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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 18 novembre 2005 - ore 16:21
Culto riformato
(categoria: " Pensieri ")
Da anni si discute della messa in latino.
A qualcuno piace ad altri no.
Io, molto modestamente propongo di riformulare il menu in funzione del nuovo Papa.
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venerdì 18 novembre 2005 - ore 01:55
AMIKE SHOW
(categoria: " Vita Quotidiana ")
segnalazione della dolce metà che io giro prontamente a voi.
se vi capitasse di girare per bologna andateci. la d.m. non è di bocca buona e se son piaciuti a lui è prova che son proprio bravi. segnalo lesibizione dal vivo NON entra vesti di un cantante.
le altre sono ovviamente delle sciccosissime drag. no baracconate camp.
cliccate qui o sulla foto
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giovedì 17 novembre 2005 - ore 20:07
oggi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
oggi va che sono di fretta, scusasse!
ma vi regalo lo stesso una bella cosa:
RUINI SU MARTE
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mercoledì 16 novembre 2005 - ore 23:27
La merda nel cervello
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una parte di me vorrebbe bastonarli nelle gengive. Nulla di meno a chi educa allintolleranza. Dallaltro penso alle ragioni di chi odia laltro fino a questo punto. Sono ragioni meschine. Lincapacità di vedere laltro, la volontà di mettersi indiscussione, larroganza dei deboli che diventano meschini per il terrore. Provo in realtà pietà per queste persone. Avere la merda nel cervello è la cosa peggiore del mondo. Perchè la puzza prima o poi arriverà anche a te.


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domenica 13 novembre 2005 - ore 20:38
Il canto di Penelope
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Visto che mi è stato dato del punto di riferimento ho deciso che mi atteggierò a tale e vi suggerirò cosa leggere.
Diventerà una delle mie rubriche alla caz de chien? PUò essere. Francamente me ne infischio, domani è un altro giorno.
Comunque, la vostra IenaDelCuore ha appena finito di leggere Il canto di Penelope.
La casalinga disperata più famosa della storia della letteratura ci regala una di quelle cose del senno di poi. Esattamente come quei film dove, alla fine di unora e mezza di gustoso intrattenimento puro ti dicono che le persone e i fatti esistevano e che tizio è finito pazzo in un mnaicomio criminale, che tizia di è sposata e ha scodellato dodici figli ecc. Ne faccio generalmente a meno. Quando compare la parola fine per me su quel libro o film si aprono le porte delle tenebre e tutto ci finisce dentro. Sempre che qualcosa ne fosse uscito.
Qui la faccenda però mi ha gustato, sarà che lOdissea è stata il mio primo libro (il fatto di leggere come prima cosa lallegra novella di uno che lasciava la moglie, andava in guerra con un esercito di finocchi e poi tornando a casa si scopava tutte le baldracche del mediterraneo deve avermi in qualche modo formato), sarà che Penelope lho sempre considerata con una certa simpatia, ma questa Odissea al femminile è stata interessante. La ricchezza emotiva di un mondo che lOdissea limitava a uno sguardo carico demozione dietro ad un velo, lOdissea stessa demistificata, quei fatti visti con una coscienza moderna, in cui nulla è bianco e nero, come era invece nella Grecia degli eroi (salvo poi avere bislacchi parametri di bianco e di nero...) . Tutto questo fa sì che il libro non sia lineasausta mungitura del mito ma una sua rivisitazione.
Interessante e dolce, crudele a tratti, molto umano.
Vi regalo una citazione, che è poi un ritratto di Penelope:
Lacqua non oppone resistenza. lacqua scorre. Quando immergi una mano nellacqua senti solo una carezza. Lacqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. Lacqua è paziente. Lacqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa lacqua.

Margaret Atwood
Il canto di Penelope
p.s. correggo questo post per una ragione, che non riguarda me ma riguarda voi e la mia generosità.
Mi rendo conto che leggere lOdissea non rientri nelle corde di tutti, se vi trovate di fronte al Bignami (che pure è una cosa lodevole) fermate lo slancio ferino allacquisto e indirizzatevi alla versione in prosa dellOdissea.
Non quella per bambini, dove Circe è una simpatica burlona e le Sirene delle innocenti pescivendole. MI riferisco alla traduzione di Maria Grazia Ciani per la Marsilio (che cha locchio lungo) riscritta benissimo e in un italiano moderno e comprensibile. Nonchè filologicamente ineccepibile,
LOdiessea per giunta è dei tre il più riuscito a mio avviso.
Comunque questi i riferimenti:
Omero
Odissea
Marsilio - Collana: Letteratura Universale - Introduzione e traduzione di Maria Grazia Ciani - Commento di Elisa Avezzu
Nota Bene, cè la versione economica.

Correva la nave, sicura
più veloce di uno sparviero,
di un falco, rapida correva
e solcava le onde del mare
portando un uomo
che aveva la mente
pari a quella dei numi,
un uomo che molto
aveva sofferto nellanimo,
sul mare tremendo
e nelle guerre degli uomini.
Ma ora dormiva tranquillo,
scordando tutte le pene
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domenica 13 novembre 2005 - ore 17:31
Accadde domani? boh chissà
(categoria: " Accadde Domani ")
stamani, nel dormiveglia, mi sono ricordato di un cartoon che mi piaceva tanto da bimbo. ve lo ricordate?

Cartoon: Carletto
Titolo: Carletto Principe Dei Mostri
Scrrrrreeeekk... slam!
Oh, oh, oh, oh, oh, ah, ah, ah, ah!
Che paura mi fa
Carletto, lUomo Lupo, Frank e Dracula
Lupo, Frank e Dracula
ma che effetto mi fa
mi sento tutto un brivido
Brrrr... hahaha brrrrr... hahaha!
Che goduria però
sarà che siamo tutti mostriciattoli
tutti mostriciattoli
il più bello che cè
è grande e grosso e pesa 3 quintali e 33
E chi li vede strilla oh mamma mia!
gambe in spalla e vola via
e non cè camomilla che calmi un po
ninna ah, ninna uh, ninna oh...
Se taccarezza una mano pelosa
e ti sbaciucchia una bocca bavosa
mamma che schifo
ma sono un amico
Carletto lUomo Lupo
Draculino e Frankenstein
Occhio che Frankenstein
si sente a pezzi cha le pile scariche
cha le pile scar(r)iche!
luna piena lassù e lUomo Lupo ulula
ahuahuuuua(hihihi)ahuuu!
Un vampiro non è se beve pomodoro il Conte Dracula
il Conte Dracula
e Carletto chi è
è un bimbo che si allunga 7 metri e 33
E chi li vede strilla oh mamma mia!
gambe in spalla e vola via
e non cè camomilla che calmi un po
ninna ah, ninna uh, ninna oh...
Se taccarezza una mano pelosa
e ti sbaciucchia una bocca bavosa
mamma che schifo
ma sono un amico
Carletto lUomo Lupo
Draculino e Frankenstein
Brrrr....
Che paura mi fa
Carletto, lUomo Lupo, Frank e Dracula
Lupo, Frank e Dracula
il più bello che cè
è grande e grosso e pesa 3 quintali e 33
Occhio che Frankenstein
si sente a pezzi cha le pile scariche
cha le pile scar(r)iche!
luna piena lassù e lUomo Lupo ulula
ahuahuahuahu(hihehehe)ahuuuah!
Un vampiro non è se beve pomodoro il Conte Dracula
il Conte Dracula
e Carletto chi è
è un bimbo che si allunga 7 metri e 33.. bum!
33.. 33.. 33.. 33.. 33.. 33..
Ahahahahahaha... mbleh!
credo di aver visto poche volte una csoa così stupida.
comunque adesso me lo sto scaricando.
è lunica novità di rilievo della giornata.
vita intensa la mia...
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domenica 13 novembre 2005 - ore 01:36
Cineserie in salsa svedese
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ristrutturazione del cinese di via marsala.
il cinese più vecchio di tutta padova (roba da anni 80, e credo sia il più vecchio della sola cinta padovana, perchè in provincia ce ne sono di più vecchi).
beh arredato come il più strafico del locali di design. legno chiaro, cineserie limitate a pochi, sobri, tocchi di chic (il bancone con la pagodina, lettere cinesi qua e là, qualche dragone occhieggiante) come a dire siamo cinesi, non ci vergogniamo, ma ci piace il tocco stiloso occidentaleggiante. tanto per fare un esempio, gli involtini primavera serviti sul piatto quadrato dell
.
insomma il meltin pot in salta agrodolce.

la cosa sembra garbare ai padovani che, avidi di novità e attratti da qualsiasi cosa sembri uscita dallincubo di Philip Stark che ha mangiato troppo maiale in agrodolce, si fiondavano sulla cosa con guduriosa curiosità.
risultato? cibo cinese nella norma, come prima stracolmo, arredato in modo singolare.
ma il solito vecchio ristorante cinese, con linvoltino di ratto e il gatto in agrodolce no?

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sabato 12 novembre 2005 - ore 18:21
Allanima di Internet
(categoria: " Vita Quotidiana ")
se uno cerca Carpaccio su internet trova Pagine e Pagine di questo:
il che va bene,
il suo sporco lavoro di razzolare nella fogna iconografica di internet lo fa egregiamente.
Certo, non è la contemplazione della bellezza che redime luomo dalla sua condizione, elevandolo spiritualmente al divino
ma è da vedere che cosa diventa luomo quando ha fame.
Oggi sono in animo particolarmente ispirato...
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sabato 12 novembre 2005 - ore 14:05
Resurrezione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una bella grigliata, con contorno di Rosso e dei buoni bigoli, il tutto a meno di 10 euro hanno il potere di rimettermi al mondo.
Ieri sera bella conferenza e poi sbevazzata in un locale pieno di graziose finocchie perfette per essere crudelmente sfottute dalla Iena e fiends.
Si, mi sono ritemprato dalla settimana infausta.
(tanto per stare in tema)
Adesso devo solo scrivere un altra lettera non mi ricordo più a chi dell
università di padova... AAAAAAAAAAARG
La mia vita:
Se ancora ci fossero dubbi, Hieronymus Bosch è il mio pittore preferito, adoro come riflette nella deformazione la condizione umana.
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giovedì 10 novembre 2005 - ore 18:30
IL MARGINE SUGLI OSSIBUCHI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
di Davide Tessari
(Robin Editore)
Capita a tutti di trovare conforto nelle parole di qualche canzonetta. Nel
caso di chi ha unetà compresa tra i 15 e i 25 anni, lattaccamento alla
musica può anche diventare morboso. Ma se nello specifico sei un ragazzo
gay con tendenze artistiche, hai un cattivo rapporto con tuo padre e
lambiente sociale che ti ospita ha lapertura mentale di una qualsiasi
parrocchia veneta, allora cè una buona probabilità che tutto il tormento
interiore trovi il suo senso nella catarsi del testo liberatorio di "How
soon is now?"degli Smiths. Cantando con rabbia I am human and I need to be loved improvvisamente lessere un borderline diventa motivo di vanto; odi
tuo padre? Sei come Morrissey. Ti vesti di nero e hai i capelli
perennemente arruffati? Sei come Morrissey. Il tuo cuore è avvolto da un
groviglio di spine perché il tuo amore omosessuale è tanto nascosto quanto
non corrisposto? Sei come Morrissey. Ma soprattutto: sei diverso (e
contento di esserlo)! E mentre ascolti le canzoni degli Smiths, dimentichi
lagognato conformismo, puoi sentirti compreso da qualcuno dotato della
tua stessa sensibilità e sei orgoglioso di essere strano per almeno unora
al giorno, quella che passi nella tua cameretta in un pomeriggio da
adolescente. E allora perché non dilatare questoretta solitaria in uno
stile di vita?
Questa domanda deve essersela posta il protagonista de "Il margine sugli
ossibuchi", se a trentanni suonati ancora tiene saldamente incollata la
maschera di Morrissey, nonostante gli Smiths si siano sciolti da un pezzo
e letà degli assolutismi sia finita per i suoi coetanei da qualche anno.
Il libro narra della delicata e controversa fase nella vita di Marcello
Gardin, sospeso tra letà delle illusioni e quella delle responsabilità,
in unaffannosa ed angosciante ricerca di un modus vivendi che sappia
conciliare necessità pecuniarie e velleità artistiche. Cacciato di casa
dal padre, una volta palesata la propria omosessualità, e sciolta la cover
band degli Smiths, della quale era leader con devozione e orgoglio,
Marcello si ritrova con un pugno di mosche ed è costretto ad abbandonare
il nido che si era costruito per difendersi dalla gretta realtà della
provincia veneta. Senza lavoro e senza una casa, intrappolato dai fasti
effimeri del suo gruppo e da una gabbia di autocompiaciuta indolenza,
Marcello non riesce a ricollocarsi, fino a quando, fatalmente, il bisogno
di denaro lo spinge ad accettare il posto di bassista in una orchestrina
di liscio, costringendolo a subire lumiliazione di suonare pezzi del
calibro de "Il ballo del qua qua" mentre osserva beffardo il suo nuovo e
becero pubblico. Mentre la sua posa da artista maudit resiste caparbio in
un rapporto epistolare trattenuto con un vecchio fan, Marcello deve fare i
conti per la prima volta con lambiente in cui vive, un Veneto
tratteggiato con singolare attenzione e fin troppo cinismo da uno sguardo
deluso e insoddisfatto. Marcello imparerà a comprendere gli altri,
superando il suo guscio protettivo, mostrandoci sarcasticamente le
debolezze e le sconfitte delle persone che vivono intorno a lui, offrendo
una fotografia a volta amara, a volte grottesca, del Veneto in balia di
uomini daffari senza scrupoli, di mogli fedifraghe dotate di una
disperata lucidità, di omosessuali più o meno latenti e più o meno
accettati, di solitudini e squallori vari. Piccoli personaggi che cercano
un proprio riscatto personale, che arriverà per il protagonista sotto
forma di un happy ending un po frettoloso, in cui finalmente Marcello
riesce a trovare un proprio equilibrio.
Davide Tessari, autore del libro, traccia una figura di omosessuale
accettato ma lontanissimo dallavere una vera consapevolezza politica.
Lindolenza di Marcello sembra invadere anche la sfera sessuale ed
affettiva, in cui la condizione di gay è vissuta come un tratto di un
personaggio più che di una personalità. Nulla è raccontato sul suo
percorso di accettazione, ma risulta chiaro che, come per gli altri
aspetti della sua vita, Marcello abbia risolto la questione con una dose
eccessiva di cinismo che lo porta ad analizzare la sua condizione con
molta crudezza: le sue relazioni si limitano a rapporti di tipo
utilitaristico e sessuale, in cui laffettività si risolve in un intreccio
di tipo paterno. Purtroppo lautore omette la (forse) raggiunta maturità
sentimentale e pure il difficile rapporto con la famiglia è trattato
superficialmente, lasciandolo irrisolto e silenzioso. Sembra che
lomosessualità sia uno dei tanti vezzi di Marcello, alla pari dei
gladioli che si ostina a ficcare nelle tasche dei pantaloni, qualcosa che
lo rende diverso dagli altri, più simile al suo mito Morrissey e, per
questo, speciale. Insomma lomosessualità di Marcello riflette
perfettamente i suoi tratti acerbi di tardo adolescente, in netto
contrasto con i suoi maturi amanti, un pittore fin troppo esuberante e un
farmacista che si accontenta di una doppia vita. Nonostante il tema non
sia al centro del romanzo, lomosessualità è comunque molto presente nei
dialoghi e nelle riflessioni, ed è raccontata con una schiettezza che
supplisce in parte a un approfondimento che in alcune parti latita. Ma ciò
che davvero colma ogni vuoto è la musica, la passione di Marcello per gli
Smiths, le citazioni, le speculazioni sulle loro canzoni, i testi
riportati, i semplici versi: si tratta di una sensibilità omosessuale più
cantata che raccontata, perché, come diceva Fanny Ardant, "le canzoni
dicono la verità".
Andrea Marzella
per pura cialtroneria non parlo direttamente del libro ma copiaincollo la recensione di Andrea che sta sul sito del traaltro per chi fosse interessato si veda il programma nella testata del blog.
per oggi va così
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