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STO LEGGENDO

...sempre e solo topolino...


HO VISTO

piangere, ridere, scherzare, amare, sperare, sognare, scappare, soffrire, aiutare, sopravvivere, ma soprattutto vivere...

STO ASCOLTANDO

come sarebbe il mondo senza la musica??!?!

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

jeas, maglione e maglia (o camicia)... che ne dite?!?!


ORA VORREI TANTO...

ritrovare quello che ho perso nelle stanze segrete del mio cuore...


STO STUDIANDO...

Niente più studi!Finita anche la Laurea Specialistica in economia aziendale!!
(era ora!!!!)

OGGI IL MIO UMORE E'...

positivo, come sempre... malinconico spesso...


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Non riuscire a scappare dai ricordi che ti hanno rubato anima e cuore...
2) I rimpianti
3) L'illusione di essersi innamorati, che passa dopo pochi giorni.

MERAVIGLIE


1) dare un significato ad ogni gesto...e scoprire ke non sei il solo a darcelo
2) l'attimo in cui vedi i suoi occhi riaprirsi dopo un bacio..
3) LA MUSICA
4) meravigliarsi di ciò che agli occhi dei più è banalità....


Oscar Wilde narrava in un suo racconto che, quando Narciso morì, accorsero le Oreadi - le ninfe del bosco - e videro il lago trasformato da una pozza di acqua dolce in una brocca di lacrime salate. "Perchè piangi?" domandarono le Oreadi - "Piango per Narciso" disse il lago. "Non ci stupisce che tu pianga per Narciso", soggiunsero. Infatti, mentre noi tutte lo abbiamo sempre rincorso per il bosco, tu eri l’unico ad avere la possibilità di contemplare da vicino la sua bellezza". "Ma Narciso era bello?" domandò il lago. "Chi altro meglio di te potrebbe saperlo?" risposero sorprese le Oreadi. "In fin dei conti era sulle tue sponde che si sporgeva tutti i giorni". Il lago rimase un pò in silenzio, infine disse: " Io piango per Narciso, ma non mi ero accorto che fosse bello. Piango per Narciso perchè tutte le volte che lui si sdraiava sulle mie sponde, io potevo vedere riflessa nel fondo dei suoi occhi la mia bellezza."


...e se scendera’ una lacrima quando riascolti, beh...
non avere paura...
e’ come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita..

Nessuno fa caso all’acqua che evapora dopo le piogge, quando torna il sole, poco importa se in quell’acqua ci sono anche le lacrime spese a piangere per amore, per dolore...
L’acqua evapora, torna nell’aria e torna nei nostri polmoni, respirando il vento che ci investe in viso e le lacrime tornano dentro di noi come le cose che abbiamo perso…
ma nulla si perde davvero..
ogni secondo che passa, ogni luna che sorge non fanno altro che dirci: "vivi!!"
Vivi e ama quello che sei, comunque tu sia, ovunque tu sia, guarda in alto verso il sole chiudi gli occhi e non stancarti mai di sognare…
La vita e’ troppo breve per non essere felici...


www.nudi.pd.it





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sabato 10 maggio 2008 - ore 12:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d’aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all’alba che si fa d’argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s’inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l’America senza fermate
avrai due lacrime più dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po’ di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani
e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore amore avrai


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sabato 3 maggio 2008 - ore 18:33



(categoria: " Musica e Canzoni ")


La mia vita cominciò
Come l’erba come il fiore
E mia madre mi baciò
Come fossi il primo amore
Nasce così la vita mia
Come comincia una poesia
Io credo che lassù
C’era un sorriso anche per me
La stessa luce che
Si accende quando nasce un re
Una stella una chitarra
Primo amore biondo è mio
Con l’orgoglio dei vent’anni
Piansi ma vi dissi addio
E me ne andai verso il destino
Con l’entusiasmo di un bambino
Io credo che lassù
C’era un sorriso anche per me
La stessa luce che
Si accende quando nasce un re
Ma sono qui se tu mi vuoi
Amore dei vent’anni miei
Io credo che lassù
Qualcuno aveva scritto già
L’amore mio per te e tutto quello che sarà
Io credo che lassù


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lunedì 17 marzo 2008 - ore 23:16



(categoria: " Riflessioni ")


...vorrei solo cominciare a dipingere
con i colori giusti
le tinte della mia vita...


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lunedì 10 marzo 2008 - ore 22:08


Tratto da www.futura.to.it
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Albero, Giacomo e Carmela sono partiti nell’agosto del 2006 per percorrere il cammino classico, quello che parte dal confine francese ed entra nel territorio spagnolo passando per Roncisvalle. Un milione e cinquecentomila passi, 28 giorni di cammino, una media di 30 chilometri al giorno percorsi tra le 5.30 del mattino e le due del pomeriggio, momento del ristoro e della pulizia di se stessi e degli indumenti.
Giacomo, che ha 26 anni e fa parte della Onlus Nuovi Orizzonti di Piglio (in provincia di Frosinone), è stato il motore del gruppo. Fermamente convinto a partire cercava compagni di viaggio. Hanno risposto Alberto, 25 anni, si occupa di formazione del personale alla L’Oréal di Milano e Carmela, 26 anni, studentessa in ingegneria ambientale all’Università di Padova.
Né Alberto né Carmela sono partiti per motivi religiosi o sportivi, ma trascinati nell’avventura dal loro amico si sono lasciati andare alla curiosità e al desiderio di sfidare se stessi. «Sono partita ignara e incosciente – racconta Carmela - non sapevo assolutamente cos’era, nemmeno che fosse un cammino religioso, ma era forte il desiderio di fare quest’avventura con loro. Ho voluto mettermi in gioco, volevo capire se, spogliata delle comodità a cui sono abituata, sarei stata in grado di arrangiarmi con il minimo indispensabile».
Lungo il cammino Carmela ha scoperto che delle tre magliette che si era portata, in fondo, ne bastavano due, perché se pure ormai brutte e rattoppate, «l’importante è che fossero pulite!». Anche Giacomo, dopo appena quattro giorni di cammino, ha rispedito a casa un po’ dei chili in eccesso che aveva sulle spalle.
Come loro, la maggior parte di chi sceglie di fare il cammino, parte all’avventura, verso un viaggio vacanza un po’ particolare. Ma per tutti il cammino si trasforma sotto ai loro piedi, diventando metafora della vita, un lungo viaggio, non sempre controllabile, in cui ogni meta segna un nuovo inizio. «Per me è il cammino dei segni – racconta Alberto – ti aiuta a leggere in modo diverso quanto ti capita nella vita quotidiana. Durante il cammino mi sono fatto molte domande, sono partito senza una meta, ma l’ho trovata lungo il percorso».
Un percorso fatto anche di incontri. I tre pellegrini hanno visto il loro gruppo aumentare, cambiare e riformarsi lungo il tragitto, hanno condiviso il cammino per quasi 10 giorni con due giovani comaschi conosciuti a Saint Jean Pied de Port. «Andando verso Santiago ti rendi conto di cosa serve davvero nella vita. Lungo il cammino tutti quanti si salutano, tutti si aiutano, nessuno è indifferente agli altri pellegrini, quale che sia la loro lingua o età»: è uno dei ricordi più belli di Carmela.
Lo spirito di adattamento, la voglia di scoprire se stessi senza temere di essere deboli, stanchi, di avere dei difetti, è la chiave per arrivare a Santiago: «Molti fanno resistenza, ma la fatica così è doppia», spiega Giacomo.
Arrivati infine sotto la cattedrale le lacrime scenderanno spontanee, anche per mezz’ora: «Non importa chi hai vicino – ricorda Carmela – fissi la cattedrale e pensi a tutta la strada che hai fatto».
Giunti alla meta è il tempo dei rituali: la colonna all’ingresso della navata è stata toccata da talmente tante mani da portarne il calco, poi c’è la statua di San Giacomo da abbracciare, infine la cripta, il luogo più intimo dove un piccolo banco attende i pellegrini giunti a Santiago per affidare una preghiera. Il botafumeiro, invece, un’enorme incensiere alto circa 10 metri, ricorda i tempi in cui i pellegrini che giungevano al termine del cammino puzzavano così tanto da rendere impossibile la celebrazione della messa. Oggi non serve più, ma viene usato comunque durante le messe solenni.
E dopo Santiago c’è Finisterre (dal latino, fine delle terre, è il punto più occidentale della Spagna), dove al faro, circondati dall’oceano, ci si gode il tramonto. Qui i pellegrini di un tempo compivano il bagno di purificazione, bruciavano un indumento indossato durante il cammino e infine raccoglievano una delle conchiglie che si trovano sulla spiaggia.
Il cammino non è finito, per molti ricomincia, e da Santiago si riportano ricordi e immagini, come quella impressa nella mente di Alberto: «Una mattina, partiti alle 5 come sempre, il nostro cammino è iniziato in un bosco e quindi faceva più buio del solito. Davanti a noi c’era un padre che teneva per mano suo figlio, avrà avuto 8 anni. Quando il bosco è finito, e la luce si è alzata sopra di noi, il bimbo ha lasciato la mano del padre, riprendendo il cammino, sicuro».

Questo articolo e’ stato scritto da Alessia Smaniotto per Futura, giornale del Master di Giornalismo di Torino. Grazie.

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domenica 9 marzo 2008 - ore 13:08



(categoria: " Musica e Canzoni ")


Chiuderò la curva dell’arcobaleno
per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua
presenza…
dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma se solo potessi un giorno
vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!


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lunedì 4 febbraio 2008 - ore 20:31



(categoria: " Pensieri ")


gia’ , nuovamente qui, nuovamente su questo treno che mi riporta alla vita dei grandi, dopo aver accarezzato il sogno e l’illusione che i fili che conduco possano diventare qualcosa di grande, di serio, qualcosa in cui credere e qualcosa in cui sperare.... ma purtroppo non e’ cosi... vabbe.... eppure in quei piccoli esseri inanimati si nascondono universi incredibilmente profondi, si celano realta’ inimmaginabili, si possono trovare tutte le domande e le risposte che ci siamo sempre fatti... perche’ loro sono piccoli esseri silenziosi che ti guardano con gli occhi innocenti dell’arte, che ti scrutano con la loro espressione ruomorsa, che ti accarezzano con la dolcezza dell’anima... non rispondono perche’ sanno gia’ tutto, e in quel loro profumo inebriante si puo’ assaporare l’essenza piu’ profonda... mah, pensieri in treno, finche’ torno alla vita dei grandi....

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sabato 5 gennaio 2008 - ore 16:48



(categoria: " Musica e Canzoni ")


Quando stringerai tra le mani tue
quel fucile che non ha pietà
di chi non ha pietà
e stringe tra le mani
quel fucile che guarda
dritto a te
che guarda
dritto a te

e se girerà la testa
lo so per certo
girerà la testa
e quando girerà la testa
in quel momento
tu ricordati di me

Tu ricordati di me
quando più non c’è quella voglia di andar via
tu ricordati di me

Quando tremerai sulle gambe tue
la paura di andare via
da chi non ha pietà
e stringe tra le mani il tuo sorriso e
sta lì davanti a te
lì davanti a te
lì davanti a te
guarda
dritto a te

e se girerà la testa
amico
girerà la testa
e quando girerà la testa
in quel momento
tu ricordati di me

Tu ricordati di me
quando più non c’è
la mia mano tra le tue
tu ricordati di me

Tu ricordati di me
quando più non c’è
quella voglia di restare sano e salvo

Non importa chi sia il primo
tanto il primo
come l’ultimo
non resterà più in piedi nello stesso spazio
nello stesso sparo
due pallottole
l’una dritta contro il cuore
l’altra conficcata nei pensieri
di quel minimo che ha premuto il grilletto
lucidato da una vita
come tante per un niente torna niente

Tu ricordati di me
finchè il fiato avrai per farlo
pelle per sentirlo
cuore per odiarlo
e poi...

Tu ricordati di me
finchè il tempo deve farlo
prima di ridarlo indietro
a chi lo getta via
tutto in polvere da sparo grigio sangue amaro
resti un mucchio d’ossa
e strappi l’anima e poi via

Tu ricordati di me


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domenica 30 dicembre 2007 - ore 22:08



(categoria: " Musica e Canzoni ")


Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi
rinfrescati se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo e
non sa di noi
non sa di noi
non sa di noi
Cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch’io la pace
Cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c’è aria fredda intorno a noi
abbracciami se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo
E dimmi a che serve sperare
se piove e non senti dolore
come questa mia pelle che muore
che cambia colore
che cambia l’odore
Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
piangere addosso a me
che non so difendere questa mia brutta pelle
così sporca
tanto sporca
com’è sporca
questa pioggia sporca
Si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna a fango si ma torna
E dimmi che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione non muore
ma cambia colore
tu fammi sperare
che piove e senti pure l’odore
di questa mia pelle che è bianca
e non vuole il colore
non vuole il colore



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giovedì 27 dicembre 2007 - ore 18:42



(categoria: " Pensieri ")


Riporto gli auguri piu’ belli che ho ricevuto in queste feste, sono state parole semplici ma che mi sono arrivate dritte al cuore. Grazie

Ogni ombra che incontrera’ la tua vita
sara’ solo il contrasto per rendere immenso
anche il piu’ sottile filo di luce.
Auguri.


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martedì 25 dicembre 2007 - ore 11:27



(categoria: " Musica e Canzoni ")


I don’t want a lot for Christmas
There’s just one thing I need
I don’t care about presents
Underneath the Christmas tree
I just want you for my own
More than you could ever know
Make my wish come true...
All I want for Christmas
Is you...

I don’t want a lot for Christmas
There is just one thing I need
I don’t care about presents
Underneath the Christmas tree
I don’t need to hang my stocking
There upon the fireplace
Santa Claus won’t make me happy
With a toy on Christmas day
I just want you for my own
More than you could ever know
Make my wish come true
All I want for Christmas is you...
You baby

I won’t ask for much this Christmas
I won’t even wish for snow
I’m just gonna keep on waiting
Underneath the mistletoe
I won’t make a list and send it
To the North Pole for Saint Nick
I won’t even stay awake to
Hear those magic reindeer click
’Cause I just want you here tonight
Holding on to me so tight
What more can I do
Baby all I want for Christmas is you
You...

All the lights are shining
So brightly everywhere
And the sound of children’s
Laughter fills the air
And everyone is singing
I hear those sleigh bells ringing
Santa won’t you bring me the one I really need -
won’t you please bring my baby to me...

Oh I don’t want a lot for Christmas
This is all I’m asking for
I just want to see baby
Standing right outside my door
Oh I just want him for my own
More than you could ever know
Make my wish come true
Baby all I want for Christmas is
You...


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