
Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato
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PROFILONE ]
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SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson
HO VISTO
Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere
L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran
e molte altre magie...
Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land
insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006

The PARALYMPIC WINTER GAMES!
Easy Rider (sempre)
Braveheart (sempre)
tanti western











































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!










Il pianeta che cerca di ribellarsi
Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!
La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi
Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!
Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta
Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)
La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare
Zente speciale a una cena speciale
Vasco
Lou Reed, bevendo sambuca del discount
Bruce Springsteen
STO ASCOLTANDO
Metal, country, blues, folk soprattutto
AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
Angelic Upstart
Antichrisis
Arab Strap
Arbe Garbe
Assalti Frontali
Attila
Avantasia The Metal Opera
Babazula
Bad Manners
Bad Religion
Balentes
Banda Bassotti
Barbara Morgenstern
Bathory
Bauhaus
Bierpatrioten
Bit-Nik
Black Sabbath
Blind Guardian
Blonde RedHead
Blue Vomit
Bob Seeger
Brooks & Dunn
Bruce Springsteen
Bud Tribe
Cappanera
Catharral Noise
CCCP
Ceca
Charlie Mingus
Cher
Children of Bodom
Clash
Claudio Bisio
Cock Sparrer
Coro Bajolese
Corvus Corax
Cradle of Filth
Crazy Etilic Band
Creedence Clearwater Revival
Cruachan
Crucified Barbara
DAF
Dario Zampa
Dark Lunacy
Dark Tranquillity
Davide Van De Sfroos
Death In June
Die Apokalyptischen Reiter
Dioxina
Dire Straits
Dixie Chicks
Doro Pesch
Dubliners
e Zezi Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco
Eddie Vedder
Edguy
Einstürzende Neubauten
Eluveitie
Elvenking’s
Enslaved
Eric Clapton
Estorio Drolo
Fabrizio De Andrè
Fahrenheit 451
Falco
Farinei d’la Brigna
Fiamma Fumana
Finntroll
Frankie Hi NRG mc
Franti
Fred Buscaglione
Frontiera
Gaznevada
Gemelli Diversi
Giorgio Gaber
Giorno di Paga
Gipo Farassino
Giuliano Palma & The Bluebeaters
Gli Atroci
Goran Bregovic
Haggard
Hammerfall
Hank Williams
Hank Williams Jr
Herbie Hanckock
Heretika
Herman Medrano
I Corvi
I Delfini
il Brusco
In Extremo
In Flames
Jan Garbarek
Jethro Tull
John Lee Hooker
Johnny Cash
Joy Division
Khaled
Kid Rock
Kina
Kirsty MacColl
Klasse Kriminale
Klaxon
Korpiklaani
La Oreja de Van Gogh
La Piva dal Carnér
Lacrimosa
LeAnn Rimes
Lene Marlin
Leonard Cohen
Les Negresses Vertes
Litfiba
Los Fatidios
Lou Dalfin
Lou Quinze
Lou Troubaires de Coumboscuro
Luciano Ligabue
Lynyrd Skynyrd
Madness
Magnifiko
Mago de Oz
Mano Negra
Marco Masini
Marko Perkovic Thompson
Matrioska
Mau Mau
Mauro Repetto
Max Gazzè
Mel Tillis
Merle Haggard
Metallica
Michel Petrucciani
Mirafiori Kidz
Modena City Ramblers
Morgenstern
Motley Crue
Mötörhead
Muddy Waters
Nabat
Negazione
Nena
Nerorgasmo
Nick Cave
Nightwish
Nina Hagen
Nitzer Ebb
Notorius B.I.G.
Odjila
Otyg
Pam Tillis
Pantera
Paolo Conte
Pearl Jam
Persiana Jones
Pitura Freska
Pogo
Prozac +
Ramones
Rappresaglia
Redbone
Righeira
Robbie Robertson
Rough
Sawyer Brown
Scorpions
Sefarad
Selecter
Sentenced
Sepultura
Sheryl Crow
Siouxsie and the Banshees
Sirenia
Sir Oliver Skardy
Ska-j
Skyclad
Slayer
Snoop Dogg
Soerba
Sonny Stitt
Spetsnaz
Spliff
Statuto
Steppenwolf
Steven Seagal
Strana Officina
Subway to Sally
Sun Ra
System Of A Down
Tazenda
Ted Nugent
The Bodysnatchers
The Cranberries
The Lambrettas
The Pogues
The Smiths
The Specials
The Tractors
Totenmond
Trace Adkins
Tristania
Truzzi Broders
Tupac Shakur
Tyr
U.D.O.
Vandals
Vasco Rossi
VillaAdaPosse
Vintersorg
Warlock
Willie Nelson
Woptime
Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
grezzo!
ORA VORREI TANTO...
l’Harley sotto il culo
STO STUDIANDO...
il manuale d’uso della Stihl
il regolamento dei Timbergames
robe native
OGGI IL MIO UMORE E'...
Guardo in faccia al vento, e resisto
FEDERALISMO!
PIEMONT LIBER!

FRIUL LIBER!

Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."
e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette
boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso
Al Grezzo importa:
della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose
Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):
radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose
Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
MERAVIGLIE
1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
Libero pensiero, bevute, viaggi e ideeUomo del nord, spirito celtico, ombre nostraneil canavesano dagli occhi di ghiaccioLive to Ride
.jpg)
io bevo
somewhere on a desert highwaynon c’è biker senza bikier
quant chi lin par sagre
cittadino onorario di Campodoro
Create your own visitor map!LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGOI’m ruder than youio son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi liberel’importante è una certa classe e zero cogniziònnon puoi cavalcare due cavalli con un culo soloEventi & Conviviwww.paolovalperga.com
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giovedì 9 febbraio 2006 - ore 11:10
7974te Tag. Olimpico Grezzo. Pensieri per un motociclista ignoto
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno cari! Come prima cosa un abbraccio forte, vero a L., che credo ne abbia bisogno. Ieri sono stato alla prova della cerimonia inaugurale delle olimpiadi invernali prossime venture. Ok che mi sta venendo lo spirito olimpico, ma lo show mi è parso un accozzaglia disomogenea e kitsch. Divertente e noioso al contempo. Vedrete e valuterete, venerdì. Tra un’ora e mezza passa quaggiù il tedoforo, non scendo a bloccarlo, nè a tirargli due calci, come dice Luciana Littizzetto. Non posso esporre la bandiera scozzese che la Scozia non partecipa autonomamente. Ma, a parte questo, ieri alle 11.05 pm, ho ricevuto una notizia. E stanotte ho fatto un sogno. Una moto correva verso l’orizzonte, davanti volava, veloce un falco, in alto anche lui verso l’orizzonte. L’orizzonte era luce rossa che si stende per miglia e miglia. Il sole era semicerchio ipnotizzante solcato da nuvole nere. E la moto correva e correva sulla striscia d’asfalto violentata dalle buche, violentata dalle gomme e dall’acciaio. E il falco volava sopra la moto, sempre più veloce. Splendeva la moto. Biondi capelli garrivano al vento. Verso l’orizzonte. D’un tratto sulla strada un vecchio uomo rosso. La frenata, e il falco andava a posarsi sulla mano del vecchio uomo rosso. E lo sciamano parlava al falco con mille lingue invisibili e silenziose negli occhi. L’uomo sulla moto guarda verso l’orizzonte il falco sospeso a mezz’aria contro l’orizzonte. Poi, come niente fosse accaduto, la moto ripartiva, il falco ora le volava appena sopra, veloci sempre più veloci, duecento miglia all’ora verso l’orizzonte, sulla strada deserta. E veloci sempre più veloci. Si confondeva lo sfondo. La moto, forza e calore entrava nel sole. L’uomo e il falco, unico spirito, salivano oltre il sole. R.I.P. B., God bless You, voglio urlarlo.
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martedì 7 febbraio 2006 - ore 11:59
7972te Tag. Guardare oltre, solo questo salva
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno cari! Lo so, con questo post vi stresserò alquanto, ma ritengo necessario chiarire posizioni e rimarcare limportanza del "guardare oltre", nel senso di non fermarsi alle apparenze, al mero significato delle parole e delle immagini. E sarà un micro-pamphlèt polemico contro il sovraccarico mediatico cui siamo sottoposti, e mi fa sorridere pensare arrivi da un blog, frutto naturale rivoluzionario del sovraccarico mediatico. E come il serpente delle tradizioni orientali. Un unicum che si morde la coda e distrugge e crea. Non dobbiamo assistere impotenti e creduli alle immagini che investono la nostra retina. Sia mai che si distolga lo sguardo, lo si affini, lo si faccia profondo! Si guardi oltre, oltre una nuvola azzurra di burkah a Kandahar cè il sistema clanico. Oltre a un presidente indio in Sudamerica si nasconde un sommovimento più largo, non so bene come. E per esser leggeri, oltre a film che rappresentano catastrofi naturali, non cè un monito a che non avvengano, ma un tremendo timore che siano già avvenute e non se ne si sia accorti. Oppure, riprendo il post di ieri, come dietro a moltissime santificazioni dellomosessualità, si nasconda lintolleranza, ciò suppone una diversità. E invece non vedo necessario, se considero una cosa normale, rappresentarla a tinte pastello e colori sfumati. E posso assicurare che molti omosessuali son daccordo, e stanchi della stucchevole immagine che la società da del loro genere. E lasciatemeli chiamare culi! per me so culi! e basta. Sennò mica mi chiamavo Grezzo, mi mettevo Francois Marie Arouet come nick.
Noi vediamo soldati americani crepare in Iraq e Afghanistan, vittime, davvero. Guardiamo oltre, guardiamo i reduci morire di cancro nelle cliniche tedesche. Guardiamo oltre, oltre al nucleare iraniano, oltre al cerone e ai capelli tinti del faccione. Oltre al mare chi inghiotte uomini, oltre al ritorno fortissimo dello sciamanesimo nel nord est asiatico. Guardiamo oltre e vediamo lerrore. Siamo spettatori di un lento cambiamento economico e politico globale. Non per opera di oscure entità, o come effetto di scontri tra culture inesistenti. Siamo spettatori di un cambiamento epocale, ciclico e progressivo al contempo. Non dimentichiamo, luomo era nomade fin solo a 15000 anni fa. E sono ottimista, si troverà spazio anche nel nuovo corso. Come sempre si è fatto. Stop, sorry.
E ribadisco: Monica Bellucci è una gran donna. Anche la Littizzetto, ma diciamo che tra le due scelgo la prima. La foto sotto, oltre che per rimarcare lidea, per Cervé, che la pensa come me su tante cose, e pure sulla Bellucci, e un po di calore dopo gli iceberg.
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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 15:04
7971te Tag. Sick Sad World. Omaggio a M. B. (non per come recita)
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Click! Come cerini prendon fuoco le ambasciate. Click! Umorismo di teste di cazzo. Click! Teste di cazzo manovrate accendono cerini. Di cemento. Con bandiere. A Beirut. Click! Sul due c’é il suo faccione. Cambio canale. Click! Anche sul tre. Click! Anche sul quattro. Stop. Spengo la tv. Do fuoco alla tv. Mi arrestano se lo faccio. Allora la brucio di nascosto. Cowboy culi al cinema. Cowboy culi??? Senza polemiche sull’omosessualità, ma i cowboy culi no! E allora fate anche William Wallace consumista! E Spartaco al beauty farm! La Juve vince senza meritarlo. Sono felice perché sono juventino. Ma i guardalinee dove minchia guardano? Guardi un tg e non capisci dove vivi. Il mondo è fuori come un terrazzo! E non mi resta che restar qua ad allenarmi, procacciar lavori, cercar di bere e mangiar bene, divertirmi. Tutto sommato non merita farsi troppi problemi, ma cercare di vivere bene, ridere e girare i paesi. Ciò non toglie che il mondo stia impazzendo. E Torino sta impazzendo per le minchia di olimpiadi. Vi lascio con un quesito, e mi scuso del post polemico. Lo sapete perché il ginecologo della Bellucci va al lavoro felice e l’andrologo di Ferrara invece no? (per il Roz, lui capirà)
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sabato 4 febbraio 2006 - ore 11:26
7969te Tag. Chiamatemi Ninja
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno miei cari! Scrivo con ancora il sonno addosso, e non son bastati una grande colazione e tanto caffè a fugarlo. Ho da raccontarvi un episodio di ieri, quello che da titolo a questo post, perché sì, ora posso dirlo: chiamatemi ninja. Lo sintetizzo in poche parole, in una fotografia di verbi. Stavo attraversando corso Duca degli Abruzzi, un corso molto trafficato, sulle strisce. Erano le sei circa di sera. Una golf ad alta velocità ha cominciato a frenare per non investirmi. Non so come, non avendo possibilità di scansarmi, il mio corpo mi ha dato l’impulso per saltare la macchina in corsa. Una tecnica simile allo spostamento progressivo con soggetto in movimento delle arti marziali. E l’ho fatto!!! E devo dire che conoscere le arti marziali m’ha aiutato. In pratica ho sfruttato l’energia dell’auto per saltarla. Aikido. Ed ero vestito di nero, e invisibile quasi. Ninja. Ok, ora basta celebrarmi. Anche perché mi trovo con un mal di schiena da paura. E dire che s’era appena parlato con Alberto, giocando a backgammon, delle potenzialità non sfruttate del cervello umano. Peccato si attivino solo poche volte. Ora, da questo sabato di sole smoggato, a voi miei cari il mio miglior augurio di un buon sabato e di un buon weekend! Oggi mi cimento a saltare un autobus…eh eh…vedete che il cervello di solito funziona male!
ah...buon risveglio!
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giovedì 2 febbraio 2006 - ore 14:29
7967te Tag. Thinkin Gisela, thinkin my friends
(categoria: " Vita Quotidiana ")

la mia donna ideale!
Ieri bella serata con la mia carissima Francesca, ed è in queste serate che capisco quanto alcuni legami siano straordinariamente importanti, quanto migliorino la vita. A volte mi basta vedere Francesca, Silvia, Laura, Simone, Stefano, Miriam, Massimo, Francesco, Gisela, altri nomi mi affollano la mente. Le persone a cui tengo, che sento vicine. The tribe! E una cosa bellissima. Credo che senza questo non riuscirei a vivere. Basta poco, basta latmosfera delleagle house, la birra scura, le sigarette fumate assieme. Le risate e le chiacchiere! Sono contento di avere gli amici che ho, perchè so che mi voglion bene quanto io voglio bene loro. Stamane cè un altro pensiero che mi affolla i neuroni. E ve lo spiego anche se vi annoierò. Penso alla presenza localizzata del know how tecnologico ed economico sul pianeta. Forse la causa principale del maggior bene e del maggior male del mondo: il progresso e linquinamento. Il delocalizzare la produzione dove non vigono norme anti inquinamento è dovuto al grande progresso causato dal know how occidentale. La strada dovrebbe essere esportare kow how sostenibile. Magari! Che dite? Vi abbraccio miei cari
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mercoledì 1 febbraio 2006 - ore 18:44
7966te Tag. Calo di tensione e pensieri di migranti
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Uff! Finito lultimo esame della sessione, con un misero 18, ma la filosofia antica proprio mi scorna, e va bene così. Non mi rovina la media per fortuna, a quanto pare ai fini della laurea tolgono il voto peggiore. Questo, è chiaro. E un grazie a Cervé per il logo (che potete trovare tra i commenti del post precedente) ambientalista. Fantastico! Oggi, non so perchè, sarà la testa scoppia, mi trovo a pensare ai migranti, forse per le persone che ho incontrato, per le parole che ho scambiato. Credo sia una sensazione contrastante il lasciare più o meno definitivamente la propria terra. Sradicarsi, lasciare gli affetti e i luoghi. Portare negli occhi le immagini della propria terra. E ovunque ricordare il proprio passato, anche se magari fatto di fame e povertà, come bello, bello come la giovinezza, bello come le corse nei prati o il vorticare della sabbia del deserto. E penso ad avvenimenti come la malattia delle patate che costrinsero un terzo della popolazione dellEire a lasciare la loro terra nellottocento. Alle barche stipate di italiani, polacchi, tedeschi, irlandesi, norvegesi, pieni tutti di speranza e sogni per lAmerica. America che ancora oggi è terra di opprtunità, più o meno, nel bene e nel male. Penso allodore di carbone e di mare del porto di Calais, ultimo lembo dEuropa negli occhi di tanti migranti. E i profumi di Sardegna e Calabria evocati nei racconti sotto il fredo e grigio cielo di Torino. Migrare è naturale per luomo, crea ricchezza materiale e culturale, ma crea anche tristezza. La nostalgia in fondo agli occhi dei migranti è profonda come il nero delle pupille.
THOUSANDS ARE SAILING
The island it is silent now
But the ghosts still haunt the waves
And the torch lights up a famished man
Who fortune could not save
Did you work upon the railroad
Did you rid the streets of crime
Were your dollars from the white house
Were they from the five and dime
Did the old songs taunt or cheer you
And did they still make you cry
Did you count the months and years
Or did your teardrops quickly dry
Ah, no, says he, twas not to be
On a coffin ship I came here
And I never even got so far
That they could change my name
Thousands are sailing
Across the western ocean
To a land of opportunity
That some of them will never see
Fortune prevailing
Across the western ocean
Their bellies full
Their spirits free
Theyll break the chains of poverty
And theyll dance
In Manhattans desert twilight
In the death of afternoon
We stepped hand in hand on Broadway
Like the first man on the moon
And "The Blackbird" broke the silence
As you whistled it so sweet
And in Brendan Behans footsteps
I danced up and down the street
Then we said goodnight to Broadway
Giving it our best regards
Tipped our hats to Mister Cohan
Dear old Times Squares favorite bard
Then we raised a glass to JFK
And a dozen more besides
When I got back to my empty room
I suppose I must have cried
Thousands are sailing
Again across the ocean
Where the hand of opportunity
Draws tickets in a lottery
Postcards were mailing
Of sky-blue skies and oceans
From rooms the daylight never sees
Where lights dont glow on Christmas trees
But we dance to the music
And we dance
Thousands are sailing
Across the western ocean
Where the hand of opportunity
Draws tickets in a lottery
Where eer we go, we celebrate
The land that makes us refugees
From fear of Priests with empty plates
From guilt and weeping effigies
And we dance
The Pogues, 1988
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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 19:04
7964te Abend. Voglia di birra scura e mare del Nord
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Si trascina lento questo lunedì, colmo di sogni e pensieri. Voglia di partire, di panorami e orizzonti lunghi. Voglia di spazi del nord di questo pianeta. Questo pianeta che sta mutando per colpa delluomo. Lo sapete come la penso, ma lo ribadisco, perchè è troppo grave la colpa dellessere umano. Egli si è posto come giudice e padrone della natura, senza rendersi conto che la natura sarà giudice severa e si riapproprierà degli spazi che le competono. Al proposito vi consiglio un piacevolissimo libro tedesco, "Il quinto giorno" di Frank Schaetzing, edizioni Nord. E narrativa, ma sensibilizza su questo argomento. E ora sono qua, assonnato ascolto i Cranberries, che sadattano alla giornata. Prima che mi dimentichi, un ringraziamento speciale a Cervé per "The sick bed of CuChulainn"! Splendida! Pensieri alla rinfusa, perdonatemeli. Stamane mi si è posteggiata davanti una ferrari, mentre facevo scaldare il motore, e mè venuta davvero la tentazione di innestare le ridotte e salirle sopra! Non so perchè. Chiudo con un pensiero verso Sweetwine, verso Syl, verso Miriam. Che rimaniate sempre come siete, che siete magiche. E per voi miei cari visitatori, che sia su di voi stanotte la protezione del triskel, e che protegga questa nostra povera Terra.
Yeats Grave
Silenced by death in the grave
William Butler Yeats couldnt save
Why did you stand here
were you sickened in time
But I know by now
Why did you sit here?
In the grave, in the grave
In the grave, in the grave
W.B. Yeats "Second":
Why should I blame her that she filled my days
With misery, or that she would of late
Have taught to ignorant men violent ways
Or hurled the little streets upon the great
Had they but courage equal to desire?
Sad that Maud Gonne couldnt stay
But she had Mac Bride anyway
And you sit here with me
On the isle Inisfree
And youre writing down everything
But I know by now
Why did you sit here
In the grave, in the grave
In the grave, in the grave
William Butler, William Butler
William Butler, William Butler
Why should I blame her
Had they but courage equal to desire
William Butler, William Butler
William Butler
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venerdì 27 gennaio 2006 - ore 12:37
7961te Tag. Falls Road è ovunque
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Eccomi di ritorno! In primis voglio ringraziare chi tra voi, come Cervè, Rohy, Thrì, Roz, Sweetwine, e gli altri, siete passati su questo blog non aggiornato! E vi voglio parlare di Falls Road, una via di Belfast, un simbolo più che una via. Che questa sia un’ode all’isola Hibernia, al verde Eire, patria dell’anima di molti. A Falls Road cattolici e orangisti si tirano pietre. Odi secolari si snodano sull’asfalto, tra case basse e cielo plumbeo. E’ Ulster di working class, poveri che combattono altri poveri. Poveri che muoiono negli hunger strike. Poveri giudicati dalle Diplock Court. Poveri che mettono bombe a Londra. Poveri che muoiono, come sempre, dovunque, ogni giorno. Falls Road è la via di Bobby Sands, morto di fame nel 1981, protestando contro un’ingiusta incarcerazione. Non era un terrorista, era un idealista, e la libertà era la sua idea. Per fortuna l’Eire non si deve ricordare solo per le lotte dell’IRA e degli unionisti. L’Eire è di più! E’ la patria dei Tuatha de Danann, del piccolo popolo. E’ la patria della Guinness! (e mica ho detto poco). Beh, ci è nato Shane MacGowan, ci è nato W.B. Yeats! Non bastano le parole a spiegare cos’è l’Irlanda, quale sentimento ti lascia dentro, che uno ne abbia il sangue o no. Irlandesi un po’ lo si è con il cuore comunque se si condividono alcune passioni e alcuni ideali. Questo, anche se troppo poco, per MacDonagh, per Bride, per Pearse, per Collins, per Sands e i suoi compagni. Per chi ama la terra verde e la Guinness, e so che tra voi qualcuno c’è.
Easter, 1916
I have met them at close of day
Coming with vivid faces
From counter or desk among grey
Eighteenth-century houses.
I have passed with a nod of the head
Or polite meaningless words,
Or have lingered awhile and said
Polite meaningless words,
And thought before I had done
Of a mocking tale or a gibe
To please a companion
Around the fire at the club,
Being certain that they and I
But lived where motley is worn:
All changed, changed utterly:
A terrible beauty is born.
That woman’s days were spent
In ignorant good will,
Her nights in argument
Until her voice grew shrill.
What voice more sweet than hers
When young and beautiful,
She rode to harriers?
This man had kept a school
And rode our winged horse.
This other his helper and friend
Was coming into his force;
He might have won fame in the end,
So sensitive his nature seemed,
So daring and sweet his thought.
This other man I had dreamed
A drunken, vain-glorious lout.
He had done most bitter wrong
To some who are near my heart,
Yet I number him in the song;
He, too, has resigned his part
In the casual comedy;
He, too, has been changed in his turn,
Transformed utterly:
A terrible beauty is born.
Hearts with one purpose alone
Through summer and winter seem
Enchanted to a stone
To trouble the living stream.
The horse that comes from the road.
The rider, the birds that range
From cloud to tumbling cloud,
Minute by minute change;
A shadow of cloud on the stream
Changes minute by minute;
A horse-hoof slides on the brim,
And a horse plashes within it
Where long-legged moor-hens dive,
And hens to moor-cocks call.
Minute by minute they live:
The stone’s in the midst of all.
Too long a sacrifice
Can make a stone of the heart.
O when may it suffice?
That is heaven’s part, our part
To murmur name upon name,
As a mother names her child
When sleep at last has come
On limbs that had run wild.
What is it but nightfall?
No, no, not night but death;
Was it needless death after all?
For England may keep faith
For all that is done and said.
We know their dream; enough
To know they dreamed and are dead.
And what if excess of love
Bewildered them till they died?
I write it out in a verse --
MacDonagh and MacBride
And Connolly and Pearse
Now and in time to be,
Wherever green is worn,
Are changed, changed utterly:
A terrible beauty is born.
William Butler Yeats
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sabato 21 gennaio 2006 - ore 13:02
7955te Tag. Spartaco veglia. Omaggio a R. L.
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno cari! Eccomi qua, sempre un po’ latitante causa esami. Giovedì prossimo ho filosofia dell’illuminismo che è tutt’altro che semplice. E poi devo ridare filosofia antica che, diciamo, come dire, ehm, non ho passato… però 30 di storia greca! Bella! Ma, a parte queste “informazioni di servizio”, voglio sottoporvi un pensiero che m’ha attanagliato stanotte, rubandomi sonno e sogni, costringendomi stamane a sognare a occhi aperti. Il tutto è nato ieri sera al Walima, un locale arabo, ivi si è avvicinato uno dei soliti pakistani venditori di rose, ed ecco che la mia mente ha cominciato a muoversi. Si parla di uguaglianza, quindi si parla di inesistente, si parla di non essere, quindi il discorso non ha senso. Perché non esiste qui l’uguaglianza! Masse sfruttate e picchiate dal nerbo violento e nascosto degli stati civili, o detti tali, popolano le città civili, o dette tali. S’inorridisce per il sistema millenario delle caste in India, per i parìa, gli intoccabili. Ma non sono forse nella medesima condizione tutti coloro il cui salario costringe a una vita di privazioni? S’inorridisce per le bidonville africane, ma non sono forse la stessa cosa i ghetti segreganti delle nostre città? I palazzi friabili senza colore dell’edilizia popolare? E’ uno sterile pensiero, forse. Dall’individuo deve partire il rivolgimento. E per ora parte rabbia, rabbia, e ancora rabbia.
Buon sabato miei cari, have a sKa weekend!
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mercoledì 18 gennaio 2006 - ore 18:58
7952te Tag. Prospettive indiane. Quasi 200 secoli ci guardano dal subcontinente
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Ieri sera, in ramadan pre-esame, ho visto un gran bel film: Moonson Wedding di Mira Nair. E questo mi ha fatto pensare all’India, alla cultura di quell’area, così lontana da noi, ma da cui tutto dipende. E mi mette pace pensare a questo. E domani due esami in un giorno, a mattina storia greca, alle due e mezza filosofia. Poca voglia, ma s’ha da fa! India! Terra di caste e contraddizioni. Terra di spezie e migranti. India! Impressiona pensare che quest’area era già avanzata, molto avanzata, quando sulla penisola italica l’uomo viveva a stretto contatto con le foreste, in assenza di strutture sociali complesse. E in India costruivano templi magnifici, e l’idraulica avanzata permetteva (a pochi) l’acqua corrente nei palazzi, come a Creta, parecchi secoli dopo. L’India che esporta i migliori informatici e scienziati. Area in cui si parlano più di duemila lingue diverse. E come non pensare ai gusti solari e nascosti della cucina indiana, alle carni succose e speziate, al lassi salato, ai dolci elaborati, ai fiori. E le danze! E le danzatrici! Ho voglia di India, ma mi basterebbe anche la capitale (capitolino-grez), ma Torino no, proprio non mi va di questi tempi.
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