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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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lunedì 9 giugno 2008 - ore 12:02


cripte
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Decidere:si-ok-preso.
Numeri,date, orari,partenze ritorni.
Bunker.(quanto Bunker)
Notte.
Jazz. (un mucio de jazz )

Vive la Françe!



[Credere nel meglio. Credere per la gente che mi gira da sempre nel corpo. Per Susy che mi insegna della carne e della libertà, per Niki che mi mostra i combattimenti e le ferite, per Ele che resta in silenzio e mi canta la forza. Per i giorni che sono sempre nuovi, anche quando sono in preda a periodi di dejavù.
Ma a volte non ti senti stanca ancor prima di iniziare?]

Appello alla Algida: TOGLIETE QUELLE CAZZO DI BARZELLETTE DAL CUCCIOLONE.
Non sopporto quella comicità, e poi non riesco a leggerle dato che metà testo mi si appiccica sulle dita, inutili (cfr A.M).

Appello allo stagista: nevermind!

Appello ai jazzisti: ma andate in mona!

Appello al SNC: ce la possiamo fare, dimentica di avere tutta un’ estate davanti e dimentica che sabato è vicino. Dimentica di luglio e agosto e rilassati, bisogna fregarsene, alla grande, smarmelliamo!





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sabato 7 giugno 2008 - ore 15:22


quanto so sema!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



. vorrei essere un Flizz.

!


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venerdì 6 giugno 2008 - ore 11:28


(bellezza)
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Il Cavaliere bianco è una guida che non conosce equilibrio, è quanto di più educativo Alice potesse incontraresulla propria strada: la fragilità di chi offre il proprio aiuto nonostante la propria debolezza, la propria paura, la propria profonda insicurezza, i propri perchè senza risposta.
Questo le offre il Cavaliere: la possibilità di capire che dietro ogni regola c’è sempre un uomo, e che per questo ogni regola può essere trasformata perchè nessun uomo sarà a lungo lo stesso, nella sua inquietante instabilità esistenziale ed emotiva.

°°°°°°°


Giunti alla fine del percorso il Cavaliere "riprese le redini e girò il cavallo per tornare indietro. << Oramai sei arrivata>> disse, e << diventerai Regina, ma ti spiace restare qui a guardarmi, mentre mi allontano?... a quella curva laggiù, sventoli il fazzoletto! Credo che mi infonderà coraggio, capisci?>>... << Ma certo che mi fermo a guardarti>> rispose Alice. IL Cavaliere, allora si allontanò verso la foresta, Alice sventolò il fazzoletto e aspettò finchè non lo vide socmparire."
Il Cavaliere, nella sua immagine stramba e incerta, comunque, non si perde nel labirinto di una conoscenza difficoltosa e apparentemente impossibile, come invece accade in ogni altra figura nel mondo dello Specchio, Il Cavaliera sa come attraversare la foresta, ne conosce i pericolie riesce a guidare il proprio cavallo attraverso di essa rimanendo in qualche modo in equilibrio.
Non è fermo e sicuro semplicemente perchè la sua testa continuamente cerca e insegue un nuovo sogno, un nuovo pensiero, una nuova invenzione.
Le invenzioni sono tutte le sue idee, simboli di altrettanti modi per confermare a se stessi la propria presenza in questo mondo. Simboli di una conoscenza che non si ferma a ciò che ha raggiunto, ma esige sempre qualcos’altro. Non si tratta di grandi idee, ma di piccole idee, geniali soluzioni per problemi inutili, a sottolineare la gratuità di un processo, quello conoscitivo, che si stacca dalle esigenze prosaiche del mondo e insegue in qualche modo la sacralità del totalmente inutile.

[Charles Lutwidge Dodgson (L.C)- A. Avanzini]


Si ringraziano i punti esclamativi,l’evidenziatore giallo e la penna rigorosamente blu.
Si ricorda l’attenta partecipazione di Rebel, fedelissima compagna di studio e il nostro caffè.

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giovedì 5 giugno 2008 - ore 09:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.


[[come << NUVOLE >>]]


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mercoledì 4 giugno 2008 - ore 19:51


streghe
(categoria: " Vita Quotidiana ")


*post ritorno alle origini*
inquieta.

Ledonnedellamiafamigliasontuttestreghe. Sognano,prevedono,enondicono.Taccionoperscaramanzia. Scaramanzia. Tengonolafelicitàstretta. Silascinaoraggiungere.Silascianoraggiungere.Iononimparo.
Nonc’arrivo,nonhomaliziaecredosiaungrossohandicap.
Nelmondo,pervivere,serveunpo’difurbiziamatematica.
Iononl’homaimapropriomaiavuta!Mai.Sonoconfusacomel’ordine nuovodellamiacamera,quantodurerà?Chenonsopiùsevadobene,chenonsopiùniente.
Ammutoliscoinuntemporaledovegrandinapocoedura,poco.poco.
Sonosemprelastessaingenuadisempre,colnasoall’insù.
Quelladelpianoforte,dell’armonica,delloyoyo.
Quelladeipennelli,delcorsochenonhofatto.Quellala.
Sonocosìnervosa,scomposta,assurda.
Sonocosìteneraora,danonriuscireatenermistrettaevogliotenermistretta.
Ricompattarmichenonsuccedenienteesonopensieri.
Vorresentire.Vorreiparole.Vorreicerteparoledetteincertitoni.
Oforsevorreisoloberevinoscadentecongenteches’accontentadipoco
eprendelavitacomeviene,
mifasempresentirebene,almioposto.Forsevogliounposto.
Forsevorreipiùcoraggioenontemerel’abbandono.
Forsevorreivedereormenelmiocortile.
Esolchiincerchiconcentriciches’avvicinanosempredipiù.
Vogliononcredereaipensiericattivi,vogliononpensarealbuio.

Vogliolontananzasilenzioemancanza,mavogliotuttoquellochedo.
Lovogliotutto,nonunagocciadisangueinmeno.
Inquieta,comequandononsoafferrareniente.
Molle,quasiinconsistente.

Emiritrovoinsognicatastrofici,saràiltempo.Maancheno.


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mercoledì 4 giugno 2008 - ore 09:29


(e noi che non sappiamo un cazzo)
(categoria: " Vita Quotidiana ")



*.sono.*


Prendi e porta a casa tutto, in buste di plastica che non si dimenticano. Non le dimentica nessuno. Fumiamo fortuna blu all’angolo che non c’è mentre tagliamo la vita a pezzi e ci guardiamo dentro. macabre, crude.
Della semplicità mi piace il suo essere speciale. Una bellezza pura senza didascalie.
Speciale, non stupida, speciale.
Come speciale è ogni angolatura che permette di vedere il mondo. Come ridere e non pensare a niente.
O pensare che si sta bene e che il mondo rida con te se gli va!
Come non calcolare, non maledire l’incertezza di un si, dopo il la.


Arrivare a fottersene e pensare a star bene.
Non ci sono catene, non c’è un modo per pensare di poter essere migliori. Non lo voglio.
Voglio credere che sia giusto così, che sia giusto anche così.

Anche così, che il sorriso non si pesa, che non è tutto tragico.
Anche così che la vita faccia un po’ come gli pare, ma io ballo.

Anche così, che tutto mi scivola (dentro e non te ne accorgi) e filtra e segna la carne. Tagliamo a pezzi la vita e ci guardiamo dentro, con lo stesso sadismo he caratterizza i bambini.
Non facciamo del male, ma giriamo il coltello e creiamo una voragine.
Lascio che il cuore prenda aria un po’, che è anche giusto così.

[tento di ricordarmelo, che esistono varie giustizie al mondo e non c’è un giudice e non ci deve essere un giudice universale che mi dice che non va. Ho passato gli ultimi 5 anni a tentare di capire come fare a volermi bene, anche di questo mi devo ricordare, che non è sempre giusto sentirsi perennemente inadeguati. Fottersene di tutto, e non lasciare che penetri il marcio. Ricercare la bellezza a volte mi fa parlare nel sogno, mi fa tremare di paura.]

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giovedì 29 maggio 2008 - ore 08:44


bestiario.
(categoria: " Vita Quotidiana ")











[alvinstar: vinci proprio tutti gli scudetti.
alvinrock: vanno sempre a ruba i tuoi biglietti...
alvinsuperstar!]



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mercoledì 28 maggio 2008 - ore 19:51


[intro]
(categoria: " Vita Quotidiana ")




[quanto mi piace Edith quanto mi canta "Milord", e rido e faccio la vamp. anche un po’ la s-vamp]



confessioni.
Confesso di avere un padre che crede nel futuro.
Confesso di avere un padre molto simile a me.
Confesso di comprendere ogni attimo di dispiacere.
Confesso di provare le vite degli altri.

Confesso di non essere completamente sincera col mondo.


Confesso di aver capito ogni parola, ogni parola (zitta e lascialo parlare.).
Perchè c’è gente che sa farlo bene e si lascia ascoltare. Ma quelli che lo fanno poco quelle poche volte non li bada nessuno [per nessuno, intendo nessuno al mondo.].

Milord, zio can, ascoltaci almeno tu.
Che non aprliamo bene, che non sappiamo cosa dire, che guardiamo e gesticoliamo, e ci perdiamo tra le dita delle mani, come tane in cui nasconderci.
Il gusto e il terrore di avere qualcosa d’irrangiungibile.


Milord, fottiti milord.
Anche lui svampito, ma io no, in certi momenti no.
Ma non c’è mai.
Un mondo di ascoltatori pronti. Qua.
Non c’è mica da incazzarsi! ma va in mona...è che si vive con la punta della lingua amara, ma ci si fa l’abitudine, al massimo un cucchiaino di sanbuca al giorno [per carità.].
Ecco, insomma, mica si può avere tutto dalla vita.
Nessuno sa ascoltare bene quanto noi, e non lo diciamo mica per vantarci, è un dato di fatto.
Sappiamo selezionare le stronzate, le cattiverie da dimenticare, le cose divertenti da ripetere all’infinito, i dolori da capire e le scene in cui il protagonista non sei tu ma ti ritrovi ad essere attore improvvisato.

[avrei bisogno di pensarmi valida, dirmi "esatto" e mangiare un frappè alla fragola.]


Milord, sono una donna del porto!
Con me ferma al porto non ci sono mai stata però e me ne fotto anche un po del millord e delle mie s-vamp.

Penso a come siamo belli. [p.à].
Belli, è che non capisco a volte: che ci maltrattano a fare?
Je ne suis qu’une fille du port
Une ombre de la rue...






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martedì 27 maggio 2008 - ore 18:15


cifrando
(categoria: " Vita Quotidiana ")





4 sono gli anni che ho aspettato.
1 è il ricordo di una luce particolare che filtrava.
2 le figure che mi guardavano mentre ti tenevo.
20 sono gli anni che compi.
1 è la bottiglia di borghetti che ti sei scolato e ora parli come non siamo mai stati capaci entrambi di fare.
2 sono gli anni di sbagli che ci rendono uguali.
1 è il sangue che ci scorre nelle vene: 0 positivo.
3 i metri che dividono le nostre stanze

5 son le volte che t’ho rasato i capelli, ma l’ultima è stata devastante per le tue basette e allora basta!
1 è la rissa a cui abbiamo partecipato.
1 è la volta in cui hai confessato a mamma che volevi sposarmi!

2 sono le fortuna blu che ci siamo fumati assieme dietro quella chiesa, e dietro quella chiesa ho scoperto che ci saremmo voluti bene per una vita intera.

2 i genitori che abbiamo in comune.

1 è l’anno apocalittico che c’ha devastato un po’ tutti, ma c’ha fatti più forti e c’ha insegnato cosa non sa fare la sanità pubblica.

2 sono le lezioni di ballo ska che m’hai insegnato, ma non mi applico, non mi applico e tu sei svogliato!


1 è la serata anni 80 allo sherwood, birra in mano compresa.

1 è il sarcasmo che mettiamo nella vita, uno, specifico.
2 sono le palle che mi fai con i tuoi gruppetti del cazzo.

100 sono i sogni che spero tu riesca a realizzare.

1 è il laboratorio mobile di fotografia in giro per l’irlanda (prima o poi, magari da vecchi, magari quando avremo mandato tutto e tutti a fanculo!)

1 è il tavole e noi tre a sfottere (grande Ele).

1 è la cresta che papà voleva farti tagliare e tu scrivevi che te l’avevo fatta ed ero una grande!

1000 000 sono le risate che ci siamo sempre fatti assieme.
1000 000 sono i vaffanculo

5 sono i minuti che ci servono per perdonarci.


20 sono gli anni che oggi compi e 20 sono gli anni che ti amo, il mondo non capisce una sega e Kubrick è figo mentre io resterò freak. Ma tu mods e allora fottiti tu e la piazza statuto, resti sempre il più figo tra i fighi anche se ora, potresti cantarmi "cinghiamattanza"!



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lunedì 26 maggio 2008 - ore 17:31


[condivido ]
(categoria: " Vita Quotidiana ")




[di Star di Ali.
di attimi che si perdono sempre. Sempre, si cercano dopo. Dopo.

La gente non lo capisce che la vita NON è una linea.
Che bello.
Lo sbaglio, che son sempre novità.
Novità.
Come unghie lunghe, come un taglio di capelli, come quelle che bevono la tisana, come io che non riesco abere tè senza limone.
Come nuove serenità.]



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