed ai Tabriz nuovi non ci crede più nessuno. Avrebbero bisogno di una stanza tutta per loro. Il rischio è rimanere chiusi dentro senza luce, col burro. Io invece preferisco lo spazio multifunzione, tante finestre, niente pareti su sfondi bianchi e puliti. Mi dico Inshallah, se sfioro l’haram del mio passato anteriore.

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giovedì 14 maggio 2009 - ore 14:32


Maledettamente nordest. Benedetta Autarchia.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho rifiutato, per una volta, l’invito dei miei giovani amici adottivi. Per esperimento, per ascoltare Carlotto che maledice il nordest ed i tacchi dell’assessore Balbinot che calpestano imbarazzati il parquet di quel posto quasi nuovo, per me.

Quasi quasi, ipotizzo, la proprietà di me cominicia a togliersi i vestiti da noumeno. Anche se ancora non distinguo il colore della biancheria o la presenza di nei.

Era tanto, comunque, che non stavo così bene, in compagnia di me stesso: alla giusta distanza dai fatti, dalle persone, dalle e-mail Irlandesi-ma-non-eri-in-Spagna?





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