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mercoledì 21 dicembre 2005 - ore 01:26
La Parola del Giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
sal|ta|fòs|si
s.m.inv.
1 RE tosc., tipo di calesse leggero a due ruote
2 TS mar., piccola e leggera imbarcazione fluviale da pesca, usata spec. nelle valli di Comacchio
3 CO chi è scapestrato e scavezzacollo o anche chi tiene un comportamento irregolare, spec. in ambito amoroso
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martedì 20 dicembre 2005 - ore 22:06
Don Camillo
(categoria: " Vita Quotidiana ")

peppone: Cho na fame che mangerei un vescovo!
don camillo: E duro da digerire.
Geniale
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martedì 20 dicembre 2005 - ore 20:44
Inutilità e tana
(categoria: " Vita Quotidiana ")
pomeriggio passato nella più completa inutilità. nemmeno a leggere, no, proprio inutilmente.
stasera porrò rimedio.
il guaio di trafficare a casa è che alla fine ti scavi una tua tana, coi tuoi odori. il mio studio ha più o meno questo caratteristiche, ci passo anche 10 ore dentro e quando ci fanno le pulizie e mi tocca sloggiare ci giro attorno con aria indifferente finchè non hanno finito e poi mi ri rifiondo dentro appena la signora ha tolto le croste.
starò mica diventando un animale territoriale? tra un pò piscerò sui muri.
ma il problema è anche: diventerò misantropo? noto con dispiacere che da quando ho di nuovo ladsl sto attaccato ad internet come una patella. adesso so perchè una volta leggevano un sacco: non avevano ladsl.
notte!
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martedì 20 dicembre 2005 - ore 15:26
Ispirazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono abbastanza concentrato sullintroduzione alla mia tesi, ergo in questi giorni non seguo molto il blog.
Stamani pochi giri, in funzione dellincotro di domani al tito livio per spiegare a studentelli implumi cosa sia il PACS. Io svolgerò il ruolo di iena ancillare visto che non dovrò essere loratore della questione ma accompagnare altri.
Che dire? Mattina improduttiva. la tesi: introduzione (prime pagine)
per chi volesse leggere il poco di introduzione scritto fin dora. tenete presente che allo stato attuale è ancora da correggere.
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lunedì 19 dicembre 2005 - ore 11:04
Un consiglio:
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mai leggere fino a terdi se la mattina dopo il vostro ragazzo vi trascinerà come un mocio per tutta padova a comperare i regali di Natale.
LEGGI I COMMENTI (2)
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domenica 18 dicembre 2005 - ore 18:19
Introduzione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questo scritto riguarda Indicativo Presente, una collana di Sironi Editore, che ha iniziato la sua attività nel 2002, contemporaneamente alla casa editrice. Sironi nasce da una costola di Alpha Test, una società che si occupa dal 1993 di editoria, formazione e orientamento scolastico e professionale. Unico collegamento fra lattività letteraria di Sironi e Alpha Test è da ricercarsi nella volontà di sperimentare e investire quanto appreso, e guadagnato, in cose nuove, ambiti sconosciuti, caratteristica questa che guida lattività degli editori di Alpha Test e ragione di questa diversificazione. Molteplicità visibile anche nel suo catalogo, che spazia in campi diversissimi, e che è una delle regione del suo successo.
Indicativo Presente è la collana di esordio di Sironi Editore, assieme a Questo e altri mondi che ha pubblicato il best seller di Tullio Avoledo, Lelenco telefonico di Atlantide, e che è nata nel 2003. Perché dedicare tempo ed attenzione ad una collana e a una casa editrice? E, soprattutto, come farlo? Innanzitutto perché è una collana che pubblica generalmente buoni libri, perché ha un progetto editoriale interessante e affatto banale, perché ha un direttore editoriale, che fa anche da consulente per le iniziative di Sironi, che fa soprattutto lo scrittore e che in Indicativo Presente ha fatto confluire una certa idea di narrativa, sui suoi scopi, e sulle sue ragioni.
e via per altre diesci pagine...
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domenica 18 dicembre 2005 - ore 17:27
Io e lei
(categoria: " Vita Quotidiana ")
in cui io sono io e lei è la mia tesi di laurea:
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domenica 18 dicembre 2005 - ore 16:36
Minaccia:
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siamo ovunque, non potete scappare, vi inculeremo tutti!

(adoro certi maschi etero terrorizzati)
Nota Bene, messaggio non indirizzato a eterosessuali maschi mentalmente normodotati
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domenica 18 dicembre 2005 - ore 16:09
Calciatori gay, cade (forse) lultimo tabù
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il centrocampista olandese Dominique Van Dijk, 26 anni. Finora, è stato lunico calciatore professionista ad aver dichiarato pubblicamente la propria omosessualità (che gran pezzo di figo, detto tra noi...)
Tre tedeschi al Financial Times: sì allouting, se lo fanno altri otto. Reticenza degli italiani. Dal rugby ai tuffi: ora cè chi lo dichiara
Chiuso a doppia mandata nella penombra dello spogliatoio, protetto dai parastinchi e dallomertà del gruppo, lultimo tabù dello sport (forse) sta per cadere. Tre calciatori omosessuali tedeschi, uno molto famoso e gli altri due impegnati in serie minori, sono pronti a fare coming out a patto che altri otto colleghi siano disposti a dichiararsi gay. Sembra un reality, undici giocatori per un clamoroso coming out. Potrebbe essere, invece, lassalto finale allipocrisia del pallone che il Financial Times sponsorizza con prudenza: «È un altro sintomo della società che si trasforma, ma non aspettatevi che il calcio sia pronto a un passo simile».
Non sarà una rivoluzione, ma di certo è un segnale. E così dopo il rugby australiano (Ian Roberts), il baseball americano (Billy Bean) e i tuffi (Greg Louganis), lenclave più chiusa e barricata dellomofobia, il calcio, lascia intravedere le prime crepe. «È una notizia importante» commenta il deputato Ds e presidente dellArcigay Franco Grillini, il tifoso del Bologna che con la moglie del ministro degli Esteri e ultrà della Lazio, Daniela Fini, ebbe un interessante scambio di vedute. «Gay nel calcio italiano? Impossibile» escluse lei. «Se fosse vero, il campionato non si giocherebbe» chiosò lui che, senza fare né nomi né cognomi («Ma, nel nostro ambiente, sappiamo tutto di tutti...»), procede per enigmi. «In una grossa squadra di serie A del Nord ce ne sono tre». «Cè stato un periodo, nel passato, in cui in una potenza del nostro calcio giocavano sette gay su undici». «Ci sono mogli finte e fidanzate finte, per le quali la copertura è un vero e proprio mestiere». «Cè un notissimo calciatore, ritratto della virilità, che cerca partner omosessuali su Internet e dà loro appuntamento tramite un intermediario». Basta così.
Chi è gay sa di esserlo e ha tutto il diritto di non aver voglia di raccontarlo. «Ma è assurdo pensare — sottolinea Grillini — che lo sport sia asessuato. E il calcio, con la sua divisione netta tra maschi e femmine, con i suoi spogliarelli e le sue ammucchiate dopo una rete, è il terreno più fertile per lomosessualità». Non è un caso che una delle icone più apprezzate sia il numero 23 del Real Madrid, David Beckham, talmente a suo agio nel ruolo da non aver avuto problemi a posare per una rivista gay. E cè forse qualcosa di più di uno scrupolo salutistico dietro leditto con cui la Federcalcio internazionale, allapice della diffusione dellAids, vietò baci e abbracci in campo. Voci, molte. Fatti, pochi. Al trionfale Mundial dell82, il ct Bearzot decise il silenzio stampa dellItalia per rispondere alle critiche spietate della stampa e alle insinuazioni sul feeling, fuori dallarea, tra due azzurri. Lex interista Vampeta fu fotografato in pose inequivocabili per un calendario gay. Justin Fashanu, fratello del più noto John (Wimbledon e Aston Villa), una carriera nelle serie minori inglesi, dichiarò pubblicamente la sua omosessualità.
Così come, più di recente, lolandese Dominique van Dijk, centrocampista 26enne dellRkc Waalwijck, figlio di un mito del calcio orange: «So bene che dora in poi per la gente sarò il calciatore gay e immagino le malignità dei tifosi sugli spalti. Ma vado avanti: lanno prossimo lancerò una mia linea di abbigliamento». E lOlanda, il Paese dove larbitro internazionale John Blankenstein dichiarò la sua omosessualità mentre era ancora in attività, non si è scomposta più di tanto. «Giocatori disposti a dichiararsi gay in Italia, dove il pallone è considerato la massima espressione del maschile, non si troveranno mai» chiosa Grillini, che stima un 10% di omosessuali nel nostro calcio tra atleti, arbitri e allenatori dalla serie A allEccellenza. Nascosti, ma non ai suoi occhi: «Li riconosco immediatamente. I gesti, lo sguardo, gli atteggiamenti... Non si può mascherare una verità sotto gli occhi di tutti». E, spesso, seppellita sotto lesultanza per un gol.
Gaia Piccardi
corriere
ancora:
Oggi è di moda, se lo fossi parlerei anchio
Rivera: gioco troppo maschio per i gay
Lex campione: i gay nel calcio ci sono e immagino vivano i loro problemi. Ma io non ne ho mai incontrato uno
io dico solo una cosa. quelli che ritenono gli omosessuali delle creature delicate, inadatte al conflitto, che non sanno misurasi con dei duri non hanno mai conosciuto un omosessuale. io sono omosessuale, chi mi ritenesse, delicato ecc farebbe un grosso errore.
Gianni Rivera, 62 anni, ex golden boy e ora parlamentare europeo, ha sentito la provocazione tedesca? Tre calciatori si dicono pronti ad ammettere la propria omosessualità se altri otto sportivi faranno altrettanto.
«Beh, sarà dura allora...».
Perché, è ancora così difficile parlare di omosessualità nel calcio?
«Premetto che non capisco tanto questa necessità di sbandierare al mondo un fatto così privato, visto che uno nella sua vita è libero di fare ciò che vuole. Quanto al fenomeno in sé, io sarò antico, ma ogni volta che sento dire che ci sono omosessuali tra i calciatori, mi stupisco. Sarà perché in tutta la mia carriera non mi è mai capitato di incontrarne uno, e nemmeno mi è venuto il sospetto».
Ma perché le pare così strano?
«È chiaro che sono io a sbagliarmi, visto che invece i gay nel calcio ci sono e immagino vivano i loro problemi. A me sembra difficile pensare che scelgano un gioco così maschio, dai contrasti così decisi».
Non ha mai pensato che il celeberrimo soprannome di Brera «abatino» potesse nascondere anche questa sfumatura?
«Questa è buona. No, Brera non l’ha mai usato in quel senso, non aveva nessun motivo per intenderlo. Si riferiva al mio aspetto fisico, al fatto che fossi leggero. Io, Bulgarelli e Mazzola in nazionale non rappresentavamo certo un attacco di sfondamento. E neanch’io ho mai dato al soprannome quell’interpretazione, anche perché, conoscendomi, ero tranquillo. Ma anche se me l’avessero detto in quel senso, non mi avrebbe dato fastidio. Anzi, se fossi stato omosessuale, oggi avrei potuto seguire la moda e confessarlo anch’io, ma è una battuta...».
Arianna Ravelli
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domenica 18 dicembre 2005 - ore 15:57
Notizie dal mondo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La Bella, Buona e Brava Rebecca (tipo la Susanna del formaggini, una sciccheria di donna) mi manda questa:
affermando che la stupidità umana non ha limiti.
Ma quando la stupidità è legittima? quando non diventa una scusa per la cattiveria, per quei comportamenti meschini che rovinano la vita?
Euna scuola di odio, ed è una lezione comoda da imparare, lodio ti semplifica la vita. E scomodo scegliere autonomamente da che parte stare.
Potrei essere più crudele del diavolo con queste persone. Per fortuna, anche mia, non ho alcun potere su di loro. Quando gli assassini di Matthew Sheppard furono condannati alla sedia elettrica per un attimo sono stato contento.

Ed è difficile da perdonarsi come reazione.
Per chi (giustamente) non sapesse chi è Matthew Sheppard:
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