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Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato

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STO LEGGENDO

"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson

HO VISTO

Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere

L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran

e molte altre magie...

Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land

insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006
The PARALYMPIC WINTER GAMES!

Easy Rider (sempre)

Braveheart (sempre)

tanti western























































































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!





















Il pianeta che cerca di ribellarsi

Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!

La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi

Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!

Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta

Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)

La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare

Zente speciale a una cena speciale

Vasco

Lou Reed, bevendo sambuca del discount

Bruce Springsteen

STO ASCOLTANDO

Metal, country, blues, folk soprattutto

AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
Angelic Upstart
Antichrisis
Arab Strap
Arbe Garbe
Assalti Frontali
Attila
Avantasia The Metal Opera
Babazula
Bad Manners
Bad Religion
Balentes
Banda Bassotti
Barbara Morgenstern
Bathory
Bauhaus
Bierpatrioten
Bit-Nik
Black Sabbath
Blind Guardian
Blonde RedHead
Blue Vomit
Bob Seeger
Brooks & Dunn
Bruce Springsteen
Bud Tribe
Cappanera
Catharral Noise
CCCP
Ceca
Charlie Mingus
Cher
Children of Bodom
Clash
Claudio Bisio
Cock Sparrer
Coro Bajolese
Corvus Corax
Cradle of Filth
Crazy Etilic Band
Creedence Clearwater Revival
Cruachan
Crucified Barbara
DAF
Dario Zampa
Dark Lunacy
Dark Tranquillity
Davide Van De Sfroos
Death In June
Die Apokalyptischen Reiter
Dioxina
Dire Straits
Dixie Chicks
Doro Pesch
Dubliners
e Zezi Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco
Eddie Vedder
Edguy
Einstürzende Neubauten
Eluveitie
Elvenking’s
Enslaved
Eric Clapton
Estorio Drolo
Fabrizio De Andrè
Fahrenheit 451
Falco
Farinei d’la Brigna
Fiamma Fumana
Finntroll
Frankie Hi NRG mc
Franti
Fred Buscaglione
Frontiera
Gaznevada
Gemelli Diversi
Giorgio Gaber
Giorno di Paga
Gipo Farassino
Giuliano Palma & The Bluebeaters
Gli Atroci
Goran Bregovic
Haggard
Hammerfall
Hank Williams
Hank Williams Jr
Herbie Hanckock
Heretika
Herman Medrano
I Corvi
I Delfini
il Brusco
In Extremo
In Flames
Jan Garbarek
Jethro Tull
John Lee Hooker
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Khaled
Kid Rock
Kina
Kirsty MacColl
Klasse Kriminale
Klaxon
Korpiklaani
La Oreja de Van Gogh
La Piva dal Carnér
Lacrimosa
LeAnn Rimes
Lene Marlin
Leonard Cohen
Les Negresses Vertes
Litfiba
Los Fatidios
Lou Dalfin
Lou Quinze
Lou Troubaires de Coumboscuro
Luciano Ligabue
Lynyrd Skynyrd
Madness
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Marco Masini
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Mauro Repetto
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Mirafiori Kidz
Modena City Ramblers
Morgenstern
Motley Crue
Mötörhead
Muddy Waters
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Nerorgasmo
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Nightwish
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Notorius B.I.G.
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Spetsnaz
Spliff
Statuto
Steppenwolf
Steven Seagal
Strana Officina
Subway to Sally
Sun Ra
System Of A Down
Tazenda
Ted Nugent
The Bodysnatchers
The Cranberries
The Lambrettas
The Pogues
The Smiths
The Specials
The Tractors
Totenmond
Trace Adkins
Tristania
Truzzi Broders
Tupac Shakur
Tyr
U.D.O.
Vandals
Vasco Rossi
VillaAdaPosse
Vintersorg
Warlock
Willie Nelson
Woptime
Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

grezzo!

ORA VORREI TANTO...

l’Harley sotto il culo



STO STUDIANDO...

il manuale d’uso della Stihl

il regolamento dei Timbergames

robe native

OGGI IL MIO UMORE E'...

Guardo in faccia al vento, e resisto

FEDERALISMO!

PIEMONT LIBER!



FRIUL LIBER!



Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."

e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette

boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso

Al Grezzo importa:

della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose

Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):

radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose

Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama


Libero pensiero, bevute, viaggi e idee


Uomo del nord, spirito celtico, ombre nostrane


il canavesano dagli occhi di ghiaccio


Live to Ride








io bevo




somewhere on a desert highway


non c’è biker senza bikier




quant chi lin par sagre




cittadino onorario di Campodoro





Create your own visitor map!

LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGO


I’m ruder than you

io son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi libere


l’importante è una certa classe e zero cogniziòn


non puoi cavalcare due cavalli con un culo solo


Eventi & Convivi


www.paolovalperga.com





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ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
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SONDAGGIO: SONDAGGIO INTELLIGENTE


Se me rompi i maroni, cossa go da farte? a scelta:

ti apro il volto con la motosega (Stihl, mica cazzi)
ti fracasso la testa con la mazza ferrata
ti squarto con la mia spada
ti passo sopra con la jeep un po’’ di volte
ti aro (tu al posto della terra)
ti cavo gli occhi con le dita

( solo gli utenti registrati possono votare )

lunedì 22 ottobre 2007 - ore 12:08


The Mohawks’ll be back...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Lago di Ceresole

E tutt’intorno sono campi e silenzio, campi e nebbia bassa. Le luci, di notte, sono come stelle basse, gialle, sfrigolanti. Le luci di notte quasi violentano gli occhi, e il silenzio le orecchie, e allora ti tocca tirare un respiro e accender la radio, e il lettore non va più e tiri fuori una vecchia cassetta. Di plastica, tutta rigata, con la custodia con gli spigoli. E senti il rumore del nastro che gira e poi canta il boss e allora tutto è perfetto. E allora corri e guidi e sei con te stesso. Nel senso più pieno, nel senso profondo.
Siedi in un bar di quelli lontani, di quelli che potresti essere in Wyoming. Ma non è così e le Alpi son lì a ricordarlo. E prendi una birra in bottiglia che fa più americano e guardi la tua camicia a quadri e sai che non dovresti essere lì. Perché il sangue ribolle, e ricordi di vite di antenati affollano la mente. E son foreste da correre e semi da piantare per la Madre Terra. Non guardare non pensare abbi solo la consapevolezza. Fai come la volpe, annusa il vento. Quaggiù sa di freddo e resina. Poco più in là di legna bruciata e se fai attenzione porta anche delle voci lontane.
Sto lavorando molto. E mi va bene così, almeno me lo faccio andare bene. Chissà che la fortuna non giri di nuovo. Ogni notizia che leggo la trovo più assurda, è il caso che badi al mio bosco.
Sto inventando dei piatti molto buoni, almeno qualcosa riesco ancora a inventarlo. In questo periodo ho poco tempo per scrivere, e il nomadismo complica le cose. E’ pesante, mi priva di una cosa importante. Per fortuna qualcuno ha inventato la morosa gli amici i bar. E allora sempre avanti, pronti all’attacco o alla fuga. Un giorno torneremo a lanciare i tomahawk.



Lago di Dres

So let the frozen sands crumble, crumble and fall
Yeah thats all right, I dont mind at all
Well let it all tumble right into the sea
Yeah thats all right, thats fine with me
Since you came down the line
I dont sleep at night
I got one thing on my mind
And so every day, every night
I wanna be with you
I wanna be with you
Thats what I wanna do
cause youre so out of sight
I wanna be with you
I wanna be with you
Thats what I wanna do

Well I lost my job at the texaco station
Instead of pumpin gas I dreamed of you
I got thrown out of my house
I got such a bad reputation
cause all I wanna do is be seen with you

They gave me my pay and said walk
I dont care what they say
Go ahead and let em all talk
Until the world falls apart
I wanna be with you
I wanna be with you
Thats what I wanna do
Until they rip out my heart
I wanna be with you
I wanna be with you
Thats what I wanna do

Bedtime, hold tight, love me just a little bit
All night, a little bit more
Tonight, tonight ...
Oh I dont know, I dont know
I dont understand ityou aint pretty at all
But I come when you whisper
I run when you call
And baby I cant stand it
And baby thats all
Ridin by your side in my car
Oh, oh I wanna be with you
I wanna be with you
Darlin dont you know
Oh, oh I wanna be with you
I wanna be with you
Because I love you so


Bruce



Per chi ha letto, e qualcuno c’è qui, il Bikers Bar di Kranjska Gora

ho un dubbio, non so se tagliarmi i baffi, necessito opinioni

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lunedì 15 ottobre 2007 - ore 10:26


Bevo Lasko ma non casko
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Fuori dalla finestra è grigio, le strade sono fredde e rumorose. Nulla basta a scaldare dentro, solo la rabbia mantiene viva la fiamma, ma è una fiamma gelida, che ferisce e brucia fredda. E’ strano, è così. E’ vivere. E alla fine non è tanto male.
Sto pensando di brevettarlo: metodo per distrugger le illusioni. Così viviamo tutti un po’ meglio, un po’ lucidi, un po’…no! Non ho nessuna intenzione di essere lucido. Respirare oceano pieni di sidro, cantare stonati in un teatro greco con la rakja che spinge, guidare su strade slovene con la Lasko in circolo. E poi sognare, a occhi aperti, a occhi chiusi, e non c’è niente di meglio per perdere lucidità. Che quando sei lucido non ti gusti appieno l’aria, i disegni delle nuvole, le facce nei rami contorti. No, quando sei lucido leggi un giornale e scopri che danno nobel per la pace a gente che la guerra la fa di mestiere (ma già fecero con Kissinger). Nobel all’ambientalismo di facciata. Tra l’altro la moglie di Gore è fondatrice della P.M.R.C., la censura musicale americana. La propongo per un nobel speciale alla libertà d’espressione. E tra l’altro voglio un nobel come cantore di giardini periferici. So parlare ruttando e cucino bene. Voglio il nobel. Nobel ha inventato la dinamite e la faceva qua vicino, ad Avigliana. Io ho inventato una macchina per fare la vinaigrette, alcune ricette e dei personaggi perduti. Insomma, è già qualcosa. E non ho appoggiato la guerra in Kosovo a livello mediatico internazionale. Lo so, ho sbagliato.
Vedete in giro quante cose assurde? Quanto tempo perso? Seduti guardiamo il mondo vivere dietro a uno schermo. Costretti in uffici angusti spaziosi puliti sporchi. Guardiamo la luna riflessa nell’acciaio di una cucina. Perdiamo su libri polverosi minuti preziosi. Risate, chiacchiere, corse, ombre, parole, abbracci, sesso, panorami, aria sul viso. Per qualche contributo e nessuna prospettiva. Meglio chiudere gli occhi, meglio sognare. E a voi brindo, oggi con un Gewürztraminer di Neustift. E un rabosetto dopo. E un vino dolce per chi si chiama dolce vino.



Con la felpa dell’Atari. Un gatto stellare



Assemo star. Gentaglia torinese in trasferta



Za Ljubljasnkj Grad

UPDATE - Cantalupo, Italy Mon, 15 Oct 2007 14:26:36 -0500
Montegrotto Terme, Italy Mon, 15 Oct 2007 13:31:27 -0500
Villaganzerla, Italy Mon, 15 Oct 2007 11:02:34 -0500
Rome, Italy Mon, 15 Oct 2007 10:42:07 -0500
Campiglia Dei Berici, Italy Mon, 15 Oct 2007 09:48:47 -0500
Rome, Italy Mon, 15 Oct 2007 08:33:33 -0500
Zovencedo, Italy Mon, 15 Oct 2007 08:04:23 -0500
Milano, Italy Mon, 15 Oct 2007 07:49:11 -0500
Riese, Italy Mon, 15 Oct 2007 07:35:30 -0500
Volpiano, Italy Mon, 15 Oct 2007 06:20:22 -0500
San Mauro Torinese, Italy Mon, 15 Oct 2007 05:10:02 -0500
Padova, Italy Mon, 15 Oct 2007 05:00:24 -0500
Verona, Italy Mon, 15 Oct 2007 04:47:22 -0500
Tezze Sul Brenta, Italy Mon, 15 Oct 2007 04:39:50 -0500
Tivoli, Italy Mon, 15 Oct 2007 04:28:10 -0500
Rubano, Italy Mon, 15 Oct 2007 04:21:58 -0500
Guyancourt, France Mon, 15 Oct 2007 04:14:25 -0500

Ma chi mi visita da San Mauro, Volpiano e Gouyancourt?

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venerdì 5 ottobre 2007 - ore 12:50


Ovunque una strada da correre
(categoria: " Vita Quotidiana ")





A road in wood (in Valchiusella)

Giornate lente, a tratti malinconiche, di thè bevuti davanti a un monitor davanti a due occhi davanti al mio tiglio. E whisky osservati, pensati, respirati più che bevuti. Colore tenue di un Tallisker che filtra la realtà nella torba, e tutto diventa di quel dorato rossiccio quasi evanescente. E sono foglie rosse a terra e aria fredda nella sera, il primo leggero raffreddore e le castagne raccolte. Sembra tutto anestetizzato, come se qualcuno dall’alto spruzzasse valium sulle nostre vite. Eppure nulla lo è, basta guardare oltre il whisky, il tiglio, il proprio giardino che cambia colore. E chiudere gli occhi per guardare meglio. E c’è un uomo sotto un ponte, e altri uomini con lui, e scaldano le proprie mani i propri cuori le proprie vite che han preso strade sbagliate, buie, solitarie, polverose. E con sorrisi sdentati parlano di un passato lontano, immagini di donne e letti morbidi e scintillanti sale, e poi la guerra e Saigon o Srebrenica e poi, poi loro, adesso. E sbatti gli occhi e sei altrove, tra campi di mais e statali deserte, e sei sulla tua moto e non vuoi nient’altro, vuoi solo respirare a fondo il silenzio. E poi senti un po’ freddo e ti stringi nel giaccone, nel vento del Montana, di quei tuoi parenti andati lontano, a cercare freddo e denaro, freddo e fortuna, freddo e vita. E richiudi gli occhi e sei tra le tue valli, da un bosco domini tutto sotto, e se sali a mezzacosta puoi vedere i falchi volteggiare. E tutto è diverso e uguale sempre, nelle stagioni che cambiano, nell’asfalto che si crepa, nei bicchieri ormai opachi dei var, nei neon spenti vecchi, nel linoleum, nei castagni e nelle betulle, nel tatuatore solitario, nel biker che ti guarda e ti abbraccia e si beve assieme, perché si è della stessa gente, cuore marcio mani forti occhi stanchi. Stanchi di guardare che si sgretola tutto attorno. Mai stanchi dell’aria, del viaggio, di andare. Perché è nel cammino, nell’aprire il gas, nello schiacciare un pedale che la vita si sprigiona. E’ così, e così sarà sempre, oltre i riflessi dorati di un ottimo Tallisker.

Bled lake



Fusine lake





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martedì 2 ottobre 2007 - ore 12:15


Stratford upon Avon
(categoria: " Vita Quotidiana ")





La ridente cittadina di Stratford-Upon.Avon

Domenica sera derby: match tutto sommato noioso con pochi guizzi. A parte una geniale zampata di Trezeguet. E tifoserie che si davano. Davanti al Comunale (olimpico è nome sbagliato) e davanti al Delle Alpi (da notarsi che son a tanta distanza i due stadi e al Delle Alpi non capitava nulla, non c’erano neanche quelli che corrono coi pattini). Ma a parte questo, mi è nata una riflessione: ma se il primo derby l’avessero giocato a Stratford Upon Avon (patria del Bardo massimo e di Attila the Stockbrocker) e non a Derby, ora lo chiameremmo stratforduponavon? Non suona male, accidenti della storia. Concedetemi un ultimo pensiero calcistico: dove sono finiti gli ultras di un tempo? Quelli con la fronte bassa, il maglione a collo alto che diventava passamontagna, i ferri da maglia, le catene, il tirapugni, la cicca di nazionale…che nostalgia. Ora hanno capelli tinti, occhiali da saldatore, starlet in bocca (di giorno, idioti). Che nostalgia, che sehnsucht. Per ristorarmi andrò in quel bar periferico, coi vecchi ultras su tavoli di formica che abbracciano e cullano gazzette d’annata, con foto stinte in bianco e nero, e nomi lontani persi nella memoria…Bottega…Anastasi…Furino… e bevono carpano e grigioverde, violentandosi il fegato e le papille. Non si nutrono: il passato è il loro cibo. Il tavolo di formica e le perline di plastica la realtà.
Ma passiamo ad altro. Oggi m’informo, e voglio andare a fare il corso serio di sommelier. Mi piacerebbe trovare un posto in un ristorante di lusso, per imparare dal primo chef. Voglio andare a Budapest. Voglio andare a Praga. Voglio tornare in Scozia e in Irlanda. Per ora scrivo, mangio, porto avanti il mio lavoro. E vediamo vediamo…
Ebbene, oggi sento di avere pochi argomenti, sarà l’autunno, sarà il martedì. Sarà la grappa di Brunello. Né ispirato né aspirato. Ho il turbo, ma non funziona. Consiglio un bel film, da gourmet e sentimentali: “No reservation” (in italiano ha l’orrido titolo di Sapori e Dissapori). Un pensiero all’Incazzosa che è lassù in Svezia con una bellunese. E mi preoccupa più la bellunese da sola che tutti gli svedesi messi assieme. Gli svedesi al massimo ti smontano e ti impacchettano in un pacco piatto, per facilitare la spedizione. E ti ritrovi con un cd in bocca nell’appartamento di un tedesco di Augsburg. Che brucia incensi pessimi. Non capiterà. Il Cabernet ti protegge.
Passate una buona settimana, ed evitate di sottoporvi all’etilometro, se non per scommessa.
Voster semper voster



Attila

OH FOR THE DAYS WHEN SPAM WAS JUST A MONTY PYTHON SKETCH

Thanks to the internet
my wife is a very happy woman.
My penis is now forty-seven feet long
it stays erect for weeks at a time
and it is garlanded by hundreds of genuine Rolex watches
acquired with the millions I have won
in various Albanian lotteries
and the billions generously deposited in my accounts
by the grateful executors of the wills
of innumerable African tribal chiefs
all mysteriously deceased
along with their entire extended families
in improbably gruesome lawnmower accidents in Liechtenstein.
My account with Lloyds has been suspended.
(I don’t have one.)
My wife’s breasts
enlarge and reduce, spontaneously,
as we use our 95% discounted software
to gaze at the pictures of our free timeshare apartments
enjoying continuous multiple orgasms
whilst admiring our genuine Chinese historical artefacts
purchased online from Hong Kong.
Our garden is full of imported rubber.
Not rubber sex toys
or even rubber boots
just: rubber.
I have more free Coldplay MP3s
than you could wave a suicide note at.
I also have Kate Moss Suction Power.
I don’t know what that is,
but I am hoping it may be useful
next time the toilet needs unblocking.
I now know the Cyrillic alphabet
and the Polish for “are you embarrased about your size?”
Every morning, a new surrealist word juxtaposition appears in my inbox
as the spammers seek to avoid the filter.
It turk may bake!
Crabmeat be Paris!
Out evoke in robins!
Decomposing lark’s vomit engulf Crystal Palace!
(ok, I mad the last one up.)
And, to prove that truth is indeed stranger than fiction
in our brave new world,
my website is recommended
as one of the top fifty stockbroking sites
on many search engines.

Now that really is Pythonesque.




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lunedì 24 settembre 2007 - ore 09:45


BAAACK! TOOOORNA’!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





E torna l’autunno, tornan le foglie ad ammassarsi sui viali, tornano il lardo e le castagne. E ogni mattino l’aria è più fredda, e un giorno aprendo la finestra ci surgeleremo. E pronto un addetto bo frost ci ritirerà per consegnarci altrove. E torna anche il Grezzo, che è rimasto seduto paziente su una foglia, poi s’è cordialmente rotto le balle ed è sceso. Sugli alberi mancano i bar. E il tempo corre via e gli alberi continuano a cadere, e a rinascere, ma di più a cadere, e porteremo i nostri nipoti a scoprire i segreti del posteggio di tir probabilmente, che il bosco sarà riservato a ricchi porschuti con figli già tinti abbronzati perfidi perversi. Chic. Il bosco è una di quelle entità irrinunciabili, vive, respira e ci ascolta, e sto bene solo quando da sopra il Verzel vedo che le mie valli non son del tutto pelate, che le fabbriche sono andate via, son arrivate le sette, gli assessori, le pro loco si spengono, s’accendono fuochi di Beltane. Eppure non è tanto male, la cucina è buona, nutriente e sana. E piccante. Il prossimo anno vado a vendemmiare, c’è chi va alla Mecca, chi a Medjugorie, chi a Mantova (inizia per M, deve avere qualcosa di sacro: roba tipo la vergine della sbrisolona). A vendemmiare, sì, per avere le dita macchiate, la schiena piegata e il sorriso pronto, perché è una di quelle cose che sento irrinunciabile, un po’ come la cena di funghi a Giaveno, bere una Lasko in ogni bar sloveno (per puro attaccamento alla nazione slovena). Io sto bene, compatibilmente con l’essere parte di una società problematica conosciuta come mondo industrializzato. Voi? Voi che mi leggete? Siete riusciti a fare il salto verso la società delle comunicazioni? Io no, salto salto e resto fermo, forse devo spingermi in avanti. Ma davanti c’è il buco. E se cado muoio, o magari mi rompo i legamenti. E senza legamenti non si cammina, e chi non avanza muore. Ma se avanzo cado. Se avanzo mi mettono in frigo per il giorno dopo. Alcuni mi buttano nella spazzatura. Nei ristoranti mi utilizzano per il ripieno dei tortelli. Attenti a quello che mangiate, ve lo dice il Grezzo per cui la cucina è ragione di vita. D’altronde la fame è il primo stimolo. Lo so, non è vero. Per molti la sete. Friuli docet. E io imparo, e a volte l’allievo supera il maestro. Quant chi lin par sagris…
Lavoro, faccio la specialistica, cerco un locale da aprire, metto via i soldi per l’Harley, metto via i soldi per riverniciare il cherokee. Cerco un cane. Ieri in corso Salvemini c’era un riccio piccolo, spaventatissimo, mi veniva da tirarlo su. Poi so che mi sarei spinato e bestemmiando l’avrei preso a calci. E’ bello amare la natura, un po’ meno il gioco d’azzardo, e azzarderei anche un po’ meno l’eroina, e soprattutto, l’alpestre. Li vedi in giro i consumatori abituali, con la penna nera tra le orecchie, che il feltro del cappello se lo son venduto, con il naso rossissimo e le vene in vista sul viso, con l’occhio acquoso e la camminata incerta. E si avvicinano e farfugliano. E chiedono un alpestre. E’ la via del non ritorno.
Un abbraccio alle lettrici, un brindisi ai lettori, un in bocca al lupo mesto ai bevitori di alpestre.



Alps for life!



Noi, e l’Atlantico

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mercoledì 18 luglio 2007 - ore 09:47


Chi si ricorda…
(categoria: " Vita Quotidiana ")





…di un giorno di maggio, col sole che splendeva e un’aria fresca che metteva voglia di uscire fuori? Di Mehmed e di Alija che ridevano come pazzi con in mano due bottiglie di Sarajevska? Di altri come loro tutti attorno, lungo il corso. E incroci quegli uomini a scacchi delle forze di pace, che chiamano questo pace e vivono asserragliati dietro alti muri e filo spinato e campi minati. Ma non importa, oggi no, oggi è così bello qua sul corso, e Lejla ti sorride e forse oggi verrà con te…no.
No perché qualcuno da Ozren ha deciso che Mehmed e Lejla non dovevano vedersi. Qualcuno ha caricato l’obice, e via. Tuzla bum! Tuzla e i ragazzi che bevono birra e ridono. Tuzla e un cratere e le tende bruciano e una mano staccata regge la sigaretta ancora accesa.
…che ti dicevano che ormai era tutto tranquillo, che vivevi in un’area di sicurezza? No, tu non te lo ricordi. Forse se lo ricordano quei ragazzi olandesi col basco azzurro, che vi avevano sequestrato tutte le armi e sono fuggiti appena han sentito le prime parole gridate in serbo. No, neanche loro, loro lucidano la medaglia d’oro al valore in qualche casa della loro nazione lontana di diamanti e libertà e commercio e tulipani. Nessuno se lo ricorda, i giornali europei misero giusto due righe, forse perché quel nome suonava bene, suonava slavo: Srebrenica. Nessuno lo ricorda, a parte ottomila famiglie private dei loro uomini, dai dieci a settant’anni. A parte una pietra insanguinata che racconta gridando. E racconta dei soldati che arrivano con un ghigno feroce e mandan via le donne e i bambini e i vecchi troppo vecchi, racconta dei colpi di fucile e dei corpi che cadono nelle fosse comuni. Racconta di un sopravvissuto tra i cadaveri, della sua faccia coperta di sangue, dei capelli incollati da un qualche liquido del corpo, lo ricorda, ricorda che girava poi come un fantasma, ricorda che cadde lì, di fianco a lei, e uno schizzo di sangue la colpì. Cadde maledicendo la guerra inutile, e i caschi blu codardi. Ha un bel suono no? Srebrenica… dove anche le pietre stillano sangue.
…dei medici che arrivano e ti portano in ospedale? E ti fanno un’iniezione e tu non puoi più avere figli. E allora torni al campo spaventata, correndo, in mezzo a quella città linda e pulita e crudele. E al campo ti sorride una donna bionda in tailleur, e ti ha preso anche i figli che avevi già, li ha portati lontani, li ha inseriti. Nessuno vero se lo ricorda di questo genocidio silenzioso? No, perché non è importante, perché i campi sono fuori, e rubano fanno rumore sono sporchi rubano i bambini. Già, gli zingari rubano i bambini. La Confederazione Elvetica deve aver preso l’esempio. E tra i primi anni Sessanta e la fine degli Ottanta ha sterilizzato e tolto i bambini alla quasi totalità delle famiglie rom sul territorio svizzero. Non ha gettato una bomba, avrebbe fatto rumore. Non ha sgozzato, avrebbe sporcato. Ha iniettato e usato gli assistenti sociali. Biondi. E Nadia piange che non ha più i suoi figli. E una famiglia svizzera sorride per il nuovo bimbo. Ma si sta meglio liberi in caravan o prigionieri di villetta fiordalisi prato verde? Ma non importa, tanto nessuno ricorda, nessuno lo sa…
…di quel rumore forte, e tu sei a letto e ti stringi nella tua coperta? Nessuno, perché nessuno era lì con te. E tu avevi paura e non capivi, che solo pochi anni prima qua brillavano le olimpiadi, qua si camminava orgogliosi per le vie del centro. Sarajevo era l’orgoglio della Jugoslavia. E ora il tuo vicino è sulle colline e tira col mortaio verso la sua stessa casa. E tu hai paura, e speri che la coperta ti possa salvare. Hai paura perché una domanda ti rimbomba nella testa: dove, il prossimo?



Appunti di viaggio: Istanbul, Praga, Bosnia, Balaton, Canarie. Per ora lavoro, foto puramente autoreferenziale



Guardate che cielo sulla mia terra, anche preso col cellulare





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mercoledì 11 luglio 2007 - ore 11:02


Battaglie nel cielo
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Fino all’Oceano, in bici a noleggio

C’è a volte nel cielo qualcosa che ti fermi a guardare, ovunque ti trovi, in tangenziale, su prati deserti, ovunque. Che lo percepisci che lassù qualcosa sta combattendo, che c’è una battaglia in atto. E il vento ti scompiglia i capelli (a me no) e ti stringi nelle spalle nel freddo estivo. Sei solo, guardi il cielo, in quel momento tutto è perfetto, non han senso teatri e multisale, stai guardando uno spettacolo, lo spettacolo per eccellenza. Ci pensavo ieri: non c’è spettacolo come il cielo (a parte e ombre, a sagra e last but not lest a mona), pensavo alla stellata dalle isole Aran, alle nuvole che stavo guardando, a certi tramonti canavesani che mi fan pensare d’esser in Africa. Poi sento il vicino bestemmiare e capisco che non è così. So d’esser arido, so d’esser specie in via d’estinzione. Me ne accorgo ordinando un grigioverde in oscuri bar di formica e linoleum, camminando per vie periferiche o campi di mais. Al limite, sperando d’incontrare il signore dei crocicchi, e chiedergli carburante per sempre, e per sempre occhi per vedere, e per sempre lingua gola per sentire ogni sapore odore bruciore. In cambio decida lui, il fegato non glielo consiglio, l’anima è già in saldo in qualche discount dei paesi dell’est. Son in via d’estinzione: estinguetemi che fate un piacere all’umanità, non a me, sarebbe seccante. Anzi no, ci penso già ad estinguermi da solo, magari lentamente. Ieri Francesca ha sfilato con i suoi abiti e ne sono orgoglioso, anche se non c’erano camperos e hot pants e cose che piacciono al Grezzo, ma son davvero felice. Oggi si laurea Symo, uno di quelli che merita. Oggi forse imbottiglio la birra e vado a vedere Lou Reed (non contemporaneamente). Oggi devo scrivere, andare avanti. L’importante è vivere. Morire è brutto, puzzi, ti escon le vene dalla testa (come Anna Falchi in Dellamorte Dellamore, film da intenditori con criceti nella testa, il mio criceto ha il cappello ha la bandana, orecchini e gli occhiali scuri, e guida una Sporty nella mia testa). E hai un consumo davvero eccessivo di deodorante. Ha i suoi costi. Un tempo conobbi un ragazzo che di lavoro vestiva i morti, è affascinante, ma io preferisco svestire donne vive. Son godereccio e stanco. Ma un godereccio riposato è solo godereccio a parole. Ecco, tranquilli, ci si estingue da soli. Che fai oggi? Sono in via d’estinzione.
Un bacio a Laura, Marzia, Ime. Un abbraccio di quelli forti che superi le Alpi a Mao. Una risata per Francesco. Un brindisi con bicchiere da litro per Stefano. Uno stacchetto ska per Luca. E un pensiero a Robert Prosinecki, tra i più grandi di sempre, cito testualmente da wikipedia: sarebbe diventato uno dei calciatori jugoslavi più talentuosi di sempre, anche se le sue potenzialità sarebbero poi state frenate da una mancanza di applicazione mentale e di dedizione. A me piacciono quelli così. State bene! E quando andate a casa, date una carezza ai vostri bambini, e dite questa ve la manda il Grezzo. Così i bimbi cresceranno come me, bella prospettiva del cazzo, ma almeno qualche volta vi strapperanno una risata, più spesso il portafoglio. E come disse il saggio: (era davvero saggio, capì).



Belfast, ore 11.03, gradi 2



Belfast, ore 11.07, gradi 16 (è la verità)

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mercoledì 4 luglio 2007 - ore 11:24


Fate il cazzo che vi pare...e fatelo bene!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





E arrivi una sera passando per vie di dietro, arrivi e posteggi lontano dove sai, perché ce l’hai tutto in testa il tuttocittà, che a te non serve navigatore google maps google earth. Tu sei della strada. E guardi la tua ragazza nello specchio e la baci sul collo e lei che sbaglia con la matita e ride. E tu che dici “andiamo!”. E arrivi a piedi allo stadio, senza correre, tra sciami di auto persone panini birre a un euro (molto, ma molto più popolare dell’Heineken, e non è nemmeno venuto giù tutto). E arrivi e c’è casino e incontri gli amici e ridi e fumi e brindi e giri per il posteggio. E i maxischermi son proprio del cazzo, che portavo la mia tv ed era lo stesso, e qualche bastardo ha ingrassato le pareti e messo il filo spinato. Tutti corrono, s’agitano. No, tranquilli, ha appena iniziato, e io entrerò. E io entro, senza scavalcare robe tipo marines, senza lacerarmi jeans carne camicia. Entro. E il Delle Alpi non è mai stato così: un mare di cappellini verdi e accendini e bandiere e braccia levate al cielo. E ti chiedi perché alle partite era sempre vuoto, e te lo spieghi, che va bene la Juve, va bene la curva, ma Vasco è qualcos’altro, Vasco è quello che canti sotto la doccia, in macchina di notte tra statali buie. Vasco è quello che vorresti essere, anche con la prigione, anche coi capelli lunghi radi, anche con al fianco qualcuno che è sicuro che ci sarà neve. E sul palco un omino barcollante canta e si dimena e parla e le sue parole le ascoltano tutti e vorrebbero poi fuori fare esattamente come dice il Blasco. Vasco è…è che ha scritto gli Angeli e tu l’hai cantata un mattino appoggiato a un muro e F. stava male e poi è stato meglio e poi ha smesso. Ecco, Vasco è uno dei punti saldi, Vasco se uno deve avere dei miti, eccolo, è lì, altro che gente con barba e sigaro, altro che ridicoli uomini che uccidono altri uomini. Se si deve aver dei miti, abbiate Vasco, abbiate Shane MacGowan, Lemmy Kilmister, Nigel Mansell, Anthony Bourdain, Edoardo Brevigliero, Roberto Masiero, Gisela Romero, Gvozden Djuric, Stefano Pellizzon (vecio, però per i santini devi bere di più ancora, esser più spirituale). E quello che conta alla fine son quelli che vorresti sempre avere seduti vicino a te, all’osteria, seduti vicino a te, su un furgone che porta a est, a bere rakja e parlare serbo stentato, seduti vicino a te su una spiaggia bianca sorseggiando mojito e credendosi hemingway, quando invece si è solo noi, “solo” sto cazzo! Siamo noi che facciamo tutto! E mi rivolgo ancora a voi, zente dea zena! Siamo solo noi! Ecco, io voglio una maglietta con sopra la foto di Sara e di Laura e di Marzia e di Francesco e di Luca e Stefano e io e Imelda e suo moroso e Manuel e Giovanni. Ma dovrebbe essere una maglietta troppo grande, un poster quasi, allora me ne resto con le mie canotte bianche, boaro inside.
Ah, e vi dico due parole che qualcuno ieri ha detto da un palco davanti a un botto di gente: FATE IL CAZZO CHE VI PARE…E FATELO BENE!!!



E tu
chissà dove sei
anima fragile
che mi ascoltavi immobile
ma senza ridere.
E ora tu chissà
chissà dove sei
avrai trovato amore
o come me, cerchi soltanto d’avventure
perché non vuoi più piangere!
E la vita continua
anche senza di noi
che siamo lontano ormai
da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai!
Perché col tempo cambia tutto lo sai
cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi!
e cambiamo anche noi!




Vivere
è passato tanto tempo
Vivere!
è un ricordo senza tempo
Vivere
è un po’ come perder tempo
Vivere.....e Sorridere!
VIVERE!
è passato tanto tempo
VIVERE!
è un ricordo senza tempo
VIVERE!
è un po’ come perder tempo
VIVERE....e sorridere dei guai
così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!
Vivere!
e sperare di star meglio
Vivere
e non essere mai contento
Vivere
come stare sempre al vento
VIVERE!...COME RIDERE!!!
VIVERE!
anche se sei morto dentro
VIVERE!
e devi essere sempre contento!
VIVERE!
è come un comandamento
VIVERE...o SOPRAVVIVERE...
senza perdersi d’animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!...
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!...
VIVERE
e sperare di star meglio
VIVERE VIVERE
e non essere mai contento
VIVERE VIVERE
e restare sempre al vento a
VIVERE.....e sorridere dei guai
proprio (così) come non hai fatto mai
e pensare che domani sarà sempre meglio!!!






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martedì 26 giugno 2007 - ore 10:30


Di vento, sud e mondo che gira storto
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Tira un vento che quasi ti porta via. Un vento di quelli forti, di quelli che alberi tremano pali cadono foglie volano donne si lamentano accendini non accendono. Neanche gli antivento. Lascio da parte le contingenze assurde che mi stanno portando sull’orlo della follia, ma diciamola tutta, fino in fondo, tutto a posto già non sono, quindi forse diventerei solo normale. Ma no! Beh, ho voglia di partire, ma non per lavorare. Partire, partire per tanto e vivere un po’ di quello che si trova, magari in posti dove la gente non ti guarda fredda dietro un vetro, dove se dai una mano ti torna del pane lievitato. Ora, nei miei piccoli desideri, ci sarebbe solo quello di poter vivere tenendo i miei campi, scrivendo e restaurando mobili. E ogni tanto partire per qualche mese. E’ bellissimo quando da una vecchia credenza che qualche imbecille aveva laccato di verde tiri fuori l’essenza, e un mobile da tre soldi appare quasi bello, quasi nobile, vivo. Lo so, sembra assurdo, ma a me piace molto farlo. Ieri ho mangiato all’Oriente, è senza dubbio la mia trattoria preferita, se passata da Castellamonte non perdetevela. Prendete la strada per Castelnuovo Nigra, a un certo punto sulla destra lo vedete, c’è l’insegna. E poi vi alzerete sazi e soddisfatti. Beo!
Mi piace al tramonto andar piano con la macchina tra i campi di mais, e vederli ondeggiare al passaggio dei camion. Poi quello dietro mi suona perché vado troppo piano. Ha ragione, e allora mi accosto, giro e vado per i campi, e lì mi fermo e inspiro a fondo, sento la terra tra gli anticrittogamici e i diserbanti. Anche se il campo è “biologico”, si, perché quello di fianco non lo è, e la terra, guarda te che roba, assorbe e fa passare. A volte ho l’impressione che semplicemente selezionino i frutti di peggior aspetto per venderli a prezzo maggiorato. Non mi stupirebbe. Con battage pubblicitari pressanti riescono a far vendere le peggiori cazzate. L’apoteosi si ha nei giochi per bimbi. Va ben che poi dovranno consumare e votare, ma devon proprio giocare con robe così idiote? Scusatemi, tiro sull’incazzato, mi servirebbe qua Gentilini, lui mi capirebbe, e assieme guarderemmo il tramonto sull’Arizona, sui nostri quarter horse. No: sul Sile, sull’x5 color oro col simbolo dei Serenissimi. Alberto è diventato zio, questo mi ha reso felice. Ho percepito Cristina così, come se stesse cercando un porto sicuro, e stesse pensando di averlo trovato.
Io lo so cosa farei stamattina: prenderei un camion grande arancione tipo overland, lo caricherei di vino nostro e vestiti (e le creme per il viso, sia chiaro) e prenderei la Piacenza, poi Brescia, poi passo per Villafranca, poi Mestrino, poi Corbanese, poi Rubano, poi San Stino. (voialtri non so bene in che luoghi abitiate), salite, e portatevi vestiti pesanti e vestiti leggeri, portate soprattutto voi, nel senso più pieno. Si va verso giù, dove sembreremo pallidi pallidi. Si, lo farei proprio volentieri, invece devo andare al Castorama a farmi cambiare il Dremel (no l’originale, quello pacco). Quasi quasi chiedo al vento di portarmi con sé, di fermarsi ogni tanto in un posto dove si mangia bene, di fermarsi spesso da chi mi ha colpito ed è lontano e ci vorrebbe davvero il vento.
Prosit miei cari!



update h. 12.53: riflessione mattutino del Grezzo, dopo la sua birra Castello sgasata della sera prima. Riflessione maturata nel parcheggio del Castorama: ma con così tante belle figliole in giro, come cazzo si fa ad esser recioni? Bisogna esser davvero, ma davvero fuori!


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domenica 17 giugno 2007 - ore 13:02


Ingredienti per magie a nordest
(categoria: " Vita Quotidiana ")





sentiti ringaziamenti al cabernet

Metti un sabato, autostrada, bocchette che fumano, jeep che impazzisce. Metti arrivare a San Stino e sedersi finalmente a bere un caffè. E poi un’ombra. Metti girare per il sole della bassa in Cinquecento con la capote aperta. Metti attaccare manifestini per una riunione. Perché c’è qualcuno che nel futuro ci crede, e se vedo che lui ci crede non posso non crederci anch’io. Metti cercare posteggio a Conegliano, col Doblò in mezzo a Porsche e Maserati. Metti incontrare delle persone speciali che bevono spritz al caffè del teatro. Qualcuno con occhi in cui perdersi. Qualcuno con sguardo furbo duro e piercing. Qualcuno che è very british. Qualcuno che fa sbregar dalle risate. Qualcuno con tatuaggi e senza capelli. E a loro si uniscono i due del Doblò. Metti che ci raggiunge una Laura speciale con un samurai travestito da normale e una persona di quelle che ti ricordi segnata dalla vita ma sempre sorridente. Ecco, prendete questi ingredienti (assolutamente speciali), poneteli in una casa (casa per me casa davvero) assediata da colli e rane. Mischiate vigorosamente, aggiungete un pizzico di spezie, vino rosso, prosecco, grappa, succo di pera e sigarette. Ecco, hai creato una serata bellissima. Di quelle che restano negli anfratti dei ricordi, ma non in quelli nascosti, in quelli lì sempre presenti, vicini, quei momenti che ricordi. E si viene a pensare agli strani casi della vita, a come forse tutto sarebbe diverso vivendo quattrocento e rotti chilometri più a est. E io l’est l’ho sempre avuto nel sangue. E ribolle. Come il mosto. Ma il mio sangue fa più gradi.
E poi metti lenti giorni padovani di discorsi ombre sorrisi e al fianco un amico di quelli che ti vien da bestemmiare a pensare che non lo vedi tutti i giorni al bar. E metti una sera a parlar seriamente e far gli imbecilli con due esseri supremi e superiori: il Grezzo ha conosciuto Eddy Roth e Nekro. E si è dimenticato di parlare della passione comune per i Cripple con Nekro. E se fossi stato donna sarei saltato addosso a Eddy, ma i miei ormoni femminili sono fuggiti tempo fa a Tonga col mio fegato. Stanno bene, a volte mi mandano una cartolina: sanguinolenta con tanti cuoricini. Il mio fegato nuovo l’ho preso da un’asta di biker: è cromato. Ormoni femminili non ne avevano, ho preso quelli di un orso per supplire. Non avevo idea che gli orsi bestemmiassero così tanto. E bevessero volentieri Unicum. Prima non lo facevo. Ieri ho ricevuto da Tonga gli auguri di natale. Le poste di Tonga funzionano a cazzo. Eddy Roth Nekro Grezzo dovrebbero collaborare per un film, e parlo seriamente. E si smetterebbe di montare insegne antonveneta, immagazzinare fare caffè. E poi ci si regala i Cripple e i Ratos assieme solo per noi e pochi prescelti da qualche parte nella bassa padovana. Fango fino alle ginocchia e zanzare da guerra. Infine metti camminare a un metro da Tom Araya e non riconoscerlo perché si è persi in altri occhi. E perdere la voce. E farsi fregare dieci euro per birracqua e piadinaschifo. Sono fermamente deciso a organizzare il Cabernet Jammin Festival. Senza torri. Coi casoni. Cerco adesioni. Aderite numerosi. Ogni vostra adesione incrementa la bestemmiazione.
E voi, citati qua sopra, lo so che non è molto, ma se il Grezzo può far qualcosa per voi (tipo riparare motoseghe stihl o aprire porte blindate senza chiave, lo so fare) lo farà. E se a settembre vorrete essere miei ospiti, sarete di più. Sarete amici che vengon da lontano.



bea beo



zente su



zente così



moviemakers




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