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![]() Lercio, 28 anni spritzino di Che sia la stessa di quasi tutti qui? CHE FACCIO? cose agghiaccianti, mad doctor, cose lercie Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO LEGGO IN MANIERA COMPULSIVA! LIBRI CHE HO LETTO NEGLI ULTIMI TRE MESI: ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() HO VISTO ![]() EL HOMBRE PERSEGUIDO POR UN OVNI, Juan Carlos Olaria (1976) El Hombre Perseguido Por Un Ovni è un raro caso di genere fantastico nella cinematografia Spagnola. Girato con un budget ristretto da Juan Carlos Olaria, considerato attualmente in patria una sorta di Ed Wood nazionale proprio grazie a questo film, lascia trasparire l’enorme sforzo del regista per ovviare ai problemi produttivi. E’ chiaro, vedendo il film, che i fondi hanno costituito un limite invalicabile alla riuscita ottimale dell’opera. Le riprese furono travagliate, durarono dal 1972 al 1975, ma ancora più problematica fu la distribuzione, dato che il film vide la luce (o il buio dato che uscì nelle sale) soltanto nel 1977. Il soggetto è molto semplice e il titolo, che tradotto significa “L’uomo inseguito da un Ovni”, è sufficiente nel riassumere il tutto alla perfezione. Con qualche nudo più che altro suggerito abbiamo anche qualche accenno exploitation che insieme alle tematiche tenta di stupire senza esserne del tutto all’altezza. l’operazione, dal lato fantascientifico, è riconducibile ai B-Movie Americani tipici degli anni ì50, celebri per il loro sottotesto critico sulla guerra fredda. In questo caso non abbiamo nessun sottotesto o metafora da cogliere, spesso e volentieri non si può fare a meno di notare come il minutaggio sia tirato per le lunghe in alcuni punti che risultano statici e noiosi. A conferma di quest’ultima tesi, dopo un‘ora circa entrano in scena, e non in maniera secondaria, sequenze di repertorio di telegiornali e documentari che riguardano missioni spaziali o documentari sullo spazio. Immagini di repertorio vi sono anche durante i bizzarri titoli di apertura, i quali elencano i principali avvistamenti UFO del periodo, con i titoli che appaiono in caratteri stile psichedelico. Il protagonista, uno scrittore in crisi, è interpretato da Richard Kolin, già visto nel cast di film di genere Italiani quali Anche Gli Angeli Mangiano Fagioli e Gatti Rossi In Un Labirinto Di Vetro. Alberto Oliver, questo il nome dello scrittore, braccato saprà difendersi con i suddetti e prenderà a pugni gli alieni, i quali non sono altro che comparse con una maschera di stagnola in faccia e una tuta attillata color nero-grigio. Riuscirà anche a decapitare uno di loro con una roncola mettendo in mostra il sangue giallo di questo. Un collega dell’alieno decapitato non si farà intimorire dalla decapitazione e appiccicherà la testa mozzata sul proprio collo avendo così due teste al posto di una. Come avrete intuito il budget ristretto e gli anni che pesano sul film lo rendono ricco di comicità involontaria. La risata scappa in più punti per l’ingenuità di alcune soluzioni visive e escamotage per ovviare ad effetti speciali di difficile realizzazione. Il disco volante stesso, in pieno stile B-Movie oltreoceano, è di un argento vivo ed è graziosissimo quando insegue il nostro scrittore che fugge a piedi ricordando alla lontana la sequenza culto di Intrigo Internazionale. Film di difficile reperibilità fino a fine 2007, anno in cui per il trentesimo anniversario è uscita l’edizione DVD dell’opera restituendo visibilità a un anomalo caso cinematografico della Spagna anni ‘70. ![]() LOS CRONOCRIMENES, Nacho Vigalondo (2007) Vincitore dell’edizione 2007 del Science Plus Fiction Festival di Trieste, festival dedicato al cinema di Fantascienza, questa opera prima di un regista Spagnolo, Nacho Vigalondo, dimostra come con un piccolo budget a disposizione si riescano a confezionare opere di grande pregio e di ottima fattura. Come il titolo, che tradotto significa proprio quello che sembra: “i crono crimini”, anche il film particolare. Il tempo citsto nella prima parte del titolo è il fattore principale del film, il viaggiare in esso, con i suoi imprevisti e i suoi contrattempi è ciò che tratta il film, i crimini a cui si riferisce la seconda parte del film indica la disperazione e lo sforzo estremo da parte del protagonista per far ritornare tutto come prima di un accidentale viaggio nel tempo. In realtà l’accidentalità o meno sfuge come ogni certezza in questo lungometraggio, Uno dei pregi è proprio intavolare riflessioni profonde e machiavelliche riguardo all’ intreccio. Si firma una sorta di gioco di proiezioni, le quali ci vengono introdotte dai protagonisti stessi del film, ma venirne a capo non è semplice e l’errore o l’illusione si annidano dietro ogni angolo. Il tutto inizia quando Héctor seduto nel giardino di casa vede con il suo binocolo una fanciulla molt carina in mezzo al bosco, segue i movimenti di lei in maniera quasi Hitchcockiana, la vede ad un tratto nuda e decide di andare a vedere che succede, subito viene aggredito da un uomo mascherato che lo pugnala ad un braccio con una forbice. Fuggendo dall’aggressore finirà in un laboratorio in cui un giovane scienziato lo rinchiude in uan macchina del tempo e lo fa viaggiare. Uscito da essa non vien riconosciuto dallo stesso che lo ha messo nella macchina. In seguio col binocolo vedrà casa sua, sua moglie e se stesso. E’ una riflessione di se stesso dopo aver viaggiato nel tempo? Il fulcro del film è questo e non è affatto a semplice venire a capo con quello che accadrà in seguito. Héctor dovrà lottare per far prevalere il proprio io contro i suoi riflessi e lo spettatore dovrà lottare per seguire questa lotta. Avvincente nella narrazione e interpretato magistralmente da Karra Elejalde, il quale ruba letteralmente lo schermo in un gioco di ruoli riflessi resi al meglio con lievi ma estremamente funzionali sfumature caratteriali. Gli io del protagonista sono riflessi, l’animo speculare sebbene simile non è identico e l’attore riesce ad esprimerlo in maniera efficacissima. ![]() NUOVO PUNK STORY, John Waters (1977) Uno degli inizi più dissacranti della storia del cinema! Una signora dell’alta borghesia Americana è soffre di attacchi d’ansia e andiamo a conoscerla proprio mentre sta per avere un esaurimento nervoso. Rimprovera i suoi figli e il marito per nessun motivo e delirando riguardo alla morale e il bene comune, tutto ciò sotto gli occhi divertiti della sua domestica, una immensa donna di colore stile big mama . La ricca signora litiga col marito e lo ferisce rompendogli una bottiglia in testa, la cicciona nera colta in fragrante pochi attimi prima dal marito mentre rubava nella casa, approfitta della situazione uccide l’uomo poggiandogli il suo immenso culo sul volto. Morto soffocato ecco che le due donne si trovano con un cadavere in casa, decidono quindi per la fuga. Fuggendo tra i boschi sono alla ricerca di Mortville, rifugio di chi vuole scampare alla galera. Un poliziotto le intercetta ma in cambio che le due sopportino le sue depravazioni sessuali non le arresta, ma indica loro la direzione per giungere a destinazione. Questo è l’inizio di uno dei film più divertenti del regista undergroud più cult degli Stati Uniti, Mr John Waters, autentico istrione e critico feroce dei difetti del primo mondo: il primo mondo stesso. Mortville non è altro che l’altra faccia della società, non a caso i suoi abitanti sono rifiuti sociali che si nutrono di immondizia e creano loro stessi le proprie leggi. Una regina perversa e crudele, oltre che obesa, regna su Mortville, ma come in ogni società vi sono i ribelli. Il quadretto che mette in mostra il regista è una tavolozza apparentemente confusa di volgarità e costumi ridicoli, un dadaismo del grottesco caratterizzato da una popolazione prevalentemente femminile e lesbo. Con un narrare che ha del fiabesco il film spiazza e stupisce ad ogni ripresa grazie a seni, rapporti saffici e molta carne nuda in bella mostra. Indimenticabile la sequenza lesbo tra la cicciona di colore e la sua ex padrona, un ammasso di carne flaccida e nuda che si strofina sulla bianca signora per bene che urla inorridita. La microsocietà di Mortville vive al limite degli stenti e la ricca signora non riesce ad abituarsi alla bizzarria di quei luoghi non rendendosi conto che ormai ha perso tutto, ma non si rende nemmeno conto che la sua nevrosi sta migliorando vivendo nella più completa e istintiva libertà. Peccato che la grassa e sgraziata regina di le ricorderà i suoi vecchi gioghi sociali e la rimetteranno all’interno delle logiche del potere sociale. Unico film doppiato in Italiano di John Waters e suo sesto lungometraggio, se includiamo anche il mondo movie Mondo Trasho, è un’opera indimenticabile e ancor oggi stupefacente in quanto a volgarità e a situazioni al limite, basti pensare che i titoli di apertura affiancano la presentazione di un piatto con un coperta super lussuoso, peccato che la pietanza sia un topo morto. Desperate Living è il titolo originale, trasformato per il mercato Italiano in Nuovo Punk Story probabilmente per l’esplosione del fenomeno Punk in quegli anni (siamo nel ’77), e accompagnato assieme al motto “Mai penato di mangiare un topo?” ![]() MY SWEET KILLER, Justin Dossetti (1999) Il tutto si regge sulla più che buona prova di Kirk Harris che interpreta il disturbato Charlie Cavenaugh, nella sua caduta attraverso la spirale della follia. Charlie è un ragazzo che è finito in prigione per omicidio e in seguito è stato ricoverato in una clinica psichiatrica. Ci affacciamo sulla sua storia quando viene rilasciato dalla struttura sulla parola e lavora in una piccola fabbrica come operaio. Nel suo nuovo appartamento durante il sonno vede una bella ragazza che gli parla e lo tratta con dolcezza. La fanciulla è la ex inquilina che si è uccisa tempo addietro tagliandosi le vene nella vasca da bagno. Il dubbio che possa essere un fantasma e quindi che il film viri sull’horror non si pone mai ed è una scelta azzeccata, dato che la follia ha fin dall’inizio la sua escalation. Spaventato ma nello stesso tempo incuriosito si innamora della sua visione femminile e cerca di dormire il più possibile per riuscire ad entrare in contatto con lei attraverso il sogno. Seguito da uno psichiatra Charlie dimostra un peggioramento e le cose andranno veramente male quando pur di dormire ricadrà di sua volontà nella dipendenza da barbiturici e droga dal quale lo avevano tolto. Iniziando a drogarsi la sua sociopatia aumenterà e inutili saranno gli sforzi di un suo collega di lavoro, che tenterà di renderselo amico, tentando di abbattere il muro che il protagonista crea tra se stesso, il suo mondo onirico e la realtà. Schizofrenico e sociopatico uccise il padre dopo che lo vide ammazzare sua madre e sua sorella a coltellate, trauma che lo deviò ancor più. Harris, man mano che il suo personaggio affonda nella follia muta lo sguardo da quello di una persona sofferente a quello torvo di uno psicopatico pronto ad uccidere, mantenendo però nelle movenze e nei gesti la sofferenza insita nella vita del protagonista, il quale si rende conto di essere malato e vuole solo fuggire nel sogno per stare bene. ![]() LE DEPORTATE DELLA SEZIONE SPECIALE DELLE SS, Rino Di Silvestro (1976) Dal titolo sembrerebbe un nazi-porno duro e crudo, in realtà siamo più vicini alle corde del WIP (Woman In Prison), non vi sono quasi torture, stupri, e del lager si vedono solo gli interni, i quali sono ricreati in maniera del tutto simile ad un carcere più che ad un campo di concentramento. Ecco quindi il ritorno dietro le sbarre del regista Rino Di Silvestro, armato di cinepresa come già tre anni prima, nel 1973, per il suo film d’esordio Diario Segreto Di Un Carcere Femminile. Girato con perizia si eleva ad un rango superiore rispetto ai suoi colleghi. Vi è un’attenzione particolare alla fotografia, in alcuni casi molto curata come nell’iniziale viaggio in treno delle protagoniste e l’arrivo alla stazione, il tutto girato in notturna e con un’atmosfera simil gotica negli esterni, circondati da nebbie e fumi che evocano mistero. Toni lividi e oscuri caratterizzano la fotografia anche all’interno del campo, in cui poche luci illuminano i volti statuari dei tedeschi e le insistenti nudità delle deportate. Il cast femminile annovera bellezze non da poco, tutte, come gli attori, volti noti del cinema bis Italiano, in particolare il folle capo del campo, interpretato suggestivamente dal noto John Steiner, Inglese dal volto asciutto e spigoloso, assiduo frequentatore del cinema di genere Italiano per ruoli che spaziano dal Western al Poliziesco all’Italiana. La storia ha un qualcosa di più sebbene rientri nei canoni classici del genere dato che fin dai primi momenti le fanciulle tentano di organizzare la fuga approfittando che una di esse in passato era un’acrobata. Vediamo quindi di nuovo prevalere le caratteristiche del sottogenere WIP, con sevizie sessuali da parte dei secondini, tutte donne, quindi sfociando classicamente nel lesbo e non tradendo il marchio di fabbrica. Nella versione uncut (non il dvd edizione Giapponese perché ha la censura col tondino fuori fuoco proprio là) si vedono alcune detenute a cui vengono rasati peli pubici e la telecamera segue l’operazione con dovizia di particolari stimolando la libido per non dire la smania di qualche eventuale spettatore sadico. Più vicino al nazi-porno è invece la deportata Tania Nobel, figura di donna a cui hanno ucciso il fidanzato perché sovversivo, la quale conquista il cuore del comandante, il quale tenta di corteggiarla in tutti i modi ottenendo però solamente il suo disprezzo. Tania, interpretata da Lina Polito, simboleggia la resistenza all’interno del film dando il tipico connotato della resistenza tipico dei film di questo genere. Un film ibrido dunque questo Le Deportate Della Sezione Speciale Delle SS, sebbene facente parte di un filone per lo più alimentare, è girato con cura e le caratterizzazioni dei personaggi inducono a pensare ad un lavoro di scrittura non troppo frettoloso. Il finale lirico inoltre da un quel qualcosa in più. ![]() TOKYO GORE POLICE, Yoshihiro Ishikawa (2008) Tôkyô zankoku keisatsu, nel suo titolo originale, è un film Giapponese di Yoshihiro Nishimura, regista classe 1967 che si occupa principalmente di effetti speciali. Non a caso questo Tokyo Gore Police di effetti speciali ne annovera tantissimi, essendo un ultrasplatter. Simile ad opere straight to video conterranee quali Machine Girl o Meatball Machine ne è una spanna al di sopra grazie all’utilizzo di un budget più consistente e quindi una cura maggiore nel reparto FX, ma soprattutto ad una fantasia ed un estro impressionanti da parte del regista e degli sceneggiatori. Lo splatter è estremo, teste, arti, organi genitali volano mozzati in ogni direzione conditi da spruzzi di sangue ad alta pressione tipici della cinematografia del Sol Levante. La storia non è certo elaborata e vede un’ avvenente e timida quanto letale fanciulla, come membro di una polizia che ha subito delle modifiche. La privatizzazione ha infatti investito il corpo rendendolo economicamente autonomo ma non solo, la violenza è spropositata e le punizioni sono letali per ogni tipo di infrazione. Con la scusa di rendere le pene esemplari gli agenti massacrano piccoli o grandi criminali in maniera plateala per il piacere della telecamera e di chi ama il gore più estremo. Le idee assurde entrano in campo durante tutta la durata del film: memorabile il congegno Wii con cui una famiglia vittima delle malefatte di un criminale, può vendicarsi imbracciando delle spade e facendo a pezzi il criminale direttamente dal salotto di casa loro, godendo delle urla di dolore dell’inquisito. Questo è solo un assaggio della follia visiva a cui andiamo incontro e tutte le gesta della polizia sono commentate in tempo reale da una presentatrice con parrucca bionda anni ’50 che presenta divertita l’escalation di violenza di cui si rende protagonista l’organo incaricato di proteggere e servire il cittadino. Unico problema al crescente ed incontrastato potere e dominio della privatizzata polizia sono gli Engineers (letteralmente ingegneri, sembra quasi una presa in giro mirata), una sorta di criminali che inseriscono nei loro corpi una strana chiave organica che li rende spietati mutanti. Nel senso che una volta feriti o mutilati il loro corpo si rigenera sostituendo alla carne danneggiata una letale e fantasiosa arma biomeccanica. Non si può non notare la vicinanza in questo dettaglio al sopracitato Meatball Machine. La giovane protagonista Ruka, interpretata da Eihi Shiina, indimenticabile protagonista di Audition di Takashi Miike, inizia a rendersi conto del troppo e indiscriminato potere dei suoi colleghi proprio mentre diviene oggetto di continui attacchi da parte di un Engineer che sembra essere una sorta di leader di questa temutissima progenie. La Tokyo futuristica in cui è ambientato il film è stretta in una morsa di capitalismo estremo in cui la tv bombarda le persone con spot allucinanti come la pubblicità progresso contro l’harakiri (forma di suicidio della tradizione giapponese) con dovizia di particolari della pratica stessa. Mostri mutanti assurdi e abomini organici si succedono nella visione con organi sessuali maschili trasformati in cannoni letali, gambe femminili trasformate in fauci di coccodrillo e ciliegina sulla torta, l’animale domestico del capo della polizia: una donna priva di braccia e gambe che cammina sui moncherini rivestiti in latex nero, con il volto coperto da una maschera aderente sempre in latex che culmina in un tubo che le entra in bocca. Insomma una summa di fetish e bondage nello stile del fumetto Psychopathia Sexualis di Miguel Angel Martin. Sceneggiatura debole, ma l’ estremamente fantasia e il weirdo che si respira dall’inizio alla fine rendono il film sorprendente per inventiva, se poi amate lo splatter Tokyo Gore Police diventa del tutto imperdibile. TRAILER ![]() TARKAN VIKING KANI, Mehmet Aslan (1971) La Turchia annovera una quantità di film non indifferente, spesso lontani dai nostri gusti risultando il più delle volte risibili ad un pubblico di vedute ristrette. Certo che quando in film come quello in questione, oltre al fascino “esotico”, i produttori mettono troppa carne al fuoco non tenendo conto del budget ridotto, si scade inesorabilmente nel ridicolo involontario. Questo Tarkan Viking Kani ha un’ottima sceneggiatura e la storia intrattiene dal’inizio alla fine. Il protagonista è Tarkan, lo ritroveremo in due seguiti (Tarkan: Altin madalyon del 1972 e Tarkan güçlü kahraman del 1973) girati sempre dallo stesso regista, Mehmet Aslan, nelle vesti di un turco nerboruto e abile con la spada in compagnia di due lupi che lo seguono ovunque. L’incipit di questo film si situa durante l’invasione Vichinga dei confini Turchi, questi Barbari venuti dal nord sono spietati e mettono a ferro e fuoco tutto quello che trovano. Un bel giorno rapiscono la figlia di Attila e fanno l’errore di ammazzare uno dei lupi di Tarkan suscitando la sua ira e la sete di vendetta. Il titolo del film tradotto significa infatti “Tarkan e il sangue dei Vichinghi”. Sangue chiama sangue e in pieno stile occhio per occhio la caccia inizia tra belle fanciulle, duelli all’ultimo sangue e scene cruente che sfociano nel gore. I problemi di questo lungometraggio, come accennavo prima, riguardano la mancanza di un budget sufficiente, ma non solo. Le recitazioni sono terribili e spesso risultano ridicole. Il maestro d’armi non ha di certo fatto un buon lavoro dato che scudi, spade e frecce sono di cartone colorato di argento o legno. Il rumore di lance e frecce scagliate è riprodotto con il sibilo umano (o per lo meno sembra così) e davvero non si riescono a trattenere le risate. Le battaglie per qualche ignota e orrida ragione sono velocizzate alla moviola creando un effetto comico tipo film anni 30’, per non parlare del protagonista che salta mura alte otto metri con un singolo balzo in maniera totalmente innaturale. I due lupi del nostro eroe quando abbaiano sono doppiati, se già la cosa suscita il riso, riderete di gusto al rendervi conto che sono doppiati fuori sincro in una maniera scandalosa. In Tarkan Viking Kani c’è anche spazio per un tocco horror, infatti i cattivi di turno danno i loro nemici in pasto a un piovrone gigante che spunta lentamente dagli abissi. Quest’ultimo è un telo di gomma cucito a forma di piovra con degli occhioni disegnati alla meglio. Non un effetto speciale totalmente da buttare c’è da dire, ma quando si muove casca il palco. Qualche seno nudo qua e la lo si vede e i massacri oltre a mostrare carne di immacolate fanciulle sono di una violenza inaudita, infilzano bambini, ammazzano donne mentre le stuprano, il tutto con le loro spadine di cartone. Il film non esula da battute che dimostrano un certo orgoglio di patria, memorabile la sequenza in cui Tarkan si prepara ad una traversata via mare con una barchetta da gita al lago e dei tizi gli dicono “ Ci avevano detto che i Turchi erano coraggiosi, ma non che fossero matti!”. Il film è cosparso di esclamazioni a sfondo umoristico che risultano agghiaccianti ma seguire il nostro eroe è tutto sommato divertente non solo per i momenti risibili, d’altra parte a livello di sceneggiatura non ha nulla a che invidiare a film come Conan Il Barbaro con l’attuale presidente della California. I PRIMI DIECI MINUTI DEL FILM, SU YOUTUBE LO TROVATE TUTTO IN PARTI DA 10 MINUTI ![]() SEUL CONTRE TOUS, Gaspar Noe’ (1998) 1980. Parigi. C’è la crisi, le persone vengono licenziate. La vita del macellaio, interpretato da uno splendido Philippe Nahon, attore Francese con la A maiuscola, percorre un sentiero di tristezza e di fallimenti ritrovandosi disoccupato, senza amici e con una figlia abbandonata in un istituto. L’ambientazione di una Parigi all’alba degli anni ’80 è resa livida e inerte da una fotografia statica, da sfondi urbani fisicamente attraversati da quest’uomo in pena di cui mai veniamo a sapere il nome, se non il lavoro che sa fare e che una volta esercitava nella sua piccola bottega di macellaio. La violenza e la rabbia che crescono in lui vanno a cercare valvole di sfogo in ogni cosa gli capiti a tiro, l’odio che prova ci viene raccontato attraverso i suoi pensieri che circolano a flusso continuo nella sua mente umiliata da un fato che non vuole accettare. Programma la sua vendetta in modo confuso ed elabora le sue ragioni e il senso della vita, il non senso di questa esistenza che lui subisce e a cui vuole ribellarsi. Il mondo è cinico, tutto è venale e si basa su rapporti di convenienza. Non vi è amore, non vi è amicizia se non incanalati in maniera finalizzata alla continuazione del tram tram sociale. A suo modo è un sovversivo, sembra estremizzare riflessioni verso l’autodistruzione, la negazione di ogni speranza umana in maniera consapevole, sprezzante. Il macellaio mostra tutto se stesso a se stesso, ascoltiamo ogni sua riflessione in maniera quasi ossessiva e priva di censure. Quando entrerà in un cinema porno lui penserà alla miseria umana e l’inquadratura si soffermerà a lungo sullo schermo in cui viene proiettato un film a luci rosse. Le scene hard le vediamo in primo piano e la cosa spiazza, ma ci rendiamo conto che sebbene atipiche per un film non pornografico non hanno la forza sovversiva pari alle parole e riflessioni del protagonista. Il finale è allucinante e dolce nello stesso tempo e turberà la sensibilità di molti. Il regista Gaspar Noé, diventerà noto al pubblico Italiano quattro anni dopo per il suo Irréversible, interpretato dalla coppia (anche nella vita reale) Vincent Cassel e Monica Bellucci, in cui quest’ultima sarà vittima di uno stupro anale di svariati minuti suscitando le lamentele dello stesso marito e solleticando vari mezzi mediatici. Stupefacente questo Seul Contre Tous e di fattura elegante come è tipico del regista, che riesce ad essere disturbante insinuandosi con delicatezza a toccare la nostra presunta moralità turbando anche gli animi meno sensibili. TRAILER ![]() P2 IL LIVELLO DEL TERRORE, Franck Khalfoun (2007) Alexandre Aja e Grégory Levasseur scrivono la sceneggiatura di questo thriller-horror claustrofobico e lo affindano alla regia dell’inesperto Franck Khalfoun. Il duo alla sceneggiatura non è certo sconosciuto, il primo ha diretto Alta Tensione, film simbolo della nouvelle vague iperviolenta Francese degli ultimo anni e recentemente film quali il remake de Le Colline Hanno Gli Occhi o il bistrattato Mirrors, anch’esso un remake. Levasseur collabora da sempre con Aja alla scrittura dei suoi film. Il problema di P2 è che il regista non sfrutta appieno le potenzialità dello script. Affidare un trattamento che si svolge interamente nel parcheggio interrato di un grattacielo di New York a una persona inesperta si è rivelato un grande errore. La narrazione è troppo frammentaria a mette a repentaglio il senso di claustrofobia, come non sono indovinati gli attori, soprattutto lo psicopatico di turno che è interpretato da un per nulla convincete Wes Bentley. La vittima di turno, Rachel Nichols, invece per lo meno mette in mostra belle forme durante tutta la durata. In pieno stile Aja - Levasseur lo splatter, in quei rari momenti in cui è presente, ha una carica esplosiva molto forte e ci viene mostrato tutto nel dettaglio. Un’occasione sprecata per un film che poteva essere molto di più. La sequenza del pazzo che balla imitando Elvis Presley sulle note di un classico del Re è molto bella e stona con tutto il resto. Peccato, un film da una serata post-pizza e nulla più. ![]() THE HATCHET, Adam Green, 2007 Se bazzicate un po’ la cultura popolare Statunitense saprete senz’altro cos’è il Mardi Gras, o meglio cos’è diventato attraverso gli anni. Ok, traducendolo si capisce subito che è il nostro Martedì Grasso ma molti, leggendo queste due parole, immagineranno un paio di tette mostrate da fanciulle urlanti, adornate da collane di variopinta bigiotteria e alcool a fiumi tra uomini e donne che festeggiano e delirano. Il Mardi Gras è la festa casinara per eccellenza e si svolge nell’estremo sud Degli Stati Uniti, dove leggenda, mito e il voodoo hanno un posto d’onore: New Orleans. Ecco quindi che il regista Adam Green ci trasporta nella sua sceneggiatura che prende vita nel bel mezzo dei festeggiamenti poco lontano dal Mississippi. Ci infila tra un gruppo di studenti mezzi ubriachi e ci mostra frettolosamente come uno di loro non si diverta. Perché? Ma per la ragione più classica del mondo! Soffre di mal d’amore essendo stato recentemente lasciato dalla fidanzatina che ha preferito farsi, diciamo, coccolare da altri. Il ragazzo triste vuole andare a vedere la famosa palude stregata, argomento di cui ha sentito parlare, e tra vari tira e molla un amico del gruppo lo assisterà in questa escursione macabra. La guida è un cinese con una camicia a fioroni che si inventa palle immense riguardo la palude. I due andranno in gita con due avvenenti fanciulle accompagnate da un regista (probabilmente di film porno), con una ragazza misteriosa e con una coppia di over cinquanta piccoli, tozzi e noiosissimi. Dopo un viaggio in uno sgangherato ex scuolabus giallo, arrivati alla palude, si imbarcano in un battello e dopo poco, anzi, dopo aver sentito la leggenda di un essere deforme, “The Hatchet” appunto, che massacra chiunque si addentri nella sua dimora, restano bloccati. Non possono proseguire perché la barca è rotta e come se non bastasse sta affondando. Indovinate un po’? Hatchet se ne esce dalla sua casa, si è proprio nella palude, e inizia a sterminare chiunque gli capiti a tiro. Splatter estremo in chiave umoristica che non può che ricordare il Peter Jackson dei tempi andati, di Brain Dead però, quello con gli effetti speciali degni di nota. La giostra del massacro ci culla e ci fa fare grosse risate accompagnato dall’umorismo cameratesco dei più giovani del gruppo. Spegnete il cervello, armatevi di birre e godetevi questa demente festa di sangue! ![]() VERO COME LA FINZIONE, Marc Forster, 2006 Il personaggio di questa storia è un uomo metodico, un ragioniere che lavora per l’Ufficio Imposte di Stato. La sua esistenza è dettata dal suo orologio, col quale organizza ogni istante della sua giornata in maniera maniacale avendo sotto controllo ogni fase della sua non vita. La voce narrante introduce il personaggio nella sua eccentricità, ma un mercoledì Harold Crick, interpretato da un ottimo Will Ferrel, inizia anch’egli a sentire la voce narrante. Il film prende dopo pochi minuti un piglio meta cinematografico, ma va oltre e il nostro protagonista si vedrà protagonista di una storia scritta da un’altra persona, il suo personaggio ha scoperto di avere un autore. Un giorno sente i pensieri dell’autrice (la voce è quella di una donna) riguardo alla sua morte d inizia a preoccuparsi. Specularmente vediamo la vita della scrittrice, la quale ha un blocco e non riesce a finire il romanzo di cui Harold è protagonista. La nevrosi della donna sembra ripercuotersi sulle ansie di consapevolezza del protagonista, il quale si rivolge a un docente di letteratura per capire meglio la sua situazione. La vita, i dolori e anche l’amore del giovane protagonista sbocciano proprio quando si rende conto di avere una volontà derivata, di non essere padrone del proprio destino. L’autrice è vicina all’esaurimento nervoso e il suo editore le affianca un’ assistente che ha il compito di tenerla in riga affinché completi il manoscritto. I due personaggi, creatrice e creatura, diventano speculari e una delle chiavi di letture è senz’altro quella psicologica se ci si ferma al comportamentismo dei due e non si analizza il bizzarro fenomeno a cui assistiamo. Harold Crick e la sua storia ricordano molto Kafka per quanto riguarda la sua vita d’ufficio (Il Processo) e una mela verde che avrà un’ importante funzione nella storia (La Metamorfosi). Il film ah una gran carica emozionale, diverte, commuove, spaventa, la sospensione tra due realtà che non sono parallele, ma il prodotto una dell’altra, non può che spiazzare e trasferire le nostre emozioni e reazioni su un piano che ci è nuovo. Il personaggio governato dalla macchina da scrivere arriva a desiderare e vivere una sorta di libertà maggiore di quella della sua creatrice, la quale si sente imprigionata in se stessa. ![]() DENTI, Mitchell Lichtenstein (2007) Terrore ancestrale di ogni uomo e simbolo dell’anti-vita per eccellenza la vagina dentata ha origini mitologiche. In moltissime culture viene raffigurata con significati magici e di conseguenza riscontrabili nella psicologia sociale. Il vincere la vagina dentata, la sua minaccia, rappresenta lo sconfiggere il blocco dell’umanità, il diventare adulti. Madre di tutto se smettesse di svolgere la sua funzionalità principale, l’uomo cesserebbe di esistere. Il film è tutt’altro che demenziale sebbene la locandina faccia pensare in questo senso, al contrario la comicità diventa cinismo e l’umorismo si avvicina ad uno humour nero, plumbeo. La nostra protagonista Dawn (il nome rappresenta forse una nuovo destino per l’umanità?), interpretata molto bene in tutte le sfumature adolescenziali da Jess Weixler, oltre ad avere questo bizzarro inconveniente tra le cosce, fa parte di un associazione integralista cattolica che sponsorizza il conservare a tutti i costi la verginità fino al matrimonio. Queste associazioni andarono pure di moda verso la metà degli anni ’90 negli States. Interessante come in questo caso sia a capo di uno di questo gruppi una persona che conserva la verginità per dei motivi più pratici che filosofico-religiosi. Si sa la carne è debole e quando Dawn avrà il suo primo rapporto sessuale, in maniera forzata e tutt’altro che naturale, la sua vagina troncherà di netto “l’intruso”. Non è certo un film splatter e a parte qualche moncherino di pene maschile non si vede un granché (scordatevi fin dall’inizio di vedere la vagina dentata) . La presa di coscienza del suo difetto rapportato al sesso sarà travagliata e simbolicamente rappresenta il suo passaggio dall’età adolescenziale all’età adulta. Quando trancerà quattro dita a un ginecologo inizierà davvero a rendersi conto delle sue “potenzialità” . Denti è il primo film di Mitchell Lichtenstein, regista di prodotti per la tv che si accinge ad oltre cinquant’anni a girare un film bizzarro che da un lato diverte e da un lato prende alla sprovvista. Il regista caratterizza bene i suoi personaggi e il fatto che la struttura e le musiche facciano spesso pensare ad una favola che da lontano ricorda un certo stile alla Tim Burton, prende in contropiede nei momenti cardinali del film. Fabula anche per la critica molto velata che racchiude l’opera, sia all’integralismo cattolico che al voler fare sesso a tutti i costi, alla disgregazione famigliare, rappresentata dal fratello della protagonista, interpretato dall’androgino, ma qui nella parte di un bullo violento, John Hensley, star di Nip/Tuck. Non si può non notare la centrale nucleare che si staglia due passi dal paese in cui la nostra protagonista vive, c’è quindi anche un’ avvisaglia tutt’altro che velata sull’inquinamento, rappresentata solo visivamente perché non vuole essere la sola. Il fascino del film è anche nel non rendere chiaro il motivo, ossia il seminare l’opera di molti indizi sulle cause del fenomeno facendoci continuamente porre l’interrogativo e rendendo la visione tutt’altro che rilassata. Denti è un film affascinante e fuorviante. Da vedere col cervello collegato. ![]() THE BUSINESS, Nick Love, 2005 Dall’Inghilterra una storia di gangster ambientata negli anni ’80 sulla costa Spagnola dell’ Andalusia. In effetti già la location di suo sa di retrò e un accurata ricostruzione del periodo, compresi i pantaloni a vita alta e le infinite permanenti delle donne, ci catapultano nella metà del decennio più odiato-amato degli ultimi cinquant’anni. Il nostro protagonista lo troviamo nel sud di Londra ed è il giovane e debosciato Frankie, impersonato da Danny Dyer già interprete principale, sempre sotto la regia Nick Love, del precedente Football Factory. Frankie ha un padre mezzo delinquente e una madre che prende botte a seconda dell’umore del marito, un giorno tira fuori i suddetti e prende a sprangate il genitore violento. Cambiare aria per un po’ non è una brutta idea e una conoscenza gli propone di portare una misteriosa borsa in Andalusia in cambio di un compenso. Il ragazzo accetta. Arrivato in Spagna consegna al borsa ad un Inglese denominato “Il Playboy”, tal Charlie, fuggito da Londra dopo una rapina andata storta col suo socio Sammy Brooks e il resto della banda. Charlie fa la bella vita, sempre al sole, circondato da droga, belle donne e belle macchine. Prende subito in simpatia il giovane e timido Frankie e lo tiene sotto la sua ala protettiva facendolo entrare poco a poco nella sua gang. Un po’ come Tony Montana di Scarface, ma senza diventare il boss dei boss, il nostro giovane protagonista inizia a divertirsi vivendo nell’illegalità e ingranando sempre più col nuovo lavoro, scoprirà giorno per giorno i piaceri della malavita, con gli inganni e i dolori di essa. L’ascesa sarà repentina e il regista ci piazza di sottofondo hit dell’epoca nei momenti cool del film, sono avvisati quelli che odiano la musica anni ’80! In questo film, ma anche nel suo film precedente,, Nick Love sembra sentire vicina la provenienza dei suoi personaggi, vengono dai bassifondi e hanno inoculata una mentalità tipica dei futuri delinquenti, una sorta di arrivismo che è pronto a tutto, dove la gratificazione si contempla nell’avere tutti i vizi che si vogliano a disposizione nell’essere rispettati. Il protagonista di questo film appare timido, dice lui stesso che il mondo della criminalità non fa per lui, ma poi si troverà a proprio agio nel fare lo sbruffone coi soldi e il potere. Frankie uscirà dalla merda in cui viveva al sud di Londra per salire in Paradiso in Spagna e sprofondare nuovamente nella merda. Il finale è in pieno stile Nick Love. Vedere altre sue opere per credere! Un overdose di eighties style per un film avvincente e dalla narrazione anfetaminica, coinvolgente al punto da far dimenticare l’inizio quando si è solo a metà visione. STO ASCOLTANDO ![]() L’ispettore Carlaghan che legge i miei diritti KILLING MI SOFTLI BIBISSO LINK I miei avvocati, il Paggetto e Kabura, che discutono sulle ARINGHE! "balla vecchia spugna balla!" DEEJAY ESTATE 1990 LINK IL MIO IDOLO SOTTO FORMA DI PRESENTATORE TELEVISIVO LINK LUI, COLUI CHE HA SEMPRE RAGIONE, COLUI CHE SA, COLUI CHE AGISCE, L’ARTISTA PER ECCELLENZA!: LINK Un vecchio che entra in un bar: "Un cafè coreto graspa", "ansi no, fame na graspa coreta cafè" Delli che mi parla PONTE PONTE MOLINO che ha declassato bruscamente PONTE PONTE CORVO TIZIANO FERRO in "Sere nere", un artista con la A maiuscola ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... Fare quello che avrei voglia di fare Il caos, instabilità, irrequietezza, estro, tutto ai livello massimi che implicano equilibrio Un coltello a scatto Una gang Un treo Giocare coi cubi di legno Compiere crudeltà ![]() STO STUDIANDO... film, corsi post laurea, emarginati sociali e cose carine così -------------------------------- -Cinema -Musica -Perversioni -Trucchetti -Ricette OGGI IL MIO UMORE E'... ALTALENANTE con picchi di PERICOLOSITA’ SOCIALE ![]() ![]() Una rissa non è una rissa se non c’è Dallas! ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
![]() ![]() Cliccate ![]() Cliccate sul piccolo Susho ![]() GUARDA BENE FRATELLINO, GUARDA BENE ![]() LECCA BENE FRATELLINO, LECCA BENE (artwork by Suzi9mm) ![]() SIAMO DIVENTATI CINESI(da sinistra Jek-Dyb, non mi ricordo come si chiama, Lercio) jpeg su memoria rigida, cm 180x290 ---------------------------------------- "La mia città si rivela qui sulle strade. Nuda diventa viva. Le sue strade cantano melodie carezzevoli quanto il suono di un vetro rotto. Una musica interiore che riflette al tempo stesso tenerezza e terrore!"![]() ![]()
giovedì 9 novembre 2006 - ore 17:43 LABORIOSAMENTE LABORIOSO Dimenticate cazzate tipo la fabula della formica e della cicala, tutte cazzate. Qui si parla di io che sto preparando due esami. Fin qui nulla di strano, ma i due esami sono lo stesso giorno e la stessa ora. Dovrò destreggiarmi come un aspirante diplomatico della Transnistria. Ho una cosa come 600 pagine da studiare, am io amo le imprese impossibili e farò quegli esami, se mi vanno bene entrambi sarà un ottimo risultato e con i due di febbraio di cui sto frequentando i corsi avrò finito tutti gli esami. Se mi vedrete poco in giro in questo 10 giorni futuri il motivo è questo. Film consigliato: IL MARATONETA di John Schlesinger (1976) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 8 novembre 2006 - ore 21:43 LONDON: tema sulle mie vacanze Svolgimento del tema sulle mie vacanze: Oggi sono tornato da Londra. Quando sono arrivato lì il 31/7/1998, minuto più minuto meno, mi ero tanto piaciuto nel divertirmi io. Io penso che adesso parlerò un po’ di Londra. Ricordi di Londra: Non c’era l’acqua ma c’era la corrente nella casa, chiamiamola così, in cui vivevo. Non vi era la serratura alla porta, forse perchè la porta era una tavola di legno appoggiata a dove ci dovrebbe essere stata una porta. Il bagno era intasato ed era pieno di merda, anche il nano a dire la verità (ho mandato una cartolina al mio migliore amico Nanù che è piccolo ma vale per due anche se non la riceverà se è a casa da solo dato che alle buche delle lettere non ci arriva e serve sua mamma che è nana ma un po’ più alta). Il trucco era non fare la cacca in quel bagno ma nei pub o nelle stazioni atte alla vendita di mangimi di piccola taglia o di stranissimi combustibili denominati dai più benzina e gasolio. A Londra io bevevo il sidro che faceva a volte schifo ma a volte, forse a seconda delle marche, era fortissimo, tipo 12 gradi. A Londra si accoltellavano le persone ma non vado oltre. A Londra vi erano i rave, a Londra vi erano le persone che deliravano. A Londra vi erano i musei, pare ci siano ancora, e io vi andavo in acido. A Londra vi ero io che non pagavo mai la metropolitana perchè mi sembrava una cosa che non era il caso di fare. A Londra mi hanno dato questo temino da fare, era agosto 1998. Il temino l’ho finito ora. Film consigliato: 28 GIORNI DOPO di Danny Boyle (2002) ![]() RECENSIONE:LINK LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 6 novembre 2006 - ore 17:25 RIDDI (passato remoto di ridere) TANTO A QUESTA FRASE Ora posto una frase tratta da SOFFOCARE di Chuck Palahniuk (Palahniuk si pronuncia pòlanik ignorantelli miei) "La prima volta che mi sono fatto una sega ho pensato che avevo inventato qualcosa di nuovo. Mi sono guardato la mano piena di sborra e ho pensato: con questa roba ci divento ricco" Io trovo questa frase geniale! Non centra nulla ma oggi in autobus c’era un signore di età compresa tra i 97 e i 153 anni che aveva un alito tremebondo, sembrava avesse un ratto morto incastrato nelle tonsille. VOTO: DIO-CE-NE-SCAMPI Film consigliato: STREET TRASH aka HORROR IN BOWERY STREET di Jim Muro (1986) LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK domenica 5 novembre 2006 - ore 14:53 ETIMOLOGIA delle parole e dei marchi alias APOLOGIA DI VERITA’ ! Il miglior modo per sconfiggere un doposbornia è leggere le verità che elenco qui di seguito! EQUINO: parola che risale a tento tanto tempo fa. EQUINO deriva da EQUAZIONE che vuol dire UGUAGLIANZA. I cavalli nella valle dell’Eden, sita nel paradiso terrestre, erano tutti uguali. I cavalli erano simbolo di uguaglianza. CACTUS: parola di origini onomatopeiche e omeopatiche. Si narra che chi scoprì per primo questa pianta guardandola starnutì forte con un suono simile alla parola CACTUS, appunto. Da lì il nome. VALENTINO: il noto marchio di alta moda ha un’ origine piuttosto curiosa dato che il signor Valentino, quando disegna i suoi vestiti lo fa lentamente perchè ama la cura dei dettagli, va lentino nel creare i suoi capolavori. INVERNIZZI: il noto marchio ha un’ origine piuttosto curiosa nella sua semplicità. Deriva semplicemente dal fatto che i prodotti di questo marchio vanno conservati prima e dopo l’uso in frigorifero. In frigorifero c’è freddo, come in inverno. Da lì INVERNizzi. PISCINA: la piscina fu inventata da una bambina intorno agli anni ’50 a Los Angeles. Pensate che però originariamente la PISCINA era solo un posto dove fare i proprio bisogni liquindi, ma non solo, durante le notti brave. COLAZIONE: etimologia complessa. Coniò il termine un ragazzo Belga che parlava Italiano durante un viaggio a Venezia con suo zio. Quando mangiavano la mattina i cereali lui diceva sempre che bello mangiare CON LO ZIONE. CON LO ZIONE si è adattata sempre più fino a diventare COLLO ZIONE e poi COLAZIONE QUADRO: Molti pensano erroneamente che derivi dalla forma quadrata delle cornici, ma è una sciocchezza. Come la mettiamo allora coi quadri rotondi? Infatti QUADRO dervia dal fatto che chi lo inventò era abilissimo nel ballare la QUADRIGLIA, QUADRO deriva da QUADRiglia. ![]() Film consigliato: IL TUO VIZIO E’ UNA STANZA CHIUSA E SOLO IO NE HO LA CHIAVE di Sergio Martino (1972) ![]() LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK sabato 4 novembre 2006 - ore 14:06 TROPPO BELLI, un capolavoro incompreso ![]() L’ho visto, finalmente ho visto uno dei film più belli del cinema Italiano di tutti i tempi e come molti capolavori è stato incompreso e bistrattato ingiustamente. Non posso che dedicare un post a questo must senza eguali, a questo capolavoro, a questo film che insegna come affrontare la vita, da cosa difendersi, ad amare, ad essere amati. Insegna il valore dell’amicizia e che le cose semplici a volte sono la strada verso il successo. Ci insegna che sognare è giusto ma fino ad un certo punto, il sogno non si deve confondere con la realtà se no potremmo essere vittime di una realtà fittizia ed essere esposti a minacce reali le quali ci fanno cadere dalle nuvole, e la caduta non è sempre piacevole. E’ con grande impegno che COSTANTINO E DANIELE, due personaggi televisivi celebri, giustamente celebri, ci insegnano a vivere. Loro ci insegnano che bisogna essere onesti, puliti e che la bellezza non è sempre tutto e può anche portare dei problemi. TROPPO BELLI è un film sincero, un film da guardare col cuore in mano, senza pregiudizi, TROPPO BELLI è una scuola di vita perché ragazzi, vivere è una cosa bella ma non sempre facile. Analisi di un capolavoro: RECITAZIONE: Daniele e Costantino interpretano se stessi quando non erano ancora famosi, con i loro sorrisi, i loro amori, le loro avventure, i litigi, l’amicizia, il trionfo del bene sul male. Recitano bene certo, recitano la vita in maniera sincera, pulita. Altri attori sono all’altezza dei loro ruoli incarnando personaggi che si possono trovare ovunque, sia qua che là. LA STORIA: E’ una storia che può essere di tutti, basta essere troppo belli ed essere adulati da tutte le ragazze e non solo. La strada verso il successo è piena di ostacoli, ma i veri belli sono belli non solo fuori, ma anche dentro. MORALE: il film è pieno di morale come una crostata fatta da una nonna che non vedete da tempo e che probabilmente non è nemmeno la vostra. In questo film capirete molte cose, che i truffatori sono meridionali e sono bassi di statura, che le persone di colore parlano come i bingo bongo dei cartoni animati degli anni ’50. Imparerete che le ragazze dell’est sono delle puttane interessate solo ai soldi. Imparerete che chi ha una Porche è un antipatico fuorilegge. Imparerete che nel lavoro verrete umiliati e minacciati continuamente dal principale. Imparerete che i parrucchieri uomini sono tutti gay. Imparerete che bere la birra quando si è tristi non porta da nessuna parte se non a vomitare. Imparerete che le mogli dei produttori televisivi sono delle poco di buono adultere. Imparerete che a volte i sogni si avverano. Se vi sentite brutte potete migliorare. Imparerete che se la gente vi trufferà significa che siete puri di animo e meritate molto. FINALE (senza rivelarlo): uno dei finali più belli da quando i fratelli LUMIERE inventarono quella cosa che tutti sappiamo.Un finale di speranza per i belli. MUSICA: le musiche del film sono le musiche dei ragazzi di oggi. EFFETTI SPECIALI: ragazzi non servono effetti speciali per un film come questo, vi si aprirà il cuore e questo come effetto basta e avanza. Qualche immagine dal film: ![]() Questo è Daniele che pensa alla vita ![]() Questo è Costantino che parla della vita ![]() Questi sono Costy e Dany in una foto simbolica, ci dice che i sentimenti e le ambizioni a volte sono una prigione invece che delle ali per la libertà. Ne volete sapere di più?? Qui vi è un’ intervista ai due protagonisti sul film e alcuni commenti di utenti che hanno visto il film oltre ad un interessantissimo articolo sul film: CLICCA QUI! Grazie per questo film, grazie a tutti LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK venerdì 3 novembre 2006 - ore 12:34 TEXAS TERRI BOMB! al Sabotage Bar (VI) Ieri sera suonava TEXAS TERRI BOMB a Vicenza. Il concerto è stato parecchio divertente, ha una padronanza otima del palco e poi correva in giro dappertutto. Beh ecco un po’ di foto: ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() In queste foto è sul bancone del bar che improvvisa un siparietto ![]() ![]() ![]() ![]() TERRI BOMB SU MYSPACE cliccando qui LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK giovedì 2 novembre 2006 - ore 16:38 Where did you sleep last night TRUDONA? Nel post precendente Jek (Jek-Dyb) ha segnalato un altro fenomeno da baraccone iscritto su Myspace. Con estremo orgoglio e cordolio vi presnto il nostro nuovo FREAK! La LERCIOGOREGOREGORE PRODUCTION in collaborazione con NESSUNRITEGNO S.R.L, PINCITO PRODUCTION, FICCATRIVELLA COOPERATION, COADEMERDA S.P.A, SICKDOG ASSOCIATI, BADBADTIMES CHURCH OF ASSOCIATED, FEDERAZIONE DOPOLAVORO PADRONA DEL MIO MARCIAPIEDE (F.D.P.M) e l’onoratissima CHULERIA S.P.A sono commosse nel presentravi: TRUDONA ![]() Ecco a voi TRUDONA che vi si presenta con le sue guanciotte piene di salute e probabilmente di salumi. TRUDONA è una ragazza abbastanza dark, ha una luna tatuata su una tettona, la luna è in scala 1/1. Reca anche dei fulmini sull’altra tetta, o meglio delle scintille, lei fa scintille se non ve ne siete accorti. La qualità dei tatuaggi e inversamente proporzionale al peso, e cambiano col tempo, pensate che la luna, che tra l’altro sembra abbia i denti e stia inghiottendo una pantegana, qualche anno fa era un unicorno, poi i tempi cambiano e la pelle si allarga. Avrete già intuito il lavoro che fa TRUDONA. No? Be ve lo dico io, TRUDONA fa la modella, infatti alcune foto hanno il nome dei siti per cui lavora. ![]() Qui c’è TRUDONA con un sensualissimo completino tigrato che sembra quasi fare ARRRRRRRGG! Il completino in origine non era trasparente ma con la dilatazione è diventato tale. Notare la cellulite: quando la cellulite diventa bellezza. A lato di TRUDONA si intravede il suo letto in ghisa dal peso di 12.000 chilogrammi. L’elastico di quei vestitini non è in tessuto ma in un nuovissimo tipo di cavetto in acciaio brevettato per i traslochi. ![]() Questa invece è una bellissima foto aerea di TRUDONA, si è anche truccata per l’occasione, il tempo era buono, non pioveva e non c’era troppo vento, l’aereo ha potuto fare il su dovere. ![]() Qui c’è TRUDONA in rosa, la scritta sulla felpina esplica come ci sia tanta materia da amare. Lei ha un gran cuore, in realtà ne ha 4. Trapiantati da animali vivisezionati per permettere al sangue di TRUDONA di fluire per tutta la sua adorabile materia. Notare le calze che indossa, ricavate direttamente da una reta da pesca a largo del Giappone. Quelle calze pensate le ha comprate su Ebay quando hanno posto un limite all’uccisione e cattura delle balene al largo del Giappone. ![]() Qui c’è TRUDONA in mutandine e reggiseno, l’atmosfera si scalda, il flash della macchina fotografica che l’ha immortalata è alimentato a gasolio per garantire l’enorme affluenza di luce necessaria. Le mutandine sono ricavate dall’abito della prima comunione del fratellino, ahimè scomparso, il fratellino, durante un tentativo di dieta di TRUDONA 4 anni fa. E’ tuttavia disperso e lei ne soffre. ![]() Qui TRUDONA ci fa vedere i molti bicipiti, pare siano intercambiabili. Notare il doppio (parola usata con molta cautela) mento che ha la stessa funzione della gobba del Cammello, qui in funzione riferita al brunch. ![]() Qui abbiamo TRUDONA in compagnia di quel che rimane del suo primo marito. Fu un amore burrascoso. Notare il contrasto tra rosa e nero. ![]() Qui c’è TRUDONA col berretto della cartaigenica , è stato confezionato appositamente per lei, ne fu proprio contenta. Meno contenti furono i bambini del circo di Fatville che quell’anno rimasero senza telone del circo, quindi senza circo e come se non bastasse senza animali, misteriosamente scomparsi. ![]() Qui le mani stentano ad allontanarsi dai pantaloni. TRUDONA è a dir poco arrapate, si intravede il perizoma, ossia delle culotte portate di qualche misura più piccole. Pare che TRUDONA abbia anche i mobili, alcuni trovati nel pavimento del bagno dopo che si spazzola i capelli. ![]() Questo è un momento intimo di TRUDONA, sta facendo meditazione. TRUDONA può fare molte cose, pare che se togliesse le braccia di colpo e si lasciasse andare, secondo dei calcoli, arriverebbe al centro della terra e potrebbe toccarne il fulcro. Notare la blindatura del reggiseno taglia X°. ![]() Qui TRUDONA si sta truccando con un rossetto nero. Pare smagrisca, dicono. ![]() Una delle foto che personalmente preferisco. TRUDONA sta leccando un manichino di un uomo preso ai saldi di un negozio. In realtà l’ha rubato infilandolo nella borsetta. La scala del manichino è 1/1 con un uomo di media statura ovviamente. Lettura consigliata: “9 pollici” di Charles Bukowski, la storia di un uomo che rimpicciolitosi viene usato a mo’ di vibratore dalla moglie. ![]() Qui TRUDONA che esprime il suo amore per il mondo, infatti lo regge amorevolmente tra le mani. Film consigliato: PIG FARM MASSACRE di Rick Roessler (1987) LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 30 ottobre 2006 - ore 19:14 NANU’ IL MIO AMICO SKINHEAD NANU’ Tra i meandri di Myspace si trova un po’ di tutto, ma proprio di tutto: cani, gatti, mostri, uomini, donne, film, gruppi musicali, gruppi silenziosi, maniaci sessuali, manici che cliccano le webcam, gente che ruba i profili, gente che piscia seduta, gente che piscia in piedi, cani che stanno male, cani che stanno bene, preti, nazisti, comunisti, democratici, appassionati di armi, appassionati di macchine, appassionati di moto, appassionati di culi e tette, appassionati di Myspace, omosessuali, zoofili, necrofili ecc… ecc…. Il mio amico NANU’ l’ho trovato su myspace, il mio amico NANU’ è uno skinhead e fin qui tutto bene, ma la cosa divertente è che NANU’ è una nano, un nano TAILANDESE per l’esattezza! Non è solo Diane Arbus che collezionava FREAK, ma anche Lercio! (La Arbus è interpretata da Nicole Kidman in FUR per chi volesse approfondire). Ma bando alle chiacchere e che si dia inizio alle danze visive, squillino le trombe! ![]() Ecco un primo piano di NANU’, è in una mensa o in una tavola calda, o al bar dello zoo (cosa probabile), fatto sta che indossa una bellissima giacchetta jeans su misura, d’ora in poi tutto quello che vedrete addosso a NANU’ è fatto su misura, lui ci tiene allo stile e indossa solo vestiti confezionati appositamente per lui su misura. D’altra parte è una questione di comodità, come negarlo.. E poi NANU’, diciamocelo, ha classe da vendere! Peccato che porti l’apparecchio per i denti, rovina un po’ la sua bellezza ![]() Qui c’è NANU’ con i suoi anfibietti e il suo bomberino, che carino ahn? Sembra un bambolotto, verrebbe voglia di fargli “spat spat spat” sulla testa un po’ come al vecchietto amico di Benny Hill (pace all’anima sua). Notare le dita grifagnette. ![]() Qui c’è NANU’ su una Vespa, proprio come un autentico skinhead-mod, sta anche fumando una sigaretta. Sua nonna gli diceva sempre che il fumo arresta la crescita, ma lui non l’ha mai ascoltata… ![]() Questo è NANU’ con un suo amico, il quale indossa un bellissimo maglione variopinto, mi sa che scriverò una mail a NANU’ affinché chieda al suo compare dove ha acquistato quel maglione. Sono disposto ad andare dalle sue parti pur di averlo. Il ragazzo sulla sinistra invece ha un atteggiamento pensieroso, immagino pensi: "ma che cazzo ci sto a fare qua porca troia" Ah dimenticavo, NANU’ è quello in mezzo che non lo andiate a confondere! ![]() Qui c’è NANU’ con il suo gruppo di amici, o amicici, c’è anche una donna (pare essere una mignotta “amore lungo” del luogo) che secondo me lui si scopa di tanto in tanto. Vai vecchio pennellone! Notare il tizio sulla destra con la felpa recante la scritta “Cabrillo”. Ebbene quel tipo è veramente mostruoso in maniera al limite della legalità! ![]() Qui han portato NANU’ al mare, lui è tutto contento così respira la salsedine e cresce sano e forte.... Nanu’ ha la maglietta quella da skin, NANU’ ne sa una più del diavolo. ![]() NANU’ con la sua gang e due fanciulle (mi fa troppo ridere, sembrano due mignotte), notare il tipo a sinistra, cristo santo è fantastico, fa quasi piangere! Sembra un serial killer che si è perso nei suoi pensieri e non sa più chi cazzo è. Forse per questo è diventato un amico di NANU’. Espiare delle colpe? Può essere. ![]() Qui NANU’ è tornato indietro nel tempo, è in un praticello ed è contento, anche perché ha fatto come Fry (ma si scriverà così?) di Futurama ed ha appena ingravidato sua mamma. Eh si, NANU’ è padre di se stesso, voleva dimostrare che da rapporti consanguinei nascono bambini normalissimi… Bravo NANU’ e grazie di esistere.. ![]() Qui c’è NANU’ con la sua maglietta nuova firmata. E’ tutto contento, se avesse la coda scodinzolerebbe. W NANU’! ![]() Qui c’è NANU’ al bar della piscina e indossa una bellissima maglietta dei Sex Pistols, dato che NANU’ è anche un po’ punk. Pare stia bevendo della birra sgasata o più plausibilmente delle urine tiepide. Si intravede vicino a lui un suo amico con un bomber ben chiuso, evidentemente non erano d’accordo sulla temperatura quel giorno, anche se NANU’ è una duro e a lui il freddo gli fa una bella sega. Il clima non è alla sua altezza, non lo sfiora nemmeno.. ![]() Questo è NANU’ che canta una canzone con uno dei suoi gruppi skinhead Tailandesi preferiti. Non ricordo il nome del gruppo ma penso che a nessuno importi. Il fatto geniale è che stanno suonando al PLANET HOLLYWOOD (!) della capitale Tailandese, ma siamo in Thailandia e pare tutto possa accadere (quest’estate mi sono visto un film delirante geniale! Al Far East Festival, ed era TAILANDESE) ![]() Questo è NANU’ in tutto il suo fascino, forza ragazze, ma anche ragazzi su!, NANU’ è single! Approfittate di questa sua condizione, con un NANU’ ne avrete uno in regalo, ed è disponibile anche BIONDO!!! Film consigliato: ANCHE I NANI HANNO COMINCIATO DA PICCOLI di Werner Herzog (1970) ![]() LEGGI I COMMENTI (31) - PERMALINK sabato 28 ottobre 2006 - ore 15:34 PSYCHOKILLER DA FRANKY alias UN GENIO TOTALE COMPLETAMENTE FATTO ![]() Ieri sera vado da Frenky che ha aperto dopo oltre un mese di chiusura causa vendette trasversali del vicinato. Vi era parecchia gente soprattutto considerando che era la prima sera dopo parecchio tempo. Tra le solite persone più o meno conosciute vi era LUI. Un giovane ragazzo nordafricano completamente ubriaco e anche strafatto molto probabilmente. Lo chiameremo GIANVITO per comodità, dato che il suo vero nome non lo sapeva nessuno e sicuramente, non probabilmente, nemmeno lui. GIANVITO indossava dei pantaloni e fin qui nulla di strano, una giacchetta felpata e fin qui nulla di strano e poi un angosciante cappello di PILE color grigio topo che sta poco bene, nel senso che vede gatti anche dove non ci sono. Il cappello grigio era tremebondo, aveva pure una frontino, o come cazzo si dica, che GIANVITO indirizzava a lato che fa molto yo, oppure di fronte, oppure all’indietro. Alzava anche il frontino a seconda dell’umore del momento. L’umore è uno dei pezzi forti. GIANVITO era disintegrato e cambiava umore ogni 13 secondi circa. Incazzato e minaccioso, compagnone e sarcastico, marpioncello e rispettoso. Tutte queste emozioni erano accompagnate da un barcollare tipico dell’ubriaco molesto. Andava verso i gruppi di persone attraverso l’inerzia, si può dire che si facesse trasportare dal momento. A tratti sembrava ballare, era snodato il GIANVITO, sembrava facesse capoeira (ma si scriverà così). Nel suo divincolarsi ad un tratto è riuscito a fare una cosa geniale ed io e Carlo (Myapology) l’abbiamo colta con lo sguardo: GIANVITO ha mimato un momento di rabbia morsicandosi l’indice della mano destra e mentre apriva la bocca per infilarci l’indice di traverso un fiotto (chiedete a Sica cosa vuol dire) di bava gli è caduto dalla bocca verso la scarpa sinistra. Insomma GIANVITO è riuscito a mordersi un dito e contemporaneamente a sputarsi su una scarpa. Un mito! A Carlo (Myapology) gli ha detto su perché aveva bevuto solo 4 birre (Gianvito fa i conti in tasca e sa tutto) e lui invece, col suo berretto fico, ne aveva bevute 24. Il suo cervello arrancava a multipli di 4 la cosa è curiosa. Sica (Sicapunk), Carlo (Myapology) e Trevi (TRE OVI) erano le vittime predilette di GIANVITO, il quale si avvicinava loro di continuo, Sica lo ha pure filmato e appena mi passerà il filmato lo metterò su YOUTUBE, contateci! La Pinzi (Lunapark) invece ne era terrorizzata, appena lui le si avvicinava la Pinzi fuggiva e la cosa era esilarante. Oltre spaventare la Pinzi e a divertire tutti GIANVITO mi si è anche rivolto in tono minaccioso, non si capiva un cazzo di quello che diceva, si sentivano solo le parole sbiascicate di GERONIMO e GERMANO. Se diceva Germania probabilmente avremmo scoperto essere amico di KABURA, una merda schifosa che girava in piazza e ora grazie a dio non si vede più…. La foto che lo ritrae qui sopra e qui sotto (du foto is meglio di uan) lo vede in fase MINACCIOSA, certo che la foto è proprio fica e lui è molto fotogenico, quel ragazzo dovrebbe fare l’attore. Dietro c’è anche la Benedetta (Detta). Notare il frontino rialzato per non lasciare dubbi riguardo al discorso in cui si cimenta, e non avete idea di come cazzo blaterava quel genio totale. ![]() Film consigliatoQUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO di Milos Forman (1975) ![]() LEGGI I COMMENTI (16) - PERMALINK venerdì 27 ottobre 2006 - ore 15:40 A LEZIONE CON MOSTRI GRIFAGNI Di uno degli ultimi esami che devo fare ne sto seguendo il corso. Vi sono numerosissimi studenti di numerossissime età che lo seguono, per lo più studenti del primo anno. L’età va tra i 19 e i 174 anni o meglio ani. Vi sono persone di tutti i tipi, alcune davveromostruose. Oggi ho visto una ragazza, o almeno penso fosse tale, che era la trasposizione umana di Fred degli Antenati (se si chiama così... Ho sempre provato disinteresse verso di loro). So che sembra impossibile e se provate a immaginare la cosa, incute un po’ di paura non vi pare? Quando l’ho vista volevo spararle per vincere paure ancestrali che ha fatto sorgere in me. Non per niente è in una lista di persone da eliminare di un caro conoscente che si occupa di certe questioni e che vi saluta tanto ma non si trova nel nostro stato. Un ragazzo invece aveva i capelli lunghi biondi e permanentati, sembrava il residuo di quella cagata anni ’80 (residuo nel senso di sgommata di merda nella tazza) quali sono gli Europe. Hanno pure fatto un concerto di recente ma non vado oltre perchè ho paura! Autentico terrore! Si può commentare questa foto solo con la saliva e mettendosi contro qualsivoglia sacralità di moda o meno. Ma la migliore è una tizia con la faccia che tenta di nascondere se stessa, ossia dei rigonfiamenti di carne, una sorta di tripli menti sparsi per il viso che tentano di inglobare i tratti somatici nascondendoli al mondo esterno (se almeno ci riuscissero...). Sembra l’uomo sciolto dall’acido in Robocop, film che tratta una sorta di apologia fascista futuristica. E comunque io la odio perchè mi fa cagare alla vista come del resto mi sta sul cazzo Robocop, che è sfigato, non ha nemmeno avuto la decenza di schiattare dopo che lo hanno sfucilato ovunque. Insomma è chiaro che io tenvo per i cattivi, loro sono cool, Murphy è Cul! Poi c’è un tipo che ha una maglietta che apprezzo e penso che se facessero un altro bel film con un sottosviluppato o un film in cui il protagonista è l’uomo patata (cazzo!) lui sarebbe perfetto. Sto coso ha la faccia espressiva come quella di una patata, verrebbe da infilargli la testa dentro l’olio bollente di una friggitrice. Commento su quest’ultimo personaggio: togliti quella maglietta è va in figa de to mare. ![]() Fate conto che la patata qui su è molto più espressiva di quella faccia slavata. Poi ho un mostro che ogni tanto mi siede non abbastanza lontano da non farmi sentire l’odore dei suoi cazzo di cracker masticati. Mostro si, ma un uomo o una donna? Non si capisce dio Cracker! Ecco dei cracker, son buoni per carità solo che l’alito da cracker è tremendo. Anch’io li mangiavo a lezione, ma io posso. Tutto questo contorno malsano stuzica il mio istinto autolesionistico e la mia fantasia, soprattutto per quanto riguarda le maniere di uccidere o di torturare. Ripristinerei le taglie e lo scalpo. Saluti a tutti, tornerò molto presto. Questuomo ha la soluzione a tutto: LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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