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lunedì 22 maggio 2006 - ore 01:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
comincio a ricredermi sul libro, è a tratti molto deprimente, e non nel senso buono. senza contare che ha scopiazzato qua e là alcuni punti, citando paragrafi su paragrafi.
sia chiaro, non è male scopiazzare, ma se uno copia deve copiare dai grandi e inserire questo e farmelo passare per una riflessione profonda fra il delirante e lerudito - a contraltare di una scena di squartamenti altamente simbolici - proprio no.
deprimente a dir poco. lopinione che mi sto formando è contraddittoria. il libro complessivamente tiene e non è scritto male, vale a dire che nonostante tutto non è una fetenzia, ma è terribilmente immaturo e a tratti pedante. senza contare che certe derive alla sade cominciano a suscitare - non orrore, brivido e raccapriccio - ma fastidio.
sono infastidito, il ragazzo è intelligente e il testo è scorrevole, pertanto ha orecchio per la frase, e cè quel fil di trama che ha un senso, cè un certo fascino. ma cè un contorno di stupidaggini sconcertante.
cattivi maestri.
mi consolo con questa foto di tanzola. immaginatevela più virata al nero. mi piace un sacco.
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domenica 21 maggio 2006 - ore 18:51
sono colpito
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ho letto più di metà del libro - nel pomeriggio mi sono concesso un approfondimento sulla vita quotidiana delle miss mondo con unocchiata a Miss Detective con sandra bullock e un panino alla mortadella - e sono molto colpito. nel senso che il libro sembra veramente molto buono, anche se si sente molto la santacroce e certe derive cannibali. è lontano anni su anni luce da quello che è il mio gusto, sul quale dirò, visto che questo blog è il mio e oltre a parlare male degli assenti ho tutta lintenzione di innondarvi di egotismo. non capisco perchè per parlare della ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo (semplificazione) si debba, per forza, ricorrere alla "metafora" di un ragazzo che si trapana il culo. detto questo, se proprio la scena anal-trapanatoria ci deve stare, fianco a fianco alla zoofilia, è bene che ci stia in questo modo, sensata, con un contraltare significativo. inoltre la scrittura si mantiene sempre un aldiqua dal compiacersi delle mostruosità. cosa, tanto per chiarire, che la santacroce non fa assolutamente. fra lui, che si chiama alcide pierantozzi, e la isabella santacroce, passa la stessa differenza che sta fra un macellaio ben organizzato (alcide) e jack lo squartatore (isabella santacroce).
il libro si chiama unoindiviso, ed Hacca
sarà distribuito da giugno
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domenica 21 maggio 2006 - ore 12:21
mi piace, non mi piace
(categoria: " Vita Quotidiana ")
gli autori esordienti, mi divertono moltissimo, enormemente. cè proprio una tipologia di autore esordiente che mi fa morire. è quello teatrale, anche se bravino, molto calato nella sua opera e nella sua filosofia, alla fine gustoso e di qualità umana tenerissima - come il tonno.
ieri sera lho incontrato. a cena, ce lavevo pure davanti così me lo sono gustato bene. ventanni, secco secco, trasferito a milano e grande amico della santacroce
[clicca sulla foto per vedere il relativo post]
e per vestire deve aver rubato anche un pò dal suo guardaroba. secco come una faina denutrita, idealista come solo i ventanni, ma sveglio. a vederlo mi pareva di sentire un organetto lontano e una vaga aria di boulevard san germaine. ho qua il suo libro, che mi è arrivato con la dedica già firmata (?!). dice: "furono i serpenti a rovinarmi la vita". appena letto ero commosso e un pò colpito: o la mia fama mi precede, o gli hanno parlato molto di me, nellunico modo possibile. poi ho controllato, è lincipit del libro. è un giovane autore esordiente, cè da capirlo.
oggi pomeriggio leggerò il libro. tra parentesi, teatralità a parte il tipo, di cui parlerò, è simpatico, cosa rara e quando si toglie il cappello messo alle 23 i ventanni ci sono tutti. non ha manco la barba...
come sono veeeeeeeeeeeeeechia.
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giovedì 18 maggio 2006 - ore 13:56
i veleni della dolce linnea
(categoria: " Vita Quotidiana ")
alla fine ho ri-letto un gustoso libro di Paasilinna della Iperborea.
un libro molto anziano, nel miglior spirito di Piano, Italia.
un delicatessen:
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mercoledì 17 maggio 2006 - ore 23:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
non trovo un harmony.
stasera non ho la capacità cerebrale sufficente per leggere una recensione sulla guida tv, figuriamoci un romanzo. negli ultimi cinque anni il mio cervello deve essersi degenerato da massa pulsante a pellet scadente per conigli.
almeno sono riciclabile.
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mercoledì 17 maggio 2006 - ore 19:12
ho mal di schiena
(categoria: " Vita Quotidiana ")
pertanto segnalo solo questo.

quando larte (?) fa ridere.
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martedì 16 maggio 2006 - ore 16:55
pseudo esercizi per casa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
[ al corso abbiamo cambiato insegnante, questo è decisamente il più bislacco. questo è un tentativo di esercizio per casa]
sentire il silenzio
Mi sono svegliata prima del solito questa mattina. Mio marito e mia figlia dormono. È appena chiaro, sono uscita, ho fatto pochi metri, ho attraversato la strada e ora sono sulla riva del canale.
Mi sono svegliata aprendo gli occhi, sono scesa dal letto in silenzio. Ho infilato il maglione e la gonna in bagno, mi sono lavata la faccia e sistemati i capelli.
Mia figlia quando andava a nuotare, e io ero con lei, lo faceva sempre. Arrivava al ciglio della vasca, toccava lacqua col piede nudo e si girava. Lacqua era sempre fredda, diceva. Io non lo faccio, lacqua del canale è fredda e sporca, lo so. So che scorre forte, e che sul fondo ci sono dei rifiuti. Non mi guardo indietro.
Ho attraversato il corridoio e sono scesa dalle scale senza fare rumore. Mi sono preparata del the e ho mangiato dei biscotti. Ho infilato la collana nellingresso e poi sono uscita dal garage, mettendomi le scarpe. Ho attraversato il giardino da dietro, bagnandomi le scarpe per via dellerba. Ho chiuso il cancello di ferro. Non ho portato con me la borsa.
Lacqua davanti a me è verde, cè fango sul fondo e lacqua corre. Uscire di casa è stata lunica differenza oltre allorario, dalle mie mattine. Il fango e lacqua mi riempiranno la bocca, il freddo mi bloccherà il respiro e i muscoli delle gambe. Questo lo posso immaginare.
Loscurità mi lascia fredda.
Questo suicidio non cambia le mie giornate più del fatto di essere uscita. Non le cambia più del fatto di essere andata in garage. Non è questa loscurità, a rendere la mia giornata diversa.
La mattina tutti i giorni mi alzo alle sette e quindici, scendo dal letto, mi infilo le pantofole, vado in bagno. Abbiamo il bagno che dà direttamente sulla camera. Intanto mio marito si sveglia, dorme profondamente, però si è abituato a svegliarsi appena mi alzo io. Se non mi sveglio io lui non si alza più. Dopo il bagno apro la finestra e mi vesto. Mio marito nel frattempo è in bagno, poi esce e si veste, mentre io sono in corridoio.. Se mia figlia deve andare a scuola passando la sveglio.
Non saprei dire cosa sia di preciso la mattina, questa mattina, venendo qui pensavo allaria aperta, che è fresca e umida. Ma cosera passare in corridoio non lo so. Prima delle voci e delle ombre cera il silenzio, e prima del silenzio lattesa. Mi aspettavo qualcosa, aspettavo di stare bene, subito dopo mia figlia, aspettavo la felicità familiare. Ora rimpiango lattesa, mi ricordo il silenzio, prima...
La mattina ho le mani gonfie, la fede e gli altri anelli stringono le dita piccole. A mia figlia piaceva tirarmi gli anelli, tirava e tirava e quelli non si muovevano. Io non me li sento per abitudine. Adesso li tolgo, assieme alla collana, non li voglio più, li metterò assieme alle scarpe, sulla soglia dellacqua.
Mi sono sposata da giovane, mio marito aveva la mia età, non mi ricordo di preciso perchè. In qualche modo ho voluto bene a mio marito, se lo meritava. Il mio abito da sposa lho dato via ieri, è ancora credo, nel bidone sulla via. Il giorno del mio matrimonio sono felice. Mentre me lo dico mi passo le mani sui fianchi e mi sento ancora il vestito addosso. Felice, con un bel vestito, lungo e bianco. Il matrimonio lho fatto nella chiesa del paese, è giusto al di là del canale, dopo largine e una strada. Uscendo, se ci avessi fatto attenzione, lavrei anche vista davanti a me.
Guardo lacqua e non credo che da lì si vada da qualche parte. Non che se ci cadessi per sbaglio sarebbe molto diverso. Mi sono sposata in chiesa perchè si fa, a messa ci vado, ci andrei anche oggi, più tardi, giusto che è domenica. Forse ho anche lanima. Ma non mi interessa. Lì voglio andare, e mi tolgo le scarpe.
Ho avuto mia figlia subito, adesso è grande. Adesso si sposa anche lei forse. Non che la volessi ma è venuta. Mio marito non mi interessava ma è il matrimonio, ed è nata mia figlia, e dopo basta. Credo che mio marito abbia avuto una donna da qualche parte, quando la bambina era piccola. Spero che in quel periodo sia stato contento. Io seguivo la bambina, ogni tanto la davo a mia mamma.
I miei sono contenti del mio matrimonio, me li ricordo in chiesa. Anche prima, avevano quella faccia. Da quando hanno visto mio marito hanno sempre avuto quella faccia. Sposarmi con mio marito era naturale.
Il sole è lì.Chissà se dormono. Dormono o sono via. Io invece dovrei essere in casa. Fra quattro ore, dopo la chiesa, apro e chiudo il portone sulla strada, entro dal garage, le ciabatte, e sono in casa. Apro le finestre, accendo la televisione, e poi basta. Ci sono rumori e voci, ma il silenzio è sempre lì, e nel silenzio altri rumori, e altre voci. Questa sarebbe la mattina, mentre mio marito parla con gli amici, e mia figlia sta col suo moroso.
Non mi ricordo quando è capitato la prima volta. Forse ero qua in casa con qualcuno, o ero da sola. É più probabile che fossi da sola. Ero in una stanza, la cucina forse. Ho visto unombra sul muro che non ci doveva essere. E poi una voce, come quella della vicina, nel muro. Ho pensato che fosse la vicina, mi è sembrato di vederla alla finestra che spiava dentro. Poi lho sentita ancora, dentro un tramezzo.
Poi lho sentita sempre, la sentivo nel rumore, mi basta distrarmi un attimo, sento subito il silenzio, anche se qualcuno parla, anche se cè la televisione accesa, e sotto il silenzio, le voci e le ombre. Forse è la vicina, che mi spia, che parla male di me. Una volta ci ho anche litigato, lei dice che lavora tutto il giorno e che torna a casa la sera, che non è lei che mi spia.
Io la sento sempre. Delle volte metto le orecchie sui muri per sentire meglio, quando sono da sola. Ma non sento meglio, il tono è sempre quello, un rumore di sottofondo, un brusio che distinguo a tratti, facendo molta attenzione. Il rumore della televisione non lo copre, sta sempre a galla, prima cè il silenzio, poi cè il brusio, dentro il brusio, le voci.
Anche adesso le sento. Le sento lontane ma ci sono. Se ritornassi ricomincerebbero a farsi sentire, solo davanti a me non ci sono più. Dentro lacqua sono sicura che non ci sarà nemmeno il silenzio.É dal silenzio che vengono le voci. Ho uno scopo, il silenzio non è nello scopo che ho davanti a me, il silenzio resta dietro di me.
Quando sono da sola a casa, quando non cè nessuno e non ho niente da fare mi appoggio al muro. Unorecchio attaccato alla parete, e con le voci parlo. La mia voce è più forte della loro, ma loro, le voci, nel loro brusio stanno sempre a galla. E non so che dico, non lo so cosa mi dicono. In quei momenti non ci sono veramente, mi ritrovo dopo, di nuovo cosciente. In quei momenti non sono io, sono le voci. Di quei momenti ho terrore.
Non ho paura di quello che sta accadendo adesso. Non ho paura del fatto che sono a piedi nudi nel fango, con lacqua alle ginocchia.
Mi chiedo se è questa la morte, mentre mi giro verso la casa. Rilasso le spalle e porto indietro la testa, faccio un passo indietro, e cado nellacqua.
Non sono già più del tutto io, che mi sento muovere un pò le braccia, che respiro fango mentre vado a fondo.Non è buio quello che ho davanti, ma una luce confusa dallacqua, le gambe sono bloccate. Ormai il mio corpo e calmo e affonda piano, mentre lacqua lo porta via. Vedo la luce dal fondo e lultima aria che esce dalla mia bocca. Qui mi fermo.
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lunedì 15 maggio 2006 - ore 15:15
tanto per dire
(categoria: " Vita Quotidiana ")
de michelis non cera, non ci sarà nemmeno mercoledì, che sarebbe poi il suo vero giorno di ricevimento. oggi al suo piano cera una vichinga dalla voce nasale e dallorribile tailleur che faceva esami a una mandria di matricole. li avrei uccisi tutti a mani nude.

piccola pillola di buon umore: pensavo peggio
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lunedì 15 maggio 2006 - ore 09:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
oggi sono contento come una scimmia ma al contempo irritabile come un babbuino.
vado da de michelis a sentire perchè non ho nuove sulla mia tesi. se non lha ancora letta gli strappo i baffi, se non mi congela prima lui con unalitata di mentos.
brr
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domenica 14 maggio 2006 - ore 16:32
ALEX SANCHEZ al TRALALTRO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
GIOVEDI 18 MAGGIO 2006 - ALLE 21
LAUTORE DI "RAINBOW BOYS", "RAINBOW HIGH" e "RAINBOW ROAD"

Lo scrittore americano Alex Sanchez, autore della saga sui liceali gay più famosi dAmerica, arriverà in Italia per un tour di presentazioni. A Padova Sanchez sarà ospite dellArcigay "Tralaltro" giovedì 18 maggio alle 21.
Allincontro parteciperà anche Andrea Bergamini, editore della Playground. Lo scrittore americano presenterà i suoi libri: "Rainbow Boys", "Rainbow High" e lultimo, appena uscito, "Rainbow Road".
Per informazioni: info@tralaltro.it
[il tutto si terrà qui: Sala Ex Dazio di Corso Garibaldi, 41]
Lingresso è dalla porta piccola, accanto allentrata della "Biblioteca di quartiere"

che sarebbe poi la nostra nuova sede. bella vero?
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