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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
CHE FACCIO? studio il mio sistema nervoso.
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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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domenica 1 febbraio 2009 - ore 21:19


bacini rock’n’roll!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho perso la voce a forza di cantare.
Ho perso la voce a forza di sentire di nuovo l’eco della mia adolescenza, rincorrersi nelle tasche assieme agli altri pezzi di me con i lembi castrati dagli sbagli.
Ho perso la voce perchè forse sono come Francesca.

Ho perso la voce a forza di cantare con una Donnina che guardava in basso ed io ero in alto. Che mi spiega che si dice Zaion e non Zion, che mi presenta il moroso con un bel cappello.

Ho cantato che voglio un nodo scorsoio e mentre ti dico che era nella mia fantasia romantica quattordicenne mi chiedo, se magari, non lo fosse tutt’ora!
TU che dici che Davide non è figo, ma IO non ti credo e resta uno dei principi in bicicletta delle mie fantasie erotiche.


Trovo il vuoto di una casa che è piena e in mezzo al caos urlo e mi contorco i pensieri e lascio che i muscoli vadano dove vogliono, e urlo che sto male, che così non mi va più.
Mentre Marcelligna pane e Vigna balla sopra il palco con la sua minigonna da groupie, io cercavo il mio ragazzo morto, ma sta sempre troppo distante per contenermi tutta.

....ma il concerto è finito, aè!

VAF-FAN-CU-LO!

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venerdì 30 gennaio 2009 - ore 18:46


pesi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se mi avessero detto che comportava tutto questo lo "sbagliare". Che implicava fatica, desiderio, angoscia, euforia, felicità, desolazione, speranza.
Se mi avessero detto che cambiamento non fa rima con incoerenza.
Se mi avessero spiegato a camuffarmi. Ad arrivare ultima a nascondino e liberare.
Se non mi avessero mai incoraggiato per poi voltare lo sguardo.

(Se avessi il coraggio di leggere le lettere che tengo sotto il cuscino, come la poesia a natale, in piedi su una sedia davanti a tutti.)


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mercoledì 28 gennaio 2009 - ore 15:07


Oh povera Piggle!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Chi si perderà sabato sera per Conegliano?
Ecchime qua.

Leggo Winnicott, mi sogno di treni, di panini, di ritardi. Passo l’esame di francese e mi sento come il coro gospel della pubblicità del panettone Paluani.



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domenica 25 gennaio 2009 - ore 18:52


buc
(categoria: " Vita Quotidiana ")



[Non la smetto mai di farmi del bene, cerco anche di censurarmi, ma evidentemente mai abbastanza. Finchè non esce qualche goccia di normalità, allora tento immediatamente di ridimensionale il ridicolo della mia ingenuità.]

Vedo dottori di famiglia, mostro le tette ai cardiologi preparo il mio sistema nervoso alle sonde, tengo a bada lo stomaco ma non ci riesco neanche tanto bene, così per punizione mi becco una gastroscopia: dovevo fare del cinema!




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giovedì 22 gennaio 2009 - ore 17:18


gradite a spremuta o vulite o caffè?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La gente mi riempie la testa di fantasia.
Ho progetti in corso, talmente mastodontici che chissà ne esca qualcosa di bello. Ho sempre avuto problemi a codificarmi.



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mercoledì 21 gennaio 2009 - ore 17:20


egomasochismo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ahahahahahah,
ahah,
ahah,
ahahah!


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martedì 20 gennaio 2009 - ore 18:31


Flander e Sebastian come paggetti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Belen, fa errori di scrittura nel suo blog(me l’ha detto Barbara Durso), picenina ea, carina, pasiensa.
Il mio incubo di non essere un evidenziatore giallo ma un pastello: rosa pesca, stava quasi per avverarsi. Ma forse sono giunta quasi alle definitiva rivelazione. E sto partorendo in questi giorni. Pasiensa.
I progetti degli altri che mi finiscono in testa come il sale nella terrina dei pop corn: sul fondo. Elaboro le tamarraggini degli altri e penso ad Ariel a Flander e Sebastian. Bei tempi, quando ancora nell’oceano c’erano le sirenette e i pesci che parlavano e l’ariccispiccia. Invece ora sono qua, a tentare d’immaginarmi come gli Evanescence possano entrare in chiesa.Pasiensa.
Mio papà rimprovera il mio basso ventre per non avere più incoscienza, ma comunque mi tiro su pensando che non sono morta, magari mi sto solo disidratando,(Te. Che ti ho talmente spaventato che mi dici che non ne ho persa affatto, mi viene un po’ da ridere.) mai porre limiti alla provvidenza papà.Pasiensa.
Ho il mio call center casalingo, ancora in pigiama mi metto all’opera per sentirmi dire solo "no",allora ditelo. Pasiensa, tanta pasiensa.






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lunedì 19 gennaio 2009 - ore 11:18


Questione assorbenti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





(Bum. Passa paperino con la pipa in bocca guai a chi la tocca, l’hai toccata proprio tu.)
Scriviamo in codice, col le L che diventno E, senza doppie.
Qualche tempo fa decidevo che le mie paturnie non sarebbero uscite dalla mia bocca se non in forma pulita, composta, dimostrando una certa dignità, insomma, una sofferenza dignitosa, senza tanti piagnistei. Sostanzialmente una tristezza contenitiva come i Tena lady.
E mi sembrava e mi sembra tutt’ora d’aver conquistato il mondo.
Ma.
Ieri sera, mentre parlavo in codice, capivo un sacco di cose sul trattenimento dei liquidi.
La decenza.
Ormai il mondo l’ho conquistato e credo che la mia tristezza contenitiva sia anatomica e segua le mie linee, resta comunque che esistono persone talmente limpide che ti lasciano passeggiare sul loro cuore e non puoi fare a meno di non far male.

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domenica 18 gennaio 2009 - ore 18:36


bazar
(categoria: " Vita Quotidiana ")





A volte mi vengono in mente i libri che leggevo.
Cioè, non tanto i libri ma l’approccio.
Il mio approccio con i libri.
A volte mi rendo conto che non leggo più per me, da un sacco di tempo. Sono scostante anche con i miei sentimenti leggeri.
Ieri sera rispolveraro L’Antologia di Spoon river, ma non per Giovanotti e la zeppola.
Perchè mi era venuta voglia di andare sulla tomba di qualcuno per poi sentirmi addosso un cuore buono.
Il cuore buono me lo fanno:
-i cimiteri
-mangiare l’insalata
-ascoltare gente che piange
-raccogliere foglie
-riciclare carta
-mangiare la zucca
-andare a camminare sull’argine con mio padre.
-mettere scarpe vecchie.
Ecco.
Ma i cimiteri più di tutto. Anche se tu mi dici che sono necrofila.
E’ solo che come dice Annalisa, mi piacciono le vite degli altri!Non perchè la mia sia scarsa, ma proprio mi innamoro. Così finiscono per diventare conoscenti, amici, parenti, discendenti.
Ho zii trovati morti sugli argini di un fosso, ho cugini suicidi o forse solo affogati, ho zie ragazze madri che trascuravano i figli. Ho parenti che vendevano dolciumi in un vecchio vagone abbandonato, davanti alla chiesa. Ho un parente che faceva il sosia di Indro Montanelli. Ho Keeton, di Guccini, con lo stesso tranch stile Bogart.
Più di tutto mi piace pensare che ho scelto che quel particolare della loro vita mi piaccia e ho scelto di costudirne il ricordo, anche se di me non sanno nulla. Eccome se mi piace. Non so spiegare bene il perchè, dev’essere pura curiosità. Come le otto di mattina e mia nonna mi spiega cos’ho sognato: dadi, vestiti da contadina russa, serpenti, cinture...









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sabato 17 gennaio 2009 - ore 11:14


X-FACTOR o GF .
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Che ci fanno queste anime
davanti alla chiesa
questa gente divisa
questa storia sospesa

a misura di braccio
a distanza di offesa
che alla pace si pensa
che la pace si sfiora

due famiglie disarmate di sangue
si schierano a resa
e per tutti il dolore degli altri
è dolore a metà

si accontenta di cause leggere
la guerra del cuore

il lamento di un cane abbattuto
da un’ombra di passo

si soddisfa di brevi agonie
sulla strada di casa
uno scoppio di sangue
un’assenza apparecchiata per cena

e a ogni sparo all’intorno
si domanda fortuna
che ci fanno queste figlie
a ricamare a cucire

queste macchie di lutto
rinunciate all’amore
fra di loro si nasconde
una speranza smarrita

che il nemico la vuole
che la vuol restituita
e una fretta di mani sorprese
a toccare le mani

che dev’esserci un modo di vivere
senza dolore
una corsa degli occhi negli occhi
a scoprire che invece
è soltanto un riposo del vento

un odiare a metà
e alla parte che manca
si dedica l’autorità


che la disamistade
si oppone alla nostra sventura
questa corsa del tempo
a sparigliare destini e fortuna.

Che fanno queste anime
davanti alla chiesa
questa gente divisa
questa storia sospesa


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