HAI MAI DANZATO COL DIAVOLO NEL PALLIDO PLENILUNIO!?!?...lasciate ogni speranza o voi ke entrate...
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venerdì 2 aprile 2004 - ore 18:14
Attimo
(categoria: " Pensieri ")
Guarda questa porta carraia! Nano! continuai : essa ha due volti. Due sentieri convengono qui: nessuno li ha mai percorsi fino alla fine. Questa lunga via fino alla porta e all'indietro: dura un'eternità. E quella lunga via fuori dalla porta e in avanti é un' altra eternità. Si contraddicono a vicenda, questi due sentieri; sbattono la testa l'uno contro l'altro: e qui, a questa porta carraia, convengono. In alto sta scritto il nome della porta: attimo. Ma, chi ne percorresse uno dei due sempre più avanti e sempre più lontano: credi tu, nano, che questi sentieri si contraddicano in eterno?>>.<<Tutte le cose diritte mentono, borbottò sprezzante il nano. Ogni verità é ricurva, il tempo stesso é un circolo>>. Tu, spirito di gravità!, dissi io incollerito, non prendere la cosa troppo alla leggera!
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giovedì 1 aprile 2004 - ore 14:29
1 Aprile
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...oggi è il primo Aprile...pesce d'Aprile...potevo trattenermi da fare skerzi stupidi? Sì potevo...ma xkè mi devo trattenere e non lasciare libero sfogo alla mia cretinaggine? Ho iniziato appena arrivato dicendo al boss ke uno perkeggiando gli aveva fatto fiancata e culo e ke io avevo preso il numero di targa del bastardo. E' sceso giù di corsa a vedere e...bhe...indovinate...ma insomma avrebbe dovuto essere stato felice ke la sua makkinetta era ancora intatta.
Ho "sbadatamente" staccato la spina ad un mio collega passando facendogli perdere un po' di lavoro (si è incazzato quasi più del boss...ma...gli passerà...). Ad un altro ho staccato tastiera e mouse e c'ha messo un po' a capire ke il suo non era un problema dovuto alla sbagliata interpretazione binaria dei dati in imput o ad un problema sullo stack I/O dovuto ad un errato indirizzamento dei bit nella ram o ad una paginazione della memoria sballata (è un po' flashato poverino...non riesce a fare ragionamenti semplici). Ad un altro ho staccato la cornetta del telefono così quando ha risposto gli è rimasta la cornetta in mano ma il filo era staccato...si è pure incazzato xkè non si sentiva niente...insomma...mi sto divertendo...anke se penso ke prima o poi ricambieranno e...la cosa un po' mi preoccupa...
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PERMALINK
mercoledì 31 marzo 2004 - ore 09:56
lalla la...lallalla...la la
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare. Tutti questi arditi uccelli che spiccano il volo nella lontananza, nell'estrema lontananza, di sicuro, a un certo momento non potranno più andare oltre e si appollaieranno su un pennone o su un piccolo scoglio- e per di più grati di questo miserevole ricetto! Ma a chi sarebbe lecito trarne la conseguenza che non c'è più dinanzi a loro nessuna immensa, libera via, che sono volati tanto lontano quanto è possibile volare? Tutti i nostri grandi maestri e precursori hanno finito coll'arrestarsi; e non è il gesto più nobile e il più leggiadro atteggiamento, quello con cui la stanchezza si arresta: sarà così anche per me e per te! Ma che importa a me e a te! Altri uccelli voleranno oltre! Questo nostro sapere e questa nostra fiducia spiccano il volo con essi e si librano in alto, salgono a picco sul nostro capo e oltre la sua impotenza, lassù in alto, e di là guardano nella lontananza, vedono stormi d'uccelli molto più possenti di quanto siamo noi, i quali agogneranno quel che agognammo noi, in quella direzione dove tutto è ancora mare, mare, mare! E dove dunque vogliamo arrivare? Al di là del mare? Dove ci trascina questa possente avidità, che è più forte di qualsiasi altro desiderio? Perché proprio in quella direzione, laggiù dove sono fino ad oggi tramontati tutti i soli dell'umanità? Un giorno si dirà forse di noi che, volgendo la prua a occidente, anche noi speravamo di raggiungere l'India, ma che fu il nostro destino a naufragare nell'infinito? Oppure, fratelli miei? Oppure..."
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lunedì 29 marzo 2004 - ore 10:39
Stop
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...e niente...l'influenza mi ha beccato...e io ke credevo di essere immortale...insomma da mercoledì sono completamente fermo con tutto...non si può andare avanti così...al momento mi è rimasto solo un rafreddore assurdo ke mi costringe a respirare dal...bhe...ci siamo capiti...dalla bocca no!!?? Passerà prima o poi...e forse prima riesco a diventare campione di apnea...gli sviluppi alla prossima.
Ah...se qualke bona e generosa infermiera mi vuole offrire il suo aiuto e alleviare così i miei dolori...
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mercoledì 24 marzo 2004 - ore 11:37
E' inutile...
(categoria: " Riflessioni ")
Non esistono realtà o verità assolute...esistono solo diverse interpretazioni di una stessa realtà o di una stessa verità...a ciascuno la sua interpretazione.
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martedì 23 marzo 2004 - ore 13:05
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(categoria: " Riflessioni ")
"nessuno osa più esporre se stesso, ma ciascuno prende la maschera di uomo colto, di dotto, di poeta". Si diventa così "uomini che non vedono quello che anche un bambino vede"
L'uomo invidia l'animale, che subito dimentica [...] l'animale vive in modo non storico, poichè si risolve nel presente [...] l'uomo invece resiste sotto il grande e sempre più grande carico del passato: questo lo schiaccia a terra e lo piega da parte. Per ogni agire ci vuole oblìo: come per la vita di ogni essere organico ci vuole non solo luce, ma anche oscurità. La serenità, la buona coscienza, la lieta azione, la fiducia nel futuro dipendono [...] dal fatto che si sappia tanto bene dimenticare al tempo giusto, quanto ricordare al tempo giusto...
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venerdì 19 marzo 2004 - ore 10:27
Passato...presente...futuro...
(categoria: " Pensieri ")
"Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: "Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!". Non ti rovesceresti a terra digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: "Tu sei un Dio e mai intesi cosa più divina"? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: "Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?" graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun’altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?"
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giovedì 18 marzo 2004 - ore 09:33
De Andrè
(categoria: " Musica e Canzoni ")
...non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano...
...il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio...
...non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore...
...lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore...
...io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore"...
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mercoledì 17 marzo 2004 - ore 12:16
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(categoria: " Pensieri ")
Certi invecchiano troppo, anche per le proprie verità e vittorie; una bocca sdentata non ha più diritto a ogni verità. E chiunque vuole avere la gloria, deve prender per tempo congedo dagli onori e applicare l'arte difficile di andar via al momento giusto. Proprio quando si è più saporosi, bisogna smettere di lasciarsi mangiare: ciò sanno coloro che vogliono essere amati a lungo. Certo, vi sono mele acerbe, la cui sorte è di attendere fino all'ultimo giorno d'autunno: esse diventano al tempo stesso mature, gialle e grinzose. In alcuni è il cuore che invecchia per primo, in altri la mente. E certi sono vecchi da giovani: ma una tarda giovinezza è lunga giovinezza. Per molti la vita è un fallimento: un verme velenoso li rode nel cuore. Proprio per questo dovrebbero fare in modo di riuscire tanto meglio a morire. Altri non diventano mai dolci, già destate marciscono. La viltà li tiene attaccati al ramo. Fin troppi vivono, e troppo a lungo restano appesi ai loro rami. Venisse una tempesta a scuotere giù dall'albero tutti questi marci e bacati! Venissero predicatori della rapida morte! Questi sarebbero per me le tempeste squassanti, che devono investire gli alberi della vita! Ma io sento predicare solamente la lenta morte e la pazienza per tutte le cose terrene. Voi predicate la pazienza per le cose terrene? Ma sono le cose terrene ad avere troppa pazienza con voi, detrattori!
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martedì 16 marzo 2004 - ore 17:01
Niente titolo...caso!!!!
(categoria: " Pensieri ")
...La natura è il pensiero astratto, che fu concreto, risultato dell'attività spazializzatrice e temporalizzatrice del pensiero, il quale è fissato come un fatto a sè stante, indipendente dal pensiero stesso. Ma in qualità di pensiero non attuale, ma pensiero pensato come altro dal pensiero in atto, la natura è errore, un momento continuamente superato nell'atto del pensare: l'errore, infatti, nel momento medesimo in cui è pensato, e quindi riconosciuto come errore, è di fatto già superato; la conoscenza dell'errore è infatti verità, cioè la conoscenza è, proprio in quanto conoscenza, sempre vera...
...L'Io trascendentale, ossia il soggetto unico e unificatore, non è quindi un essere o uno stato, ma un processo costruttivo. Per esso niente è già fatto, ma tutto è sempre da fare: propriamente, quindi, non si può dire che lo spirito o l'Io trascendentale è, in quanto non è una sostanza. Se fosse delimitato o ristretto ad essere una sostanza, lo spirito diventerebbe un dato, cioè un pensiero pensato sottratto alla soggettività e contrapposto all'io stesso, cioè diventerebbe natura....
...nel momento in cui qualcosa è conosciuto, esso non può esistere fuori ed essere altro dal soggetto trascendentale che lo conosce e viene, dunque, a far tutt'uno con esso....
...nel momento in cui l'altro è pensato e, dunque, riconosciuto come tale, esso viene posto entro l'atto del pensare e, quindi, superato in quanto altro; ad essere precisi, non si può più parlare dell'esistenza dell'altro....
...l'educazione è un processo di autoeducazione, tramite il quale si realizza l'unità, nel soggetto trascendentale, di maestro e allievo. Rispetto a questo perdono importanza gli accorgimenti meramente esteriori forniti da tecniche didattiche o conoscenze psicologiche e così via, le quali presuppongono una relazione di alterità fra i protagonisti del processo educativo. L'educazione viene invece concepita come un potente veicolo di coesione e unificazione delle individualità empiriche, in modo tale da portare alla formazione di un unico spirito....
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