Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere
L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League I riflessi ambra scuro della black stuff L’oro Bulmers Un manto di stelle alle Aran
e molte altre magie...
Combinata nordica Salto Hockey femminile Fondo 4x5 staffetta Free Style Curling Biathlon Casa Russia Casa Olanda Casa Sassonia Casa Turingia Casa Canada Casa Italia Casa Svizzera Hockey Land
insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006 The PARALYMPIC WINTER GAMES!
Easy Rider (sempre)
Braveheart (sempre)
tanti western
Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!
Il pianeta che cerca di ribellarsi
Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!
La magia di Parigi, le prospettive del Marais. Un po’ di tramonti a nordest L. Draghi sulle alpi
Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!
Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa. Un abbraccio e una promessa mantenuta
Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)
La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare
Zente speciale a una cena speciale
Vasco
Lou Reed, bevendo sambuca del discount
Bruce Springsteen
STO ASCOLTANDO
Metal, country, blues, folk soprattutto
AC DC Accept Aeroplanicadono Agalloch Allman Brothers Band Amaral Amon Amarth Ana Johnsson Angelic Upstart Antichrisis Arab Strap Arbe Garbe Assalti Frontali Attila Avantasia The Metal Opera Babazula Bad Manners Bad Religion Balentes Banda Bassotti Barbara Morgenstern Bathory Bauhaus Bierpatrioten Bit-Nik Black Sabbath Blind Guardian Blonde RedHead Blue Vomit Bob Seeger Brooks & Dunn Bruce Springsteen Bud Tribe Cappanera Catharral Noise CCCP Ceca Charlie Mingus Cher Children of Bodom Clash Claudio Bisio Cock Sparrer Coro Bajolese Corvus Corax Cradle of Filth Crazy Etilic Band Creedence Clearwater Revival Cruachan Crucified Barbara DAF Dario Zampa Dark Lunacy Dark Tranquillity Davide Van De Sfroos Death In June Die Apokalyptischen Reiter Dioxina Dire Straits Dixie Chicks Doro Pesch Dubliners e Zezi Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco Eddie Vedder Edguy Einstürzende Neubauten Eluveitie Elvenking’s Enslaved Eric Clapton Estorio Drolo Fabrizio De Andrè Fahrenheit 451 Falco Farinei d’la Brigna Fiamma Fumana Finntroll Frankie Hi NRG mc Franti Fred Buscaglione Frontiera Gaznevada Gemelli Diversi Giorgio Gaber Giorno di Paga Gipo Farassino Giuliano Palma & The Bluebeaters Gli Atroci Goran Bregovic Haggard Hammerfall Hank Williams Hank Williams Jr Herbie Hanckock Heretika Herman Medrano I Corvi I Delfini il Brusco In Extremo In Flames Jan Garbarek Jethro Tull John Lee Hooker Johnny Cash Joy Division Khaled Kid Rock Kina Kirsty MacColl Klasse Kriminale Klaxon Korpiklaani La Oreja de Van Gogh La Piva dal Carnér Lacrimosa LeAnn Rimes Lene Marlin Leonard Cohen Les Negresses Vertes Litfiba Los Fatidios Lou Dalfin Lou Quinze Lou Troubaires de Coumboscuro Luciano Ligabue Lynyrd Skynyrd Madness Magnifiko Mago de Oz Mano Negra Marco Masini Marko Perkovic Thompson Matrioska Mau Mau Mauro Repetto Max Gazzè Mel Tillis Merle Haggard Metallica Michel Petrucciani Mirafiori Kidz Modena City Ramblers Morgenstern Motley Crue Mötörhead Muddy Waters Nabat Negazione Nena Nerorgasmo Nick Cave Nightwish Nina Hagen Nitzer Ebb Notorius B.I.G. Odjila Otyg Pam Tillis Pantera Paolo Conte Pearl Jam Persiana Jones Pitura Freska Pogo Prozac + Ramones Rappresaglia Redbone Righeira Robbie Robertson Rough Sawyer Brown Scorpions Sefarad Selecter Sentenced Sepultura Sheryl Crow Siouxsie and the Banshees Sirenia Sir Oliver Skardy Ska-j Skyclad Slayer Snoop Dogg Soerba Sonny Stitt Spetsnaz Spliff Statuto Steppenwolf Steven Seagal Strana Officina Subway to Sally Sun Ra System Of A Down Tazenda Ted Nugent The Bodysnatchers The Cranberries The Lambrettas The Pogues The Smiths The Specials The Tractors Totenmond Trace Adkins Tristania Truzzi Broders Tupac Shakur Tyr U.D.O. Vandals Vasco Rossi VillaAdaPosse Vintersorg Warlock Willie Nelson Woptime Wu Tang Clan XMal Deutschland Youngang ZZ Top etc...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
grezzo!
ORA VORREI TANTO...
l’Harley sotto il culo
STO STUDIANDO...
il manuale d’uso della Stihl
il regolamento dei Timbergames
robe native
OGGI IL MIO UMORE E'...
Guardo in faccia al vento, e resisto
FEDERALISMO!
PIEMONT LIBER!
FRIUL LIBER!
Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."
e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette
boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso
Al Grezzo importa:
della fratellanza, della lealtà dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano) della coerenza del vedere i miei amici felici del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne) dell’ambiente violentato della Juventus del mangiare e bere bene del far palestra la mattina poco dopo sveglio dell’imparare più cose possibili della bella musica che merita, crederci e diffonderla delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza di viaggiare di molte altre cose
Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):
radical chic di varia sorta chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!) la finanza (gdf) l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio) Fiorentina, Milan, Torino, Inter chi non ha firmato il protocollo di Kyoto chi mantiene il sistema clientelare ovunque chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa la programmazione della tv italiana i registi di film intellettuali (con riserve) le forme di prevaricazione molte altre cose
Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
MERAVIGLIE
1) il sesso 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
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giovedì 13 novembre 2008 - ore 10:14
Lustig für Bulmers Cider
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte il mattino è quasi dolce, e il mal di testa leggero è quasi di compagnia. E il metallo più oscuro si alza dalle casse. E la pasta matta per lo strudel riposa in frigo. E poi cannella pinoli uvapassa e…magia…eccolo che salta fuori, ecco che il vapore esce dalla pasta crepata, ecco che lo zucchero caramella sulla superficie rugosa. Beh, ognuno ha un mestiere dentro, si dice, io penso di averne più di uno, ma di sicuro, lo chef è quello che domina. Forse è da folli, ma per me non c’è nulla di più bello delle mani sporche di farina e burro, dell’accarezzare un filetto, del sentire il profumo profondo delle spezie fresche. Chissà se prima o poi nascerà una trattoria del grezzo. Una locanda per bikers e per chiunque. Con cucina di classe e rustega assieme, con birra a oceani e vino altrettanto. Per non dir delle grappe e dei whisky. Non sarebbe mica male. E non deve necessariamente essere in questa nazione del cazzo. E fosse un camion trattoria itinerante sarebbe ancora meglio. BikersSaloon all over the world. Bah. Per ora accontentiamoci di vender scarponi e sci e bacchette e tavole e chiodi e corde. Chiodi e corde. E piccozze. Quello sì, ma le tavole proprio faccio fatica. Son rimasto indietro: per me gli sci sono due, dritti, e belli lunghi, e le bacchette si usano. Punto. E quest’anno cascasse il mondo a sciare ci vado un bel po’ di giorni. Feriali. Da evitare le masse di testedicazzo. Che poi in mezzo a troppa gente mi prende quel desiderio oscuro di stihl professional e segar via la testa a tutti. Ma a Rimini non facevano la piadina? Che ultimamente ho sentito del barbone alla griglia. Non è che mi ispiri troppo, almeno potevano scuoiarlo. Ciaspole! Ecco cosa voglio! Strudel più ciaspole. Più una netta propensione all’alcol. Non è che sia trentino e non lo so? E poi quella voglia irrefrenabile di irrorare le mele con i peggio veleni… dev’essere, dev’essere. E prossimo weekend voglio provar a salir a piedi senza ausili di sorta, vedere come me la cavo con la fresca sulle Levanne. Previsione: dopo pochi metri mi fermo, torno indietro, e mi rintano in un bar al paese sotto. Che comunque non è male. “Cioccolata calda signore?” “Grappa fredda in bicchiere grande” frasi da manuale al Sestriere qualche anno fa. Ecco, dalle mie parti non ti chiedono cosa vuoi, grugniscono, a tratti ringhiano. E la richiesta grappa in tazza senza zucchero non la reputano assurda. La cirrosi galoppa. I vostri etilometri non fermeranno mai la nostra sete. Che poi vai via marcio di psicofarmaci e va bene. E invece tre grappini e sei un criminale assassino bastardo. Rumeno (ti fanno il passaporto nuovo seduta stante). A piedi e a cavallo bisogna andare. Ma se il cavallo è ubriaco, gli fan anche a lui il test?
Certo che sembra proprio un angolo di Idaho, Missouri, Kansas, provincia yankee oggi questo nordovest piovoso, con le Dixie Chicks che cantano e una torta di mele decorata a cuori e stelline che cuoce nel forno, e pantaloni di velluto e occhi azzurro grigi che danno il benvenuto all’autunno, all’inverno, al freddo, alle torte, al cappello di pelo di castoro, allo stetson calato giù in fronte, alle sciarpe di lana morbida, allo stare ore sotto il piumone quando si può, lasciandosi trasportare dagli attori di un film, dalle parole catturanti di un libro, dal correr lontano dei pensieri. Un benvenuto alla legna che crepita nel mio camino. Un benvenuto alla stagione lenta e fredda. Lo so che sono piccole cose, che non contano nulla, per me no, per me contano. Benvenuto maiale, essere supremo, essere che incarni le mille forme: cotechini, salami, pancetta, salam ‘d patata, boudin, sanguinacci, biroldo, mortadella, guanciale, cosciotto, prosciutto, carne tsalada, costine, zamponi, ciccioli, fr’sse. Un paradiso assoluto anti vegetariano. Eh sì, perché la penso come l’immenso Tony Bourdain, vegetariani, ma come fate? Non è razzismo il mio, tantomeno disprezzo, e il non capire come sia possibile resistere davanti a un filetto in crosta di speck con castagne e patate. Beh, ognuno è libero, a due passi dal mio cul chiavi chi vuole, si dice presso la corte di svezia. Io amo i cavalli (non nello stesso senso del maiale, chiaramente, anche se non mi faccio nessun problema a mangiar carne equina, ma avete presente gli sfilacci?). Io voglio un cavallo. Un fresian. Io amo le Harley (tantomeno nel senso del maiale, son mica tanto buone, più che altro son durette). Io voglio la Night Train. Non amo particolarmente il lavoro, anche se lavoro come un negro. Voglio un lavoro che mi renda però. Io non amo i tagli all’università. Cioè, tagliar via un sacco di corsi e ricerche inutili sì, robe del tipo storia del libro per l’infanzia, deontologia del telefonino e balle simili. Ma tagliare le assunzioni, fortificando le baronie, tagliare la ricerca medica, beh, questo per me è un crimine. D’altronde non ci si deve stupire, in questa nazione da avanspettacolo comandano buffoni e ladri, da una parte e dall’altra, non è qualunquismo, è dura realtà. Penso che per ogni vita che non verrà salvata da nuove scoperte mediche, qualcuno dovrebbe perdere la propria, o di qualcuno che gli è caro. Così, una bella legge del taglione e si è felici tutti. E poi volete chiudere le scuole di montagna. Bravi, davvero un’ottima scelta. Ma morite arsi vah! (ndr. cit. Odum). E tanto che ci siete eliminare le comunità montane, eh beh, davvero da applausi. Ma sì, tanto chiudono un sacco di industrie, un sacco di gente è a casa, salgono i prezzi, privatizzano l’acqua, l’economia va in vacca, si vive sempre peggio. Però alla tv c’è striscia, tranquilli allora, che tutto va bene. Mi raccomando, quando andate a casa, date un bicchierino ai vostri bambini, e dite loro, questo è il bicchierino del grezzo. O, in alternativa, date loro un bel calcio sui denti, e dite loro, questo è il calcio sui denti del grezzo, tanto per abituarvi alla vita che vi attende. Viva il maiale sotto tutte le sue forme. Viva gli States. Viva le Alpi.
Back, for a while
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sky over Ivrea
E ci si sveglia con in bocca un sapore un po’ strano, cullati dai sogni che non ci vogliono lasciare, nemmeno da svegli. Perché la luce negli occhi quando vedi una strada, quando senti un bicilindrico ruggire, quando l’aria si fa rarefatta, non ce l’hanno tutti. E si metton su i Creedence e ci si lascia trasportare lenti da sogni di benzina e polvere e paludi e montagne. Un giorno sarà. Periodo denso di avvenimenti, non ho voglia di condensarli, non avrebbe senso. Son sopravvissuto a un incidente e tanto mi basta. Mi spiace per chi sperava il contrario, ma il grezzo non ha alcuna intenzione di smetter di calcar le strade coi suoi stivali. E chissà che la vita non stia prendendo la strada giusta, quella buona, quella senza le buche e i cartelli stradali sbagliati. Che finora, beh, l’asfalto non era dei migliori. Fortuna che ho stivali robusti, e una naturale inclinazione a metterli duramente alla prova. Ho deciso che mi costruirò un’alabarda. Il frassino che ho fatto stagionare per il longbow diverrà altro. L’arco ha una tecnologia costruttiva che non conosco bene. L’alabarda sì. E fa un male porco sulla testa dei cattivi. Ho anche recuperato due vecchie corna di vacca, adesso le impalco e faranno bella mostra di sé sulla porta di casa. Sempre più country, sempre più redneck calato nel selvaggio west canavesano. L’australian pale ale è venuta davvero buona, son soddisfazioni queste quando le borse vanno tutte in vacca. Te ne stai a bere la tua bionda australiana, cosciente di non aver investito nulla di nulla, solo forse una lepre anni prima. E allora te la godi, che è tanto meglio così. L’autunno porta con sé salami di patata e fr’sse (io lo idolatro il porco). So che un giorno il sole scalderà le rughe del viso, e allora ripenserò al passato. E allora c’è da darsi da fare. Che voglio sorridere quel giorno.
Tendicatena automatico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Susas Tal
Scende il freddo su questa terra del nord spazzata dal vento, e tutto si acquieta, solo il rumore degli alberi ti accompagna, nei posti dove mi piace camminare. A tratti fa abbastanza un freddo boia. Ma il mio ciliegio non se ne accorge: è fiorito domenica mattina, il primo giorno d’autunno. Forse crede, o aspirerebbe, essere finlandese. Lo seguirei, penso. In un tempo lontano, non troppo, l’avrebbero visto come segno del demonio, o come miracolo. Forse avrebbero bruciato il ciliegio. Non lo brucerò, se arriveranno mangerò le ciliegie autunnali, e benvengano le strane fioriture! Siam gente che cammina tra calici e scarpe firmate, come camminasse tra rocce e cielo. Siamo la gente che seduta in parte al camino legge il catalogo nuovo della Stihl (si, legge, non guarda soltanto), beve una birretta e si sente bene. Che forse non saranno come un quadro di un qualche pittore, ma la 880 è un’opera d’arte assoluta. Per me. (la Stihl MS 880 è la motosega top di gamma, adatta all’impiego più gravoso e continuativo, ideale per il lavoro forestale su grandi estensioni. Per capirci, ha la spranga da più di un metro, e la catena rivestita con una specie di film di metallo resistentissimo e anti slittamento). Avessi i soldi (e anche i boschi giusti) comprerei subito la 880. Comprate la 880, se non vi serve, può sempre far bella figura come soprammobile. Devo sbrigarmi con la specialistica, sbrigarmi con gli esami e la tesi, da togliermi al più presto questa strana palla al piede che chiaman preparazione, che troppe volte sa tanto di perdita di tempo a pagamento. Ed è seccante. Un po’ come quando al bar finiscon il prosecco, e ti metton (senza che tu l’abbia chiesto) il moscato nel bicchiere. Ciò dimostra che o il barista è completamente alcolizzato e non è riuscito a leggere l’etichetta e manca dell’olfatto e del gusto, o che è del tutto ignorante del suo lavoro, o che vi odia nel profondo. Tre buoni motivi per invitarlo a mettere in vendita sue parti posteriori su statali illuminate. E anche per consigliargli di cambiare lavoro. Eventualmente anche per colpirlo ripetutamente con oggetto tipo bottiglia sedia cosa quadrata dei tovagliolini. Il prosecco è buono col cassis, ditelo ai baristi. Il cartizze è buono da solo, senza neanche il bicchiere. E’ buono con la gomma, da ‘taccare al tino e tirar su. E pensate solo alla sensazione delle bollicine in gola in velocità. Altro che quelle robe moderne! Speedy prosec! Infine un cenno sulle tabelle che devon comparire d’obbligo nei locali che somministrano alcolici. Un sacco di cazzate. Populismo e un sacco di cazzate. Io vi assicuro che con due medie non comincio a barcollare, vomitare, non distinguere i contorni. Cos’è? Ho la valvola che blocca l’alcol? Non credo, ve lo assicuro, è solo un’altra bella caccia alle streghe. Un altro bel modo di far cassa per questo stato del cazzo che non riconosco. Io son delle Alpi, e basta. Passate una bella prima settimana d’autunno miei cari, bevete alla salute di chi merita, e non pensando a valori alcolemici inventati. E visitate il sito della Stihl!
Solfato rameico pentaidrato
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Loja scura
La mia ragazza beve bailey’s con ghiaccio e sambuca flambè. Lo trovo un controsenso. Mescolando verrebbe fuori un drink tiepido. Color caffelatte. No comment. Però lei lo può fare. Io vado sul classico e mi faccio di doppio malto e rosso e sidro e grappa e campari e bianchini e… un po’ quello che capita. Ieri i fratelli Lehmann hanno avuto un bel colpaccio. Se di colpaccio si può parlare per un disastro epocale. Gliel’avevo detto io a Jimmy (non so come si chiamasse in realtà, ma mi pareva carino Jimmy) “sotto il cuscino Jim, sotto il cuscino stan più sicuri. Dopo due mesi mi ha telefonato, dicendomi che non dormiva più molto bene, che per far stare il cuscino aveva dovuto rimuovere la controsoffittatura. Lo so, son problemi. Proposi il materasso. “No!” si inalberò, “li metto in banca, li affido ai broker”. Che sarebbe un po’ come dire: affido la grappa a un alcolista. Vero che è profondo conoscitore, vero che ci vive in mezzo. Ma se la beve ciccio! E non ti resta neanche la bottiglia! Mi resta da decifrare come sia possibile bruciare miliardi di dollari in pochi secondi. Il mio camino non credo ce la farebbe, fanno volume. Là a New York devono avere dei camini bei grandi. E devon essere anche un po’ mona. Và beh che è svalutato, ma più che dollari meglio bruciar legna! Ieri Jimmy mi ha telefonato, era ubriaco in un bar di Hell’s Kitchen. Almeno la bottiglia gli è rimasta, mi diceva piagnucolando. Poi neanche quella, una moralizzatrice della salvation army gliel’ha strappata e schiantata a terra, dandogli in cambio un opuscolo sul perdòno. Lui ha letto pèrdono. E mi si è tagliato la gola in diretta telefonica. Povero Jimmy, se si teneva il cuscino alto, beh, forse avrebbe sofferto di cervicale, ma non sarebbe finito così nella cucina del demonio. Anche se poi quelli di E.R. l’hanno salvato. Potenza dei media. Triste potenza della media. L’eccellenza rovista sotto i ponti o in viali polverosi, colando lacrime nere su terreno insanguinato. Camminavo nel vento di Torino ieri, nel bene e nel male sono molto affezionato a questa città. Anche se un taj di bianco capace che costi 7 euro. Jimmy non se lo potrebbe permettere. È ingiusto. Jimmy voterà il bel moretto, pensa che possa cambiare le cose. Io non ne sono convinto. Tra il moretto con cognome da evidenziatore e barracuda sarah non saprei. Il grande senatore reduce non lo nomino, perché si è autooscurato con la nomina di barracuda eccetera. Pare che a entrambi dell’ambiente freghi poco. Oh cicci, non è che lo stato sociale, o le tasse diminuite servano a far vivere meglio la gente, se poi mangia cibo avvelenato e respira aria che dell’aria ha più ben poco! Io farei presidente l’assessore di San Stino di Livenza Stefano Pellizzon. E lo dico per davvero. In alto i calici! E in alto gli euri, che se no Jimmy salta e ve li prende.
Volete una ramata?
Update: Paolo Rumiz, giornalista di repubblica che sta facendo il giro dellArtico, è un gran figlio di vacca (senza offesa per gli amati bovini), nellarticolo di oggi così chiama una donna inuit: la ragazza che accanto a me allatta il suo cucciolo. Ma crepa va stronzo! E mi piacerebbe tu leggessi e venissi qua. La risolviamo alla vecchia maniera, vediamo chi cade prima stringendosi le mani alla gola,l cercando di arginare il sangue che sprizza. Cucciolo, ma crepa va.
Ho un orologio fermo alle 11.29, da giorni, dalle 11.29 di un tempo ormai passato. Se ne sta lì, fermo, ogni tanto gira su se stesso, poi torna, implacabile, alle 11.29. Ho voglia di prosecco. E di venire a Padova. Le tre cose non sono legate. O più o meno. Un migliaio di imbecilli con camice e capelli arruffati sta facendo esperimenti lassù a Ginevra, nella città dell’immenso Calvino. Dico io: sei miliardi di euro. Ma perché non investirli su fotovoltaico eolico e roba simile? O, meglio ancora, al bar? E invece no, accelerano le particelle. E a me accelerano le balle. Tra poco decollo. Anzi, tra poco bevo. Marso, è una bella condizione. Marso, that’s good! Sabato sera in sagra ero marso. Questo sabato non posso darmi al felice devasto: il giorno dopo devo sfoderare i migliori sorrisi. Fiera montana col Max, mentalità nordica: campari e lavoro. Quadrati! Al massimo un po’ storti. E comunque non perdiam tempo ad accelerare particelle. Mi chiedo: ma quegli acceleratori magnetici si possono montare sulla uno turbo? La uno turbo è un’istituzione. Per tanti, anche per i beccamorti. E’ un bel lavoro fare il beccamorto, non manca mai, sei sempre elegante. E se al funerale c’è un talent scout magari ti chiama a fare le iene. E c’è anche una qual certa logicità nel fatto. Beccamorti e iene vivon di morti. Solo che le iene spolpano solo il cadavere. I beccamorti anche i parenti. Mi do al kayak, e al Traminer. Perché son termini stranieri e fa chic. Se no: barchetta e vin bianco. O canoa e vin bianco. Ma è meglio la prima. Ho un libretto invidiabilissimo che va parecchio a rilento. Voglio andare via. Voglio andare in erasmus, o leonardo, o più semplicemente, fora da le bale (progetto europeo misconosciuto). Vorrei andare in erasmus a Pertegada. Mi piace Pertegada. Mi piace un taj de bianc. Amo il Friuli. Solo non sono sicuro sia in comunità europea. Io non sono in comunità europea, son stato cooptato da Barracuda Sarah, il pitbull col rossetto (sua definizione) per sostituirla in Alaska quando volerà a Washington. Ho già il programma: scierò per anni, berrò e farò passeggiate nella neve. Pensavate mica programma elettorale! E passerò in Canada qualche volta a farmi di Molson. E invece no, veleggio in mezzo alle alpi cozie, col sorriso pronto e ‘na bira ‘n man. Salute stelle e stelli!
Za Krk, lijepa nasa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho ancora negli occhi l’azzurro profondo dell’adriatico settentrionale. In bocca il sapore di calamari e Karlovacko. Sulle mani il sale e la polvere delle strade. L’isola di Krk è un luogo splendido, con colori incredibili, invita alla lentezza e al godersi il tempo. Ho sempre adorato i Balcani, e adesso ancora di più. Potessi scegliere dove esser nato, probabilmente sceglierei la Croazia, o forse il Montenegro. Un paese di cui essere orgoglioso, una terra da amare. Una terra da difendere. Una terra a cui brindare lontano, sognando i suoi tramonti e i suoi profumi. Però per la birra sarei sloveno, nessuna come la Lasko, mio amore grande. Bevo Lasko ma non casko! Lasko pivo, son sportivo! Bevo Lasko e piscio Union! (anche Karlovacko e Oluzjsko però). E che piacere poter dire al cameriere “jena hladno zlatorog prosim” e bersela con davanti rocce e mare e puro adriatico. Su quelle rocce la Serenissima ha lasciato il suo leggero tocco. Voglio riprendere a studiar serbocroato, mi si è parecchio arrugginito. E da domani ricomincia la vita in questa pianura padana canavesana un po’ triste, anzi, inizia già oggi, che c’è da raccogliere. Searching for a job. Fosse per me aprirei una trattoria da qualche parte, ma penso che con venti euro non sia possibile. Ho pensato anche a un super wellness center. Ci avrei investito anche quaranta euro, ma mi han detto che non bastano. Gli esosi. Allora potrei optare su un franchising, tipo agenzia di viaggi. Mi chiedono quindicimila euro. E son sicuro di perderli. Almeno una sicurezza c’è. Ieri ho visto la pubblicità del gatto virgola, se mio figlio (o figlia) comprerà suonerie, lo legnerò. A sangue. Va a troie piuttosto, ma il gatto virgola no. Ombre, investi in ombre, quei soldi non ti torneran mai indietro, ma è possibile che ti tornino su (le ombre, no i sghei, quei va zo).
Giornata del Grezzo sul mare (per il Grezzo il mare è l’adriatico): colazione sole burek karlovacko morosa sole nuoto passeggiata karlovacko cevapcici morosa. Insomma, i miei due grandi amori, morosa e birra, tornano ben due volte! E ora mi attendon peperoni e vino rosso robusto. Ma Lasko e pesce alla griglia è quello che vorrei, e poi godermi il vento tra i capelli (monata che ho detto, li tengo rasati), il vento tra le orecchie, va ben così dai. Mandi mandi fioi! Alla vostra salute!
UPDATE: in subalpinia piove. Alla tempia o in bocca? Cosa dite?
Pferden, und Stihl
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho imparato a cavalcare quasi prima di camminare, ho ricordi confusi dei miei primi contatti con i cavalli, con quelle bestie magnifiche di cui m’innamorai all’istante. Amore assoluto che non cambierà mai. Montagne cavalli vin rosso, una trinità. Ieri, nelle nuvole del Sangonetto, tra ecumenici incontri, freddo nelle ossa, terreno marcio, ho incontrato un Aflinger e uno Shetland, che stavano lì, semibradi, senza ferri, con uno sguardo magico, dolce, quegli occhi neri dei cavalli che contengono notti, boschi, oceani, che contengono l’idea stessa, viaggiare. Una volta, da piccolo, in questa stessa valle, un cavallo nero ci seguì risalendo il torrente, fu bellissimo, ecco, un ricordo bello, e son da scovare, e merita farlo. Ed è bello sentirsi in armonia col mondo, anche se è il mondo lontano dal mondo. Ma è il mondo vero, quello di terra, roccia, alberi e torrenti. Mi piacerebbe aprire un piccolo locale un po’ su, un po’ market, un po’ bar, un po’ trattoria (di quelle buone eh!), so che è anche abbastanza fattibile, devo solo trovare qualcuno che condivida il mio pensiero. Che il Grezzo è resistente, ma dopo un po’ si scaricano le pile. Che son di quella razza sbagliata che si dà da fare sempre, aprendosi le mani, tirando pesi, mischiando il sudore ai vapori di miscela della motosega, vangando, rastrellando, spostando fieno, camminando, portando zaini di provviste, lavorando su motori, scrivendo, cucinando, mettendo via per l’inverno. E poi , nel tempo libero, avendo un lavoro. Viene due righe da bestemmiare. Però sarebbe bello un qualcosa su, qualcosa da riconoscere come proprio, qualcosa che è tuo e nessuno ti tocca. Qualcosa che diventi un personaggio, col tuo cappello da cowboy e i baffi. Qualcosa che alla gente piace venire da te. E non per poi raccontar che ci sono stati, non tirati a lucido tipo matrimonio, no. Come sempre, e tranquilli. E che non facciano foto col cellulare a tutto e tutti. E ci sarà un posto, e ci sarà un cavallo nero. E ci sarà la mia motosega Stihl. Un abbraccio a Marzietta che parte per il Guatemala! In bocca al loop! E a Luca che parte per Paris la belle! E a chi parte, a chi resta, e a tutti i rampichini.
Forse che se non lhan chiamato col del sole cè un motivo?!
Strac me n boric. Come si riduce il Grezzo quando per riposarsi da giorni e giorni di campi e lavoro va in montagna. A tochet! Distrutto
Dimenticavo, lOrsiera Rocciavrà è un posto splendido
Verzel. Quota 2403
(categoria: " Vita Quotidiana ")
si inizia bene, s sciaira n cazzo
Non me l’ha detto mai nessuno “hai la testa tra le nuvole”, no, sono sempre stato coi piedi ben piantati per terra, con le mani aggrappate alle rocce, con il culo appoggiato sulla sedia del bar. Bello saldo. Ma ieri oltre che la testa avevo anche tutto il resto tra le nuvole! Bellissimo, uno spettacolo. Il Verzel non tradisce mai. Per noi canavesani è la montagna simbolo, assieme al Gran Paradiso. Ma il Verzel è più accessibile più vicino, meno aristocratico. E’ come paragonare un recioto d’annata e un cabernet franc. Ecco, io sto col cabernet. O con la barbera, se veniamo in qua a nord ovest. Non è una montagna facile facile il nostro Verzel, bisogna avere buoni piedi e buone ginocchia, e buone mani alla fine per arrampicare in vetta. E molto, molto, molto rispetto della montagna e del suo ambiente. Per molti è idiota sprecarsi il giorno libero così, alzandosi presto, guidando su sterrati precari, camminare per ore su terreni impervi, sudare, patire freddo caldo vento sole nebbia. E solo per arrivare in vetta, su uno spuntone di roccia in alta quota. Eh lo so, ma per me non è idiota, è bellissimo, è una delle cose più belle che si possano fare. La sensazione di armonia totale che si prova con la fatica addosso, il panorama, il silenzio, il mangiar pane e salame a 2403 sopra le nuvole, col sole caldissimo che brucia le braccia il collo le gote. Bestie selvatiche alpine. E so che non sono solo, c’è anche l’Ika così, che ora cammina verso Santiago. E c’è il mio compare di ascese Berto, ascese vino e cene. E ci son mille pazzi rampichini in questo mondo. E il Verzel ti conquista, come ti conquista un amico con cui condividi passioni e sogni. E poi il bar col rosso che costa poco, coi vecchi villeggianti che parlano della tempesta. E poi scendere giù e a casa staccare qualcosa dall’orto e cucinarlo lì sul momento, annaffiandolo di erbaluce e van de sfroos. Bello. Un bel giovedì, un gran bel giovedì. E alzo alta la mia barbera verso Gloria che ho sempre con me, verso Laura lontana ma vicina, verso Paola magia dei boschi, verso Ika sul Cammino, verso Luca sulla turbolambra, verso Marzia che aspetta il Guatemala. Alto il bicchiere, alti i pensieri, in alto gli scarponi.
Quota 3000. Ice for life
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è aria fina lassù, che devi abituarti, che devi andare su con un po’ di rispetto, e fermarti, respirare a fondo per una mezz’ora, ammirare il ghiacciaio, solo allora, quando avrai capito che tutto lassù è più forte di te, puoi salire. Tutta l’energia negli scarponi. E saltellare tra gli sfasciumi di roccia, rovinarsi le mani su pietre aguzze e taglienti. Offrire il viso al vento gelido di quota tremila. Che anche se è estate, anche se è mezzodì, tira un vento assassino e freddo, come quello di gennaio, come quello del nord, ma non come quello sulla Bull Island. Ma il massiccio del Gran Paradiso è qualcosa di diverso dalla Bull Island, qualcosa di incredibilmente bello. Anche se sulla Bull Island c’era qualcuno di speciale con me, qualcuno che ora è lontano, e non c’è minuto, non c’è luogo che allontani il mio pensiero da lei. E lei da me. E saremo di nuovo vicini presto, lo so. Lassù è la terra del popolo delle rocce, della gente che sta bene con le labbra crepate e le mani doloranti, ma sei dove nessuno quasi arriva, su cime di roccia pura e bastarda. Forte come neanche Superman, come neanche Chuck Norris. No, scherzo, Chuck Norris è infinitamente più forte di qualsiasi cosa, viva o no. Io son di quella gente, e porto i segni sul collo, sulle braccia, sulle mani, nella fatica del corpo e nell’infinito benessere della mente. Lassù puoi incontrare gli spiriti antichi, puoi percepirli, sentire le loro parole nel suono del vento. E sono parole feroci, odio verso chi sta facendo sciogliere il ghiacciaio con i suoi fumi di euro e voracità. Ghiacciaio ridotto a poca cosa ormai. Parole feroci per le centrali idroelettriche, i tralicci. Perché lassù solo silenzio e vento devon farla da padroni. E lo capiranno, la montagna sa vendicarsi di chi non la rispetta. E si vendica con i minerali velenosi che scavano fuori dalle sue viscere profonde, così ci passa il treno, e ci correranno i malati verso gli ospedali di francia su quella TAV maledetta. E si vendica con le pietre che cadono e travolgono. Con le valanghe. Con la forza imponente delle Alpi. Che qualcuno si ostina a distruggere, a colare di cemento e asfalto e luci colorate. E prima o poi avranno la loro vendetta, magari non la vedrò, ma so che ci sarà. Sono delle montagne e sto con le montagne. Sto con le aquile e gli stambecchi. Sto con i tibetani e i quechua. Sto con i carnici e i walser. Il mio cuore, le mie membra, le tengono ostaggio altitudini che pochi raggiungono, e solo raggiungendole posso stare bene. Ed entrando in comunione con la montagna stessa. E sapere che avrà la sua vendetta.