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giovedì 10 maggio 2007 - ore 10:51


1622
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Esistenza, che stai qui di contrabbando, come un ladro sempre pronta per fuggire,
ogni età chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio è intuire.
Coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire,
ma si muoia solo un po’ di quando in quando, ma sia poco a poco che si va a morire.
Ogni giorno è un altro giorno regalato, ogni notte è un buco nero da riempire,
ma per quanto non l’ho mai visto colmato, così per dire,
resta solo l’urlo solito gridato: tentare e agire.
Ma si pianga solo un po’ perché è un peccato, e si rida poi sul come andrà a finire.


[[Ripenso a Beppe che è da quando ho 16 anni che mi parla, e mi racconta e voglio bene a lui.
Che mi vede e m’abbraccia e mi dice sempre che mi manda a salutare, ed è vero, e sorridiamo compiaciuti ognuno per come stiamo diventanto, più donna e più vecchio.
A quell’uomo che ha un anno in più di mia madre, che è partito dalla Calabria per cercar lavoro.
Che ha girovagato l’Italia, che ha dormito qua e la.
Ritrovo lui uscito dal lavoro, con addosso scarpe antinfortunistica ed una tuta sempre troppo larga per il suo corpo magro.
Ripenso a Beppe quando mi racconta delle borse di lavoro del comune di Padova.
Dei servizi sociali.
Ripenso al discorso su "i Tunisini mi vogliono fottere, ma io non ci sto.".
Ripenso alla bocca storta e "io dai 16 anni sono sempre stato rabbioso, ho sempre detto no.".
Ripenso ai complimenti.
Ripenso a quando l’ho conosciuto, con il mio Eskimo ed i miei capelli lunghi,quando parlavamo di libri, mentre S. più in la guardava il pacco di quache tipo (bho sta filosofia non l’ho mai capita.).
Ricordo dell’ammirazione che avevo, verso chi non ha studiato e sa mille cose diverse, legge e ti spiega, vive e spiega.
Ripenso a "io non riesco a far lavori al chiuso, mi sento morire", ai giardinieri di padova e alla pelle scura.
Ripenso a
"è la guerra dei poveri Beppe, e ci siamo dentro, cazzo."
"è veramente così Ilenia, ma vedrai che ti riscatti."
Ripenso a quelli che m’hanno sussurrato all’orecchio "ti serve una mano col tipo?" non mi rompere i coglioni.
Ripenso alla chiaccherata che non voleva finire, e ripenso anche ai miei pensieri.
Che naufragavano nel bene e nell’orgoglio di poterlo conoscere.
]]

Un campanello riporta alla realtà, dopo una notte balorda e simpatica.
Passo in rassegna tutti i bicchieri visti e sentiti tra le mani, quelli che Tizi ha rovesciato (ma dai zio can!).
Fuga a salutare Ilda, ma scopro stranamente un euforia nipponica che saluta me e Tizi, ci guardiamo storte chiedendoci "ma chi cazzo lo conosce sto musogiallo?" ridiamo un poco, il musogiallo anche.
Ci facciamo servire da ILda, due, tre volte ci sarebbe stata una quarta ma erano finiti gli spiccioli per la colletta, fanculo!
Ad un certa, arriava la news di alcuni tipi in prato "’ndemo?ma sssiii!"

Motorino incazzoso, sfreccia con due idiote, tra cui una senza casco (e con dei pantaloni che usava solo Pozzetto in quel fil dove vendeva aspirapolveri) tra le vie del centro.
Magnifico, che ridere, quanto ho riso!
I tipi se n’erano andati ma ho potuto gustarmi il Santo completamente deserto, bello e imponente, ma Tizi è troppo impegnata col telefono per pensare alla filosofia quindi non se ne fa niente, ci beviamo l’ultimo bicchiere di vino nell’appartamente per universitari più grande che io abbia mai visto e me ne torno a casa cantando!

Occhi da panda vi saluta, rimmel sbavato compreso.





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mercoledì 9 maggio 2007 - ore 09:30


balleremo..primo o poi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se il figlio dell’operaio ha 3 possibilità su 100 di diventare imprenditore, credo non ci sia un solo motivo, quello del "è sempre stato così".
Noi figli di operai, abbiamo quella faccia li, di chi sin dalle elementari, non è mai stato "capogruppo", ne "capoclasse", ne capoindiano, ma questa è un’altra storia..
Noi figli di operai, cresciuti con tempi Tayloristici d’affetto, sappiamo scandire i momenti e il concetto di "tabella di marcia" credo che l’abbiamo ben radicato in noi.
Noi figli di operai abbiamo quel senso di non responsabilità, solo perchè qualcuno c’ha sempre pensato per i nostri genitori.
Noi figli di operai, siamo quelli che non andavano in pizzeria, ne al ristorante al sabato sera.
Noi figli di operai, da piccoli siamo andati in vacanza 2 volte, ora invece tiriamo la cinghia per andarci da soli, che non vale la pena..
Noi figli di operai, siamo soltanto cresciuti con paternali abbastanza deprimenti su quanto sia ingiusto il sistema, il padrone e le ore di lavoro.
Noi figli di operai siamo cresciuti con in testa una spremuta di limone, tanto che a volte ne uscivo confusa e pensavo che mio padre avesse comprato mia madre dal fruttivendolo.
Noi figli di operai, di quel restante 97% che non vuole farsi imprenditore, convive benissimo con i propri ideali e con le proprie tranquille visioni di limoni e spremiture.
Noi 97%,destinato a campare senza essere aiutato da nessuno, infondo sappiamo benissimo a chi apparteniamo, e ci teniamo a poter sputare contro, perchè davvero non abbiamo proprio niete da perdere.
Noi figli di operai, non pensiamo che faremo la stessa fine dei nostri genitori (solo in lavori diversi, più incerti, non avremo pensione, ma va bhe non importa, tanto nemmeno mia madre che ha lavorato da quando ne ha 14 la cgil ha assicurato la minima, che me frega, meglio penzà a salute!) semplicemente perchè "è sempre stato così"; lo pensiamo perchè sappiamo che tra i nostri istinti non c’è quello di prevaricazione.
Credo che non si scelga mai di essere vittima o carnefice, te lo trovi dentro, come quando dici d’odiare la vaniglia, tu lo sai il perchè? no..puoi approssimare dicendo che non ti garba più di tanto...
Ma siamo così, 97% miserabili e incerti, questo però mi permette di scendere in piazza e dire una parola, perchè so, sulla mia pelle, che significa. Mi permette di non pagare le tasse all’università, di non prendermi una maglietta al mese e nemmeno una a stagione (aspetterò la prossima, che oramai è quasi finita!).
Non ho scelto di diventar ingegnere, ne professoressa, ne architetto, tantomeno dottore, ho scelto di stare in trincea, come forse "è sempre stato" o come forse mi sento di essere, semplicemente un caso nella statistica generale dei rabbiosi.




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martedì 8 maggio 2007 - ore 18:31


bhe, pazienza..
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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martedì 8 maggio 2007 - ore 11:13


decisioni importantissime.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ieri dopo ore devastanti a ripassare per un esame insignificante, di una materia stupida per chi non ha intenzione di passare la sua vita a spiegare la differenza tra punti d’articolazione labbiali o labbiodentali o alveolari (ma tasi, zio can!), arrivo a la gare.
Sono le 19.30 di sera quando ho la folgorazione dell’anno...
Alzando lo sguardo trai rettangoli di cielo che un binario può offrire, tre scie d’aereo formano la Z del mio Zorro.
Così, m’è venuta in mente un’altra possibilità d’impiego per la prossima vita.
Dopo esser guarita dalla cirrosi epatica del mio stato di moscerino dell’uva,
dopo essermi posata da qualche parte dopo vari viaggi come pulviscolo d’acacia,
dopo aver abbaiatoe ululato, defecato in aiuole perfette di giardinetti in casette a schiera, piasciato sui pantaloni di qualcuno ,
decido di provare a fare l’aviatore artistico, così, solo per tutti quelli che aspettano le coincidenze della vita che non arrivano mai, e se arrivano sono in ritardo!
Così per tutto il resto della prossima vita, ho deciso che non sarebbe una brutta forma d’essere uomo, fare l’aviatore che disegna nel cielo... però dovrei pensare ad un carburante che non inquina.. ah la sciarpa bianca e gli occhiali...si va bhe ma nella prossima vita sarò abbastanza brava da potermi permettere il tutto!




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domenica 6 maggio 2007 - ore 11:53


.valigge.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Serata passata a rifare una valigia fatta solo perchè doveva controllare per la seconda volta se c’era tutto...
Resto incredula davanti a tanta organizzazione, io che faccio lo zaino mezzora prima di prendere il treno, dimentico un mucchio di roba e passo le serate in compagnia del sapone di marsiglia, mentre tento di sedurre il termosifone di qualche stanza, che altrimenti non so cosa mettere.
Resto incredula anche davanti agli schemini, con:
-maglie
-pantaloni
-igene (la "i" è un optional che non ci si può permettere tutti...tse..)
Rifletto sul fatto che una sta via 6 giorni e nella valigia mette 4 paia di scarpe diverse (?????!!)...io è già tanto se mi ircordo di metterci le ciabatte per la doccia, e sfido chiunque a farsi la doccia ed in bilico asciugarsi ipiedi, mettersi i calzini e poi le scarpe..mi scopro contorsionista a volte.
Mi pongo il dilemma: perchè portarsi appresso una macchina fotografica subbbbacquea se poi non si sa nuotare???
Con questi viaggiatori, mi sento sempre inferiore.
Io non faccio schemi, porto via solo le cose peggiori e più comode che ho, dimentico qualche dettaglio e magari mi tocca pettinarmi con le dita...
Ma forse è solo questione di luoghi, se mai dovessi ricoglionirmi un giorno e optare per un villaggio turistico forse comincerei a farmi la lista....oddio no! spero non succeda mai!
Ma a chi oggi parte per mete standard, va tutta la mia quota di felicità giornaliera!
Che il viaggio per me resta ancora l’unica esperienza e l’unica emozione che mi fa sentire davvero libera e sola, ma nella maniera più bella e totalizzante di intendere queste parole.




Daltronde... credo che tu non potessi nascere diversa... sei nata tra il tuo paese e quello in cui lavoravo... tra una pedalata in bicicletta, per arrivare alla fermata e i 3/4d’ora di autobus... dovevi nascere zingara per forza...si..perchè mi stupisco tanto poi?..



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sabato 5 maggio 2007 - ore 11:54


amen
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non se ne interessano mai, ma ogni tanto si ricordano che devono farlo.
Mi elettrizza l’idea del tirocinio ad ottobre, anche se dovesse saltare Stoccolma, non m’importa.

Sono ancora indecisa tra comunità miste e quelle per mamme e bambini assieme...
Ah che bello, cazzo, che bello.
Con due elle e con la lingua che sbatte bene sul palato (glottologia del cazzo, la odio.).
Sarà che sta mattina ho rimesso una vecchia cassetta di Battiato, e mi sono venute in mente tante cose..


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giovedì 3 maggio 2007 - ore 23:07


boschi,terra,vita.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Settimana faticosa di studio, di ventotto, di lacrime e di lavoro.
Quanto liquido in corpo, quanti pianti rassegnati allo sfacelo, quanti presunti baratri ma sempre troppo ben definiti per me, e allora su.
Su, che preferisco di gran lunga pisciare che non perdere notti deliranti a piangere su questo stato perenne di inettitudine, e questa continua voglia di farcela, meglio pisciare, bere e pisciare.
Non vale la pena di piangere, nemmeno per se stesse, che alla fine, i capillari si ribellano e mi sembro più brutta e più sfigata, ble, tira l’acqua, lavati le mani e sbatti la porta, che sentano fino in Cambogia che i tuoi liquidi con te non hanno più niente a che fare e hai deciso nel migliore dei modi di liberartene: più pisciate e meno lacrime, per tutte.
Settimana con Pabli, a parlare della nostra madre terra, nel nostro mondo parallelo, figlie di una Dea minore.
Ci fermiamo a ridere della pancia di un ragno e salviamo una cocinella da un tuffo nel mastrolindo.
No, non ci stiamo al tuffo nel mastrolindo, zio can, dai mò!
Pabli parla, quanto parliamo noi donne burbere nel buio?
Avete osservato donne burbere e ruspanti, di come diventiamo docili e carine con noi stesse?
Avere gli occhi neri, e non per colpa del rimmel, niente di artificiale per noi, ma solo un ritmo biologico, notte fonda, stop.
Accoglie, niente di più, niente di particolare, ma semplicemente unico nella sua funzione, lui accoglie.
Come nessuno sa fare meglio. Di monologhi su boschi, stufe, legna, e i profumi di resina.
E radici, che si calpestano, che ci fanno crescere.
Radici dure, cattive, sfortunate, quanta sfortuna, e ingiustizia, troppa, ce n’è sempre troppa.
E così Pabli, confida cose uniche e terribili, le confida a me, ma in realtà le ha sussurrate al buio ed io stranamente sto dalla sua parte.
Sto con chi mi terrorizza, perchè non voglio morire di terrore (cfr...), ma è un’altra storia questa.
Questa è la storia di chi si racconta solo al buio, per non farsi del male.
Che gli occhi quelli si ci fanno male, quello sguardo insoddisfatto di chi non ha qualcosa di patetico da sentire e non presta attenzione alle tua labbra, al suono della tua voce, all’espressione dei tuoi occhi.
Quegli occhi che non sanno dove guardare quando ti racconti, e quelle parole che non sanno da dove uscire e la maggiorparte delle volte, escono la culo, e così perdi la voglia di dirti, di far sapere di raccontarti.
E su, dillo al buio chi sei, urlalo, che hai un sacco di cose da dire e nessuno ti guarda negli occhi in quella maniera odiosa d’essere umano.
Dillo come quando parli alla tua bastarda e ti guarda sempre con quell’espressione "ma che ci posso fare se ti voglio bene?".
Dillo a lui, che ti sa capire, e piangi come fa Pabli, e poi ridi che ti faccio la battuta.

Dico al buio di restare com’è, così terrorizzante e terrorizzato mi va bene, anzi, ringrazio qualcuno per avermelo dato...
per fortuna a volte le bajour non s’accendno e Pabli assomiglia ad una fata dei boschi.
Con ogni persona legami diversi, scopro nel mio armadio mille vesti differenti.
D’essere quel riflesso, mi fa sentire meno sciocca,
d’essere un grazie nello specchio di qualcuno, mi fa sentire grande.


[[ torno da un settimana orribile,dopo venti minuti ti richiedono quando parti, che stavano bene.... se non disgusto, quale sentimento? ritorno ad essere un niente di che, ma ho un bel ricordo nel cuore, magari lo userò in uno dei prossimi giorni.]]






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mercoledì 25 aprile 2007 - ore 11:55


Si, è così...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si è così, io ho L’UNICO GATTO RAGAZZO PADRE.

E’ così, una volta analizzata e compresa la frase, non resta che riderci su, ma non per molto, che poi quelli crescono, mangiano si riproducono...qui!

Lui va in giro, tromba come un riccio? no come un gatto e poi alla sua amante che dice?
"Ma si, visto che sei randagia perchè sti 3 stronzetti non li porti da me?"
Ma si, chi se ne frega, se non c’ha chiesto il permesso, ed ora 3 cuccioli di gatto dormono nel pollaio, adorabili!

Ora, per me son tutti belli...ma.... chi cazzo se lo prende un gattino nero?
son brutti a bestia, poverini, dai... se fossero nati bianchi, sarebbe stato molto più facile darli a qualche famiglia, ma così....bruttini..senza niente di che....
L’ansia della nursery, ha colpito anche quest’anno, pensavamo d’aver risolto la situazione ma no...c’è sempre qualche randagia che vede la nostra come una casa felice..
In effetti per le bestie la nostra è davvero una casa felice..
Considerando che ora abbiamo adottato un merlo che mangia assieme al gatto aspettando il turno, restiamo allllllibiti...

Trovo semplicemente affascinante la natura.


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martedì 24 aprile 2007 - ore 21:49


bontempi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ah il bello del tempo è il non tempo.
Quegli attimi rubati a qualcos’altro di più importante, tremendamente più ansiolitico di restarsene a scandire il respiro con l’erba che ti fa il solletico e i riflessi del sole tra le foglie.
Il bello del non tempo è quela finestra che si apre alla fantasia.
Quel non tempo sano che ogni volta mi mostra paesaggi differenti, io adoro il non tempo.
Il non tempo in realtà è il mio tempo preferito.
Mi ci trasferirei volentieri, tanto so che li non costano molto gli affitti,la gente è simpatica.
In questo periodo di non tempo, l’ansia mi sembra scomparsa, è solo la rassegnazione all’ennesimo e questo mi rende più forte.
Mi sono rassegnata all’ennesimo.
E’ solo l’ennesimo appello d’esame,
l’ennesimo concerto
l’ennesimo viaggio a vuoto...
Anche la delusione dura poco, oh che bello, ho trovato il mio non tempo con i controcazzi.
In questo mio periodo di non tempo sono riuscita a cominciare una cosa e a portarla a termine, mi sento abbastanza fiera.

Si non so ancora quanto possa durare il colore, una volta scoperto (alla fine...) che il colore andava bene solo per superfici e non per tela..chi se ne fotte è tutto un riciclo questa vita, riciclo pantaloni, colori, ricopio borse, conservo biglietti di treni, teatri, musei e concerti.
Dovrei riuscire a farci qualcosa un giorno di questi..

Signora Libertà, signorina Fantasia...

Venerdì a Roncade, concerto dei McR..
Perchè?
perchè non hanno fatto le lucertole del folk?
perchè non hanno fatto ninnananna?
perchè Susy mi fa sbagliare strada e mi fa bestemmiare?
Perchè se mangio un panino con i peperoni alle tre di notte riesco a dormire uguale anzi forse meglio? (devo essere imparentata con qualche orso, o forse solo....con un camionista!)
Perchè metto una maglietta bianca se poi ci sono le luci cancare?
Perchè mio moroso s’è sposato e non m’ha detto niente?
Perchè continuo a trovare quell’infame da Conegliano che si deve laureare, deve andare alle Teneriffffe, ha già iniziato la specialistica, ha fatto l’erasmus in spagna, e mi guarda sempre come se avessi scritto in fronte PERDENTE?
Perchè c’è chi alle 3.30 del mattino si ferma a casa tua, e ti dice che è da quando hai finito il concerto che hai questa faccia e ti chiede il perchè...
ma l’unica cosa che sai dirle è..."Veramente è quella meno pessima...veramente..giustamente non è faccileee"

Ai lovviu Susy.




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giovedì 19 aprile 2007 - ore 15:38


è morto tiamo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Mha... decisamente NO!

[[ pc rotto, baucco di un pc rotto.
Scrivo da una deserta aula d’informatica in quel di Ferrara, dopo quattro ore da sclero. ti amo sclero.
Dopo un mercoledì sera da cinebrivido rivedo l’uomo del verbo da coniugare, ti amo mercoledì sera.
Dopo aver dimenticato a casa un quaderno pieno di appunti, ti amo dimenticanza.
Dopo aver sminuito ogni più raffinato sentimento al mondo ti amo morte!
Dopo aver visto padova da una più ricca e sporca prospettiva terrna, ti amo sanpietrino.
Dopo aver sopportato, ammiro la resistenza e la sottomissione come speranza di racimolare tutte le forze possibili e con un’onda energetica alla dragonbool fare a tutti la permanente e mandarli a fanculo, ti amo supermegasaian.
Dopo aver mangiato l’ennesimo panino a pranzo e fumata l’ennesima cicca post caffè squallido da 60 cent al bar di facoltà, ti amo lavazzaoro.
A morte:
1.pc baucco
2.le infradito col tacco
3.la ballerine senza teschi
4.i teschi senza ballerine
5.le scarpe pulite
6.la gente pulita ma senza scarpe
7.la ricrescita sulle donne tinteggiate
8.Dio-Ssina
9.le inglesi con i sandali
10.gli esami sulla rift valley-homo heidelbergensis/Erectus/Habilis/Paranthropus boisei/Ergaster/Neanderthal/Cro Magnon- i tumori nei paleolitici]]


Bhe comunque non voglio una vita a codice a barre, mi sento bene, stra bene, benissimo, e se fosse la sagra del superlativo assoluto la vincerei con : saremodestinateanonfarcicapire?bhequasiquasimipotrebbeandarebene:innamorarsidichiunquemamaidinessunoveramente-siamoperfide?-nosoloperse,fottutamenteperse-bevi!










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