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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
CHE FACCIO? studio il mio sistema nervoso.
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ORA VORREI TANTO...

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STO STUDIANDO...

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Mio.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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mercoledì 23 maggio 2007 - ore 14:25


nO SeNsE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mai lavorare, per un Capo Settore, che non ha memoria e ti fa modificare un volantino 5 volte in due giorni.

Felice in anticipo, oggi riesco a passare da Feltrinelli e spero di comprare quel libro, io non reggo più con tutte ste dispense, davvero.
Sento la mia sindrome di Peter Pan(nolino) troppo schiacciata da tempo e "cultura".
Mmmm... mi deludo da me, certe volte.Non ridere.
Sogni notturni mi vedono di nuovo malatticcia, sarà il caldo e la desertificazione che avanza, sarà che le ranne fanno troppo casino la notte.
E’ arrivata in quel di Turi l’ultima borsa quasi figa con un Cortomaltese post dissenteria, ma così è molto simpatico oltre che essere abbastanza ficco come fumetto, ficco. Dì la verità Vale!

*RESISTOPOTENTOSI*

-malinconia in kilowatt-

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martedì 22 maggio 2007 - ore 10:37


vuoti se guardo lontano.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





" Non capisci quando cerco in una sera un mistero d’atmosfera che è difficile afferrare.
Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare.
Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà."




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lunedì 21 maggio 2007 - ore 12:13


.riprese.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Odio questi momenti di nervosismo.
Tento in tutti i modi di tenermi qua, precisamente qua, su questa sedia, con questi libri sotto mano e tutto, tutto diventa una giostra gratuita pronta per me.
Odio tutta questa gente, che parte e va, s’abbronza e s’infastidisce della sabbia.
Io me ne resto qua, e loro sono la!
Al mare, al lago, in montagna, al museo, al concerto, a fanculo sti libri del cazzo, conto gli esami al contrario e mi prende il panico.
No panico, no.



Non c’è più ciò che cerco, resta tutto talmente sintetico da far schifo.
Sabato sera estemporaneo, mi basta sempre poco per fantasticare, una chiesa romanica, sanpietrini, e luci gialle.

Passo davanti all’ospedale che ha visto nascere un po’ di gente, e ricordo di me bambina sul sedile posteriore di una Renault.
Con calzini bianchi di cotone traforato che arrivano al ginocchio, una gonnellina chiara e di fianco un bambino di forse un anno.
E quella frase solita che mi riempiva di felicità:"qui ha partorito la mamma!" e mia madre che si gira "si lo so...è sempre quella che dici!"ma aveva capelli ricci e un viso più tondo.
E se potessi fotografare la vista, non è una gran che, tra la guarnizione del finestrino e le luci della notte un dito appoggiato al vetro e le gambe sopra al sedile.

Presente quando riusciresti a sentire di nuovo, anche l’odore di quell’auto,della polvere o, al tatto, il freddo del finestrino?
Riusciresti quasi a dire come t’aveva pettinata, ma non dove stavate andando.
Non il perchè ora, quella frase non la dici più, ma le vuoi bene.
Vuoi bene a quella frase, e alla felicità che l’accompagnava.
Passavo, di nuovo passeggera in un auto, davanti a quell’ospedale, e ripetevo la frase automaticamente. Ho riso.
Nessuna "mamma" dalla faccia tonda, nessun pupattolo di fianco, solo la freddezza dell’essere umano, poetico e tenebroso guidatore notturno d’automobili.




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sabato 19 maggio 2007 - ore 12:39


Tratti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Tratti con pennelli, che t’hanno mandato a comprare, ma oramai son vecchi e si aprono e non viene gran che.
Tratti su fogli A4 da scartare, ma stranamente viene bene e così sta appeso, bene, sta appeso bene.
Tratti che vengono così, perchè devono venire, così per imbrattare, così, come la pubblicità del prosciutto Rovagnati.
Tratti che ti ritornano alla mente, le sopracciglia si avvicinano e la bocca, già troppo piccola, quasi s’annienta.
Tratti che s’addormentano e per fortuna non li svegli più, non hai una sveglia così potente, oppure li dentro pecchi di puntualità.
Tratti rosei, come le guance in una mattina d’inverno, che te ne vergogni e che non capisci ancora il perchè.
Tratti che diventano incisioni, perchè dietro al foglio non c’era del marmo (è tutto troppo tenero li dentro).
Tratti che t’infastidiscono perchè in qualche modo li hai fatti quando speravi che la cosa riuscisse, e ti deridi da sola, anche se non li ha visti nessuno, mai nessuno, eppure tu: giudice e colpevole.
Tratti da decifrare, codificare, ma manca sempre quella spinta in più.
Tratti che fanno volare basso.
Tratti e ritratti, belli scuri e polverosi.
Tratti d’altri, ma li dentro c’è tanto di quel posto, che per ognuno c’è un cassetto ed ogni tanto si fanno uscire, riprendono aria.
Tratti a tratti, che ritornano alla mente solo quando non hai bisogno di infierire sulla situazione in corso, eppure si, va così la dentro.
Tratteggia una tela, che diventa altalena quando ne ho voglia, ma la maggiorparte delle volte in certi cassetti, che non sono per niente universali, riesco solo a ridere di me.
Come se pensassi che tanto lo farebbero gli altri.
Strano modo di sopravvivere, la dentro.

Deficienti in casa di cura privata.





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venerdì 18 maggio 2007 - ore 09:23


-fitti-
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Voglia di combinare praticamente niente.
Di leggi quadro, di stati e cose che non vanno, e anche ora così pallosi?A fine anno, con l’estate che incalza, vaffanculo anche ai manicomi che chiudono, ai ministri e alle regioni autonome.

Spendo "capitali" in colori, ritrovo un vecchio cesto di vimini e fantastico sulla mia arte approssimativa.
Faccio polpette buone, ma poco salate.
Continuo a pensare agli occhi tristi di quel cane, visto l’altra sera, e al drogato del suo padrone.
Sogno mille volte la stessa persona, che chiaramente mi manca, ma chiaramente non è mia natura ammetterlo, o meglio, un tempo forse si, ma ora non me ne faccio niente di me.
Ascolto sempre le stesse parole, da prospettive spaziali differenti.
Non leggo un libro che non sia tecnico, dall’anno scorso, se elimino i fumetti sto regredendo alla grande.

Ma la pubblicità dell’aspirina, mi fa morire dal ridere se l’ascolto senza guardarla!
Ah ed il mio orologio biologico s’è fermato a diciottanni, non concepisco di averne già 22 anzi quasi 23, continuerò a pensarla così fino alla prima ruga...suppongo...

[[ mi chiedo che fine abbia fatto la mia voglia di pensare "bhe potrebbe anche essere, no?" resto con questo calzino bucato, da aggiustare, perchè, voglio aggiustarlo, assolutamente.]]




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giovedì 17 maggio 2007 - ore 09:07


tintinnano, ma non odorano.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



D.Lange


"..così dolce e fortemente, chiavo la mia mente, è una cosa così sporca, che la farei per niente.."


-piccole conquiste quotidiane-




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mercoledì 16 maggio 2007 - ore 08:57


propositi positive
(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso, con stelle al neon e un poco d’universo e mi sento un eroe a tempo perso... ... con chiunque sappia divertirsi mi salverò!"


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martedì 15 maggio 2007 - ore 09:30


gracias!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dopo una settimana d’insonnia, finalmente, finalmente è giunta la fatidica notte di sonno.
Da una certa soddisfazione.

Mary m’ha prestato il diario di bordo dell’interrail, mi piacerebbe trascriverlo, per ora mi limito a leggerlo e rileggerlo e a ridere.
Baguette a ciodo, che pezzenti cazzo!



Damiano che porta pazienza, Mary che ogni tanto si lagna, crisi mistiche, summit filosofici sul concetto di libertà.
Porno soft su Luigi XIV e le trombate in Versailles.
Damiano che si gira, e noi ci cambiamo.
I labbiali erotici di Damiano!
Città della scienza e il non capire praticamente un cass.
Mary che s’addormenta nel planetario.
Svaccati ai giardini del Louvre mentre parte l’irrigazione e Damiano che bestemmia e noi che ridiamo.
Damiano senza musica!
L’assenza di metropolitana a Parigi, la scopriamo l’ultimo giorno.
La casa di Anna, la coda, la gente in silenzio, il rispetto, stranezze ad Amsterdam.
Le mucche di latta (che ora le trovo dappertutto..tristess).
Mary che mi fa girare le palle un intero pomeriggio in cerca di stivali da indiana.
Le code al bagno.
I calzini che sono volati giù dal sesto piano e che non riavremo mai.
Damiano e i capelli selvaggi.
Damiano e gli Iron maiden, Europe e noi con Vinicio..no sense...
Noi di "Vive la Françe" e di "Vedi Amsterdam, sembra Napoli, e poi muori."
Gli zaini con il microclima.
Mary come mordicchio.
Io e Dodo.
Io e l’occhiata assassina!
Io e Franz (tc tc)
Mary e gli stranieri che non ha avuto!
Damiano e i messaggi alla ex dalla Normandia.
Noi che prendiamo sonno a Versailles stremati e Damiano:
"Pronto?Porco *io mama, ierimo drio dormire...dime..."
Le ascelle.
Le quantità industriali di deodorante applicate al maschio.
La cicche che costano troppo.
I cinesi che abbiamo sfrattato con assoluta arroganza dai nostri posti prenotati in Belgio.
La famiglia messicana ed io che gioco col bambino.
L’artista africano, che desidera avere la foto che gli ho fatto, quando diventerà famoso...ma devo ancora avere news!

Così ricordando e sfogliando mi accorgo che tutti hanno scritto una pagina di ringraziamenti, ed io da buona orsa, non ho ringraziato nessuno.
Allora ringraziavo Mary per essere entrata in simbiosi con me, per avere un poco ridimensionato la mia sindrome peterpanesca di divertimento, ma per averla anche assecondata.
Per aver capito il mio amico immaginarioodo.
Per il silenzio ed i momenti di soledad rispettati.
Per aver tradotto i dialoghi con Franz: dal dialetto all’italiano e dall’italiano all’inglese!

Ringraziavo Damiano, perchè ha un bel modo di essere uomo.
Per le ascelle che puzzano, ma sono state convinte all’ultimo di darsi al deodorante.
Per i rutti.
Per la lana di capelli.
Per la discrezione.
Per le prese in giro.
Per le bestemmie rivolte al cielo, i colpi sul muro ai vicini di stanza casinari.
Per le smutandate della sera, senza ritegno alcuno.
Per i bollettini quantitativi e qualitativi post cesso.
Per aver capito il Dodo.

Ringrazio i miei dizionari d’inglese e francese portatili. IL phon per asciugare i pantaloni, il sapone marsiglia per le quantità industriali usate.
Le baguette, le scatolette, l’acqua.
La vecchietta che ci preparava i panini la mattina, ma non per il burro che odio.
Tutti i passanti a cui ho chiesto informazioni in francese e mi rispondevano in inglese.
Al tipo della reception che non è "chambre" ma "hall".
Mao.
La vecchietta che m’ha dato il posto in tram ad Amsterdam...
i musei, tranne il luovre.
La famiglia Messicana.
Goldana, Franz, l’Hawaiana, Coreano, il prof tunisino che ci provava.
Le coincidenze.
La polvere.
Le gazzelle.
L’omnitel e le sue tariffe.
Noi.




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lunedì 14 maggio 2007 - ore 11:57


fune
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sempre alle prese con qualcosa che non so, non ho idea, ma tento in tutte le maniere di comprendere.
Alle prese con un’instabilità, florida, teorica e pratica allo stesso tempo, fluttuo.
Fluttuo, come zio paperone alle prese col natale.
Come chi a 40 entra a far un colloquio con chi ne ha 25 ed ha quelle mani lisce che io odio, le odio profondamente.
Come chi ha quella strafottenza, di chi "può permetterselo", ma poi qualcuno apre la porta della cucina e dice "inutile che mi guardate, non ce l’ho fatta." e c’è chi continua a sbucciar patate rassegnato e chi poggia l’evidenziatore e sorride compiaciuta.

Sono pensieri sparsi, come pezzi di un mosaico che avanzano, siamo in avanzo, niente di più, in avanzo da una vita... quasi!

C’è chi ti sveglia la domenica mattina, e ti anestetizza raccontandoti tutte le ansie da prestazione di questa terra.
E tu che vorresti solo vedere come sono messi i capelli sta mattina (rituale che trovo sempre molto simpatico nel risveglio, mi mette allegria!).
E l’unica risposta che ricevi è "vorrei avere il tuo carattere, così menefreghista davanti alle novità.".

sono così menefreghista davanti alle novità?
giorno dopo giorno scopro il mio cuore di ghiaccio....menefreghista alle novità...bho...


PS. oltre ad essere menefreghista difronte alle novità, mi scopro intollerante ai souvenirss, tutti, dala tour eiffelle in miniatura, al papiro del cazzo.
Dio come li odio, orribili trashhh, brutti bruttissimi...

ile, menefreghista ed insensibile...ho un futuro nel sociale, assicurato!


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venerdì 11 maggio 2007 - ore 11:39


La vien en rose.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Serata dedicata completamente alla mia passione.
Marion Cotillard è stata magnifica, nell’interpretazione di Edith.
Magnifica.
Un fil che m’ha fatto sorridere, ma fatto rivedere il cielo di Paris e m’ha fatto risentire la passione nell’arte.
Durezza, fragilità, amore, disperazione, forza, semplicità, goffaggine, ed una voce che a me fa restare sempre in bilico.
Un film, che m’ha fatto piangere un sacco e mi incazzavo, perchè al cinema prendo sempre in giro chi si mette a piangere, ma sta volta non c’è stato verso e stavo incollata alla poltrona come una bambina che vede per la prima volta il volo pindarico di un aquilone alle prese con un soffio di vento.
Sempre in balia di quel soffio che ti porti a fare qualche altro passo, qualche altro amore, qualche altra dose, qualche altro bicchiere.
Sempre comunque nel cielo, alta, sola e strafottente a tratti.

Padam, padam padam...

Magnifico.


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