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incazzosa, 28 anni
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martedì 24 marzo 2009 - ore 10:32


lento?
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Tu che sei dell’era del cinghiale bianco e che mangi "fustel" a Vienna, mi dici che ho un viso anni ’70.
E non so percè credevo di averlo anni ’30.
Così comincio a fantasticare su make upps alla Mina, ciglia finte e ombretto scuro, ma poi mi vien voglia di mettere le cose luccicanti e i cappelli con le piume.
Non so, vorrei che qualcuno mi raccontasse qualcosa di bello, c’ho i pensieri in agonia.
Ho voglia di ritornare a far fare i balletti alle dita sopra la tavola, spiare Stefano mentre parla da solo e poi ridere.
Invece trenta più settanta, fa cento. Sotto radice? al cubo? fratto due? logaritmo? pugno sotto al mento? le civette sul..?
Ansia da prestazione, non mi piace fare l’amore con le incertezze.

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lunedì 23 marzo 2009 - ore 17:28


e i cani in chiesa che tutti prendono a calci?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I veneziani che mi parlano in americano o in inglese, te che ridi, te.
L’ansia da mancanza di liquidi.
Mi sento in terra straniera e non so più dove guardare.
Presente?


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venerdì 20 marzo 2009 - ore 09:43


chiu pilu pe tutti!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri succede che nello scendere dal treno uno dei miei numerosi uomini da sogno erotico mi saluta e io lo guardo come sempre beata come la Vergine Maria, che a differenza del Papa, forse avrebbe voluto un rapporto più durex e meno pietis.
Fatto sta che mi sento l’imprenditrice delle mie passioni, c’ho icapelli lunghi, mi prendo secchiate d’acqua in motorino, ma va bene così, sempre col sole in fronteeee!
Cerco libri, progetto visite al Correr, esco illesa da una cena familiare.
Importante.
Facciamo considerazioni sui peli della nosta vita, alla fine ti dico che non vince nessuno e siamo tutti e due arrivati primi!

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giovedì 19 marzo 2009 - ore 10:34


doria bar
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cioè.
So che devo fare qualcosa, ma non so ancora come.
So che mi piace una cosa, ma non so come farlo capire.
Cioè.
So che c’ho ventiquattro anni e la gente continua a darmene diciassette, ma ormai c’ho ventiquattro anni davvero, devo mettere le cose infila e raggrupparle almeno per colore.
Almeno.
Non ho niente che abbia la parvenza di un ordine.
E quando dicono "si ma nel mio caos io mi capisco" io dico "beati voi" che io nel mio caos non ci riesco a vivere, ma l’ordine dura poco, pochissimo.
Cioè.
Insomma,
siediti, che ti spiego.


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mercoledì 18 marzo 2009 - ore 11:18


...ninja a tua sorella.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Dopo balli morganatici sul palco di x-factor, sogno una matriosca-tartaruga che non vuore rimanere nel guscio più grande e tenta di scappare divincolandosi tra la giungla di cose che non servono del mio comodino. Bha.
Io che le tartarughe non le sopporto, che c’hanno quell’espressione da secchione delle elementari di nome Oscar.
Che appena le guardo mi dicono "tanto già lo sapevo." e che mi irritano.
Escogito piani per rubare violini dall’eredità presunta ma non certa e mi faccio codificare i comportamenti da Guccini.
E vorrei il semifreddo allo yogurt della cameo, blea!
blea!


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martedì 17 marzo 2009 - ore 16:50


minime
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Analizzo libri, che sviscerano racconti e finisco per analizzare me stessa, nel vortice delle lenti a contatto scadute che mostrano cose prive di senso, o con tanto senso, non so.
Inizio con un monologo, come sempre senza ascoltatori paganti e finisci per augurarmi una maternità migliore.
Tho!
Ora mi chiedo chi l’abbia fatta entrare e quasi mi incazzo che si sia permessa d’applaudire. Non sono convinta degli applausi, sono rimasta a provare scene che non reciterò mai nella vita, fino a tardi, anche ieri notte.
Nei nervi stesi ad asciugare, cantavo battisti in altalena mentre Pollicino lasciava briciole per terra.
Ora guardo Un posto al sole e mentre tutti abbandonano tutti per strada, c’ho una crisi d’identità e mi rispovero Calvino.
In quest’epoca di pazzi, ci mancavano gli idioti dell’orrore.





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lunedì 16 marzo 2009 - ore 18:38


.ailovinit.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Resisti,
non sei dentro alla pubblicità del Mc donald’s,
ma come quello
anche tu devi solo arrivare a domani.

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domenica 15 marzo 2009 - ore 11:17


Molotov in Padua
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tu che vai ai concerti delle birre, io che vado alla laurea dei bicchieri di plastica gialla. Io che ti ascolto mentre continui ad attorcigliare 3 fili neri, ma io ho fame e sono nervosa.
Tu che mi parli degli amori che non hai, io che continuo a guardare foto che non s’aggiornano mai.
Tu che mi dici dei pantaloni in pelle nera e di un Canadese col cappello texano, io che ti racconto i miei monologhi.
Io che sogno di donne che si bruciano vive nel fuoco della mia stufa perchè hanno trentasei anni e non un amore, e la bambina che mi spaccia una casa da favola mentre sento puzza di piscio e cattiveria.
Io che rido sui miei tempi.
Tu che mi dici sempre le stesse, che mi rovesci addosso quello che non so.
Come una scena alla Verga, apri le gambe e partorisci in piedi, quello che non ho mai saputo.
E con lo stesso schifo assurdo e l’odore del sangue, nel tuo dolore mi guardi come se tutto ciò che ti ho sempre suggerito fosse così bianco, puro, ingenuo da nonn poter far parte, per forza, di te.
Io che un po’ mi vergono e tu che mi guardi fissa negli occhi. Cerco di pensare nella maniera più razionale possibile.
Penso "di qualcosa di obiettivo".
Non dico niente, e ti ripeto solo che ho le gambe molli e che voglio un dolcetto.
Tu che te ne ritorni sulle montagne, io che me ne ritorno a casa, con gli occhi fissi e la stessa smorfia che avevo quando ho visto la gatta mangiare i gattini.
La stessa incomprensibile ingenuità che può avere un bambino fiducioso nei confronti del mondo.
La stessa ingenua, bianca, consapevolezza sconvolta e scomposta.


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domenica 8 marzo 2009 - ore 22:19


anni-vers(ar)i
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ci sono parole che trattengo nelle righe di lettere che non ti darò, perchè a volte mi sento come la strega di biancaneve.
Ti parlo nel sogno in lingue incomprensibili e la sera beviamo bianco friulano. Certe righe rimangono tra le pieghe concentrate delle nostre fronti.
Si traducono età, pensieri.
Ti parlo di topi, dentro a scatole, che non hanno mai pagato le bollette e aspettano una lucciola.
E le lucciole, che mi sembrano grilli che non saltano più, ma che a loro modo mantengono la funzione, a loro modo: quella maniera insostenibile di tradurre il cuore.
Le staccionate bianche che sembrano riserve per gli indiani "Tutto è dentro di te".
I miei indiani, con i topi che ballano e le lucciole che la danno gratis, e l’Enel che va in fallimento e noi due col vino friulano mentre ti guardo che scatti foto alla luna di giorno: che nessuno capisce quanto sia bella la luna di giorno. I letti da ricomporre.
I cani che ci accompagnano di notte mentre fumi il sigaro, non penso a niente se non : ma perchè le cornacchie a Cormons stanno ancora in giro a sta ora?
Saranno come miei topi o gli indiani, o i topi indiani che vivono nelle mie baraccopoli, che attendono sempre un aiuto dal cielo, ma tu mi dici che sbaglio i calcoli, alla fine i conti tornano e ritornerà anche l’Enel.




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martedì 3 marzo 2009 - ore 10:47


A Vivaldi l’uva passa che mi da più calorie...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ho sentito uomini parlare un italiano tedescato, e la neve fredda portata dal vento arrossire le guance.
Ho mangiato pane nero con cumino anice, papavero e ho bevuto birra che sapeva da lemonsoda (da non ripetere.).
Ho pianto quando ho percepito la bellezza pensando di non meritare.
Ho fatto una slittata notturna per sei km col culo gelato, e la neve che cadeva rigorosamente in fiocchi.
Mi sono innamorata anche di quello che non vedevo perchè congelato.
Ho salutato tedeschi mentre pelavo chili di patate e ho visto vecchietti con i baffi.
Ho avvertito il gotico nei crocifissi, nelle maschere dei folletti del bosco.
Ho capito che noi stiamo "giu in Italia".
Avevo un pensiero ricorrente di non ritorno, sposarmi con un Peter o un Franz che la mattina mi porta il latte in latta (ih ih ih).
Ma poi penso al marchigiano e allora mi inebetisco, mille Peter non valgono un Fredd!
Ciao mondo.




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