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venerdì 31 ottobre 2008 - ore 11:39


FUCK OFF!...ma con affetto...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Allora:
2 settimane fa rimaniamo d’accordo che giovedì si prova 20 - 22.

giovedì alle 17, siccome te conosso, ti mando un sms chiedendoti essattamente dov’è la sala prove.

mi rispondi alle 18: "per stasera non se ne fa niente. ti farò sapere..."
- per la serie se no te ciamo mi, rivo là de corsa dal lavoro e l’unica rullata dea serata sarà quea dei me cojoni fumanti -

ti rispondo oggi con un: E meno male che ti ho chiamato. Spero solo che non vada a finire come con l’altro gruppo...
(L’altro gruppo: "si si, facciamo, facciamo! sala pronta, prove, rocknroll, bla bla bla, ecc ecc !!!" x N-volte e alla fine sempre pacchi, Ndr)

Mi rispondi: "bhe, dopo 10 giorni mi pareva ovvio che ci volesse una conferma.comuque il fatto è che c’è un fio che sta provando con noi da un paio di settimane..."

. . .

ok. Detto questo, se ti serve un altro batterista, vaffanculo (ma con affetto) e rivolgiti a qualcun altro.

Io, che sarò pure l’ultimo dei batteristi, sinceramente, mi sono rotto i sacrosantissimi.



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giovedì 30 ottobre 2008 - ore 13:54


NO, NON SONO MORTO...solo in prognosi riservata...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...e siccome non mi passa scribacchio...

COME SE AVESSE UN SENSO

Fermo sulla porta non sento né calore né gelo. Osservo la polvere che si adagia mollemente su ogni cosa, strato su strato.
Ci stiamo fossilizzando tesoro – ecco cosa penso ma è un pensiero che resta muto, muto come un urlo incatenato, impigliato nelle spine che questi chiodi di bara mi hanno piantato in gola.
Scivolo a lato e mi appoggio alla mia ombra, è più morbida che mai.
Sento che stai arrivando ma farò finta di essere sorpreso quanto te quando aprirai la porta.
Questa stanza sa di vecchio, sa di cose marcite nei cassetti che avrebbero dovuto preservarle.
Lo sai anche tu amore: non c’è riparo dal tempo, non è un acquazzone al quale puoi sottrarti.
Ed eccoti finalmente, con quell’espressione stupita che non ti vedevo da un bel po’.
Non ho un bell’aspetto, dici, ma so che non sono i vestiti trasandati e la barba incolta, non è questo: ero così anche prima, quando mi spingevi forte contro un muro e ti lasciavi sollevare di peso, nel buio, e poi trascinare giù, nel vuoto.
Hai sempre cercato i miei occhi. Alle volte avresti voluto strapparmeli. Non hai mai posto una netta linea di divisione tra odio e desiderio.
È mai realmente esistita, per te?
Faccio un passo in avanti. La sigaretta si spegne.
Sei bella. Non fantastica ma decisamente bella.
Hai paura, lo respiro nell’aria di questa stanza ammuffita. Hai paura. E ne hai motivo.
Tieni il mento alto, gli occhi fissi nei miei ma dimmi: per quanto tempo credi di riuscire ad arginare il fiume con questa tua patetica diga di orgoglio ostentato?
Faccio un altro passo verso di te e già tremi. Le luci si abbassano un po’.
Dove sta finendo la maschera di medusa che ami tanto indossare?
Il topo stretto all’angolo combatte con la furia del leone, mi dicono, ma tu sei poco più di una cavia da laboratorio: scappi e all’occorrenza mordi ma alla fine sei assuefatta alle torture che ti vengono imposte.
Fingi di non saperlo ma sei docile, pateticamente sottomessa.
Il tuo bel seno si alza e abbassa più velocemente ora. O mi sbaglio?
Non sono venuto per parlare, per darti spiegazioni. Sono venuto a prendere quello che è mio.
Un altro passo. La mia ombra ti avvolge stretta.
La fronte ti si imperla di sudore. Scommetto che è freddo. Non è così?
Adesso si, adesso tremi.
Posso contare i cocci di porcellana del tuo prezioso viso. Li sento scricchiolare sotto i piedi mentre li calpesto.
O-oh, il topo ha deciso di mordere!
Avevo notato lo strano modo in cui la maglietta ti stava addosso appena sei entrata.
Forse ti piacerebbe che fingessi sorpresa.
Ti concedo un barcollio e una caduta a terra.
Ti concedo del sangue che bagna il pavimento.
Ti concedo di scappare.
Ma spiegami: perché sei così stupida da scappare in camera da letto?
Credo di saperlo.
Ed eccoti qui di nuovo: pistola in pugno e un libretto nero nell’altra mano. Dove hai letto che queste amenità funzionino?
Non ti converrebbe spararmi alla testa e poi scappare? Lo dico per il tuo bene.
Vuoi cercare una boccetta di acqua santa? Potrei anche decidere di dartene il tempo.
Ma il tempo è un fiume a cui non puoi impedire il mare. Quante volte te l’ho detto amore? Quante volte ti ho chiamata “amore”…
Sono io il tuo mare e non dovresti stupirti che le sue acque siano nere.
I suoni scompaiono tesoro. Le lingue di fuoco ruggiscono mute, con colori sbiaditi e spenti.
È ora di andare e mentre mi rialzo lo capisci bene anche tu.
Brava, lascia cadere quell’inutile pezzo di ferro e quell’ancora più inutile libretto.
Vieni qui ed abbracciami. No, non piangere. Non è così doloroso come dicono.
Il buio. Il freddo. La luce bianca. Sono tutte mistificazioni. Favolette.
Sei nuda davanti a me, lo sei sempre stata. Cominci a capirlo, adesso.
Shhh, calma. Ecco vedi, sei lì distesa sul divano, come addormentata.
Mi è sempre piaciuto guardarti mentre dormi. È un po’ come vegliare su di te, essere il tuo angelo custode.
Mi mancherà non poterlo più fare ma dove stiamo andando non c’è sonno. Vedilo come uno strano party al quale non si dorme mai. Ti aiuterà. Almeno all’inizio.
Così apro la porta e ti stringi forte a me. Tremi ancora ma meno di prima.
Tiro un bocca dalla sigaretta e butto fuori ghirigori di fumo nero e denso.
Pronta? – ti chiedo.
Annuisci con il broncio di una bambina un po’ spaventata. Sei sempre stata una bambina tra le mie braccia.
Attraversiamo la soglia e con una mano chiudo la porta dietro di me.
La realtà è una mistificazione.

- Il medico legale dice che è stato un infarto.
- A 25 anni e con un fisico del genere?
- Vai a sapere, magari era qualcosa di congenito…
- O si è strafatta di qualcosa…
- Tipo quella specie LSD super potente di cui ho sentito parlare a Righetti della Scientifica?
- Già. Dicono che sia da paura. “Mai visti trip così reali.” Così ha detto De Maso.
- Chissà se al dipartimento…
- Certo che era una gran figa…




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venerdì 17 ottobre 2008 - ore 11:30


L’ALMANACCO DEL GIORNO PRIMA
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Aforismi improbabili e probabili vaneggi, presunte verità e cazzate certe.

Tutti vorremo che il mondo fosse un giardino fiorito in cui tutto è meraviglioso e gli uccellini cinguettano, la realtà è che spesso è un trampolino spalmato d’olio teso sopra una piscina di guano.




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giovedì 16 ottobre 2008 - ore 08:59


IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO
(categoria: " Vita Quotidiana ")




ON AIR IN MY HEAD:


Grancoglione con remiganti: fottiti-fottiti-fottiti-fottiti-fottiti-fottiti...

Coglionazzo coppizzato: fottiti-fottiti-fottiti-fottiti-fottiti-fottiti...

Coglioncino Saputello: fottiti-fottiti-fottiti-fottiti-fottiti-fottiti...



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lunedì 13 ottobre 2008 - ore 10:12


Essenzialmente Lunedì...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi piacciono i bambini.
Essenzialmente quelli degli altri.
Anche in quel caso per un lasso di tempo ridotto.
La cosa che non sopporto sono le colonne di macchine di genitori che portano i pargoli a scuola, creando code ed ingorghi nei punti nevralgici di ogni città/agglomerato urbano.
Leggi: lungo la strada che faccio per andare a lavoro.

E’ in momenti come questo che il Vecchio Jack Burton del Pork Chop Express...penso direbbe "Porca puttana!" e alzerebbe il volume della radio...

E così faccio io, fedele agli insegnamenti del vecchi Jack e il vecchio Jack ha ragione perchè ecco cosa mi capita, come direbbe un’amica, ON AIR:


TO FRANCE
(Mike Oldfield)

Taking on water,
Sailing a restless sea
From a memory,
A fantasy.
The wind carries
Into white water,
Far from the islands.
Don’t you know you’re
Never going to get to France.
Mary, Queen of Chance, will they find you?
Never going to get to France.
Could a new romance ever bind you?

Walking on foreign ground,
Like a shadow,
Roaming in far off
Territory.
Over your shoulder,
Stories unfold, you’re
Searching for sanctuary.
You know you’re
Never going to get to France...

I see a picture
By the lamp’s flicker.
Isn’t it strange how
Dreams fade and shimmer?
Never going to get to France...

I see a picture
By the lamp’s flicker.
Isn’t it strange how
Dreams fade and shimmer?
Never going to get to France...
Never going to get to France.
Never going to...
Never going to get to France.
Never going to...
Never going to get to France.
Never going to...




Il cielo è ancora grigio e, nonostante i 30 kilometri già percorsi, sono ancora un po’ sognante, come se sui fili della ragnatela di Morfeo fosse rimasta attaccata un po’ della polvere di Mr.Sandman.

E mentre ascolto questa canzone penso a panorami enormi, distese che l’occhio fatica ad abbracciare. Immagino una strada lunga, fatta di curve e dossi, come un serpente che morbido si distende nel paesaggio.
Immagino la bruma e i colori, gli odori e la sensazione di libertà che dà il vento freddo sulla faccia mentre viaggi sapendo solo che è lì che devi stare: sulla strada verso qualsiasi posto e nessun dove.

E per dirla con le parole dei bardi, dato che questi sono giorni Luna:

"Oh, and another journey starts
By the call of the moon"




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domenica 12 ottobre 2008 - ore 11:00


...coff coff...polve e ricordi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tempo di pulizie.
Pile di libri,montagne di appunti.
Quanta fatica, quanta buona volontà. Inutile.
Giorni distanti.
Amarezza. Triste e pesante.
La polvere mi stringe un groppo in gola.
Passerà.
Alle volte ho il sospetto che non sia mai cambiato niente davvero.



"Books cry dust remembering"



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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 12:32


PUNTO x PUNTO: MANUALE D’USO?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Per" ZIETTA che so la prenderà a ridere come ho fatto io con il suo...

PS: certe "risposte" si comprendono meglio dopo aver letto ZIETTA

Non attizzate apposta fuochi che poi non siete disposte a spegnere adeguatamente. Eviterete di meritarvi appellativi sgradevoli e di scordavi sia Black che Decker

La donna che fuma avrà sempre un certo chè di sexy…ma baciare un posacenere non è piacevole nemmeno se di cognome fa Jolie.

Che si debba uscire per un drink o per una trombata…almeno il baffo!

La donna deve essere donna e il trucco ci sta…ma lo stile Moira Orfei non paga…

Il galateo impone di essere galanti e anche di pagare il conto…ma non di essere uno sportello bancomat!

Evitate di tartassare un uomo di sms: a 160 in autostrada, durante una riunione di lavoro o mentre sta trombandosi la segretaria è un po’ dura rispondere!

Non parlate di bambini. Punto.

Non dite “sono troppo grande per te”, agli uomini le donne esperte piacciono solo fino ad un certo punto.

Non fate penare un uomo per accettare un invito a cena. Le lungaggini agli uomini non piacciono. Nel frattempo sarà già uscito con una più giovane e meno persa a fare la gatta morta.

La donna che se la tira ha rotto anche se, lo sappiamo, è un evergreen.

Non fate le languide e le provocatrici se poi, "nel mentre", dobbiamo stare attenti a come muoverci per non spettinarvi.

Fingete che v’interessi il nostro lavoro, almeno fino a quando non paghiamo il conto.

Non chiamateci ogni 2 secondi al cellulare. “il sospettoso invita al tradimento”…come non ci fossimo già portati di nostro…

“ho mal di testa/le mie cose/il pesce rosso morto annegato“…basta (si fa per) dire: “stasera non ho voglia di trombare”!

Non cadete dalle nuvole: quando una storia è solo sesso evitate di farvi fantastici voli di fantasia. Parlate subito se avente intenzione di passare ad un altro “livello”. Eviteremo scene da tragedia greca. Se siete fidanzate non pretendete fedeltà se già state tradendo.

Vi piace un uomo che non vi degni d’attenzioni? Non lamentatevi se continua a farlo anche dopo che ci siete state a letto!

Evitate di prendere un trombamico per il muro del pianto di turno! Avete delle amiche…vi capiranno di sicuro meglio…e non si aspetteranno di essere “ricompensate” poi…

Chiamateci stallone anche se non ve lo chiediamo…se dopo che l’avete detto riuscite a non ridere anche meglio!

Non tentate di aiutare un uomo in difficoltà con un PC: abbiate pietà del suo orgoglio maschile…e tenete conto anche della quantità di porno che dovrà nascondere se provate ad avvicinarvi!

Se ritardate più di mezzora che almeno siate tirate da paura… altrimenti non lo rivedrete più.

I capelli multi-color assurdamente innaturali, distrutti da mille tinte, secchi come la paglia…ehm, ecco, non è per tutte, ma si può essere molto femminili anche con i capelli “a maschio”…

Tacchi alti, abbigliamento sexy e premurose attenzioni. Ricordatevene sempre, in qualsiasi occasione, non solo quando lui sta già suonando il campanello di casa di un’altra.

Non fingete sull’età…presto o tardi la scopriremo comunque…

Non ditegli che andate una settimana ad Ibiza con l’amica del cuore…sappiamo che andrete e trombarvi tutti i ballerini da discoteca che riuscirete a irretire.

No allo stile diva quando uscite con lui: sembrereste la grottesca imitazione di un’adolescente in passerella. No a slavine di pailette e catarifrangenti vari. Si a magliette corte e aderenti se potete permettervele.

Si al tacco alto e alle autoreggenti. Anche solo per girare per casa…

No al troppo profumo. Preferiamo conservare l’olfatto. Nessun uomo ama uscire con una filiale di Sephora…

La pillola è sempre gradita. Ne traiamo maggior godimento sia noi che voi. E non fate finta di non saperlo.

Se da un uomo desiderate qualcosa di più del semplice sesso ditelo...ditelo immediatamente!!!

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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 09:23


Maledetto raffreddore!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho la brutta abitudine di scrivere lettere e non recapitarle, così, qualche volta, succede che mi capitino tra le mani pagine poco piacevoli della mia vita passata.



È accaduto ieri e un po’ mi sono disprezzato per un’intollerabile debolezza che tutto sommato oggi mi fa sorridere.
Leggendo quelle pagine mi sono tornate alla mente alcune parole, qualcosa del genere:
“Tu non esplodi mai. Covi tutto dentro e non lo lasci uscire e la gente ci gode.”
Si, penso che sia così.
Penso che avrei dovuto mandarti quella lettera o ancora meglio liberarmi di quel fardello faccia a faccia, disarmandoti una volta per tutte.
Io sarei stato meglio.
Ma le circostanze erano troppo particolari e dal mio punto di vista era giusto stringere i denti e caricarmi sulle spalle pesi che non erano miei invece di affossarti.
Un’amica dice che sono troppo vecchio per cambiare.
Io direi che sono troppo pigro.
In entrambi i casi alcune persone dovrebbero ritenere la cosa una fortuna.

Sono una persona tranquilla, amante del quieto vivere e che evita ogni conflitto che ritiene inutile, spesso temo, dando l’impressione di farlo per codardia o mancanza di risorse ma…l’immagine all’inizio di questo blog non è messa lì per caso e io non dimentico mai un torto…



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venerdì 3 ottobre 2008 - ore 11:23


Heavy Duty
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cielo grigio su, foglie gialle...un po’ dovunque...
California? No grazie, non oggi.
Oggi vorrei solo essere fuori di qui.
Nessuna grande novità, nessuna rivelazione direi.
Fuori nel vento o a letto sotto le coperte, basta che non sia in ufficio.
Solita inquietudine.



Penso che ci siano persone congenitamente votate all’inquietudine.
Nessun romanticismo, nessun mal di vivere.
Non necessariamente eterna insoddisfazione.
O per lo meno non in senso così negativo.

Persone eternamente tese verso qualcosa che non conoscono, che va al di là di quello che puoi toccare, vedere, gustare…devo davvero elencare tutti e 5 i sensi?
Persone segnate da un senso, una necessità latente di rimescolare eternamente le carte che gli sono state messe in mano.
Persone votate forse inconsciamente a trovare la tanto decantata "pace interiore" nel movimento eterno, nel cuore della loro eterna irrequietudine.
Le vedi. Le riconosci. Si riconoscono tra loro.
Si sentono sole, in qualche modo, anche tra simili.
Ermeticamente sodali le une con le altre.
Ti diranno di essere felici, e non mentiranno, ma...
...ma.
Sono persone sufficientemente egoiste da saper sopravvivere a qualsiasi cosa e da godere sinceramente della felicità delle persone che amano.
L’unica felicità che riescono ad assaporare appieno.
Ti diranno di essere felici, e non mentiranno.
Te lo diranno sorridendo con la bocca e con gli occhi ma appartengono al mare e al cielo, eternamente in movimento.



Penso che ci siano persone che hanno forti dubbi sul fatto che saranno felici un giorno, persone che forse non cercano nemmeno la felicità, che non sono nemmeno sicuri di cosa voglia dire "felicità" in relazione a loro stesse.
Continueranno a muoversi per tutta la vita.
Se li guardi negli occhi vedrai il mare specchiarsi nel cielo, questo si.
Casa è in ogni posto e in nessuno.


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martedì 30 settembre 2008 - ore 14:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il proposito in sostanza era questo: insultare l’universo. Il che significava insultare tutti i suoi abitanti. insultarli uno per uno, con offese personali, e (un progetto audace inbubbiamente) in ordine alfabetico.


da "La vita, l’universo e tutto quanto" - Douglas Adams

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