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domenica 20 maggio 2007 - ore 14:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")



bellissima



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giovedì 17 maggio 2007 - ore 23:40


A LUCA E AD UN MIO OMONIMO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si è spento il fuoco
riposa lo sguardo nel buio
e tu ora dormi
ed io ora rido

Girano lente e veloci
le ruote sull’asfalto
consumano il tempo
consumano le gomme

Ed io ora scrivo
e tu più lontano ancora
come l’onda cresce - in seno al mare
il tuono germoglia - in grembo al cielo

Ancora lì a gridare
ad urlare la rabbia di vivere
Ancora lì a guardare
a mettere a fuoco una linea sempre più lontana

Si è spento il fuoco
riposano anche le ombre
e tu ora dormi
ed io ora piango un po’











...buon viaggio...

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mercoledì 16 maggio 2007 - ore 20:07


va così...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


17.35 - 19.20 ... giusto qualche minuto per tornare a casa, incolonnato o perso per stradine nella Marca. Poche indicazioni e poca benzina, intanto che la lancetta si inchioda nella zona della riserva. Dopo un sonno scarso che mi abbraccia solo 10 minuti prima della sveglia, dopo i macelli a lavoro e i pensieri che speravo di aver lasciato legati ad un alito di fumo qualche sera fa...

Spengo la musica, abbasso del tutto il finestrino, e rallento a passo d’uomo.
Odore di erba tagliata che secca al sole.
Aria che rinfresca piano.
Grilli.
Cielo terso mentre il sole va giù.

Sono una persona tutto sommato abbastanza semplice, nonostante il caos che mi porto dietro.
In fin dei conti basta poco per rasserenarmi.


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lunedì 14 maggio 2007 - ore 21:56


A DIO:
(categoria: " Vita Quotidiana ")


un giorno faremo i conti...

e non ti piacerà...



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lunedì 14 maggio 2007 - ore 21:38


WAITING FOR...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fine della settimana in solitaria,conlusasi con il primo giro sulla nuova macchina del Fratellozzo. Con buona probabilità la nuova signorina emulerà le gesta della sua gloriosa omonima...questa volta sul suolo iberico però! Speriamo! tornare On The Road con il vecchio, senza un percorso preciso ma solo con una meta non troppo sicura è quello che bramo da parecchio!

Bro’, se leggi: sei un Fratello e quei 3000 km erano quello che andava fatto, così come andava fatto...e tu lo sai! un solo motto: "SI VA! ALLA CAZZO!!!"

Piacevolissime conoscenze nel week-end ma un arretrato di sonno da guinness stamattina...

In attesa di sposalizzi e bevute...e magari di qualche buon concerto!

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sabato 12 maggio 2007 - ore 20:17


IN CASE OF FEAR
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Era buio. Le pareti strette, il soffitto basso e l’odore di umidità. Avevo 4, forse 5 anni e avevo paura dell’oscurità ma più di tutto di quel sotto scala. Le sere d’estate, salendo le scale con la luce accesa, non potevo fare a meno di guardarmi alle spalle. Al terzo piano ancora tendevo l’orecchio, aspettandomi di sentire quella porta eternamente socchiusa aprirsi lentamente. Non mi sentivo sicuro finché la porta di casa non era chiusa alle mie spalle eppure mi sentivo braccato lo stesso.
Ricordo un sogno: io e dei bambini che non conoscevo scappavamo su per le scale inseguiti da delle ombre distorte, striate d’argento, dalle quali uscivano tentacoli del colore del sangue rappreso. Salivamo rampa dopo rampa, correndo su per i grandini, aggrappandoci ai corrimano per darci lo slancio senza guardarci mai indietro. Finalmente arrivavamo all’ultimo piano e scappavamo dentro. Riaprivo la porta di scatto:uno di noi era lì, fermo sull’uscio, sorridente. Lo supplico, gli urlo tra le lacrime di entrare. Lui resta lì, fermo, sorridente. Sento che arrivano, sono vicini. Vorrei afferrarlo ma non posso, non so perché , ma non posso. E’ come separato da me, distante. Gli tendo la mano. Tra noi c’è una distanza che io non posso colmare se lui non tende la sua. Invece continua a fissarmi e sorridere. Quando il primo tentacolo gli si avvolge attorno al collo chiudo la porta con violenza. La schiena contro il legno verniciato malamente, gli occhi pieni di lacrime che sfocano tutto, meno il suo viso e i suoi occhi chiari.

Presi a costringermi a stare in una stanza completamente buia o a girare per casa senza accendere la luce, tastando i muri e il pavimento, un passo alla volta. Mi costrinsi a fare le scale al buio, a passare per quel corridoio a L, dove dietro ogni porta anziché magazzini zeppi di cianfrusaglie, la notte abitavano i miei demoni. Stringevo i pugnetti e gonfiavo il petto, ripetendomi "qualsiasi cosa ci sia lì dietro, io sono peggiore, sono più forte io".

I semi della mia teatralità erano già stati gettati a quanto pare.

Amo il buio e ancora adesso mi piace pensare che ci siano cose che non posso vedere solo perché non sono un gatto, cose che nessuno vedrà mai alla luce.
Cammino a passo lento, tendo l’orecchio. Mi fermo ed aspetto. Mi giro lentamente e fisso ghignante il buio alle mie spalle...




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mercoledì 9 maggio 2007 - ore 22:26


SOMETIMES...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tra le tante brutte abitudini che ho, dovrei perdere quella di svegliarmi mezzora buona prima della sveglia.

Tendo l’orecchio ma non arriva nessun suono. La casa è vuota. La piccina sonnecchia ancora nella sua cesta, accoccolata e raggomintalta su se stessa. Fitlra un po’ di luce da sotto gli scuri, assieme ai rumori della vita che si è risvegliata lì fuori. Mi rigiro nel letto tentando di afferrare il sonno per la coda ma è inutile.
E’ una strana sensazione, svegliarsi soli in una casa troppo grande. C’è solo l’eco del silenzio che gira di stanza in stanza. Vuoto, mancanza.
E’ come indossare un vestito troppo largo, troppo pensante. Dovrebbe essere comodo e invece finisce con l’essere soffocante.
Penso a quando abitavamo in un appartamento al quarto piano, a come sarebbe diverso svegliarsi di nuovo lì.
Mi rituffo nella routine prima che posso. Mi lascio alle spalle un letto sfatto, piatti e bicchieri sporchi nell’acquaio e una moka da 4 svuotata per metà abbondante.
Mi immetto in tangenziale, ho negli occhi la stessa immagine: il castello abbarbicato sulla roccia scura, un’ombra contro il cielo terso.
Ho voglia di tornare lì, da solo come la prima volta: solo per scelta.

La solitudine si vince unicamente in solitudine.



Da piccolo disegnavo labirinti...


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domenica 6 maggio 2007 - ore 12:12


DANTE’S PRAYER
(categoria: " Vita Quotidiana ")






sometimes I still believe it was a dream...

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sabato 5 maggio 2007 - ore 15:51


La mia idea di libertà...quello che sento...
(categoria: " Vita Quotidiana ")






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venerdì 4 maggio 2007 - ore 19:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Direi che è la giornata giusta, mi ricorda troppe cose.
Poter guardare verso il cielo e lasciare la pioggia caderti dentro, lavare via, sciogliere il dolore e lasciarti sereno, nuovo.

Non è facile ma è un buon inizio.

Rain (Uriah Heep)

It’s rainin’ outside but that’s not unusual
But the way that I’m feeling is becomin’ usual
I guess you could say "The clouds are movin’ away"
Away from your days and into mine

Now it’s rainin’ inside that’s a kind of a shame
And it’s gettin’ to me a happy man
Why should you want to waste all my time
The world is yours but I am mine

Rain rain rain
In my tears
Measurin’ carefully
My years
Shame shame shame
In my mind
See what you’ve done
To my life..

Rain rain rain
In my tears
Measurin’ carefully
My years
Shame shame shame
In my mind
See what you’ve done
To my life..

See what you’ve done
To my life..



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