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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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martedì 18 dicembre 2007 - ore 11:04


Niki&Ile
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oh che carino quando tutti arrivano puntuali e tu stai ancora aspettando la coincidenza.

Tre anni non sono pochi.Ma neanche tanti. Insomma son tre anni.Si cambia? Non so, non so se sono cambiata oppure se ho cambiato.
Ho cambiato un sacco di cose, ma se mi guardo allo specchio sono rimasta la stessa.
Niente in mano, se non un pugno di sogni.


Quanto mi piacciono le persone sicure!


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domenica 16 dicembre 2007 - ore 18:34


Preghiera di una che non sa pregare.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Salvami dai guanti in rete nera,
dall’antibiotico e dallo stomaco.

Salvami dal disgusto, ti prego, ma soprattutto dal cinismo,
sento l’urgenza di dissolvermi in un vapore di futilità.
Salvami dall’apatia, e dal pensiero "ma a chi?".
Dal limone nel the.

Salvami dal sarcasmo, ho bisogno di adattarmi.
Salvami dalla voglia di andare a sentire il rumore del mare, perchè devo studiare.

Salvami dalle seconde volte,
dai cioccolatini col liquore, nelle scatole assortite.

Salvami dal panettone con canditi, che è sempre dietro l’angolo e sempre quando meno te l’aspetti, il candito esce.
Salvami dai baci del Natale, ma soprattutto
da tutti quelli che scriveranno "ti voglio bene".

Salvami dai discorsi sugli uomini, sulle donne, sulla droga,
sull’alcool.
Salvami dai progetti a lungo termine, dal vestito per il carnevale.
Salvami dall’allegria delle adolescenti,
dai perizomi, e dai reggiseni push-up di 2 taglie in meno.

Salvami dai tacchi, e dai "cappottini".
Salvami dall’urgenza di parlare, e ridimensiona i termini, please!
Dal dizionario tascabile delle stronzate.

Salvami dagli stivali con la punta, dalle sciarpettine rosa!
Salvami dal Rosa, in generale, cancellalo dalla lista cromatica.
Salvami dalle commesse con contratto co.co.co.

Salvami dla marzapane, so che sto per cedere.
Salvami da Alda Deusanio e suoi casi umani, tanto non ci riesco a psicoanalizzarli e perdo il pomeriggio.

Salvami da "Anno Zero" io da quando ha cantato "Bella ciao" un po’ di anni fa, non lo reggo.
Salvami dal "carino", e dalla sua versatilità.

Salvami dall’istinto omicida, che nutro nei confronti del gatto galeotto, e tiello distante almeno mezzo kilometro dalla ciotola.
Salvami dalle unghie rosse, mi sono sentita dire che "per te è sempre capodanno!".

Salvami dal presepe, so che hai già fatto molto per l’albero, ma chiudi anche l’altro occhio quest’anno.
Salvami dalle bufere, e dagli specchi rivelatori.

Amen.


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sabato 15 dicembre 2007 - ore 14:42


"A natale siamo tutti più buoni"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


No, a Natale, tanti sono più buoni, ma non è il mio caso!
Provo empatia col cielo. Grazie.






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venerdì 14 dicembre 2007 - ore 11:40


{pg 13}
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma intanto in tutto il palazzo stendevano tappeti perchè, è ovvio, i suoi stessi passi la spaventavano, tappeti bianchi, dappertutto, un colore che non facesse del male, passi senza rumore e colori ciechi.

Di certe giornate ho voglia di ricordare solo i profumi, alcuni specchi mostrano guerre troppo vicine o intime, che non fanno andare al di là.
Il profumo di frutti essiccati, di fieno.
Tanto da avvertire il tutto come una carezza, così, di quelle che non si domandano e che sfiorano anche l’anima.
Chiudere gli occhi e provare a sorridere, proprio perchè sola in quel luogo.
Naturale e puro.
L’artificio mi disarma, qualsiasi artificio mi disarma.
I pezzi di vetro che calpesto non assomigliano ad un artificio ma ne sono il mosaico, frantumato in un momento di schizofrenia. Non sempre tutto ciò che si rompe è riciclabile e neppure classificabile in un rifiuto specifico.
Rifiuto l’essenza, mentre nella stanza l’alone di ciò che è passato resta, impregnato in drappi cobalto. Finisce nelle mille sfumature di un acquerello sbiadito.
E’ la materia pesante, che lo fa rimanere nell’aria e l ’idea di un falò rivoluzionario sembra solo l’ennesimo modo per non risolvere nulla.



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mercoledì 12 dicembre 2007 - ore 20:39


Dottoressa!
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Stanca morta, e felice.
Felice per te, che hai raggiunto il traguardo, il primo di tanti.
E sono happy!
"Siamo tutti felici di essere felici" è vero.
A distanza sono happy, per te Sista dai boccoli poetici.
Per le menti nude.

Sono happy, per tutti i tuoi grandi progetti, per la tua voglia d’Amare, e l’ostinazione.
Sono happy, anche se t’ho appena chiamata e parte la segreteria telefonica, par brutto lasciare un messaggio, ti chiamerò domani.
Sono happy, anche se non ci sono stata nella facoltà dei piccioni oggi!

Sono happy di "una laurea per reagire".
Sono happy, ho un libro da proporti!
Sono happy, passo a Milano appena ti trasferisci.
Sono happy, che inizia tutto nuovo per te e a me piace così tanto la novità. Con tutto quello che porta con se. E’ solo tempo che aspetta.
Sono happy di pensarti per un giorno serena!
Sono happy, Dottoressa spot "Valentina *******, un nome, una poesia!"
Sono happy, ora puoi scrivere tutti i libri su Susy, tutti quelli che avevamo mentalmente abbozzato!
Sono happy anche se non ti piace molto la verdura.
Sono happy, avrei voluto vederti in tailleur!

La certezza di un orrizzonte amaranto.
Sista!



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martedì 11 dicembre 2007 - ore 14:10


shhh.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


CURAMI
curami curami
prendimi in cura da te
curami curami
che ti venga voglia di me
curami curami
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
verranno al contrattacco
ma intanto adesso curami
solo una terapia
solo una terapia
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
curami curami curami
curami curami curami
cccp


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domenica 9 dicembre 2007 - ore 15:25


ciniCAndita
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Tu muori.
Nel mondo onirico Freudiane conoscenze fanno rabbrividire il pudore che ho sempre avuto. Dea dell’impazienza, dell’insospettabile decenza, con toni leziosi innati rivolti a quel che resta.
A quel che ti resta.
L’invisibile è essenziale, è speranza tatuata sulla pelle.
Cerco pensieri tra le rocce, come se questi fossero introversi trilobiti.
E amo l’improbabile, l’arcaico, l’aulico mentre lo allontano, come un omicida pluricondannato ritrae la mano dal coltello.
Annuso estasiata il "ben tornato" e allontano l’invidia con il realismo, ma non per me, grazie, bevo dalla bottiglia con l’ìllusione di non vedere il mio veleno.
Due sono le parole che odio: "Grazie" e "Scusa",provocano uno stato d’angoscia a sforzarsi di farsi credere davvero, parole finte come il cotone made china.




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mercoledì 5 dicembre 2007 - ore 11:29


disordine cronologico.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1) Che avrò detto sta notte?
A chi avrò raccontato di me, svegliando mezza casa?
A chi avrò dedicato l’ennesimo nervosismo?
Parlare una notte intera, per star muti di giorno...avrà senso?
Oppure scrivere, col nodo alla gola.
Di amicizie lasciate a metà, continui ad urlare sperando che si voltino, mentre anche tu continui per il tuo sentiero.
2) Di mancanze. Manca sempre qualcosa o qualcuno. Manca sempre una giornata, resta solo una notte, e che ti lascia?
Lascia il dubbio di non aver urlato abbastanza.
Ah ecco, meno male, te lo dici da sola.
3) Sai che faccio alle prossime elezioni? scrivo un monologo.
Mio fratelle vuole scrivere "Lago d’Isernia" ma il no sense è già troppo stimato in quegli ambienti, così ho deciso che ci scrivo un bel monologo, su tutto quello che m’ha portata qui.
Meno male, che la matita è sempre temperata, che non sono quelle a cui si stacca la punta subito.
4) Sono arrivata alla considerazione, che la "famiglia" non è qualcosa di vero, è un profumo.
Il vento di mia madre quando tornava in bici dal lavoro, il profumo del disinfettante e degli alberi per mio padre. L’odore del tabacco, per mio fratello, l’odore di Rudy che era inconfondibile, e quello di Rebel altrettanto.
Non è possibile non avere ricordi belli. Ogni stronzo o stronza ci lascia bei ricordi, e se lo neghiamo ci diamo degli stupidi.
5) Se lei mi dice che il segreto della felicità è avere dei sogni piccoli, io tremo dalla paura, e faccio finta di non aver sentito ne le sue parole, ne le mie idee che ridono e se la spassano la dentro.
6) Vorrei avere una bocca enorme, come ce l’hanno tutti. Una bocca enorme, invece ho orecchie da Dumbo, che non fanno ridere a nessuno, nemmeno a me, ma se ne servono e continuano a farlo nonostante la maleducazione che contraddistingue il soggetto.
Felice di stare dalla parte del "ma con te è diverso", per una volta vorrei dirlo pure io, fumando fortuna blu con le gambe incrociate fregandomene di chi ho davanti, che mi faccia o no quell’espressione idiota, idiota quella che probabilmente farò anche io.
Idiota, come quando tenti di parlare di una paura, e ti danno l’antidoto come uno psicofarmaco gonfiabile, che fa il giro del mondo da una vita e io, cazzo, non ci sono mai salita.
Idiota come quando tenti di dire una cosa, ma ti bloccano, e poi non ho mai quel fottutissimo coraggio di continuare, di dire "bhe aspetta ti stavo dicendo..".
7) Quando lo vedo ubriaco, trovo dentro di me, lo stesso schifo di sempre. Che prima sei piccola e non te ne accorgi, ma poi inizi a vedere il mondo nuovo, e te ne accorgi. Non voglio pensare di essere un’ancora, non voglio pensare di avere un Titanic da salvare, ho sempre riso molto in quel film. Come in quella canzone di Guccini. Anche io, rido, rido e basta.
Dei manichini che si schiantavano sulle eliche, vaffanculo, non voglio fare l’ancora dle Titanic.
Non voglio fare la governante di uno che non riesce a stare a casa da solo. Io voglio vivere.
Butterei in aria il dna, e lo lascerei cadere e scomporsi in mille parti per poi perderci una vita a ricomporlo, ma sarebbe la migliore vita, la migliore per me, di questo ne sono certa.

[[ "Ora qui non sto male, ora qui mi consolo, ma non mi sembra normale ridere sempre da solo!" il matto F.G ]]








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martedì 4 dicembre 2007 - ore 15:33


(lentamente)
(categoria: " Vita Quotidiana ")




{ "Di che colore sono i sorrisi?
Quale profumo ha la febbre?
Che sapore ha un amore mortale?
Un sapore di morte e di vita.
Accettare l’imperfezione.
Liberarsi dall’insoddisfazione e dall’incubo di stare sempre col sorriso impiccato ai sogni.
Le parole che non escono sono sempre le più vere." }


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lunedì 3 dicembre 2007 - ore 18:54


perdersi
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ho tante cose da dire, ma si fermano negli occhi, negli occhi più grandi che abbia mai mostrato.
Si fermano nello stesso punto dove scendono le lacrime, ma sono ancora dense per riuscire a mostrarsi.
Ho tante cose in mente, che a volte mi vedo goffa in questo labirinto di neuroni.
Ho lasciato la cartavetrata a terra, nessun truciolo da nascondere sotto il tappeto, mi resta la sensazione al tatto di un materiale che assorbe tutto e non lascia niente.
Ho provato il bastone di una vecchia signora. Mentre accompagnavo i suoi ricordi e le toglievo lasciva il paltò, mi rendevo conto del tepore del mio salotto, con una luce gialla profumata che entrava da una finestra immaginaria. Mi rendevo conto che poteva essere rassicurante, il mondo che urlasse pure, io ascoltavo.
Ho sentito l’acqua gelida di un torrente entrarmi dalle narici e la gola riempirsi e nessun suono se non un giovane cadavere in un torrente di montagna. Ho sentito sensi di colpa, gelidi come quell’acqua che non ho nuotato, bevuto, sofferto. Ho sentito sensi di colpa che non erano miei, come non era mio il cadavere, come non era mia la storia, ma c’è nell’aria qualcosa di magico e lo lascio vivere.
Ho messo una gonna con balze, che c’era da sorridere, che c’era da saltare per sentirsi così buffa nella propria ironica femminilità.
Ho preso orecchini fatti da donne Siriane, e mi sentivo orgogliosa di esserlo anche io, appartenente ad un universo e non ad un misero mondo.



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