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incazzosa, 28 anni
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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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mercoledì 31 ottobre 2007 - ore 09:31


-il sergente nella neve-
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ti capita di essere l’unica spettatrice in una cucina deserta dalla stanchezza. Con gli occhi che cedono al sonno, ma anche tu a teatro.
Ascolti, immagini, salgono brividi, sale il nodo alla gola, quasi resiste, quasi.
Il teatro continua ad affascinarmi, mi da l’idea del lavoro duro, dello sforzo , mi da l’idea di una capacità illimitata.
Ieri sera Paolini, con l’omaggio M.Rigoni Stern, è stato magnifico.
Anche se no sono riuscita ad essere in quella cava a Vicenza, col caldo della stufa a scaldare ricordi Russi, mi sembra d’avere nel cuore un nuovo tesoro, un altro racconto, un altro pezzo di vita da cucire al mio.

( la bellezza del freddo è solo un punto di vista.)




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martedì 30 ottobre 2007 - ore 13:36


.sul bianco e nero.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per Gabrionzolo: "seppia e B/N" ( perchè non devo essere sfiduciata nei confronti del prossimo)









.sospesa.


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martedì 23 ottobre 2007 - ore 18:32


.mille bolle blu.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Accendo la luce sul comò, apro il libro nuovo.
Quello di cui mi parlavano in tanti, era l’ennesimo nella la lista.
Apro e, dopo aver letto solo poche righe, penso: "questo è il mio libro.".
Rifletto, su come poche vite, poci stili possano davvero avvicinarsi.

Rifletto su una frase "lo studio di un targhet femminile:la prostituta" analizzando ogni parola, penso che, prima di quell’ora e di quel preciso istante, non avevo mai pensato ad una prostituta come ad una donna.
E questo non so se mi fa vergognare o mi fa semplicemente schifo.
Penso "cazzo, è una donna", non ANCHE una donna"...non so spiegare, mi capita di stupirmi di tutto.

Penso ai miei amori fuggiaschi, al sapore amaro, a quello acerbo del Raboso, ma soprattutto a chi se ne va.
Rifletto, sulla fuga , e ne parlo con qualcuna non troppo distante da me.

Chiamo il cbm , e prima cado nello sconforto, ma poi mi rianimo. Una soluzione c’è, devo stringere i denti (e tirare la cinghia.)
Rifletto:sarà la cosa giusta? non sarà soltanto la voglia di libertà? non dovrei volare basso e fare esperienze meno complicate?

E di nuovo quela sensazione di non riuscire a tener stretto niente.






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lunedì 22 ottobre 2007 - ore 18:48


(((L’involuzione)))
(categoria: " Vita Quotidiana ")



OmbraLonga2007


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sabato 20 ottobre 2007 - ore 14:44


sens(i)
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Robert Capa


Ti guardo che dormi e mi basta
ti guardo che dormi e mi basta
ti guardo che ridi, poi balli, poi bevi, poi cadi, poi cresci e mi basta

ninnananna a
ninnananna di
ninnananna per
ninnananna a te
che neanche te ne accorgi

che dormi già da un po’
che non la scriverò

ninnananna a
ninnananna di
ninnananna per
le tue gambe bianche
ninnananna per
il taglio giù nel ventre
che tiene unite le tue voglie alle domande
ninnannana al corpo che ha ragioni superiori
o serve solo a fare la pipì

ninnananna a
ninnananna al
filo della schiena che è come una tela
al filo della schiena che è come una tela
ci hai fatto disegnare un albero
che con i rami dentro le braccia
non vede niente chi ti guarda in faccia
bisogna tu lo voglia
bisogna tu lo faccia

gira su te stessa e perdi i sentimenti
gira gira su te stessa e perdi i sentimenti
apri gli occhi salamandra
sarà cibo per formiche la tua pupilla dilatata
apri gli occhi, apri gli occhi, gli occhi

ti guardo che dormi e mi basta
ti guardo che dormi e mi basta
ti guardo che ridi, poi balli, poi bevi, poi cadi, poi cresci e mi basta

((TaRm))


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giovedì 18 ottobre 2007 - ore 12:27


magica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono persone a cui dedichi tutta la tua parte più critica, intelligente (a tuo parere) e sensibile. Con tutte le altre invece ci passi solo del tempo, medio, divertente, ma è solo tempo che passa.
Si ricerca il perchè dello stare a metà, in ogni situazione, con ogni persona; si ricerca una definizione appropriata di soddisfazione, in periodi di "che ci faccio ancora qui?".
Si resta con la guancia dolorante, nel sentire un uomo che non è soddisfatto della propria vita.
Si resta, ancora figlie.
Che si abiti sotto le montagne o in un paesino di provincia, si capiscono cose, si notano luci negli sguardi che rendono così compatibili e magici i pensieri, da meravigliarmi ogni volta.

La soddisfazione non è niente, Pabli. E’ una bambina che apre il cancello attenta a non far cadere alla bici e spera di prendere un voto grandioso, per far contenta sua madre. La soddisfazione non esiste, è solo una bugia che urlano i perdenti.
La soddisfazione è un concetto astratto, da riempirsi la bocca sorseggiando bourbon.
Io non voglio soddisfazione, non l’ho mai cercata.
Non ho mai dato soddisfazione, a nessuno, non so nemmeno che odore abbia, anche se credo assomigli a qualcosa di stomachevole.
(Io non invidio i soddisfatti, io li detesto.)

E voglio continuare a insoddisfarmi per il resto di questa rabbiosa esistenza, e voglio continuare ad essere curiosa, e ad avere quei periodi in cui ti chiudi in camera e non usciresti mai.
E voglio stupirmi, e voglio resistere, rassegnarmi e riprendere la lotta.
E voglio inciampare, bestemmiare sui lacci sciolti e sperare.
E voglio sentirmi a metà, mai contenta, mai serena infondo, sempre irrequieta, errante, alla ricerca.
E voglio abbandonarmi , ma sono certa che mi ritroverò più avanti.

(Padri piangono,noi restiamo a guardare col cuore spezzato.)

Saccenti parlano di libri bevendo da bichcieri di plastica, mi chiedo come avrò fatto a resisterci per un anno in questa città di merda?
Che mostro è la vita? per catapultarti in realtà diverse, incognite e farti di nuovo apprezzare te stessa, nella tua parte migliore, quella che non avevi mai visto.
Perchè sentirsi insoddisfatte, con gente che l’unica sensibilità che ha sviluppata è quella del polpastrello, ma solo per sfogliar le pagine dei libri in biblioteca?


[[Rabbiosità, Grazie Pablita, RESISTI donna della montagna!]]


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lunedì 15 ottobre 2007 - ore 17:48


e l’altro mondo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Questo turbinio di cose da fare, il non riuscire quasi a muoversi tra il chiasso fragoroso dei sogni. Ricostruirsi ed essere più bella, almeno tentare, o lisciarsi i capelli o passare due volte il rimmel. Vedere un diario con una copertina da cielo nuvoloso e saper già a chi regalarlo. Sorridere ad un bambino che da calci alle foglie secche.
Parlare d’amore in riva ad un lago e ridere del riflesso del viso sull’acqua. Mettere smalto rosso.
Pensare "quando lo rivedrò?" mentre gioco con la forchetta nel piatto. Pensare a tutto tranne allo star male, respirare tutto, tranne l’odore stantio della propria cella. Guardare le sue mani. Muovere tutti i muscoli del viso, senza cadere nella desolazione di un’apatia. Abbracciare volentieri l’anarchia, davanti ad un tg mattutino, con un tea troppo zuccherato ed una madre attenta.
Stere in silenzio e non sentire malinconia, stare in silenzio, stare e basta. Parlare di vino. Fantasia. Leggere Cortomaltese. Aspettare con ansia la domenica devastante e l’ombra longa a Treviso. Leggere chi ti conosce da sempre, e pensare alle cose non dette.

(il battito)


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venerdì 12 ottobre 2007 - ore 16:33


-mosaico-
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Felice di questa ostinata (e contraria) serenità.
Prendere un aereo in una sera d’ottobre e vedere le alpi innevate con la luce rossa del tramonto. Nuvole montate a neve, ed occhi da bambina per guardarle tutte, una ad una. Briciole di torta calda sopra al bancone di un bar.Birra scura e legno.
Ridere e non coprirsi la bocca.Il freddo gelido sulla carne.
Tavolette di cioccolata sul porto dell’intellettuale Klippa.Biennale di Goteborg.Baciamano.Caramelle gommose. Il caldo dell’ autunno che si perde nel cielo freddo. Fotografare. Bere birra svedese. Giocare con una bambina tedesca che ti da la mano quando l’aereo decolla.
I ciotoli. Le scarpe che resistono. Attraversare la Svezia da costa a costa e fantasticare su quanto sarebbe tremendamente romantico invecchiare li. Sentirsi Italiani. Bere acqua con fette di cetriolo.Spendere 2.50 per un caffè in un bar scrauso.
Giocare con uno scoiattolo ed il mio crakers, e dargli del ruffiano, senza ritegno.Guardarmi attorno, mentre chi per me guardava la cartina per non perdersi.Parlare di misticismo alle 05.52 di una stanca mattina di migrazione. Bere "martini" in compagnia di una lesbica e avere "quel certo che" vergognandosi della propria << provincialità >>.Pensare"sono arrivata fin qui!". Dormire in aereo mentre qualcuno prega di non schiantarsi al suolo. Mangiare dolcetti alla cannella e e gustarsi il vortice di foglie vicino alla fermata del tram.Addormentarsi. Fantasticare sul viaggiatore solitario che dorme davanti a te e che trovi a lavarsi il viso ogni mattina. I calzini. La doccia fredda.L’ostello. I battelli. I vari porti.


(Souvenirs)



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martedì 9 ottobre 2007 - ore 17:44


-SVERIGE TOUR 2007-
(categoria: " Vita Quotidiana ")






((( Ancora addosso l’odore della cannella, dolce-isterica: Svezia. )))


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domenica 30 settembre 2007 - ore 16:12


-Invito al viaggio-
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bimba mia, mia sorella
pensa alla dolcezza
d’andare a vivere insieme laggiù !
Amare a bell’agio,
amare e morire
nel paese che ti somiglia

I soli umidi
di quei cieli torbidi
hanno per il mio spirito gli incanti
sì misteriosi
dei tuoi occhi infidi
che brillano attraverso le lacrime
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Mobili rilucenti,
levigati dagli anni,
ornerebbero la nostra stanza;
i più rari fiori,
che uniscono i loro odori
ai vaghi profumi dell’ambra,
i ricchi soffitti,
gli specchi profondi,
lo splendore orientale,
tutto parlerebbe,
segretamente all’anima

la sua dolce lingua nativa
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Guarda su quei canali
dormir quei bastimenti
dall’estro vagabondo:
solo per saziare
ogni tuo desiderio
vengono dai confini del mondo.
I soli occidui vestono i campi,
i canali, l’intera città,
di giacinto e d’oro;
s’addormenta il mondo
in una calma luminosità.

Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.



Avevo 15 anni quando m’innamorai di questa poesia.
L’unica di Baudelaire che mi piace, le altre mi angosciano senza ritegno.
Pronta per i miei giorni di lusso, calma e voluttà.
Messi gli ultimi maglioni in valigia.
Aggiustati i lacci nuovi sulle scarpe logore.
Salù.


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