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incazzosa, 28 anni
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domenica 22 gennaio 2006 - ore 18:30


Il suonatore Jones
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità ,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni
era il mio cuor ,
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.



Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato .



Libertà l’ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato

per un fruscio di ragazze
a un ballo
per un compagno ubriaco.



E poi la gente lo sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare
.



Finì con i campi alle ortiche
finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco
e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto .


Versi semplici, solo lacrime di comprensione.
Grazie Faber .


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sabato 21 gennaio 2006 - ore 16:21


bla, bla, bla.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Noia, solamente noia.
Noia quando si parla dell’ennesimo invito a cena rifiutato "perchè se la tira troppo quello"
Noia, davanti ad un anonima birra bionda, piccola, in calicetto octoberfestiano, patetico.
Noia davanti a quelli che ridono, quanto ridono, per cosa? per chi poi?
Noia davanti alle parole. Quante parole si dicono, quante.
Le odio, mi annoiano.
Vorrei solo silenzio, parole stracciate, tanto per mostrare un tempo che valevano qualcosa.
Parole svampite, ironico-depressive.
Parole sole, nel vuoto, brancolano li di fronte a te, ma hai la luna storta e chi te lo fa fare di aiutarle?
Parole annoiate
avvizzite, stuprate.
Pompini a parole,
scopate a parole.
Di tutto si parla, si sparla, si ingoia e si risputa.
Parole come orrecchini shick,
come pettinature all’ultimo grido (wow.)
Parole puttane,
ah come godo.
Parole schizofreniche,scisse e mal ricomposte.
Parole fumanti dal microonde,
da forno elettrico.
Parole che rimbalzano addosso,
ti infastidiscono e ti addormentano.
Parole da safari.
Parole da "bovaro del ’700".


Se solo si provasse a tacere ognio tanto.
Imponitelo se non ci riesci.
Io non reggo il ritmo, non ci riesco.
Il mio cervello ha bisogno d’aria, basta a tutto.
So che merito qualcosa di meglio, lo merito perchè è così che dovrebbe essere.
Io ci provo, ci provo ogni fottuta volta ad essere come si deve.
Perchè cazzo non ci posso riuscire?
Perchè mi sento un orologio di Dalì, sulla panca di un pub?
Perche mi si affloscia il pensiero?
Perchè mi rifiutodi sopravvivere e mi lascio morire di noia?

Patetiche queste mie avventure tra i normali.


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venerdì 13 gennaio 2006 - ore 22:11


...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





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giovedì 12 gennaio 2006 - ore 18:24


Dovevo assolutamente rubarlo. A tutte le donne, a chi lo diventerà...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. [...] Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine . Ed è stata crisi, e hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente d’acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. [...] Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore . "Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E’ un’avventura, ricostruire se stesse . La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse". Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia . Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre . Quando meno te l’aspetti.
. jack folla .

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martedì 10 gennaio 2006 - ore 18:29


La guerra è finita BAUSTELLE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando sento quella voce e quella musica così retrò..
ah!
26, senza se e senza ma!
26, la guerra con me stessa è finita, sono sul sentiero giusto, col mio santiago sempre presente.




Vivere non è possibile, lasciò un biglietto inutile , prima di respirare il gas,
prima di collegarsi al caos, e la mia amica era una stronza aveva 16 anni appena.
Vagamente psichedelica, la sua t-shirt all’epoca, prima di perdersi nel punk,
prima di perdersi nel crack,
si mise insieme ad un nazista conosciuto in una rissa....
E nonostante le bombe vicine, la fame, malgrado le mine,
sul foglio lasciò parole vere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me!"
Emotivamente instabile, viziata ed insensibile, il professore la bollò, ed un caramba la incastrò durante un furto all’esselunga, pianse e non le piacque affatto..
E nonostante le bombe alla televisione, malgrado le mine, la penna sputò parole vere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me!"
E nonostante sua madre impazzita e suo padre, malgrado Belgrado, l’america e Bush, con una bic profumata d’attrice bruciata "la guerra è finita!", scrisse così...


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lunedì 9 gennaio 2006 - ore 18:44


<<...si, sono convinta che sia solo disillusione. però poi passa...>>
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[...Sono nauseata dalle parole, quante parole si dicono: d’amore, di sofferenza, di scuse, troppe. Sto diventando pratica perché non voglio passare il mio tempo a guardare come una moglie innamorata i miei sogni. Non sono più una sognatrice, sono una ribelle romantica.
Sono in un periodo dove tutto è migliore di me, quanto ancora dovrò lavorare su me stessa per raggiungere la meta. Ma senza frasi da libro da sbandierare, senza più canzoni da cantare a squarciagola, senza nuvole vaporose che nascondono il male, senza mulini a vento che dirottano gli scopi. Voglio vivere da me senza alcun suggerimento.
Voglio vivere i miei sporchi sentimenti da rude contadina, senza scusarmi per l’insensibilità presunta.
Non sono unica , perché le persone uniche non hanno bisogno degli altri, non sono speciale perché non ho una fila di persone che suonano al campanello tutti i giorni. Non sono mai stata incompresa, perché sono io l’autrice della mia voluta incomprensibilità. Non sono mai stata solare. Sono finiti i giorni delle sfumature colorate e tenui, ho assorbito tutti i colpi, sono stati smantellati i castelli in aria, ho deciso che vivrò in una capanna sulla terra. Voglio credere anche quando non se ne può più, anche quando non si dovrebbe. Voglio vivere più che mai, senza fantasticare più perché voglio crearla qui la mia realtà.
Ora dimmi se tutto è come prima, dimmi cosa dicono i libri su questi mutamenti improvvisi, quale laconico sentimento da abbinare? Compassione forse?
Sono arrabbiata con il mondo e non merito altro che questa rabbia, senza ferite, senza pensieri frustrati.
I tuoi pensieri mi chiedono come mai ora non riesco a capirli e ad amarli come un tempo, come mai non mi specchio più in loro, come se vivessero in me due persone e la prima sia partita per sempre .
E non voglio pensare di essere una nullità. Devo cercare di dimostrare a me stessa che valgo. Non ho tempo per piagnistei e riflessioni.
Ho calci e pugni contro me stessa e contro il mondo, ed ho utopie che esigono un cambiamento.
Voglio che tutto cambi perché questa rabbia non ne può più della lenta malinconia, che finalmente ho imparato a dirigere nei momenti d’ozio. Questa rabbia vuole vivere e niente più, ma ha un odio per tutto ciò che è parola, io voglio agire, voglio agire.
Senza perdermi con me stessa, voglio staccarmi da me e correre via. Voglio lasciare la vecchia figlia dei fiori estemporanea alla stazione, con i suoi ricordi e la sua voglia di vivere un passato che non esiste. Voglio ricordarla con malinconia sorseggiando un rosso anonimo in calice, in qualche bar nel mondo.
Senza mai guardarmi indietro, sono stufa di questo statico movimento terrestre, sono stanca di leggere parole e poesie magnifiche. Voglio fare poesia nel dolore del mondo, basta scrivere, basta parlare o pensare, solo agire, perché il mondo non mi aspetta ed io ho un sacco di cose da fare per cambiarlo…nella mia sporca utopia romantica...]


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venerdì 6 gennaio 2006 - ore 18:22


tra i meandri di un cellulare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ultimo giorno da gitana.
Non smettere ma di sognare città,
arte,
Amori.
non gettare mai le vecchie scarpe...
Continua ad essere una Vagabonda delle Stelle


Dio mio... non ricordavo nemmeno d’averlo salvato.
L’ultima notte d’interrail.
Quanta speranza ed illusione, quanto rammarico.
Quanto odio i ritorni.

Ricominciare senza finire nulla. Partire prima dell’arrivederci, prima di ogni addio.
Partire di nuovo come sempre,
inconcludente per principio o per necessita.
Ci saranno al mondo altre persone inconcludenti?
che sia l’unico esemplare dannato, rimasto?
Esige cambiamento.

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mercoledì 4 gennaio 2006 - ore 11:26


non vedo l’ora arrivi il 10 febbraio...
(categoria: " Vita Quotidiana ")







www.beppegrillo.it






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martedì 3 gennaio 2006 - ore 18:52


niente...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




soltanto a volte te ne rendi conto.

Con la lampada accesa sul libro aperto, sottolineato ed appuntato.
Con la luce del tiepido sole fuori.
Con te dentro ad una stanza vissuta.
Soltanto a volte te ne rendi conto, di quant’è bello vivere .
Te ne rendi conto e basta.
E capisci tante sofferenze, oggi ti vai bene così, oggi ti piace il tuo modo di vivere, solo perchè la tua anima oggi non è in pena, la luna sta mattina non se n’è uscita, ti sei dimenticata del mondo che va a rotoli.
Te ne puoi rendere finalmente conto, di quanto maledettamente bello sia vivere.
Che sia una vita da fiori del male, da signora Bovary o da OceanoMare
Che sia la vita da vivere, che sia quella te ne accorgi, te ne rendi conto.
Niente, ti senti solo più stupida ed ingenua di prima.

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