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jijotdl, 30 anni
spritzino di Todo el World
CHE FACCIO? Mi arrabatto
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
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STO LEGGENDO



HO VISTO

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire.




STO ASCOLTANDO

I silenzi che ho trovato,

Il respiro calmo di chi mi sta serenamente vicino...


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Pantacollant e infradito

ORA VORREI TANTO...

Ho già quello che vorrei tanto,
anzi no,
questo:



STO STUDIANDO...

come sopravvivere per almeno i prossimi 25 anni...

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) sentirsi dire, a freddo, da un Amica:
Per fortuna non ne esistono molti come te...
perchè altrimenti non ti si potrebbe apprezzare.

e commuoversi
2) Anche oggi aver aperto gli occhi per svegliarmi in questa giungla e con un gran sorriso aver dato inizio ad una nuova guerra ,
perchè quando il gioco si fa duro, i duri sorridono.....

3) fare l'amore con una persona speciale e sentire i brividi...poi avere la sua testa sulla tua pancia e accarezzargli i capelli!
4) ..quelle notti che sembrano non finire mai in compagnia dei due amici che contano di più, in cui la stanchezza non si fa sentire e allora per fermarti "qualcuno" si è inventato l'alba...
5) Perdere a DAMA ETILICA (vodke al posto delle pedine!)
6) La carbonara!


Come il rutto.....
libero, appunto.

pensieri, parole non pensate, libere, slegate da tutto, legate solo dalla spontaneità

sciaooo sderenantiiii

ee

buoonnn poomerigggggggiooooooooooo

Firmato:
[Tdl]
****************************************



CARPE.... CARPE.... CARPE DIEM.... COGLIETE L’ATTIMO, RAGAZZI.... RENDETE STRAORDINARIA LA VOSTRA VITA....”!

"Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse.
E il mondo appare diverso da quassù."

Ci teniamo tutti ad essere accettati. Ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri anche se ad altri sembrano strani ed impopolari, anche se il gregge può dire "non è beeene"!!

"La poesia nasce da tutto ciò che ha una scintilla di rivelazione..." [Keating (un grande Robin Williams)]
****************************************

...IL RE DEI FOLLI

Ho visto il dito puntato della gente
ridere di me, per la mia follia
una volta mi ferivano queste cose
adesso rido insieme a loro

perchè sono il re dei folli
e chissà che non ho ragione
o forse han ragione loro
ma mi piace tanto pensare
che sono il re dei folli
e son felice di esserlo... [GuruGù]
******************************



########################

Attenti mordo...

ma non sempre

***********************************



***********************************



***********************************






(questo BLOG è stato visitato 27054 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
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mercoledì 1 giugno 2005 - ore 20:29


Corsi e ricorsi storici
(categoria: " Pensieri ")


1978:

- Muore il Papa
- La Juve vince lo scudetto
- Il Liverpool vince la coppa campioni
- La Fiorentina si salva all'ultima giornata
- L'Inter vince la coppa italia
- L'Ascoli è promosso in Serie A giocando l'ultima partita con il Modena


2005:

- Muore il Papa
- La Juve vince lo scudetto
- Il Liverpool vince la Champions
- La Fiorentina si salva all'ultima giornata
- L'Inter è finalista di Coppa Italia....
- L'Ascoli è in lotta per i playoff per la promozione in A e deve giocare
l'ultima partita con il Modena....



L'anno dopo il 1978 il Milan finì in B e il suo presidente fu arrestato.....

FOSS' A' MADONNAAAAAAAAAAA!!!




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mercoledì 1 giugno 2005 - ore 20:12


aggiornament a vuoto:
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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mercoledì 25 maggio 2005 - ore 09:12



(categoria: " Amore & Eros ")


Google Newsgroup: it.sesso.racconti
Da: "Diagoras"
Data: Sat, 21 May 2005 20:04:37


IPSENIS


Finalmente avevano trovato l'acqua.
Il bambino iniziò a tirare fuori manciate di sabbia
bagnata, ammucchiandole attorno alla buca.
La ragazzina, sua compagna di giochi, prendeva
quella stessa sabbia e la compattava nelle mura
del castello che stavano costruendo.


Ogni tanto, qualche onda più potente, arrivava
a lambire la loro creazione, erodendola in modo
lento ma inesorabile.
Rapidamente, i due bambini aggiustavano i danni
con nuove manciate di sabbia, rinforzando le difese
che dovevano proteggere il loro gioco.


" Poi facciamo anche il ponte levatoio..." .
" Prima, però, costruiamo le torri... ".
" E va bene " .


La spiaggia non era troppo affollata, ma gli altri
ragazzini del villaggio si erano messi a giocare
con il pallone poco più avanti, costituendo una
continua minaccia per il loro lavoro.


" Se quell'antipatico di Andreas ci rompe il castello
con una pallonata, lo prendo a pugni " fece il bambino,
preoccupato dell'eventualità.
Lei lo guardò con un misto di ammirazione e di
fastidio. Se c'era da attaccare briga, lui certo non
si tirava indietro. Anzi.
Sistemandosi i lunghi capelli neri dietro le orecchie,
iniziò a costruire una delle torri di guardia sul
muro di cinta.


Proprio in quel momento un'ondata più grossa
arrivò fino a loro...


*******************


....arrivava fino a loro, cullandoli e avvolgendoli.
L'uomo e la donna, nudi sul letto matrimoniale, si
accarezzavano lentamente, un filo di aria fresca
che entrava dalla finestra aperta, il chiarore della
notte che disegnava i loro giovani corpi, lo sciabordio
delle onde del mare che arrivava fino a loro,
cullandoli e avvolgendoli.
La mano di lui indugiava sulla pelle abbronzata
della schiena di lei, quasi sfiorandola, delicata ma
carica di desiderio e di amore.
Scendeva lungo la colonna vertebrale, solleticando quella
zona così sensibile a confine tra la schiena ed i glutei,
per poi insinuarsi nel solco delle natiche, impaziente.


Lei, la sua compagna di vita, era abbandonata sulle
lenzuola percorsa da brividi e da sospiri di piacere.
Un dito aveva preso a massaggiarle l'ano, con
movimenti sapienti, esperti, deliziosi.
E la lieve pressione che quel dito esercitava, ad
intervalli mai regolari, stimolava sempre più la
sua fantasia, facendole pregustare tutto quello che
sarebbe accaduto. Con calma, come piaceva e lei,
sarebbe arrivata a godere con ogni centimetro del
suo corpo, la sua pelle sempre più sensibile e
bollente.


Ma con calma. Senza alcuna fretta.
Piano piano...


************************


....piano piano. Questa è, ormai, la loro andatura.
I due anziani camminano lentamente, come tutte le
mattine, sul lungomare.
Lui si appoggia ad un bastone, la schiena curva, il
passo incerto e strascicato.
Lei lo tiene sottobraccio, al suo fianco, sorreggendolo
e sorreggendosi a lui.
Di fatto è quel bastone il loro unico appoggio.


La loro passeggiata procede lentamente, faticosamente,
caparbiamente...


**************************


....caparbiamente ripararono i danni provocati da
quell'ultima onda.
" Te l'avevo detto che dovevamo costruirlo più
indietro " disse la bambina, il viso arrossato e
sudato.
" Certo...così l'acqua, nella buca, la trovavamo
domani... ".
" Quando vuoi avere ragione ad ogni costo mi stai
veramente antipatico, sai ? " .
" E allora perchè il castello non te lo fai da sola ? " .


In silenzio, continuarono a lavorare la sabbia.
Lui, di nascosto, la guardò in viso, per vedere
quanto lei fosse arrabbiata.
Sperava che non si mettesse a piangere...


**************************


....piangere. Era così intenso il piacere che lui le
sapeva dare che si sarebbe messa a piangere di
gioia.
A fatica si era sottratta a quel dito che aveva preso
ad esplorarla internamente, entrando ed uscendo dal
suo ano.
Si era messa seduta sul letto, guardando il suo uomo
negli occhi, leggendo in quello sguardo l'attesa ed il desiderio.
Spingendolo con le mani sul petto, l'aveva fatto sdraiare,
ammirando il suo pene in completa erezione.
Inginocchiandosi tra le sua gambe, aveva preso a
percorrerlo con la lingua, quasi disegnandone il profilo.
Con la mano aveva ritratto la pelle e con le labbra, ora,
l'aveva circondato, assaporandolo.
Se lo faceva scivolare in bocca con delicati movimenti
circolari, i lunghi capelli neri a solleticargli i testicoli.
L'uomo, le mani intrecciate dietro la nuca, aveva chiuso
gli occhi, abbandonandosi alla sua bocca vellutata e
calda...


*********************


....calda e afosa.
Sicuramente la giornata più calda di quell'estate.
La passeggiata procede faticosamente, con frequenti
soste.
Una ragazza in bicicletta viene verso di loro.
I due anziani si fermano, guardandola arrivare preoccupati.
Ma lei li evita abilmente e sorride loro.
Il bastone si sposta in avanti e le loro stanche gambe
lo seguono. Un passo dietro l'altro.
E' quasi il momento di tornare indietro...


****************


....indietro. L'ennesima onda tornò indietro, risparmiando
il fragile castello.
I due bambini si erano stancati.
Lei guardava verso lo scoglio che si ergeva sul bagnasciuga,
trecento metri più avanti,
Quello scoglio enorme separava quasi a metà la lunga
spiaggia; la sua scalata era uno dei giochi preferiti dei
bambini del villaggio.
Lui, invece, guardava il mare, perchè aveva voglia di fare
il bagno.


" Facciamo una corsa ? " gli chiese lei, già in piedi e
pronta a scattare.
" Va bene " le rispose il bambino, alzandosi e scrollandosi
la sabbia dalle mani " Fino a dove ? " .
" Arriviamo fino allo... " .


****************************


....fino allo spasimo.
Le piaceva portarlo a quel punto, dove lei era padrona
assoluta del suo corpo e delle sue sensazioni.
Ora lo stava succhiando, una mano a massaggiare i
testicoli, un dito a stuzzicargli l'ano.
Stava per esplodere, lo sentiva.
Sentiva il pene gonfio tra le labbra ed i testicoli duri,
pronti a secernere il seme caldo.
Sapeva di torturarlo, anche se in modo piacevole.
Rapidamente era salita su di lui appoggiandosi la
punta del pene alla vagina, e quindi infilandoselo
decisamentre dentro, tutto, fino in fondo.
Aveva sentito le mani di lui afferrarle le natiche,
allargarle, e guidarla in un su e giù sempre più rapido.
Mille sensazioni le erano esplose nella testa, come un
gigantesco fuoco d'artificio.
Si era presa il seno tra le mani, stringendoselo ed
offrendolo alla bocca del suo amante: ben presto i
suoi capezzoli erano bagnati di saliva e sudore...


***********************


....sudore.
Seduti su una panchina, con un largo fazzoletto
bianco, il vecchio si deterge la fronte dal sudore.
Si stanno riposando un attimo, prima di riprendere
la strada di casa.
La moglie guarda verso il mare. E' stanca ed accaldata
anche lei.
Guarda lungo la spiaggia fino al grande scoglio, presenza
maestosa e misteriosa, schiaffeggiato perennemente
dalle onde; lo scoglio di...


******************


" ...lo scoglio di Ipsenis, dai. Arriviamo fin lì, lo tocchiamo
e ritorniamo indietro... " .
" Ci sto. Chi perde compra il gelato. Va bene ? "
Si guardarono negli occhi, con quello sguardo così
intenso e candido che solo due bambini di dieci anni
possono concedersi.
E via, di corsa.
I piedi veloci sulla sabbia, il fiato che si ingrossa, la
milza che inizia a dolere, corsero a tutta velocità
lungo la spiaggia, verso Ipsenis, vivendo quegli attimi
di assoluta felicità.
Toccarono lo scoglio quasi contemporaneamente, e
tornarono indietro cercando di superarsi a vicenda.
Di poco, ma il bambino precedette la sua amica.
Ansanti e sudati, si buttarono sulla sabbia.
" Hai perso, Maritsa. Come al solito..." .
" Guarda che l'altro giorno ho vinto io, Yorgos. Non
far finta di non ricordarlo... "
" Solo perchè ho dovuto evitare quella medusa che
il mare aveva portato sulla sabbia. Se no... " .
" E' una scusa...è una scusa...avevi perso e basta... " .
E così dicendo, Maritsa si rialzò e corse verso il mare,
tuffandosi nell'acqua tiepida.
Yorgos la seguì ridendo, gettandosi anche lui fra
le onde.
Presero a schizzarsi, ridendo felici ed eccitati...


**********************


....e felici e eccitati si rotolavano ora sul letto.
L'uomo l'aveva ora immobilizzata, baciandola a lungo.
Si guardavano negli occhi, con quello sguardo carico
d'amore e di passione che solo due amanti si
sanno regalare.
" Sei stanco, eh ? " diceva lei con sguardo malizioso.
" Chi ? Io ? Figurati...tu, piuttosto... " .
" Io ? Allora ti sfido...domani mattina, presto, andiamo
a correre sulla spiaggia.
Arriviamo allo scoglio di Ipsenis, lo superiamo, corriamo
fino a Halki e poi torniamo per il lungomare. Non ce la farai
a starmi dietro, Yorgos... " .
" Tu dici, Maritsa ? Vedremo. Naturalmente, chi perde paga
il gelato... " .
Maritsa, raggiante, scoppiava a ridere, abbracciandolo
e stringendolo a se.
E la passione cresceva nuovamente.
Ora Yorgos l'aveva fatta voltare e, baciandole la schiena,
riprendeva a titillarle l'ano con il dito.
Maritsa gemeva sommessamente, un'onda di marea che
cresceva in lei.
Quando, finalmente, il pene di Yorgos l'aveva penetrata,
facendosi largo fra le strette pareti dell'ano, Maritsa si era
sentita riempita, il piacere che dilagava impetuoso, fino ad
un orgasmo travolgente e meraviglioso...


**************************


....meraviglioso. E' veramente meraviglioso guardare
lo scoglio di Ipsenis.
Tanti ricordi passano nella mente di Maritsa.
Volta il viso verso il marito.
E si guardano lungamente negli occhi, con quello sguardo
stanco e profondo che solo due vecchi sanno darsi.
" Anche tu stai guardando Ipsenis, Yorgos ? " .
" E come potrei non guardarlo, cara. Fa parte della
nostra vita... " .
Lo guardano da lontano. Per le loro forze, ora, Ipsenis
non è più raggiungibile.


In silenzio si alzano dalla panchina.
Il bastone li aiuta, segna la rotta, è la loro ancora.
Ritornano lentamente verso casa.
" Maritsa ? " .
" Sì... " .
" Lo prendiamo un gelatino ? " .
" Buona idea. Però paghi tu, Yorgos. Mi pare di ricordare
che tutte le volte che hai perso quando facevamo le corse,
hai sempre trovato una scusa per non pagare... " .
" Ma quando mai ho perso io ? " .
" Oh...tante volte... amore mio..." .


Ridono. Le rughe dei volti si scavano e si approfondiscono.
Ma ridono come allora.
Come su quella spiaggia. quel giorno, uno dei tanti passati
a giocare.
Come su quel letto, quella notte, una delle tante passate
ad amarsi.




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venerdì 20 maggio 2005 - ore 13:01


PS
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Benvenuti ospiti, sempre graditi,

quando è il momento dei cazzi altrui

senza essere sgamati....

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venerdì 20 maggio 2005 - ore 12:55


Ieri sera volevo chiudere tutto..
(categoria: " Riflessioni ")


Ieri sera volevo chiudere tutto, baracca e burattini...

mi son detto ch non avevo più nientre da dire...

né quì, né altrove...

in fondo posso solo aspettare, mi son detto, anzi, DEVO....


NOOO, l'ho già fatto e non solo una volta, in passato....

questa notte non ho dormito,
una domanda mi assillava, fino a 5 minuti fà....

"Quanto PESA un KILO????,
Quanto è LUNGO un KILO????,
ma sopratutto,
Quanto VALE un KILO????"


IO
lo scoprirò presto,
ne sono certo costi pagarne care le spese...


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giovedì 19 maggio 2005 - ore 23:46


Tutto finisce dove tutto è cominciato.... o forse, è solo un'arrivederci... forse
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Colonnello consegna le tue armi
non puoi vincere la lotta è già finita
hai la Chiesa contro,
gli alleati hanno tradito
e hai già perso troppi amici
in questa guerra
hai preso parte a trentadue rivoluzioni
e trentadue rivoluzioni le hai perdute
Tienes que esperar!

Quando meno te lo aspetti
verrà un uomo
con la tua bandiera in mano

Cent'anni (cien años) de soledad
troppe sconfitte, troppi nemici
Tienes que esperar
tienes tienes que esperar

Cent'anni (cien años) de soledad
el presidente, el cardinal
el fundo monetario internacionàl
(Tienes que esperar) Remedios lavora
al mercato a San Cristobal
al banco della frutta di sua madre
a cinque anni ha già imparato
a fregare sul resto
con i gringos e i turisti giapponesi
discende dai Maya, signori della Terra
per un dollaro la puoi fotografare
e nelle foto non sorride,
ma sembra che ascolti
il suono di una musica lontana

Tienes que esperar
tienes tienes que esperar

Cent'anni (cien años) de soledad
di schiene piegate, donne picchiate
guardie bianche, mani armate
Cent'anni (cien años) de soledad
di vecchie canzoni dimenticate
dei giorni ribelli di Paddy Garcia
Padre Miguel vive nella Favela
cerca ogni giorno
di portare una risposta
ai meserabili, ai ladri,
ai bambini di strada
coi loro sguardi insieme duri e spaventati
alle puttane e alle jineteras
a quelli in fuga ai morti di fame
a loro Dio ha promesso
i cieli e la Terra
e gli altri uomini
li schiacciano nel fango

Tienes que esperar
tienes tienes que esperar

Cent'anni (cien años) de soledad
spera e aspetta, aspetta e spera
nascondi il crocefisso
e la bandiera rossa
Cent'anni (cien años) de soledad
di menzogne, di parate
di coprifuoco di vite rubate


ciao

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giovedì 19 maggio 2005 - ore 08:26


Ho riletto quello che ho scritto...
(categoria: " Riflessioni ")


non ci ho capito granchè,
comunque vi avevo avvisati

ma forse il succo del discorso è che volevo solo dirvi che mi sto stempiando


ahahhaahhahahahahahahahahahahahahaha
ahahhaahhahahahahahahahahahahahahaha
ahahhaahhahahahahahahahahahahahahaha
ahahhaahhahahahahahahahahahahahahaha
ahahhaahhahahahahahahahahahahahahaha
ahahhaahhahahahahahahahahahahahahaha




#################
post delle 11 e sparaqualcosa...



giustamente chi ha riletto il post di ieri si è accorto che manca una conclusione a questi sconclusionati pensieri...

e allora eccola:


"la ricorderò sorridente e radiosa come un sole che risplende la vita...
(si insomma e altre cagate del genere)

vai dj:

Una rotonda sul mare
Il nostro disco che suona
Vedo gli amici ballare
Ma tu non sei qui con me.
Amore mio
Dimmi se sei
Triste così come me,
dimmi se chi ci separò
è sempre lì accanto a te
se tu sei felice con lui
o rimpiangi qualcosa di me,
io ti penso sempre sai,ti penso.
Una rotonda sul mare
Il nostro disco che suona
Vedo gli amici ballare
Ma tu non sei qui con me


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mercoledì 18 maggio 2005 - ore 21:09


Come il rutto..... libero, appunto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


pensieri più sgangherati del solito,
sconnessi che nemmeno io, a volte, riesco a capire,


tira il vento da ovest, il vento dei gran cambiamenti, e qualcosa già si fiuta nell'aria...
cosa??, bha non lo so, in realtà i cambiamenti non sono mai radicali, avvengono sempre per gradi, un pò alla volta, basta accorgersene...

"...Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx...." recita(più o meno) uno dei monologhi del cinema italiano più belli in assoluto.

Mortus est... seppejio a... ovest???
... onestamente no eo sò, parchè me sò perso
e no sò gnanca indove me trovo...

ed è così per molti che conosco...

Periodo, full...
come ogni anno, dirà chi mi conosce...
son reduce da una sderenante trasferta lavoro/alpini/lavoro nei bellissimi posti del Parmense, dove le parmigiane vengon su bene a prosciutto, culatello e regiano ... o, perlomeno i loro davanzali....


Cambiamenti,
già perdersi per la pianura padana, vuol dire che fai fatica a trovare la strada per tornare a casa...
alle volte basterebbe trovarne una, anche a caso, che ti porti chissà dove....

c'è chi a 27 anni vorrebbe un Uomo, ma riesce ancora ad incasinarsi la vita con un semplice uomo, ma le volgio un gran bene perchè comunque è forte, e poi dobbiamo ancora fare una serata alcolica come TItti comanda ...
e comunque 27 sono ancora pochi quanto basta per perdersi ancora nelle cotte da una notte e via che ti portano non importa dove...

c'è chi a 24 anni è già uno che considero con le palle, perchè alla fine è riuscito a mettersi in proprio con un'attività "umana", il barman, anzi no, barista(mi piace di più) e che vuole mollare tutto, o forse anche lui cerca semplicemente una strada che lo porti non importa dove...

c'è chi a 24 anni (e non è la stessa persona) è innamorata di un manfano
che riesce ad avere la delicatezza di un bisonte sulle uova e a volte non capisco perchè... e non chiedetemi cos'è un manfano perchè devo ancora capirlo...anche se intuisco cosa vuol dire...
e che comunque spesso, troppo spesso trema alla vista di una nuova strada che la porterà proprio dove lei vuole anche se è forte come una roccia...

c'è altra gente che sta cambiando, gente che cerca millemila lavori che se va avanti così devono abbatterla perchè alza la disoccupazione nazionale visto che li lavora tutti lei,poi adesso ci si mette anche il moroso...(in bocca al lupo a tutti e due)

c'è gente che vede finalemente coronarsi la fine della vita scolastica, con la quasi conclusione di una tesi partorita a 4 mani e due coglioni con pisello... quello del moroso che le ha fatto da babysitter per un pò di mesi, una volta tanto che non ne ha bisogno lui...(complimenti a tutti e due)

e poi...
poi,
poi ci sono io,
un 25enne che ha tanti sogni persi in un cassetto che è più perso di lui

che manda a ffanculo ogni quarto d'ora una persona, per rendersi conto che è Nnamorato cotto di lei nonostante tutto, ma proprio tanto.
che al ciao gigio risponde puntuale:
"ciao fioi sò finio, sò da titti con la gegia"

che, est o ovest non importa dove i me seppejisse,
mi basta acer vicino le persone a me care,
che al mssimo la mia calvizia potrebbe sfidare Eddie Merckx, ma non me ne frega poi tanto,
che nonostante non vada in ferie, dalla mia bella ci vado lo stesso, fosse anche solo per mezza giornata...

ma sopratutto,
alla fine mi sono accorto i sogni son sogni ma che alla fine è la realtà quella da vivere,

non sarò mai il Merkx che viaggia per la pianura padana alla ricerca della strada giusta verso casa,
ma so chi sono,
sono semplicemente gigi e scusate se è poco


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lunedì 16 maggio 2005 - ore 08:33


Parma A-live
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Post Parma Lavoro/adunata

E anca pà sto ano:
"Pregate frateli e sorele
parchè el Mio e el vostro
sia tuto Mio"




"El me scusa lù sà ???


Pa Asiago ...

semo giusti par de quà???"

Adunata 2006
Asiago


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giovedì 5 maggio 2005 - ore 11:42


mare, mare, mare in burrasca
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera bella serata ala Cambusa in centro...

peccato il mare mosso, che ha causato problemi a non pochi marinai




@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

alla fine
ho il sospetto che sia stata colpa del cali che aveva con sè le pastiglie per la dinorrea...

mi no digo ninte, ma gnnca no taso

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

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