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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
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OGGI IL MIO UMORE E'...

Mio.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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venerdì 9 marzo 2007 - ore 17:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Forse non è proprio legale sai,
ma sei bella vestita di lividi,
mi incoraggi ad annullare i miei limiti,
le tue lacrime in fondo ai miei brividi.

Lasciami leccare l’adrenalina.

Voglio cercare la mia alternativa,
e la mia alternativa è la scossa più forte che ho
.

Muovo le molecole immobili,
sei più bella vestita di lividi,
lasciami leccare più forte un po’
le tue lacrime in fondo ai miei brividi.

Lasciami leccare l’ adrenalina.




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venerdì 9 marzo 2007 - ore 13:26


I monologhi della vagina.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Festa o non festa delle donne, poco importa, importa invece che io sia rientrata in un teatro, perchè mi mancava.

[[ Ma se tu provi a dire VAGINA mille volte, non ti sembra più così ridicola come parola, assomiglia a "naso", "braccio", "occhio". ]]

No, non m’ha fatto così ridere, non per molto, non per tutto.
Mi ha fatto pensare, a quanto ancora ognuna di noi non sa sul suo piccolo grande mondo.

[[ "lasciati guardare, si ora ho capito: sei tenera, dolce e ribelle"
<< e tu...hai visto tutto questo ...la dentro??>>
Comincia a sentirmi come lui l’aveva vista, comincia a sentirmi tenera, dolce e ribelle. Lui è un uomo normale, uno che di Vagine se ne intende.
]]

Un esplosione mistica di orgasmi bestiali, rockers, religiosi, acquatici.
Un esplosione rabbiosa di ginecologi, tampax, e deodoranti intimi.
Un esplosione di femminilità.

E violenze etniche, gambe chiuse, ma poi di nuovo aperte per un parto.

Mi sono persa Rocco Siffredi al Mojto.
Mi sono persa il pacco costipato dentro ad un perizoma.

Ma credo d’aver trovato una cosa in più per essere fiera.


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giovedì 8 marzo 2007 - ore 18:25


FuR [ ]
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Niente alcool nelle vene, ma immagini circensi negli occhi.
Un film su Diane Arbus, un ritratto immaginario bellissimo.
Una beat generation che mi colpisce più di quanto immaginassi.
Un film di quelli che non credo si riescano a capire fino in fondo, ti fanno restare sognante davanti a certe personalità cosi tenere e nella loro tenerezza così audaci.

[[ Di un bagno con un uomo-lupo, dell’ancheggiare materno in un ballo nudo. ]]

Pareva di sentire l’aroma dell’infuso, l’odore dolciastro dei tessuti su cui si poggiano labbra e saliva.
Pareva di desiderare quasi quella dimensione, dell’indefinito.
Quell’indefinito che a volte sembra un buco nero, ma agli occhi della normalità, tutto ciò che è diverso è oscuro e pericoloso.
Un indefinito normalizzante, che rende felici, che rende sereni, un poco tutti a nostro modo, favolose fiere da baraccone.

Una macchina fotografica che non si usa subito, ma raccontale un segreto e la pellicola s’impressionerà da se.







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mercoledì 7 marzo 2007 - ore 18:43


Coincidenze.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Capitano coincidenze strane (tu Max puoi confermarlo) e ti trovi a sorridere nascondendo la smorfia dietro ad una pagina da sottolineare.
Stesso marchio sul polso, stesso polso, stesso rosso sbiadito, stessi contorni incerti.
Stesso astuccio plebeo, fatto di: stecca, evidenziatore e penna raccolti da un elastico per capelli.

Ragazzo e ragazza in aula studio.

Ti vien voglia quasi di dire, che la cosa ti diverte.

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martedì 6 marzo 2007 - ore 22:20


apro il libro.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come seta e sangallo, pensieri lisci e traforati, avvolgono i ricordi.
Ci sono lamenti di bambina, pianti soffocati parole dure e rassicuranti che m’hanno insegnato a degluttire tutto.
C’è il tempo, ogni cosa ha il suo tempo.
Per il dolore servono 24 ore, minuto più minuto meno.
In 24 ore, non rubi il tempo a nessuno, puoi risultare più scontrosa e meno loquace, ma il giorno dopo basteranno una scusa e due battute per rimediare.
In 24 ore, hai il tempo per andare in bagno, guardarti allo specchio, scoppiare a piangere, aprire l’acqua, sciacquarti il viso, scendere in cucina e chiedere a tua madre come le riesce così bene la torta alla mandorle.
Ci sono paure che porterai avanti sempre.
Ci sono confini che t’hanno proibito, quelli che conosci solo tu, eppure, proprio quelli li hanno sminuiti, calpestati, c’hanno costruito un Autogrill e così li sostano tutti, tranne te, che non ci sei mai arrivata e che 24 ore di viaggio non bastano.
Ci sono certi pensieri che riguardano sentimenti e persone, che riguardano le proprie paure. A quelli t’hanno sempre imposto di non dedicarci tempo, t’hanno insegnato che è persona fragile colei che parla e parla del suo mondo.

Hanno scandito tempo ed importanza del tuo mondo, hanno associato ad ogni smorfia un pensiero prima ancora che parlassi.
Ci sono persone che riescono a supplicare un aiuto, una fottuta "buona parola" per loro, che il mondo è cattivo.
Ci sono persone che si fanno consolare.
Ci sono momenti in cui capisci che sei disintegrata, sparpagliata, che non basta un fottutissimo giorno di 24 fottutissime ore per ricomporti.
Che non basta una fottutissima ramanzina sul come stanno i fottutissimi africani, con le loro fottutissime mosche per riempirmi di sensi di colpa e reprimere paure, sentimenti ed emozioni quotidiane.
Ci sono momenti che non basta una fottutissima canzone per rallegrarti, ne una battuta, neppure le lancette dell’orologio che ti dicono "tranquilla, le 24 ore stanno passando".

Ma avvengono episodi strani in cui tutto corre e tu, solo tu, decidi di stare ferma.
Solo tu, nuda come un verme, ad aspettare di prenderti per mano.
Solo tu, che t’eri abbandonata, pensando che fosse giusto, che era quello che t’avevano sempre detto, che era come t’avevano sempre trattata.
Solo tu, che t’eri affezionata all’idea dell’acciaio.
Solo tu, che hai 22 anni e devi crescere, che hai 22 anni e non conosci un cazzo di te.
Solo tu, che per 22 anni hai sentito di re che NON E’ IMPORTANTE, che niente di quello che ti succede dentro è importante, solo tu.

Gli altri che si muovano, che urlino pure.


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giovedì 1 marzo 2007 - ore 21:46


bellissimo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quonto odio, dover dipendere da qualcuno, è la cosa peggiore che esista, in assoluto, la peggiore per me.

Astenersi da commenti:
- quelli del comitato "Sorriso bianco"
- innamorati
- diabetici
- banche
- quelli "PIS EN LOV"
- quelli che mangiano i wurstel lessi
- pisellini primavera
- Pippo Baudo
- sedie pieghevoli
- mia madre
- Gianni e Pinotto
- chi rutta e poi mette la mano davanti all bocca.
- chi ha la lordosi
Se si salva qualcuno, avvisatemi, che provo il tiro al bersagli con lo yo-yo, dovrebbe funzionare come il boumerang...(nella mia contorta immaginazione.)



Forse non è tanto legale sai, ma sei bella vestita di lividi...



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mercoledì 28 febbraio 2007 - ore 10:56


-mutandis-
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stirare alla mattina, mi fa male.



Sarà il vapore, sarà che ancora non riesco a capire come cazzo si faccia a stirare i boxer.
Ma si stirano i boxer?
Perchè ho provato per l’ennesima volta promettendomi che sarebbe stata l’ultima.
Ci rinuncio piegateveli da soli, io non capisco manco come si piegano.
Mi rendo conto certi giorni, che la mia intelligenza ha limiti molto marcati quando si parla di cose pratiche.

-mi ci è voluto un anno per capire che non era dalla punta che si inserivano le mine nella matita, ma che esisteva il cappuccio in alto per un motivo...

-tanto e tanto per riuscire a legare le scarpe .

-mi ci son voluti due compassi nel giro di una settimana, per capire che non dovevano essere usati come antistresss..

- mi ci è voluta mia nonna per capire come si fa la treccia ai capelli dopo mesi che mia amdre ci provava.

-un sacco di sedute spiritiche sopra quaderni di matematica, tra tirate d’orecchi e "ma perchè non capisci???????" per riuscire a capire le proporzioni..


Ma alla fine, ci arrivo....si...
ma vuoi mettere far finta che il compasso sia Carla fracci è giù di "morte del cigno"?
Vuoi mettere riuscire a fare una cotonatura ad una bambola (cercando di farle la treccia)?
Vuoi mettere 1 etto di liquerizie con 1000 grammi di mentine?
Vuoi mettere tutte le cicatrici che ho sulle ginocchia e i lacci posseduti che si liberano da soli?

Pff... incompetenti.


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martedì 27 febbraio 2007 - ore 11:12


Ora l’ho capito, è il Vivincì.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non fare la splendida, che passi due giorni a letto con l’influenza e al terzo decidi di andare a Ferrara e vedi le scale e tutto un mondo nuovo (stile Paura e delirio a LasVegas).
Leggevo, nel bollettino ecologista "Grido delle Ninfee" di Ferrara, che la mia città adottiva è una con il più alto tasso di morti per tumori, gnanca mae.
Pensavo che il famigerato petrolchimico che miete morti esistesse solo a 30 km da casa mia, invece ce n’è uno tra Pontelagoscuro e Occhiobello che decide di far nevicare polvere bianca di notte, sui davanzali delle casa mentre la gente dorme.
Chi lo direbbe mai, che tra quelle due infime terre sempre immerse nella nebbia ci sia la morte? io mai.
Così pensavo che è tutto una presa per il culo.
Che l’Emilia coltiva e raccoglie frutta e verdura, della migliore, e poi...si muore per tutmore per via del petrolchimico...


Che me l’avessero detta sta cosa in un giorno dove in Vivincì avesse fatto effetto, ok, avrei degluttito e alzato a palla la musica, pensando che tanto di qualcosa dovrò morire.
Ma ne ieri, ne oggi, vivincì o aspirina fanno effetto e non mi tolgono sto cazzo di male al dente del giudizio, quindi sono ancora più incazzata col mondo.

E vaffanculo.

Stiamo qui a sparar sentenze come ce ne importasse qualcosa del mondo, Zio Can, che ci pestano e siamo felici e contenti.
Com’è sta storia, che continua ad andare avanti?
Com’è che se non parli di Cazzo sei lesbica, ma se inserisci quella parola 3 volte in una frase passi per Zoccola?
Com’è che nessuno ti dice che i primi 6 mesi per un bambino segnano tutta l’esistenza?
Com’è che nessuno ci fa riflettere sul perchè una madre accoltella un bimbo, confondendo la vittima, confondendoci così tra i carnefici?
Com’è che tutti hanno le mamme perfette, ed io ne ho una che mi ha avuta a 22 anni e voleva buttarmi dalla finestra?
Com’è che ho mal di denti e non c’ho voglia di andare dal dentista?
Com’è che sto mondo di merda mi ha rotto, con tutti i suoi facili giudizi, le sentenze i moralismi, i concetti di sinistra e quelli di destra, quelli dei Gay, degli etero?

Com’è che sono così negativa oggi?
Sarà il Vivincì che sa di sale, e non profuma di mare.

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domenica 25 febbraio 2007 - ore 17:53


-ghetto-
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A quelli che riflettono sopra a frasi tipo questa: Tanti diversi, danno forma ad un uguale.
A quelli che chiamano per farsi ricordare.
A quelli che non credono che il dolore degli altri, sia dolore a metà.
A quelli che riescono ad indossare qualsiasi vestito.
A quelli che hanno passato gli anni migliori a rincorrere la gente, sentendosi diversi e poco appropriati.
A quelli che hanno smesso di correre ed ora giocano con i lacci delle scarpe.
A quelli che vedono gli altri come una massa di carne umana, indistinta.
A quelli che si sentono.
A quelli che non vogliono sentire.
A quelli a cui va di ricordare sempre il meglio delle persone, anche quando hanno colpito.
A quelli che non riescono a non rispondere ad un vecchio.
A quelli che non hanno mai capito la raccolta dei "gattini in ceramica" che danno in edicola.
A quelli che non sottovalutano l’importanza della vocale, lEvatrice e non lAvatrice.
A quelli che progettano il loro funerale a sedici anni, ma ancora si divertono ad arricchirlo, quando ne hanno 22.
A quelli che sentono l’odore della neve e quello del vento.
A quelli che se li toccano d’estate s’incazzano, perchè fa caldo.
A quelli che dicono "può sembrare una domanda stupida...".
A quelli che amano lo scontro, perchè è vita, perchè ci si mette così poco poi per dimenticare, perchè altirmenti ci si annoia.
A quelli che non si portano mai la coperta allo Sherwood e tornano a casa con l’umidità.
A quelli che non hanno mai trovato il loro nome su quei braccialettini nelle località turistiche.
A quelli del "vengo io da te."
A quelli "seeeeeeeeeeeeee??"
A quelli che scarabocchiano sui libri nuovi.
A quelli che ogni tanto canticchiano "libertà non è star sopra un albero..."
A quelli che hanno visto il 68 come il paradiso terrestre, il G8 come una rivoluzione e Vicenza come una sconfitta.
A quelli che scrivono sul termosifone di ghisa in camera "continua ad essere una vagabonda delle stelle".
A quelli del NO, sempre e comunque solo per il gusto di andare contro, ad un opinione o ad un ordine.
A quelli che non hanno pazienza.
A quelli come me che oggi è una giornata bloccata, con un piede nel presente e la voglia di partire.
Sfoglio pagine di moduli per un Erasmus che non so se riuscirò mai a fare, ma a quelli che dicono che stanno bene solo fuori casa, io do un abbraccio.
A quei tristi vagabondi a metà, che non sanno mai qual’è la scelta giusta, a questi vagabondi tristi sorrido fiera, che prima o poi la scelta giusta la faremo, che verrà il tempo in cui non sbalgieremo più e saremo sereni!
Nel frattempo, meglio fare tutti gli sbagli possibili, così eviteremo di ricascarci in futuro.




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venerdì 23 febbraio 2007 - ore 18:54


-Felinando-
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A me fanno morire le bestiacce di casa mia, soprattutto questa, gran signora che si sdraia con queste pose nobilissime che tu esci e non puoi fare a meno di scoppiare a ridere.
Grazie Ernestina perchè da quando sei entrata in menopausa forzata sei diventata molto più simpatica!



[E’ nobile, la panza si può toccare, ma solo con delicatezza.]

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