Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c’è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, [...]
Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell’orizzonte; [...] si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà più finire.
(D. Buzzati, "Il Deserto dei Tartari")
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venerdì 27 agosto 2004 - ore 11:08
Dilemma etico/morale
(categoria: " Riflessioni ")
Stai guidando di notte, una notte buia e tempestosa. Stai riflettendo su quanto sarebbe bello essere a casa al calduccio, quando passi accanto ad una fermata dell'autobus e vedi tre persone:
1. Una vecchietta, cerea in viso, che sembra che stia per morire.
2. Un vecchio amico che tanto tempo fa ti ha salvato la vita.
3. Il partner perfetto, quello dei tuoi sogni.
A quale dei tre daresti un passaggio, posto che in macchina ci stia soltanto un passeggero?
Pensaci, prima di dare una risposta.
Questo è un quesito usato tanti anni fa nella ricerca di un responsabile commerciale in un'azienda.
Potresti dare un passaggio alla vecchietta, e salvarle la vita.
Potresti dare un passaggio all'amico, perché *lui* ti ha salvato la vita.
Potresti non avere altre occasioni di trovare il tuo partner perfetto.
Il candidato che l'azienda ha assunto (tra duecento candidati) non ha avuto dubbi nel rispondere "Darei le chiavi dell'auto all'amico, chiedendogli di portare la signora all'ospedale; io rimarrei ad aspettare l'autobus con la ragazza dei miei sogni".
Talvolta, saremmo più felici se fossimo in grado di toglierci i paraocchi...
In ogni caso, c'è un'altra risposta possibile.
(ehehehehhehe)....
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PERMALINK
lunedì 23 agosto 2004 - ore 09:34
Grazie Kikka!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ricevo e rispedisco:
Manuale per vacanze indigenti negli anni del boom economico
di STEFANO BENNI
Il governo Berlusconi, oltre alla guerra e varie leggi utili a
Mediaset, ha anche portato nel Paese un grande boom economico.
Purtroppo una stampa totalmente asservita ai comunisti fa sì che gli
italiani non percepiscano questa fortuna e si sentano bidonati e
poveri. Fanno meno vacanze e invece di investire in anfiteatri come il
loro premier, cercano di risparmiare in ogni modo. Ecco alcuni
consigli su come ridurre le spese durante queste vacanze indigenti.
L'ombrellone
Dato che l'ombrellone costa una cifra, usate il decreto
spalma-debiti, ovvero dividete la vostra famiglia.
Approfittate del fatto che in spiaggia la distanza tra un ombrellone
e l'altro è ormai di sette centimetri. Mettete il nonno su una sedia,
esattamente nel minuscolo intervallo tra due ombrelloni. Ognuno
penserà che il vecchietto appartenga all'altra famiglia. Quindi
ordinate a vostro figlio di inserirsi a giocare in gruppi di bambini
ombrellonati, cambiando solo quando viene scoperto ed espulso. In
quanto a voi, prendete un lettino, abbassate il parasole e spuntando
solo con i piedi, infilatevi sotto un ombrellone qualsiasi. Ci vorrà
tutta la mattina perché il proprietario si accorga che non fate parte
della sua famiglia. Infine mettete vostra moglie a prendere il sole su
un pattino. Se qualcuno vuole il pattino, deve prendere anche lei.
Tenete presente, inoltre, che gli ombrelloni in prima fila sono più
costosi di quelli in ultima fila. Più lontano siete dal mare e meno
pagate. L'ideale sarebbe aprire l'ombrellone sul piazzale
dell'autogrill, oppure, per risparmiare davvero, nel giardino di casa
vostra.
Olio solare
Non compratelo. Scegliete un bagnante particolarmente unto e poi
abbracciatelo a lungo dicendo "Luigi, che piacere rivederti". Poi
chiedete scusa dicendo che avete sbagliato persona, ma intanto gli
avrete portato via metà dell'oliatura.
Il castello di sabbia
Trucco geniale per ridurre le spese dell'albergo. Costruite un
castello di sabbia. Cominciate con poco, poi elevatelo. Quando sarà
alto quattro metri con porte e finestre, entrateci dentro con i sacchi
a pelo. Se qualche bambino dispettoso non lo distrugge a calci, o la
marea non lo spazza via, avrete risolto il problema del dormire.
Il terrazzo della pensione
Tutte le pensioni marine hanno i terrazzini con le finestre aperte.
Perciò prenotate una singola al primo o secondo piano e portatetevi
dietro un scala. Fate entrare dal terrazzo, uno alla volta, gli altri
sette componenti della famiglia. Se i padroni dell'albergo si
insospettiscono, vestite i vostri familiari da pompieri o da
imbianchini.
Giochi e divertimenti: il ping-pong
Per risparmiare i soldi del ping-pong, non chiedete le palette.
Mettetevi ai due lati del tavolo e fate il rumore della pallina con la
bocca. Si può giocare ore e ore, basta non fare il rumore della
pallina schiacciata sotto i piedi.
Videogiochi e giostre
Se vostro figlio spende troppo in sale videogiochi, addestratelo a
puntare un bambino videogiocatore dall'aria occhialuta e mite. Dovrà
balzargli a fianco, impadronirsi dei comandi e dire: "adesso ti aiuto
io a distruggere questi bastardi alieni".
I bambini piccoli invece, devono allenarsi a saltare al volo sulle
giostre e sui trenini. Se li allenate bene, possono anche balzare
sull'ottovolante.
La doccia
Per risparmiare sulla doccia, entrate in uno stabilimento qualsiasi,
aspettate che un signore vada sotto la doccia, poi avvicinatevi con
una cartina stradale e chiedete: "scusi, sa dov'è il viale
Panoramica?". Nel fare questo spingetevi sotto il getto d'acqua e fate
la doccia insieme a lui. Se scegliete un signore bello alto,
riuscirete anche a farvi colare un po' del suo shampoo in testa, con
ulteriore risparmio.
Il giornale
Ci sono tanti modi di leggere il giornale a scrocco ma il più
semplice è appostarsi vicino a qualcuno che legge controvento. Prima o
poi perderà la calma, girerà le pagine con rabbia scomposta e il
giornale si accartoccerà e volerà via. Raccoglietelo, ma ridategli
solo la metà. Per i giornalini, addestrate i vostri figli a leggerli
direttamente all'edicola, quando c'è ressa.
Cibi: la pizza
Risparmiare su un piatto come la pizza è fondamentale. Alcuni
consigli. Ordinate un pizza bianca e portatevi da casa la mozzarella e
il pomodoro. Oppure addestrate vostro figlio a rubare tutte le croste
di pizza non mangiate, fino a creare una similpizza-mosaico. Come
ultimo trucco, travestitevi da cameriere e dirottate cinque
Margherite, fuggendo fino all'auto.
Il gelato a turno
Un gelato a un tavolino costa come due frigoriferi. Se vi vergognate
a far vedere che potete permettervi un solo gelato in quattro, usate
il trucco del turno. Si fa così: si sceglie un tavolo con tovaglia.
Poi il padre ordina il gelato seduto al tavolo, mentre gli altri
familiari si nascondono sotto. Quando il cameriere non guarda, il
babbo va sotto il tavolo e appare la mamma, per mangiare la sua parte
di gelato. Quindi tocca al figlio. Poi al nonno. Ma potete anche usare
il trucco del gelato caduto. Comprate un gelato al bimbo e lasciatelo
cadere a terra. Lui si metterà a piangere. Iniziate a sgridarlo
urlando: "Eh no, lo hai fatto cadere e adesso peggio per te, fai
senza!". Il pargolo deve continuare a piangere sonoramente. Quasi
sempre spunterà dalla folla una signora caritatevole che ricomprerà il
gelato dicendo: "prendi piccolo, io non sono severa come i tuoi
genitori".
Intanto voi potete raccogliere il gelato caduto a terra e
mangiarvelo. Magari facendo finta che vi fa un po' schifo, come fanno
Casini e Ciampi.
Il pesce locale
Difficilmente riusciranno i patetici tentativi di pescare sul posto.
Ogni mattina il mare si riempie di illusi armati di canne, che in ore
e ore prendono un pesce grande la metà del lombrico usato. Non pescate
nei canali o nei porti dove scaricano le sentine delle barche: i pesci
ivi contenuti non sono di buon sapore, come il cefalo merdaiolo, il
paganello tampax o l'orata gasoliata. Se pescate un pesce orribile e
colorato con gli occhi fuori dalla testa, potrebbe essere uno scorfano
radioattivo o l'onorevole Gasparri in pareo. Desistete dallo schiodare
cozze dalle rocce, e dall'aggirarvi nell'acqua fino al collo con
badili o trivelle alla ricerca di vongole. Lasciate fare queste cose
ai locali. L'unico modo per ottenere pesce gratis è andare al porto,
portandovi dietro la prole. Lì aspettate che il marinaio torni a riva
con le cassette del pescato. Cominciate a dire ai vostri piccoli:
"guarda Lilli, guarda Pierino, che bel pesciolino ha preso il signor
pescatore. Che cos'è?".
A questo punto si apre un ventaglio di possibilità.
1-Lilli prende in mano i pesciolini uno per uno, chiamandoli tutti
"acciughina". Il pescatore comprensivo ride, spiega e intanto Lilli
infila i pesciolini nella vostra borsetta.
2-Lilli mangia i pesciolini crudi a sushi.
3-Il pescatore vi manda affanculo.
4-Il pescatore dice: signora, mettiamoci d'accordo, salga sulla barca
che le faccio vedere del pesce buono. Vostro marito non saprà mai come
avete ottenuto quel meraviglioso chilo di orate.
Il pub o disco bar
Vestitevi tutti da donna quando le donne entrano gratis. Quando c'è
l'happy hour cercate di mangiare sei o sette vassoi di salatini e
portatevi ago e filo per infilarci un chilo di olive. Ma soprattutto
risparmiate sulle bevande. Questi bar alla moda sono frequentati da
gente che "si distingue dalla gente comune" ovverossia fighetti da
spot televisivo che bevono solo bevande con con la zeta: squeezer
boozer jizzer ezzetera ezzetera. Per ottenere bevande simili basterà
che compriate un litro di alcool denaturato e una mastella d'acqua. Se
ci buttate dentro un pera avrete un peerzer, se ci buttate una mezza
banana avrete un tropical squeezer se vi casca dentro il cane avrete
una coca-cola.
Trucco per telefonare
Se volete risparmiare sulla bolletta del cellulare, aspettate che
qualche bagnante posi il telefonino. Poi ditegli: è proprio fortunato
lei ad avere questo splendido modello di cellulare con il servizio CFB
Cross Feedback Bonus. Di fronte alla curiosità del proprietario,
insistete spiegando che è uno scandalo che ancora il server non gli
abbia attivato il CFB, quindi offritevi di fare voi tutta la
procedura. Vi affiderà il telefonino con totale fiducia.
Smaneggiategli il cellulare un quarto d'ora, chiamate chi volete,
facendo ogni tanto finta di litigare con un operatore. Alla fine
riconsegnategli il cellulare dicendo: "ce n'è voluta, ma alla fine
l'hanno capita. Entro sei ore lei avrà il Cross Feedback Bonus che le
spettava di diritto": Se siete convincenti potete anche farvi invitare
a cena, e può nascere un'amicizia, naturalmente non oltre le sei ore.
Il viaggio
E' quasi impossibile risparmiare sulla benzina, a meno che non
vogliate vampirizzare le altre auto durante le file. Ma se l'ingorgo è
molto fitto, potete spegnere il motore ed è facile che quello dietro
vi spinga fino al casello. Sui traghetti, se avete un'auto piccola
potete provare a entrare di nascosto nel bagagliaio di una maxi-jeep.
Se poi il proprietario la scopre e si incazza, dite. "ah, ecco dov'era
finita". In treno potete viaggiare sul tetto come nei film western.
Anche l'autostop è una possibilità, ma di questi tempi dovete tenere
in mano un cartello con la scritta: sono italiano e ariano.
Ci sono però dei comodi traghetti che partono dalle sponde africane e
portano fino alla isole italiane, specialmente Lampedusa e
Pantelleria. Si viaggia un po' stretti e il servizio è un po' carente,
ma c'è un vantaggio. Quando arriverete (se arriverete) forse la
smetterete di lamentarvi perché l'Italia è un paese povero.
Bed and breakfast
E' la risposta di questa estate alle vacanze indigenti. Ce ne sono di
molti tipi, ma attenti a scegliere il più conveniente:
Bed and breakfast artistico - Si dorme in un monastero del
quattrocento, sveglia alle sei, breakfast con gallette etrusche, fila
di sette ore per vedere la madonna di Benozzo da Fagiolo per sentirvi
dire che il quadro non c'è, è in mostra nella vostra città da un anno.
Bed and breakfast supercafone. Vacanza di un solo giorno. Mille euro
per una singola in hotel sulla costa Smeralda. Bagno in una chiazza di
nafta tra due yacht. La sera gara di rutti con Briatore.
Bed and breakfast alta montagna. Pernottamento a duemilatrecento
metri. Colazione a duemilasettecento. Il bagno è a tremila. Camminate
che vi fa bene.
Bed and breakfast rurale. Casolare ameno, ma sottovento al più grande
allevamento di maiali della zona. Sistemazione in letti a castello.
Prima colazione: latte fresco, se riuscite a tenere ferma la mucca.
Bed and breakfast supereconomico. Restate in città, nel vostro letto,
con un uovo in testa. Appena per l'afa l'uovo sarà cotto e inizierà a
colarvi sul volto, fate il breakfast e ringraziate Silvio, Tremonti e
Fini. Poi tornate a dormire.
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PERMALINK
venerdì 20 agosto 2004 - ore 09:27
Errori di Micro$oft?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Leggo da macity:
LINK[...]
Ancora, nella localizzazione in spagnolo di Windows Xp, un errore di traduzione è costato ancora più caro a Bill Gates. Nella scelta del sesso dell'utente, le tre opzioni per un refuso erano diventate "non specificato", "maschio", "puttana".
[...]
E io dovrei comprare qualcosa da questi signori?
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PERMALINK
martedì 17 agosto 2004 - ore 12:25
Da Repubblica.it
(categoria: " Amore & Eros ")
Dalla pagina
LINK leggo:
Fare l'amore allunga la vita
E rende anche più intelligenti
mmm... mi sento tanto stupido... e non mi sento neanche tanto bene, a dirla tutta
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PERMALINK
sabato 14 agosto 2004 - ore 15:44
Due giorni di ferie!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Finalmente... dopo tanto daffare, sono riuscito a prendermi questi due agognati giorni di ferie!
Meta: Österreich... da Zeltweg

a Vienna!

Favoloso... anche se in due giorni è troppo una tirata.
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PERMALINK
giovedì 5 agosto 2004 - ore 10:00
Belle sorprese!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri sera cena con amici, ristorantino alle pendici del Grappa. Naturalmente, dopo cena ci vuole il digestivo... Omar mi fa "Ti porto io su un bel posto". Trattoria El Brigante, a Pragolin, quarto tornante verso Cima Grappa. Annessa alla trattoria c'è la grapperia, che vanta duecentoventiepiù grappe diverse

Meravigliosa la grappa al fico, favolosa la grappa alla genziana... ma la "Grappa della Gnocca" la consiglio a tutti!!!
LINK
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PERMALINK
lunedì 26 luglio 2004 - ore 10:04
Pubblicitàe?
(categoria: " Riflessioni ")
Antonio Dipollina scrive su Repubblica.it:
La pubblicità dice addio ai "mulini bianchi" e sceglie
la provocazione: a ogni costo. Dai gelati all'università
Sporco, volgare e molto volgare
è l'ultima frontiera dello spot
Trovate l'articolo completo a questo
LINK.
Io per me... non ho più voglia di guardare la televisione... ormai noleggio solo dvd
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PERMALINK
giovedì 22 luglio 2004 - ore 13:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sto per portare la mia gatta dal veterinario per farla sopprimere.
Se apro la bocca mi escono solo bestemmie.
Maledetta vita ingiusta.
LEGGI I COMMENTI (1)
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PERMALINK
lunedì 12 luglio 2004 - ore 12:20
(categoria: " Riflessioni ")
oggi mi sento piccolo piccolo... sottotono, magari, un po' vuoto... e certamente non adeguato.
ho bisogno di cambiare / di terminare / di piantarla
non c'è maniera giusta per fare le cose sbagliate.
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PERMALINK
lunedì 12 luglio 2004 - ore 12:02
Da Repubblica.it
(categoria: " Riflessioni ")
Viaggio nelle altre Olimpiadi
quando i Giochi sono la vita
dal nostro inviato EMANUELA AUDISIO
ULANBAATAR - C'era una volta, vi avranno detto. Se venite nella steppa c'è ancora. L'Olimpiade. Semplice, umile, grande. Quella dove si arriva a cavallo, dove ci si lava nel fiume, dove si attraversa a piedi la ferrovia transmongolica, che dalla Russia va fino in Cina, dove le donne, con lunghi abiti di seta, borsetta e orecchini, tirano con l'arco.
Dove si lotta non su tappeti sintetici, ma su prati di camomilla, origano, cardo selvatico e cavallette, con le frecce di legno di salice e di penne di avvoltoio, dove il cielo è blu, senza scritte pubblicitarie, dove i lottatori dopo aver scaraventato a terra l'avversario non si mettono la tuta dello sponsor, ma una veste di pelle di daino sulle mutande colorate.
E' il Naadam, la festa con cui la Mongolia celebra la sua indipendenza (1921), che rimanda a un tempo lontano in cui un uomo si trovò ad affrontare un mostro a cinque teste. Alla fine il mostro fu sconfitto nella lotta, nella corsa a cavallo, nel tiro.
Il Naadam è la seconda Olimpiade più antica del mondo, dura tre giorni. E' un modo vecchio di giocare ai giochi, di radunarsi, di fare sport. Senza metaldetector, stress, security. Senza parole inglesi. Senza Casa Italia, meglio i baracchini con spiedini di montone e anguria. Tra un mese ci sarà Atene, capitale della Grecia: blindata, sponsorizzata, cloroformizzata. Molto internazionale. Oggi c'è Ulaanbaatar, capitale della Mongolia: aperta, autentica, ubriaca.
Atmosfera da incrocio del mondo, da circo allegro. Sembra che oggi tutti i due milioni e mezzo di mongoli siano accorsi qui. Nello stadio per entrare bisogna spingere, fuori ci sono anche i bagarini.
Per la gara di tiro con l'arco arrivano intere famiglie: mamma, bambino, bambina, papà. Vestiti di arancione e di azzurro, con il del, l'abito tradizionale e i gutul, gli stivali facili da infilare, senza differenza tra il destro e il sinistro, la punta è all'insù per motivi religiosi, così si uccidono meno insetti. I bersagli sono degli anelli colorati posti a 75 metri per gli uomini e 60 per le donne. Ad Atene gli archi saranno in fibra di carbonio, qui sono in strati di corno e di corteccia. Gli uomini si mettono in fila, tirano uno dopo l'altro, i più bravi sul cappello hanno una punta d'argento. Molti parlano al cellulare.
Tseveen ha 80 anni, una moglie e tre figli, di mestiere ha fatto l'uomo che sussurrava ai cavalli, quello che domava gli animali più ribelli. E' alto, grosso, imponente. E' vestito di verde, con tre medaglie sul petto, e una specie di cravatta di raso rossa che scende dal cappello. Con un laccio di pelle si lega la manica in modo che non penda, ha due fessure da lupo al posto degli occhi, forse la miopia, tende l'arco fin sopra la guancia e tira verso il cielo.
In un altro posto gli griderebbero "nonno, vattene a casa", qui davanti a lui tutti si inchinano. Gli si può parlare sul campo di gara. A cosa pensa quando tira? "Ascolto il vento, la sua direzione". Il buddismo aiuta la concentrazione? "Non c'è dio nelle frecce, inutile scomodarlo per la mira, meglio mettere in azione la propria forza". Baggio è servito.
Ah, c'è anche la musica. Altri arcieri intonano nenie, mentre aspettano il loro turno. I giudici dall'altra parte del campo corrono a scansarsi davanti alla pioggia di frecce. E' un miracolo che non vengano infilzati. Esprimono il loro giudizio sul tiro alzando le braccia e emettendo un grido tradizionale. A vederseli davanti, questa fila di arcieri, dagli zigomi alti, dagli abiti colorati, dallo sguardo guerriero, si capisce lo sgomento che provarono gli europei per la prima volta davanti ai mongoli. Dietro il braccio che impugna l'arco c'è molto più di una tecnica, come vedere una zingara ballare davanti al fuoco.
Un'altra prova olimpica è la lotta. Non c'è limite di peso, né di durata di tempo. Certe sofisticherie in Mongolia non vengono apprezzate. Più grossi si è, meglio è. Se si ha curiosità sui propri chili, ci si può sempre pesare da un vecchietto fuori dallo stadio, che per un cent vi farà salire sulla sua bilancia. Dice un detto locale: "Se hai paura non farlo, se lo fai non avere paura". La lotta è fatta di prese, e se il tuo uomo non molla puoi stargli avvinghiato anche quattro ore. Che fretta c'è? Non vai mica fuori orario. Qui non comanda la tv, ma la fatica che ci vuole per ribaltare l'avversario.
La corsa dei cavalli sembra un film di John Ford. Ci si sposta sulla steppa appena fuori Ulaanbaatar. Cavalli dappertutto: a destra, a sinistra, sulle colline, in pianura. Generale, dietro la collina ci sta la notte crucca e assassina, cantava De Gregori. Qui ci stanno quasi mille animali, lanciati al galoppo. La Mongolia ha 30 milioni di bestie, in media ogni abitante ne ha dodici. Gengis Khan conquistò il mondo senza mai scendere da cavallo e l'unica volta che fu costretto a farlo, per una caduta, morì. Anche gli spettatori sono arrivati non su quattro ruote ma su quattro zampe. La razza mongola è un incrocio tra i mustang e i berberi, sono animali piccoli, ma veloci.
Tutta la steppa oggi è il campo di gara. Scordatevi tribune e mixedzone. Tra escrementi, liquidi, bave gialle, chiappe sudate, si è spinti, stretti, calpestati da file di animali. Quando all'improvviso in fondo alle valle, tra le montagne, si leva una colonna di polvere. La corsa è partita. Venticinque chilometri più in là. C'è tempo e spazio per le scorrettezze.
Dopo meno di un'ora l'aria cambia, il rumore del temporale lontano si fa più vicino, la terra comincia a vibrare, i puledri degli spettatori s'innervosiscono, fremono, si agitano. Molti scappano, piombano sulla folla, c'è una fuggi fuggi generale. La corsa sta arrivando. Non c'è né annuncio né telecronaca. Il primo cavallo arriva solo, senza nessuno in groppa. Ma il regolamento non è quello del Palio di Siena, qui il cavallo scosso non vale. In sella bambini e bambine di sei-sette anni. Qui è la vita dura che ti laurea fantino, il dover guardare la bestie, non la lezioni ai Jockey Club. Gli altri della famiglia si precipitano a togliere il sudore del cavallo con un raschietto fatto col becco di un pellicano.
Nemehbaatar viene da una provincia lontana. Il suo nome significa "più di un eroe", ha 25 anni, gliene date il doppio. Possiede più di cento cavalli, è arrivato nella capitale con i suoi due figli, e ora tornerà a casa. Il gioco del pallone non gli interessa, nemmeno ai suoi bambini, che preferiscono la lotta e tirare calci negli stinchi.
Ad Atene nella mensa olimpica ci saranno i cibi con le indicazioni delle calorie, qui da un bidone di alluminio escono pezzi di capra, cotti con pietre arroventate e da una pentola lo stufato di montone, con grossi pezzi di grasso. Nella ciotola ci si passa l'airag, latte di cavalla fermentato, che può arrivare a dodici gradi di volume alcolico. Nemehbaatar ci metterà più di cinque giorni per tornare a casa. A cavallo, si capisce. A lui non interessa il villaggio olimpico. In viaggio monterà la gher, la tenda mongola, da secoli dimora di tutti i nomadi: uno scheletro di tronchi di betulla ricoperto da feltro e pelli. Nemehbaatar è scettico. Su Atene, sui Giochi dove alla fine non si gioca, su chi non ama i cavalli. Chiede: "Sai cavalcare?". Un po'. "Sai sgozzare una pecora?". No. "Voi europei siete proprio inutili".
Il Naadam oggi è tutto quello che abbiamo perso. Atene tra un mese ci dirà se vale la pena di avere nostalgia. E d'inseguire Nemehbaatar. A cavallo.
(12 luglio 2004)
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