Kiyoaki
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NICK: Kiyoaki
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CITTA': Metropolis
COSA COMBINO: passeggio nella mente
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MERAVIGLIE

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“Così intravidi un altro sole, diverso da quello che per lungo tempo mi aveva concesso i propri benefici, un sole saturo delle fiamme di un'oscura passione, un sole che non bruciava mai la pelle, che aveva un fulgore ancora più strano: il sole della morte. ”

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lunedì 14 febbraio 2005
ore 15:11
(categoria: "Vita Quotidiana")


Karnival57

Incorporeità luminosa al termine dell'incubo. La mente umana è proprio una macchina meravigliosa, un bizzarro parassita che si insinua in cerca di nutrimento nel ventre lucido dell'infinito.



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martedì 8 febbraio 2005
ore 20:13
(categoria: "Vita Quotidiana")


Disgusto

Raramente mi è capitato di vedere qualcosa di più disgustoso: la rappresentante ufficiale del lacché dei supposti padroni del mondo che si mette a parlare di democrazia da un palco, e stigmatizza la pericolosa follia dei "nemici" della democrazia, di quelli che la osteggiano, che esprimono esplicitamente il loro disprezzo per essa, che vogliono distruggere i secoli di luminoso progresso che la civiltà occidentale ha donato a piene mani al mondo.
Ma, fortunatamente, i Giusti, paladini della Libertà, si prodigano e si sacrificano per diffonderla e difenderla, questa splendida democrazia mondiale, questo luminoso nuovo ordine. Dietro il vessillo a stelle e strisce (in hoc signo vince).
Ma cosa rappresentano tutte quelle stelle e quelle strisce? Forse i milioni di nativi massacrati, o i milioni di africani strappati alla loro terra e resi schiavi? Che siano i milioni di cileni, vietnamiti, cambogiani, nicaraguensi tacitamente torturati, o bruciati, o fatti a pezzi, o ridotti a morire di fame? O forse semplicemente tutti quelli che non hanno i soldi per pagare libertà, giustizia, salute, dato che, poveri sventati, hanno ben pensato di nascere ispanici o neri?
Intanto muoiono i soldati sotto il vessillo a stelle e strisce, muore l’esercito dei mercenari presi dalle periferie affamate e squallide e spediti a conquistarsi la medaglia d’onore del congresso, beati loro che hanno la possibilità di morire per la Patria, mentre i poveri dirigenti delle multinazionali sono costretti a seguire i loro noiosi affari, per fare del pianeta un posto migliore.

Sinceramente, se devo per forza fare una scelta di campo, preferisco di gran lunga “fare il tifo” per quelli che piazzano le autobombe, che si fanno esplodere fuori dalle ambasciate: almeno non si nascondono dietro a parole false, “mostrano in vetrina il contenuto del negozio” e la loro barbarie è più genuina, più spontaneamente animale e certo meno dannosa.

Luridi nababbi, nessuno più dei “tutori” della democrazia odia la democrazia.




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sabato 5 febbraio 2005
ore 19:27
(categoria: "Vita Quotidiana")


Imprevisto

La breve deviazione imprevista si rivelò più significativa di quanto potesse prevedere. Il controllo sulla zona non era in realtà assoluto e capillare com'era stato dichiarato, e in breve perse completamente il contatto con ogni riferimento mappato.
Si trovava a navigare a vista, cosa che non gli era più familiare, non più che ritrovarsi improvvisamente in mezzo a quell'enorme corridoio brulicante. La sua ipotesi di salvezza era, ora lo capiva, l'esistenza di quel lungo passaggio, illuminato da una luce perversamente innaturale. La grottesca ferocia riusciva a risalire dalle vene, fino a filtrare come fosforo dalle rughe dei volti rapidi.
Quello, nonostante i brividi e gli occhi ridotti a fessure, era rimasto l'ultimo avamposto di un mondo selvaggio che credeva ormai domato. Ora doveva tornare come loro, doveva rivestirsi di istinti taglienti e movimenti fulminei, avvolgersi d'ombra e di ferro.
I muscoli riprendevano vigore, eccitati dalla paura e dall'insospettato strisciante piacere della sopravvivenza.
Iniziava ad annottare, e il freddo si faceva pungente.


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lunedì 31 gennaio 2005
ore 10:38
(categoria: "Vita Quotidiana")


Whispers of heavenly death

WHISPERS of heavenly death, murmur’d I hear;
Labial gossip of night—sibilant chorals;
Footsteps gently ascending—mystical breezes, wafted soft and low;
Ripples of unseen rivers—tides of a current, flowing, forever flowing;
(Or is it the plashing of tears? the measureless waters of human tears?)

I see, just see, skyward, great cloud-masses;
Mournfully, slowly they roll, silently swelling and mixing;
With, at times, a half-dimm’d, sadden’d, far-off star,
Appearing and disappearing.

(Some parturition, rather—some solemn, immortal birth:
On the frontiers, to eyes impenetrable, Some Soul is passing over.)

Walt Whitman





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domenica 30 gennaio 2005
ore 15:46
(categoria: "Vita Quotidiana")



some are born to sweet delight, some are born to the endelss night

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venerdì 21 gennaio 2005
ore 18:49
(categoria: "Vita Quotidiana")


Morte di un lombrico

Osservare il movimento estenuante di un lombrico, scrutare tra le linee che lo segnano in segmenti. Momentanee contorsioni, la bestia morente, poi ricomposta e ancora estenuante, ma ordinata. Ordinata nella volontà nervosa di vivere, di raggiungere un altro frammento di esistenza, per poi sperare nel successivo, come può sperare un lombrico, naturalmente. Uno sperare della pelle, e della terra che conosce dalla nascita. Poi di nuovo gli spasmi, quelle fitte taglienti e rapide, che urlano ai nervi di muoversi, di spingersi assolutamente verso l'attimo dopo, disperato, Disperato come può esserlo un lombrico, naturalmente. La disperazione di un involucro sconosciuto che si muove estraneo.
Poi, lenti riflessi d'inerzia, e le curve del corpo, ormai scarabocchio sulla sabbia.



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mercoledì 19 gennaio 2005
ore 11:11
(categoria: "Vita Quotidiana")


Isolde Liebestod

Sarà stato un'icona nazista, ma io adoro Wagner.



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domenica 16 gennaio 2005
ore 19:49
(categoria: "Vita Quotidiana")


Problemi di linguaggio

Ho alcune cose da raccontare, tutte correlate tra loro, ma ho un evidente e al momento insolubile problema di linguaggio.
Linguaggio
Lignaggio.
Linciaggio.

Un aristocratico, nel 1794 o giù di lì, si reca ad arringare la folla in Place de la Concorde, allora Place de la Revolution, fino a poco prima Place Louis XV e di lì a qualche anno Place Louis XVI. Il popolo non lo capisce, o lo capisce troppo, lo cattura e lo massacra.

In ogni caso alla fine, qualcuno muore sempre, che io lo voglia o no.

Comunque non è questo che volevo raccontare, non ci pensavo nemmeno.
Se il mondo reale, quello che esperiamo, quello che per PKD era "ciò che non smette di esistere se noi smettiamo di crederci", è in realtà un nostro costrutto mentale, in cui tutti gli uomini, tranne coloro affetti da psicosi, sono in qualche modo sintonizzati da un gigantesco ripetitore, che siamo usi chiamare "Dio", allora noi stessi siamo Dei, dei mutilati, perché non riusciamo a creare universi condivisi a tutti i nostri simili. Si potrebbe costruire una teogonia umana partendo da questo presupposto.
Io ho un piccolo problema con la creazione di uno di questi mondi, un mondo che ho vissuto ma che rischio di non riuscire a trasmettere, si tratta di una mutilazione della divinità. Si tratta della sindrome dell'arto fantasma.
Tears in rain.



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giovedì 13 gennaio 2005
ore 11:06
(categoria: "Vita Quotidiana")


Un caro ricordo



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martedì 11 gennaio 2005
ore 23:04
(categoria: "Vita Quotidiana")


Apocalissi(?)

La scarsa visibilità non sembra essere il problema della serata. Meglio così, in fondo sarebbe solo stata una seccatura di più...
Non si tratta di una vera e propria rivelazione, non in senso classico, e non secondo quando è già successo, tipo la volta in Portogallo in cui ho percepito e compreso appieno l'intima comunione dell'universo coi suoi costrutti.
No, si è trattato dell'approdo di un tagliente viaggio speculativo, per approssimazioni successive, compiute in altri viaggi, come la paziente tessitura di un arazzo devoluta a varie dita in vari momenti.
Non c'è stato il diamante in fronte come per Kurtz, e nemmeno il Fulmine di Saulo.
Un progressivo, inconsapevole e conscio risalire un pendio al buio.
Cosa da nulla, per carità, ma mi ha trafitto. Devo avere la forza di ascoltare la voce, questa volta.


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