Riprendo questo blog senza pretese di starci più del tempo necessario ad annoiarmene.. ma in ogni caso.. se siete persone molto sensibili ve lo sconsiglio.. questo è il blog di una stronza che si fa chiamare FLY ELF o anche STREGATTA!
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venerdì 10 giugno 2005 - ore 21:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
METTEUZ!! GRANDE MATTEUZ!! SEI IL NUMERO 6600!! CHE GRANDE NUMERO!! HAI VINTO TI RENDI CONTO DELLA TUA FORTUNA?? HAI VINTO LA NOMINA DI CAVALIERE DEL MIO IMPERO!! D'ORA IN POI SARAI SER MATTEUZ!! NON SEI FELICE?
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PERMALINK
giovedì 9 giugno 2005 - ore 17:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ma è possibile? più dormo e più dormirei.. uhmmmm com'è bello stare in vacanza..
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PERMALINK
mercoledì 8 giugno 2005 - ore 13:49
Spazzino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Girava di notte per i vicoli bui di quella Milano che sembrava un enorme demone, un demone che si contorceva per scoparsi la sua stessa bocca. Aveva ardentemente bisogno di una sconosciuta, di una donna normale, di una donna per bene. Di una di quelle normali impiegate che ogni giorno mettono in ordine le tue pratiche alla posta, che ogni giorno battono a macchina centinaia di documenti. Desiderava una di quelle pudiche bamboline, così poco attraenti, così poco eccitanti, così poco notate. Il buio della notte avvolgeva ogni cosa, ma come per incanto ecco comparire il ritmico tic tac dei tacchi sull’asfalto. Dei tacchi graziosi, molto eleganti, per niente pornografici. Tic tac scandivano la vita. Aumentò il passo, desiderava avvicinarsi, vedere l’ancheggiare inconsapevole di quella creatura che si muoveva svelta verso casa. Annusando l’aria sentiva una terribile puzza di paura, chissà per quale insulso motivo era finita per strada a quell’ora di notte. Aspettò che appoggiasse i leggeri piedini sul tombino e poi con un movimento rapido la fece scivolare in basso, nelle fogne. Ora che la vedeva da vicino notava che era leggermente cicciotella, un po’ bassa, ma non sgradevole. La donna iniziò a correre incespicando sui suoi stessi piedi, troppo terrorizzata per urlare, con un paio di ampie falcate la raggiunse, le mani possenti le tapparono la bocca mentre la trascinava in un anfratto buio. Il letto di rifiuti in cui spinse quella cagna gli appariva paradisiaco. Tirò un pugno a quella mandibola urlante che gli stava davanti, e le pisciò in faccia – piccola troia, di che sei una troia, di che sei una cagna! Una cagna in calore.. non è vero? –
La ragazza piangeva, si dimenava mentre lui le legava mani e piedi insieme, così da mettere bene in evidenza i glutei leggermente flaccidi. Iniziò a montarla tirandole i capelli, strappando, ululando. Più quella cercava di svincolarsi e più cresceva in lui l’eccitazione, appoggiò le mani attorno al collo di lei, e iniziò a spingere da ambo i lati, con il bacino e con le mani. Sentì qualcosa nel corpo di lei che si spezzava, sentì che improvvisamente la ragazza smetteva di dibattersi e non piangeva più. La girò e la slegò. Ora notava quel capolavoro di graffi e lividi. Gli occhi sbarrati aperti nel vuoto. Leccò via i bulbi oculari e poi azzannò un capezzolo. Delle piccole bestiole squittenti fecero per avvicinarsi incuriosite, ma con un ringhio basso e potente dissuase quelle creature a prendersi una parte del suo banchetto. Si caricò sulle spalle possenti il cadavere mutilato e gocciolante e si diresse verso casa. Fu accolto da guaiti di gioia e appena scaricò il cadavere sul pavimento lurido di escrementi quattro cuccioli vi si avventarono. Una donna umana giaceva a terra, il ventre gonfio, mani e piedi legati, i seni carichi di latte, pieni di cicatrici.
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PERMALINK
martedì 7 giugno 2005 - ore 21:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Complimenti.. io vi ho nutrito di racconti esileranti per quasi un anno e questo è il ringraziamento? Me ne ricorderò.. ora leggete immediatamente i racconti postati sotto e commentate

Tutti troppo impegnati è? Bene.. quando vostra morosa vi lascerà (se siete single, presto la toverete vi innamorerete e poi vi lascerà) e state sicuri che se ve lo dico io succederà.. io risponderò alle vostre suppliche di aiuto con una scoreggia.. MI SONO SPIEGATA?
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PERMALINK
martedì 7 giugno 2005 - ore 15:15
Lei lo amava
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una fredda e piovosa giornata estiva, una delle tante ormai in quell’anno pieno di cambiamenti, la giovane Clarisse piangeva sul suo diario tascabile, sul quale aveva appena finito di annotare la sua ultima delusione d’amore. Il racconto non aveva fine dato che era scoppiata a pianger. Clarisse era una ragazza un po’ fuori dal comune. Molti uomini erano innamorati di lei, ma, forse per colpa della sua instabilità la maggior parte di essi dopo un po’ svaniva. Lei infatti per quanto fosse bella e a volte dolce aveva un lato oscuro del quale pochi erano a conoscenza. Aveva l’animo di un felino, per lei gli uomini erano come i topi per il gatto, un divertimento. Quando si stancava del suo giocattolo lo scaricava come meglio le capitava e passava ad un altro, il suo più grande divertimento era quello di giocare con più di un uomo contemporaneamente. Era consapevole della sua debolezza e ormai ci aveva fatto l’abitudine. Aveva costruito intorno a se un muro che pochi riuscivano a penetrare, chi ci riusciva non si poteva certo ritenere un uomo fortunato.
Tutto cominciò un sabato sera ad una festa di un amico. Una band suonava delle canzoni ormai vecchie di decenni e le persone si riempivano di birra per poi nascondersi dietro qualche albero a scopare con corpi sconosciuti. Clarisse non si sottrasse alla tradizione, ballò per un po’ quelle vecchie canzoni, bevve due bicchieri di birra finchè all’improvviso in mezzo alla pista vide lui. Le luci intermittenti che fendevano la notte buia facevano risaltare i suoi movimenti armoniosi. Un amico comune li presentò, si chiamava Morgan. Come tutti, i due si appartarono e cominciarono a baciarsi e toccarsi ovunque. Lui le sfilo gli slip e la distese per terra, alzò il corpo di lei all’altezza del suo bacino ed inizio a scoparla con forza.
Stavano bene insieme e lei come ogni adolescente alle prime armi sperava di poter avere un rapporto serio con quello sconosciuto. Quello che non sapeva era che lui come tutti gli altri ragazzi presenti alla festa cercavano solo uno svago, un’avventura e non pensava neanche lontanamente ad una storia.
Dopo alcuni giorni lei finì quasi per caso nel bar dove lui lavorava. Lui si limitò a salutarla, un saluto freddo, quasi non la guardò in faccia. Chissà quante ragazzine si era scopato quel bastardo. Lei era forse l’ultima di una lunga schiera di giocattoli, di passatempi. Si sentì ferita più dal fatto che l’aveva fregata al suo stesso gioco che dal fatto di essere stata usata.
Cominciò a scatenarsi il temporale più disastroso che quella piccola cittadina avesse mai registrato. Le sedie del bar iniziarono a cadere, qualcuna fu scagliata lontano da raffiche di vento troppo violente. Pugni d’aria che si abbattevano su quel fottuto bar, un fulmine distrusse il portico che prese subito fuoco. Tutti erano corsi ai ripari, terrorizzati tranne lei. In quel momento era a casa, amava la pioggia e i temporali. Clarisse adorava rimanere in balia degli elementi quando era furiosa. Amava anche di più usare la furia del vento per distruggere ciò che detestava. Dopo alcuni minuti entrò anche lei nel bar. Nonostante fosse rimasta fuori sotto quella terribile tempesta era asciutta. Aveva una strana luce nello sguardo, qualcosa di molto potente animava il suo corpo. Passò vicino a Morgan e gli diede un biglietto “ tra 20 minuti al bosco dei desideri, puntuale!”. Questo incuriosito da quella strana tenebrosa ragazza, e ricordando la magnifica nottata di sesso che avevano passato decise di accontentarla. Salutò sua madre e si infilò in macchina. Raggiunse il bosco dei desideri appena in tempo. Si guardò un po’ intorno e poi la vide li appoggiata ad un albero, teneva tra le dita una sigaretta ed indossava una minigonna decisamente troppo corta. Il reggiseno che aveva aumentava le dimensioni del suo seno già abbondante. Un misto di disgusto ed eccitazione per quel corpo così mistificato lo fece avvampare. Scese dalla macchina e per mascherare l’eccitazione che provava per quella ragazzina vestita da puttana cercò di mostrarsi indignato- Come ti sei conciata? –
-Non ti piace? – rispose lei sinuosa, sembrava divertirsi a vedere la faccia paonazza di lui. Alzò un pochino le braccia fingendo di stiracchiarsi, la gonna si alzò leggermente facendogli vedere la pelle rosea del suo pube depilato. A stento Morgan si controllava -No che non mi piace per chi mi hai preso! –
-Per uno che vuole solo scopare – sbottò Clarisse, solo allora Morgan notò le lunghe unghie leggermente ricurve, il colore pallido della sua pelle, ma quella ragazzina era la metà di lui e non avrebbe potuto torcergli un capello.
- Beh alla nostra età mi pare più che normale – c’era qualcosa nella sua stessa voce che gli fece presagire il peggio, inconsciamente sapeva che c’era qualcosa che non andava in tutta quella situazione, ma era troppo orgoglioso e fiero per scappare di fronte ad una donna. Lei gli si stampò addosso - beh allora non avrai niente in contrario a farlo per l’ultima volta, o hai paura? – Non riusciva a spiegarsi perché ma ora era terrorizzato, nonostante questo acconsentì. Salirono in macchina e lei gli disse di portare la macchina dietro ad una serie di alberi, così nessuno li avrebbe visti. Nessuno dei due aprì bocca finche non arrivarono a destinazione. Era un posto isolato in cima ad una discesa che portava ad un precipizio. Cominciarono a spogliarsi rudemente, e neppure completamente. Lui la penetrava con violenza desiderando di farle male, di toglierle quel sorriso sadico ed ironico dalle labbra. Più lui tentava di farle male più lei sorrideva. Nella foga lui sbatté la testa sul tetto della macchina e svenne. Delle gocce di sangue le caddero sulla pelle. Prese un fazzoletto dal portaoggetti e si pulì. Si rivestì in fretta e poi rivestì anche lui. Lo mise al posto di guida, tolse il freno a mano e la macchina cominciò a scivolare giù per la discesa. Solo allora si accorse di quello che aveva fatto e cominciò a correre per fermare la macchina. Le ginocchia le dolevano per lo sforzo e solo allora si accorse di non aver messo le scarpe. Sentiva il terreno bagnato scivolarle sotto i piedi. Si ritrovò per terra, si era ferita ad un braccio che aveva sbattuto contro un sasso. Alzò lo sguardo e vide la macchina che si era fermata in bilico sul precipizio. Si mise carponi ma non avendo la forza di alzarsi andò avanti così incespicando e rotolando nel fango. Era quasi arrivata continuava a ripetersi, mancava poco solo qualche metro. All’improvviso vide la macchina scivolare giù dall’altura e Morgan che con gli occhi spalancati di terrore cercava di uscire dalla macchina. Un solo ultimo sguardo prima di morire. Iniziò a piangere distesa nella melma lei infondo lo amava, non avrebbe mai voluto fargli quello, lei lo amava, non era stata lei, no non era stata lei.. lei lo amava..
(questo è il primo racconto che ho scritto.. silenzio ne sarebbe il seguito.. avevo tipo 14 anni quando li ho scritti

)
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PERMALINK
lunedì 6 giugno 2005 - ore 17:36
SILENZIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Era un brutto periodo per Clarisse l’unico amico che le rimaneva era quel suo diario tascabile sul quale scriveva di se stessa in terza persona. Aveva da poco cominciato a fare uso di eroina e saltava da un uomo all’altro come si fa con i bus. Dopo la morte di Morgan la sua vita era molto cambiata, si svegliava la notte abbracciata a individui di cui non ricordava nemmeno il nome e molto spesso veniva colta da mancamenti in cui ricordava la macchina di Morgan che scivolava giù dal dirupo. Camminava per strada e rivedeva gli occhi carichi di terrore del suo amante perduto, si sentiva pervadere d una sorta di eccitazione, ma subito si costringeva a restare con i piedi per terra. Una sera un giocatore di calcio di serie B le disse che con una piccola iniezione avrebbe scopato come una regina e avrebbe scordato il resto del mondo. Iniziò a sprofondare in un vortice sempre più nebuloso, non aveva più neppure idea di quanti uomini si fosse portata a letto per soddisfare quel vizio. Desiderava con tutta se stessa, nei momenti di lucidità, una storia seria, un uomo che la sposasse e la tirasse fuori da tutti i giri di droga in cui era caduta. Le sue speranze ricadevano su Kevin, che nonostante avesse 15 anni più di lei era sexy ed in un certo senso le aveva fatto perdere la testa. A causa della distanza non si potevano vedere spesso anzi è meglio dire che si vedevano molto raramente. A poche ma intense visite seguì un silenzio lacerante. Lui la stava trascurando fottutamente troppo. Provò a scopare con altri uomini, che tuttavia la usarono soltanto come oggetto sessuale, non facendo altro che accrescere la sua rabbia. Pensava che anche lui facesse la stessa cosa considerando che non c’era nessun legame ufficiale tra loro, e questo la logorava lentamente, immaginava i dettagli più scabrosi, immaginava poi di torcere i graziosi colli delle sue mille ipotetiche amanti. I giorni si fecero settimane e le settimane continuavano a susseguirsi senza più ricevere notizie da quella chimera.
In una serata autunnale, Clarisse in preda al bisogno di avere i soldi per comprare quella “medicina” che la manteneva calma, incontrò per la strada un anziano, particolare signore.
- Hei bello, per 30euro faccio tutto quello che vuoi.. ci stai? – Il vecchio la guardò, e solo allora comprese che era cieco, gli occhi azzurri persi nel vuoto non la vedevano, l’annusavano. Un leggero sogghigno gli increspò le labbra raggrinzite – perché no.. ma facciamo in fretta.. guidami tu.. -.
Qualcosa era molto strano, una persona cieca che camminava per la strada senza bisogno di bastoni o cani, ma che nel momento di tirare fuori l’uccello aveva bisogno di essere guidato. Non fece troppe domande e lo condusse in una vicolo buio, dove dopo essersi fatta pagare iniziò il suo lavoro. L’uomo, di cui non sapeva il nome, parve accontentarsi di un pompino, e mentre veniva sussurrò piano chinandosi un poco verso di lei – chissà se mentre si scopa qualcun’altra ogni tanto gli vieni in mente tu.. -. Clarisse sentì che quelle parole nascondevano ben altro, senti affilate lame farsi strada nella sua testa ululò di disperazione e morse a fondo il membro di lui. Non fuoriuscì neppure una goccia di sangue, e le lacerazioni si rimarginarono istantaneamente. Volse lo sguardo a quello di lui, erano gli occhi di un gatto, gialli, vivi, che la torturavano, sbeffeggiandola silenziosamente. Loro sapevano, in qualche modo avevano visto, e non potevano essere eliminati. Gridò ancora, un urlo straziante, che mutò poi in una risata demenziale. Una risata priva di senso, un rigagnolo di saliva le scese lungo il mento.
Si trovò davanti alla casa di Kevin, chiedendosi se aveva perso i sensi mentre il vecchio l’aveva condotta fino a li, o cosa diavolo fosse accaduto. Non riuscì ad arrivare ad una conclusione, una voce alle sue spalle la interruppe – ciao tesoro! – Subito intuì chi fosse e girandosi per rispondergli vide che lui era con un'altra donna. Qualcosa le si incrinò nel petto, lasciando posto ad una presenza oscura, quando la bionda lo baciò appassionatamente. La ragazza non accettò l’invito di lui a salire nel suo appartamento, immaginò tuttavia di spezzarle quel collo così armonioso, ostentato come chi ha consapevolezza della propria bellezza. Quando lui rincasò lei lo seguì con passo felpato, e con una velocità che sorprese anche se stessa. Kevin una volta in casa si distese sul divano per rilassarsi, ma non era solo. Accese la televisione e schiacciando il tasto play del registratore iniziò a guardare un film porno. Due bellissime ragazze si dedicavano all’amore saffico con gemiti inverosimili. Lui cominciò a masturbarsi e a mugolare il nome di un'altra donna. Un grosso vaso di porcellana si sfracellò sul suo cranio mentre stava avendo l’orgasmo. Kevin perse immediatamente i sensi e quando si svegliò era legato mani e piedi ad una sedia. Clarisse fu pervasa da un moto di piacere nel vedere il suo sguardo spaesato e sconvolto.
- Ciao Kevin – sussurrò con voce gelida.
- ciao principessa, cosa ci fai in casa mia? – Le domande la irritavano, cazzo se la irritavano! - silenzio – disse lei mettendogli un coltello sulle labbra a mo’ di dito – ora devo parlare io. Sbaglio o avevi detto che mi avresti chiamato? –
Vide che un lampo di terrore lo percorreva dalla testa ai piedi, sentì l’odore della paura che si faceva strada in lui, e non riuscì a nascondere una nota di eccitazione mentre parlava ancora. – rispondi alla mia domanda! –
- ho avuto molto da fare in questo periodo.. – Qualcosa all’interno del suo petto si mosse, innescando quel meccanismo di cieco furore che non riusciva a controllare, piantò il coltello in una coscia di lui e ansimò - se invece di scoparti altre donne avessi perso 5 minuti a dirmi che non ti interessavo non sarei qui ora! – Kevin gridò come una ragazzina, e la sua voce si fece piagnucolosa, implorante, disperata - ma tesoro tu mi piaci molto – le parole si persero nell’ammasso di odio che si stava generando all’interno del corpo di Clarisse.
- mi sembra che tu abbia molta facilità a chiamare tesoro le persone o sbaglio? – proruppe con una forza incredibile – credi forse che non ti abbia visto prima? Eh? Ma in ogni caso non è importante, io ti avevo avvertito Kevin, ti avevo avvertito! Ti avevo detto che non sopportavo solo due cose.. – Kevin disse qualcosa di inarticolato, la paura che lo immobilizzava accresceva la forza di quella belva che si muoveva nel corpo di Clarisse. - io ti avevo avvertito che non sopporto due cose: la prima è essere tradita e se lo avessi scoperto ti avrei amputato i genitali, la seconda e di essere trascurata e se fosse accaduto avrei macellato il tuo corpo inutile, e usato il tuo cervello come cibo per cani, molto più fedeli e intelligenti di te, fottuto maiale! – Clarisse si fermò per prendere fiato, e incrociò lo sguardo di lui. Si stava pisciando addosso, e l’odore le fece capire che non si trattava soltanto di quello. Con tono pacato disse poi - ebbene sbaglio o tu hai infranto le regole? –
Vide Kevin diventare molto pallido, e con il poco fiato che gli restava in gola sussurrare -si ma cerca di capire.. – Silenzio! Codardo! Affronta la tua fine con dignità, e non osare mai più aprire quella feccia che hai al posto della bocca! Hai capito? Silenzio! –.
Mentre procedeva a mutilare il suo corpo pensava che infondo Kevin era un bell’uomo, era un peccato che fosse finita così. Avrebbero potuto formare una bella coppia magari si sarebbero sposati… se solo lui non fosse stato così stupido.
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PERMALINK
domenica 5 giugno 2005 - ore 13:49
Il draghetto Sizù
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il draghetto Sizù è un simpatico animaletto che prende forma nel cervello di Bisio nel momento in cui entra in contatto con Maria.. Al draghetto Sizù esce il fumo attraverso i canini e ride senza posa.. Ha una polo verde di suo papà e i capelli arruffati.. Il draghetto Sizù ha paura dei serpenti.. anche quando in realtà sono soltanto lo spago di un costume da bagno in tinta militare.. che agitati in modo improprio davanti al sui campo visivo paiono essere serpenti. Il Draghetto Sizù non ha ancora acquisito pienamente il senso dell'equilibrio, e soffre spesso di dislessia.. Aiutate il Draghetto Sizù a crescere forte e sano, alimentatelo a base di erba magica, l'unica capace di calmare la sua sete di sangue.. Inviate un sms con scritto "Maria si" a Draghetto@Sizù.com in questo modo promuoverai la legalizzazione dell'erba magica per salvaguardare la vita del Draghetto Sizù. Ama il Draghetto Sizù e nutrilo con costanza.
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PERMALINK
venerdì 3 giugno 2005 - ore 06:39
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fantastico.. allora le cose sono 2.. o sono mongospastica, o sono destinata all'eremitaggio.. non ho dormito tutta la notte.. non ho fatto che ripensare a certe cose.. che.. mi stanno prendendo sempre più male.. le paranoie mi hanno travolto proprio nel momento precedente a quello in cui ci si dovrebbe addormentare, quello in cui si è più inermi in assoluto.. e da li sono degenerate per tutta la notte. Poi la cosa tristemente tragica è che.. non ho nessuno con cui parlarne.. le mie amiche non capirebbero.. i miei amici più cari..credo che capirebbero anche meno.. fantastico.. speriamo che mi passi sta cosa.. spero di dormire prima o poi oggi.. ma xkè la mia vita è sempre così incasinata?
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PERMALINK
venerdì 3 giugno 2005 - ore 02:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono a casa da sola da poche ore.. e... dio come sto bene! Sarà che ho passato una serata bella bella con un mio caro caro amico.. e che ho fumato maria fino a rischiare la vita del mio povero unico sbarellato neurone! Caspita era parecchio che non stavo così.. bene.. e anche un po' rincoglionita! HEeheheheheh la cosa buona di essere single.. poter uscire con un amico senza dover dare spiegazioni a nessuno.. potersi fumare brande lunghe 10metri e spararsi a palla gli articolo 31 senza avere l'anzella di qualcuno che ti dice cosa fare e cosa non fare.. prende bene prende bene sta cosa!! ogni tanto è bello non pensare a niente.. ma xkè diavolo viviamo queste cose con tutte ste paranoie.. ma vai bella rilassati!!
Ok troppe cazzate di fila.. pensiamo ad altro.. uhmmmmm meglio dormire
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PERMALINK
mercoledì 1 giugno 2005 - ore 14:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ebbene... è FINITA!!! si...Si... SI!!!!
La scuola è finita!!! basta nottate a studiare cose che non mi interessano, basta pomeriggi di sole bruciati in casa... insomma BASTA!!
Vediamo un po'.. il primo a mancarmi sarà il prof di filosofia uomini fighi come lui se ne son visti pochi.. giudizio: da stupro sulla cattegra
in secondo luogo in prof di scienze sociale, origine di 3/4 delle mie fantasie sessuali di inizio anni e di molti sogni.. e ultimamente simpaticissimo uomo con cui cazzeggiare a ricreazione..
poi vediamo uhmmmmmmm mi mancheranno le varie bidelle una più rincoglionita dell'altra.. e oggetto di ifinito divertimento..
NON MI MANCHERANNO.. i cessi paurosi che girano per la mia scuola.. davvero drammatici da vedere la mattina presto.. e fonte di shock quotidiano per i miei occhi..
e ultima cosa prima di chiudere il post
SPERIAMO CHE QUELLE VECCHIE BABBIONE BAGASCE SE NE VADANO IN PENSIONE E CI RESTINO SOLO PROF FICHI! (vedi la prof di Arte che probabilmente ha deciso di insegnare questa materia xkè era contemporanea dei vari artisti del 500 e quindi era già a buon punto)
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