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Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato

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STO LEGGENDO

"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson

HO VISTO

Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere

L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran

e molte altre magie...

Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land

insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006
The PARALYMPIC WINTER GAMES!

Easy Rider (sempre)

Braveheart (sempre)

tanti western























































































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!





















Il pianeta che cerca di ribellarsi

Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!

La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi

Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!

Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta

Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)

La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare

Zente speciale a una cena speciale

Vasco

Lou Reed, bevendo sambuca del discount

Bruce Springsteen

STO ASCOLTANDO

Metal, country, blues, folk soprattutto

AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
Angelic Upstart
Antichrisis
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Assalti Frontali
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Avantasia The Metal Opera
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Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

grezzo!

ORA VORREI TANTO...

l’Harley sotto il culo



STO STUDIANDO...

il manuale d’uso della Stihl

il regolamento dei Timbergames

robe native

OGGI IL MIO UMORE E'...

Guardo in faccia al vento, e resisto

FEDERALISMO!

PIEMONT LIBER!



FRIUL LIBER!



Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."

e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette

boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso

Al Grezzo importa:

della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose

Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):

radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose

Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama


Libero pensiero, bevute, viaggi e idee


Uomo del nord, spirito celtico, ombre nostrane


il canavesano dagli occhi di ghiaccio


Live to Ride








io bevo




somewhere on a desert highway


non c’è biker senza bikier




quant chi lin par sagre




cittadino onorario di Campodoro





Create your own visitor map!

LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGO


I’m ruder than you

io son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi libere


l’importante è una certa classe e zero cogniziòn


non puoi cavalcare due cavalli con un culo solo


Eventi & Convivi


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SONDAGGIO: SONDAGGIO INTELLIGENTE


Se me rompi i maroni, cossa go da farte? a scelta:

ti apro il volto con la motosega (Stihl, mica cazzi)
ti fracasso la testa con la mazza ferrata
ti squarto con la mia spada
ti passo sopra con la jeep un po’’ di volte
ti aro (tu al posto della terra)
ti cavo gli occhi con le dita

( solo gli utenti registrati possono votare )

mercoledì 7 dicembre 2005 - ore 14:30


7911te Tag. Ancora rabbia. Wakan, proteggici
(categoria: " Vita Quotidiana ")





E su suggerimento del buon Symo, al secolo Simone, uno dei miei migliori amici, nonchè vicino di casa, l’orrido di Chianocco, in valle di Susa, e con gli scavi meraviglie del genere saranno destinate a sparire.
“Nessuna carica”, ipse dixit pisanu. Ma va’ a de via ‘l cul brut picio! Ma va beh, lasciamo stare, che il sangue ribolle. Che Wakan ci protegga, Wakan, il grande spirito nella tradizione nativa, Wakan che è in ogni cosa, Wakan che è la natura stessa. Ora credo che oltre alla giusta battaglia NOTAV, sia anche importante occuparsi dei danni dell’innevamento programmato delle olimpiadi, così come dell’importanza di sostituire i carburanti fossili con carburanti non inquinanti, o poco, e rinnovabili.
Ieri sera, tra un tg e uno speciale – seguiti sempre con rabbia, perché è incredibile come i giornalisti riescano a manipolare la verità. Non si deve credere a nulla. Quello che sta succedendo è diverso, c’è prevaricazione. E’ più grave. E nessuno parla più del kerosene riversato davanti a La Spezia – tempo di un whiskey e un po’ di paglie col carissimo Rohy, di cui allego foto, ed è divertente perché sembro fatto a Rohypnol vero io! Buon mercoledì cari, e per chi di voi si fa il uikènd, buon uikènd! Che Wakan vi protegga (un pensiero speciale a Sweetwine che sarà a Londra, mi mancherà in questi giorni, le auguro di trovare le risposte che cerca e, ovvio di divertirsi a bestia!)



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martedì 6 dicembre 2005 - ore 15:28


7910te Tag. RABBIA. VERGOGNA BASTARDI!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Stanotte, con ripetuti blitz, le forze dell’ordine hanno sgomberato, con la violenza, i presidi NOTAV a Venaus. Gente pacifica che manifestava il dissenso per un’opera criminale. E oggi ancora proseguono gli scontri, lungo i nuovo blocchi intrapresi. La valle di Susa è bloccata, NOTAV è giusto. NOTAV perchè vogliono bucare la montagna. La montagna è lì dalla notte dei tempi, e non dev’essere un bastardo politico europeo qualunque a decidere di bucarla. A chi è favorevole a quest’opera, senza ironia, auguro il male, che tremende malattie li consumino, che patiscano lutti, che ovunque si muovano l’odio li contorni. Che sulle loro case cada la disgrazia, sui loro corpi la sofferenza, sulle loro menti la consapevolezza dell’errore.
Fare la TAV è un’opera criminale contro la natura, che prima o poi si rivolterà. Sono e sarò sempre coi NOTAV, pur non essendo la valle di Susa la mia valle. Sarò sempre dove si calpesta la dignità umana e si va contro la natura. O almeno vorrei esserlo.
Per la rete ambientalista avrei pensato al nome Tanti Piccoli Indiani, i nativi erano coscienti che il vero male che apportava l’uomo bianco era l’irrispetto verso la natura, sono presenti tante testimonianze di discorsi di capi sin dal Seicento.



Le leggi dell’uomo bianco ci hanno forse mai dato un filo d’erba, un albero, un’anatra, una pernice, una trota? Egli ti deruba come il ghiottone che rubacchia la tua merce. L’uomo bianco viene sempre, sempre di più: egli confisca sempre di più.
E sporca ciò che non prende. La natura era sacra. Perfino quando un indiano viaggiava, o presso un accampamento, era suo desiderio lasciarsi dietro la minor traccia possibile del suo passaggio. Cercava di non lasciare impronte, di non spezzare rami, di non disturbare nessuna foglia, di cancellare i brutti segni dei fuochi e dei bivacchi.
Voleva muoversi attraverso il territorio così delicatamente come la brezza. Come era nato, perfino quando veniva sepolto, un indiano cercava di rendere la sua tomba meno ingombrante possibile.
Alcuni indiani provavano talmente antipatia verso il deturpamento della natura che l’uomo bianco non riuscì a persuaderli, anche quando essi praticavano già l’agricoltura da tempo, ad usare l’aratro, poiché questo avrebbe squarciato la viva carne di loro madre, la terra.


Discorso di Charlot, capo delle Teste Piatte (1876)

LETTERA DI CAPO INDIANO SEATHL, DELLA TRIBÙ’ DI DUWAMISH, AL PRESIDENTE USA F. PIERCE (1855).

Il grande capo di Washington ci ha mandato a dire che desidera comprare la nostra terra: ci ha assicurato anche la sua amicizia e la sua benevolenza. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che la nostra amicizia non gli è necessaria. Tuttavia, se non accetteremo, l’uomo bianco verrà con le armi e ci strapperà la nostra terra.
Come puoi comprare o vendere il cielo, il calore della terra? Questa possibilità ci è estranea. Noi non siamo i padroni della purezza dell’aria o dello splendore dell’acqua. Noi possiamo decidere solo del nostro tempo. Tutta questa terra è sacra per la mia gente.
L’uomo bianco non comprende il nostro modo di vivere. Per lui una zolla di terra è uguale all’altra. Lui è uno straniero che viene di notte e spoglia la terra di tutte le sue ricchezze. La terra non è sua sorella, bensì sua nemica, e dopo averla svuotata, lui se ne va via.
Si lascia dietro di sé la tomba di suo padre, senza rimorso di coscienza. Rapina la terra dei suoi figli. Dimentica le sepolture dei suoi antenati e il diritto dei figli.
Il suo guadagno impoverirà la terra e dietro di sé lascerà il deserto. La vista delle sue città è un tormento agli occhi dell’uomo rosso. Ma forse questo è così perché l’uomo rosso è un selvaggio che non capisce nulla.
Non si può incontrare pace nelle città dell’uomo bianco. Il rumore delle città è un affronto alle orecchie. Che specie di vita è quella in cui l’uomo non può ascoltare la voce del corvo notturno o il chiacchierio delle rane nella palude, durante la notte?
L’aria è preziosa per l’uomo rosso. Non sembra che l’uomo bianco si interessi dell’aria che respira. Come un moribondo, egli è insensibile al cattivo odore.
L’uomo bianco deve trattare gli animali come se fossero suoi fratelli. Ho visto migliaia di bisonti marcire nelle praterie abbandonate dall’uomo bianco, abbattuti da fucilate sparate dal treno in corsa. I bisonti noi li uccidiamo solo per sfamarci.
Se tutti gli animali venissero sterminati, gli uomini morirebbero di solitudine spirituale, perché tutto ciò che succede agli animali può capitare anche agli uomini. Tutte le cose sono poste in relazione tra loro. Tutto ciò che offende la terra, offende anche i figli della terra.
I nostri figli videro i nostri padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri soccombono sotto il peso della vergogna. E, dopo la sconfitta, passano il tempo oziando e avvelenando il loro corpo con cibi dolci e bevande alcoliche.
Il nostro Dio è il medesimo Dio dell’uomo bianco. Pensi, per caso, che lo puoi possedere come desideri possedere la nostra terra? Egli è il Dio dell’umanità intera. E ama ugualmente l’uomo rosso come l’uomo bianco. La terra è amata da Lui.
Anche l’uomo bianco va scomparendo dalla faccia della terra, e forse in maniera più rapida delle altre razze. Contamina persino il luogo in cui dorme!
Se accetteremo la tua offerta, è per garantirci le riserve che ci hai promesso. Là forse potremo vivere gli ultimi giorni come desideriamo.





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lunedì 5 dicembre 2005 - ore 13:44


7909te Tag. Maghi e Viaggiatori
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno a tutti voi, mie care e miei cari! Ieri sera, capita di rado, sky cinema autore ha dato uno dei più bei film che abbia mai visto, ricordo quanto rimasi colpito quando lo vidi al cinema, “Maghi e Viaggiatori” di Khyentse Norbu, forse il miglior regista d’Oriente, anzi, il forse si può togliere. Già autore de “La coppa”. E’ la storia di un giovane funzionario di governo buthanese che sogna di andare in America, non ne può più del piccolo villaggio himalayano in cui è confinato, e il viaggio che intraprenderà, ne cambierà i pensieri. Un fiore di pesco è bellissimo, ma effimero, così un sogno. Ma può capitare di incontrare una ragazza splendida, che fa dimenticare la meta del viaggio, del sogno. Che gran film, fotografia eccezionale, location splendide, attori (tutti non professionisti) fantastici. Me lo sono gustato fumando tabacco nero da sdraiato sul divano, capita di rado. Ve lo consiglio (il film, più che il tabacco nero), merita.



E ora di nuovo lunedì, ah il cielo grigio su Torino! ah l’odore dolciastro di smog! che fortuna vivere in questa città! ah non capire un cazzo alla stazione che tutto è chiuso! beh, speriamo il tutto si raddrizzi, mi son nutrito di cous cous piccante e caffè, e ora aspetto la settimana, dopo la parentesi del weekend. Un abbraccio a chi mi stima e morte e sofferenza a chi invece no.



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sabato 3 dicembre 2005 - ore 17:52


7907te Tag. Take me from this road. To some other town
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Parlano, parlano di libertà. Ma quando vedono un individuo veramente libero, allora ne hanno paura.

La polizia carica i manifestanti Notav a Venaus, è una cosa tremenda, l’ordine giunge dall’alto, per connettere una valle dilaniata dall’inquinamento con un’Europa che nulla fa per diminuire le emissioni di sostanze nocive. Connettere la valle con una Francia che lungo il suo confine orientale, il nostro confine occidentale, ha disseminato le montagne di centrali nucleari per il loro meschino fabbisogno energetico. Tutto ciò è tremendo. Non so come dire, non ho parole quasi.
A La Spezia si è incagliato un cargo georgiano, c’è fuoriuscita di carburante, è gravissimo, ma i notiziari non danno peso a questo avvenimento. Bastardi.
Voglio partire, togliermi di qua anche per pochi giorni, andare a Parigi magari, a trovare la mia magica Gisela, e chissà che alla fine non lo faccia.



The river flows
It flows to the sea
Wherever that river goes
That’s where I want to be
Flow river flow
Let your waters wash down
Take me from this road
To some other town
All he wanted
Was to be free
And that’s the way
It turned out to be
Flow river flow
Let your waters wash down
Take me from this road
To some other town
Flow river flow
Past the shaded tree
Go river, go
Go to the sea
Flow to the sea
The river flows
It flows to the sea
Wherever that river goes
That’s where I want to be
Flow river flow
Let your waters wash down
Take me from this road
To some other town








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venerdì 2 dicembre 2005 - ore 15:06


7906te Tag. Cronaca di realtà. Picture
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno cari! ormai buon pomeriggio, oggi ci sarebbero tante cose da dire, ma mi sale una sola piccola riflessione. A volte sembra che ogni sforzo, ogni movimento che si faccia, sia inutile, e sempre si venga ricacciati indietro da soverchianti potenze.



…Dopo aver caricato sulla barca il nostro bagaglio, di sogni e delle migliori illusioni, ce ne restiamo storditi sulla spiaggia dell’inganno, guardandola partire, in lontananza, mentre ci porta via tutto lasciandoci una corda sfilacciata e inerte che ormai non serve a nulla… a quel punto, ogni forza viene meno; ma gettiamo uno sguardo indietro e vediamo che ci sono sentieri per il ritorno, e allora ci riprendiamo, e per quanto il peso della nostra croce ci costringa a camminare curvi, prostrati nello spirito, prima o poi rialzeremo la schiena, getteremo la croce su qualche sponda polverosa, e torneremo a essere ciò che eravamo.
Ma quando non ci sono sentieri per fare ritorno, l’anima resta in bilico su un filo, a oscillare sul bordo, in costante caduta. Il filo può essere un raggio di luce accecante o l’orlo di un precipizio. …
Francisco Coloane -Capo Horn-


Rileggere questo stamattina, che ho appeso vicino al letto, mi ha dato questo pensiero. Ma resisteremo, resisteremo sempre.
E stanotte ho fatto un sogno, col Grezzo protagonista, in insolita versione dai capelli lunghi e biondi. Non ne ho eccessiva memoria. Ricordo un motel su una strada nel deserto, una vecchia cadillac impolverata. Io che parlo con una ragazza giovane bionda triste, io triste ma consapevole della certezza di dover partire. Era cinematografico. Ricordo la mano che schiaccia una lattina di Budweiser, la sigaretta da me accesa e passata alla ragazza. Gli stivali sul palchetto fino. E poi le gomme che sollevavano polvere sull’asfalto, e una musica, questa, alla radio.



Livin my life in a slow hell
Different girl every night at the hotel
I ain’t seen the sunshine
In three damn days
Been fuelin’up on cocaine and whiskey
Wish I had a good girl to miss me
Lord I wonder if I’ll ever change my ways
I put your picture away
Sat down and cried today
I can’t look at you while I’m lying next to her
I put your picture away
Sat down and cried today
I can’t look at you while I’m lying next to her

I called you last night in the hotel
Everyone knows but they won’t tell
But their half-hearted smiles tell me somethin’ just ain’t right
I’ve been waitin’ on you for a long time
Fuelin’ up on heartaches and cheap wine
I ain’t heard from you in three damn nights
I put your picture away
I wonder where you been
I can’t look at you while I’m lyin’ next to him
I put your picture away
I wonder where you been
I can’t look at you while I’m lyin’ next to him

I saw you yesterday with an old friend
It was the same old same how’ve you been?
Since you’ve been gone my worlds been dark and grey
You reminded me of brighter days
I hoped you were comin’ home to stay
I was headed to church
I was off to drink you away

I thought about you for a long time
Can’t seem to get you off my mind
I can’t understand why we’re living life this way
I found your picture today
I swear I’ll change my ways
I just called to say I want you to come back home
I found your picture today
I swear I’ll change my ways
I just called to say I want you to come back home
I just called to say I love you, come back home



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giovedì 1 dicembre 2005 - ore 15:24


7905te Tag. Native Proud. We remember Wounded Knee
(categoria: " Vita Quotidiana ")





1864, un anno ricordato, un anno infausto, un’altra sconfitta del genere umano. E’ il 1864 del massacro di Sand Creek. Ma altri nomi mi tornano alla memoria, come Wounded Knee, lì due volte si consumò la tragedia. La tragedia che è stato lo sterminio sistematico delle popolazioni autoctone americane da parte dei colonizzatori. Fateci caso, si parla, tanto, giustamente, della shoah, del genocidio curdo, di quello armeno, del ruanda. Mai, dico mai, viene dato spazio alla storia dei nativi americani. Eppure furono tanti e tanti milioni di esseri umani uccisi nelle maniere più brutali e ignobili. E ancora adesso il governo americano tiene una politica di prevaricazione nei confronti delle popolazioni native, o meglio di ciò che ne resta. Algonchini, Cheyenne, Comanche, Cherokee, Sioux, Hopi, Navajo, Pawnee, Delaware, Apache, Zuni, Irochesi tutti, tra voi Mohawk di cui mi scorre il sangue. Che non sia mai più. Saremo risparmiati quando la Natura riprenderà il suo posto.
Ok, a parte l’invettiva, ma è che me la chiama il sangue, riprendo un discorso aperto qualche tempo fa: la rete ambientalista di Spritz. Avrei pensato a Idefix, il cane di Obelix, come logo, se ricordate piange sempre quando vede sradicare o tagliare un albero. Logo che chi ci crede ed è interessato dovrebbe mettere ogni volta che scrive un post a tema ambientalista. Aspetto vostre proposte.
Inquinare vuol dire compromettere il sistema terra, e comprometterlo vuol dire distruggerlo, dopo che ci dona bellezze del genere




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mercoledì 30 novembre 2005 - ore 10:49


7904te Tag. Walkin’ Tall. Snowgun. Ascoltando Pearl Jam
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Buongiorno! Ascoltando Pearl Jam, ricordando una ragazza di nome Veronica cui piacevano molto (li ascoltammo assieme usciti da Buchenwald, come visitatori), penso a una cosa che ho letto, a un atto criminale che si sta compiendo contro le montagne di tutto il mondo: l’innevamento artificiale. In uso da più di vent’anni per garantire piste sciabili a chi vuole sciare a tutti i costi. E invece no, se c’è neve si scia, se no si fa trekking. Dovreste mettervelo in testa maniaci del cazzo che ogni anno cambiate attacchi, prendete sci più carvati e tute dai colori più improponibili (il Grezzo ama molto sciare, davvero, non sopporta però la maggior parte degli sciatori). L’innevamento artificiale crea una neve più pesante, che impoverisce il terreno su cui si deposita, lo inquina con sostanze chimiche che contiene come lo snomax e i residui oleosi di lavorazione. Ciò provoca un impoverimento del terreno, scomparsa della biodiversità, friabilità del terreno (frane, alluvioni, e via così, alè!). In più un cannone consuma moltissimo carburante e moltissima acqua, quindi inquina l’aria, consuma acqua preziosa, e inquinamento acustico, che non è da sottovalutare. Un passo avanti in più verso il momento in cui la terra si rivolterà. E inghiottirà i vostri begli sci, le vostre belle station wagon di lusso, i vostri bei impianti di risalita sempre più in alto. Bastardi!
Ora, Cheers miei cari, scusate l’odio che trasuda, ma, lo sapete, non è diretto a voi.
Ieri mi son dato alla visione di film impegnati, e quindi “Walking Tall” con nientedimeno che The Rock, quale regalo il wrestling ha fatto al cinema! Ma, a parte tutto, questo genere di film a me piace, solo che se nella realtà uno prova a fare quello che fanno nei film i vari The Rock, Seagal, Van Damme, anche ben armato e ben addestrato, finisci male. Nota positiva di “A testa alta” (titolo italiano) è l’attrice che fa la morosa del protagonista, la foto qui sotto non le rende giustizia, ma è una gran figa!






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martedì 29 novembre 2005 - ore 11:19


7903te Tag. Soldiers. I wanna leave!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Buongiorno mie care e miei cari! Stamattina mi son svegliato con in testa due sogni fatti, e mi hanno suscitato nuove riflessioni. Riflessioni nate davanti a karkadé, caffè e pane di segale con marmellate selbstgemacht. Situazione ideale per elaborare. Pensavo a quanti soldati ancora ci sono in attività in giro nel mondo, soldati che vestono le divise più diverse, che imbracciano un uzi o la tastiera di un computer. Ormai il teatro di una guerra è delocalizzato. E gli attori possono trovarsi nei luoghi più diversi del pianeta, così i movimenti economici che determinano gli scontri. Tutto ciò senza entrare nel merito della giustizia o meno delle guerre, semplicemente pensando ai soldati che le combattono, a quelli con la faccia sporca e le armi in pugno. Carne da macello necessaria. C’è dignità in questo lavoro. C’è disperazione profonda in questo lavoro. C’è necessità in questo lavoro.



Secondo pensiero: mi son rotto le balle di stare qua, non sono fatto per stare fermo, partirei in qualsiasi direzione, ora come ora forse a sud, per poi tornare a est, per poi andare a nord, senza certo tralasciare l’ovest! E ringrazio ancora Rohy per lo splendido doppio dei System Of a Down che sto ascoltando, notevole, davvero notevole.
Buon martedì cari!




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lunedì 28 novembre 2005 - ore 13:14


7902te Morgen. Incontro inaspettato. Listenin’ Kid Rock. Waitin’ for Tom Joad
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Now Tom said "Mom, wherever there’s a cop beatin’ a guy
Wherever a hungry newborn baby cries
Where there’s a fight ’gainst the blood and hatred in the air
Look for me, Mom, I’ll be there

Wherever there’s somebody fightin’ for a place to stand
Or decent job or a helpin’ hand
Wherever somebody’s strugglin’ to be free
Look in their eyes, Mom, you’ll see me"


Buongiorno e buon inizio settimana miei cari! Stamattina incontro inaspettato per il Grezzo! Ero sul tram che tornavo dal centro dove avevo avuto un meeting di lavoro, e chi vedo? vedo lei! Francesca di cui fui innamorato per un po’ di tempo quando avevo diciassette anni, Fra per cui scrissi due canzoni (lato ancora a voi ignoto del Grezzo), Fra a cui piacqui anch’io ma in momenti diversi. Fra di cui conservo un biglietto che a volte riguardo ancora. Ha splendidi capelli corvini, occhi scuri profondi, è una ballerina fantastica, ha pelle ambrata, origini venete. Sta ad Almese, e forse è destino che io mi innamori sempre di ragazze di Almese!
Ed ecco che vi presento il lato songwriter del Grezzo, questa la scrissi per lei, pensando a certi luoghi, anche se non al suo paese, ma a quelli più in basso, come Drubiaglio, Sant’Ambrogio

Non si riesce più a sopportare
quest’odore di nafta e cemento,
questo veleno portato dal vento,
un ragazzo e ora un altro che muore
per un buco, per un po’ di piacere
che finisce sempre in un funerale.
Questa terra ha un odore strano
di letame e di diserbanti;
guarda in basso e va sempre avanti
spento il cuore ma forte la mano
sogna sempre quel luogo lontano
sputa la vita e rientra in paese.
Queste case dai colori ormai spenti,
crepe nere che segnano i volti
di passati e presenti irrisolti,
d’amore e di odi apparenti;
vedovi e vecchie s’affrettano in chiesa
a liberarsi d’una vita che pesa.
E c’è un treno che porta lontano
ma non ferma in questa stazione,
passa e va come una canzone
sentita alla radio e poi dimenticata
ma la meta da tempo sognata
forse ora qui io la vedo.
Il riflesso di te sopra un vetro,
gli occhi tristi e i capelli corvini,
esile figura che avanti a me cammini,
la voglia di non guardarsi più indietro;
mi si spezza la voce a vederti
e sorrido in un modo un po’ strano.
Lasciamo questo palmo di terra,
le case basse, gli orrori e i ricordi,
le menzogne e gli affetti sordi
e il caldo di casa ogni giorno più freddo,
ringrazio te che m’hai dato vita,
spingo sul gas, un’altra partita.


Ditemi che ne pensate.

Ma ora stop ai romanticismi in cui sto cadendo troppo spesso, e cronaca di vita grezza: la Juve ha schiacciato il Treviso, e sono felice, mi spiace per cowboy Gentilini, l’uomo-ombra. Ho ancora voglia di viaggiare, come Reno Rynes, e ascolto Kid Rock stamattina, ammazzandomi di pesi, ma ho quasi raggiunto il peso forma! e il tono muscolare sta aumentando, tra poco rinascerà il warrior che ero! Ah, quasi dimenticavo, un abbraccio e un grazie speciale ad Evissa che mi ha dato nome Grande Cielo, è uno dei più bei nomi che mi sian stati dati, e lo voglio ricordare e fare mio. Grazie bionda!

Kid Rock ha capito tutto della vita!





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sabato 26 novembre 2005 - ore 17:16


7900te Tag. a volte va così. Unknown Legend
(categoria: " Vita Quotidiana ")





She used to work in a diner
Never saw a woman look finer
I used to order just to watch her float across the floor
She grew up in a small town
Never put her roots down
Daddy always kept movin’, so she did too.

Somewhere on a desert highway
She rides a Harley-Davidson
Her long blonde hair flyin’ in the wind
She’s been runnin’ half her life
The chrome and steel she rides
Collidin’ with the very air she breathes
The air she breathes.

You know it ain’t easy
You got to hold on
She was an unknown legend in her time
Now she’s dressin’ two kids
Lookin’ for a magic kiss
She gets the far-away look in her eyes.

Somewhere on a desert highway
She rides a Harley-Davidson
Her long blonde hair a flyin’ in the wind
She’s been runnin’ half her life
The chrome and steel she rides
Collidin’ with the very air she breathes
The air she breathes.

Somewhere on a desert highway
She rides a Harley-Davidson
Her long blonde hair a flyin’ in the wind
She’s been runnin’ half her life
The chrome and steel she rides
Collidin’ with the very air she breathes
The air she breathes.


Mollato un lavoro nemmeno quasi iniziato, in un luogo che piace, con persone gradevoli al fianco, ci si ritrova in quel lago curioso di solitudine che a volte è il sabato. Giorno che le costrizioni sociali vorrebbero magnifico. Ieri pensavo, stanchissimo, a che sensazione splendida la statale deserta di notte, guidare agli ottanta, guardare case e capannoni ai bordi, vecchi binari abbandonati, e rilasciarsi ai sogni e ai pensieri. E mi vedevo su una Softail a correre highway tra deserti, canyon e montagne. Dietro a me stretta una donna ideale, che non esiste credo. Una coperta arrotolata davanti alla moto, e l’aria che sferza gli occhi e lei che si stringe a me. Cromo e acciaio da comandare con forza, come la leggenda ignota di Neil Young. Lo sento il sangue nativo in queste cose, la voglia di spazi aperti, cieli azzurri lunghi a perdere lo sguardo, terra rossa e foreste, bisonti lenti e paciosi. E mi ritrovo invece qua davanti a un monitor che non mi abbraccia, e quanto avrei bisogno ora di un abbraccio come dio comanda, di una tazza di punch e di un sorriso, e pelli a terra e fuoco acceso.

Non ho paura.
Sorrido con aria di sfida
a tutti i miei avversari.
In terra nemica tante volte
ho acceso il fuoco,
ho preparato il mio pasto,
mi sono disteso a riposare.
Non ho paura.


(canto Cheyenne)






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