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HO VISTO

...la luce!!!

STO ASCOLTANDO

blues, e tra un po’ capirete il perché

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

braghette corte e maglietta

ORA VORREI TANTO...

non dovermi operare a un ginocchio, porca pupazza

STO STUDIANDO...

basta studiare! Almeno per un po’...

OGGI IL MIO UMORE E'...

sereno

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) prendere lo stipendio di 1900 euro e scalare oltre 700 di tasse allo stato....
2) ammettere che non hai capito nulla...
3) Essere disprezzato in quello che ritieni ti renda speciale.
4) Pentirti per essere stato zitto tutte quelle volte che invece avresti dovuto parlare.
5) perdere completamente la fiducia nelle altre persone
6) LA TESI!!!
7) Il massimo della paranoia?
Aver davanti un paranoico che ti stressa i maroni...

MERAVIGLIE


1) Chiudere gli occhi la sera e dire: ho fatto del mio meglio
2) vincere un derby al 90° con un goal in fuorigioco!!!
3) lavorare tanto e fare tanti sacrifici e alla fine realizzare il proprio sogno: creare una famiglia
4) rendersi conto di non essere un puntino insignificante del sistema; ma che siamo fondamentali per le persone che per noi contano veramente.

5) La cupola di S.Pietro
6) Riuscire a far ridere un bambino che poco prima piangeva
7) Il Silenzio


Chi più ne ha, più ne metta...


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venerdì 23 novembre 2007 - ore 20:29


La faccia di cxxo dello sport
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Giusto per postillare su una discussione che si è accesa tre post fa su questo blog, e ha coinvolto voci diverse e con opinioni anche diverse. E giusto per rispondere a chi avanzava, e continua ad avanzare, argomentazioni a difesa dell’universo pallonaro italiano e dei suoi interpreti, a tutti i livelli, cercando di esternalizzare le cause di un momento difficile del sistema calcio. Che ribadisco essere MARCIO dentro, culturalmente e ineluttabilmente. Beccatevi questa.

Drettamente da Gazzetta.it

Mio figlio e gli azzurri: cronaca di un tradimento
Sono una mamma di un bambino di 10 anni che, come la maggior parte dei coetanei, gioca a calcio e lo adora. Sabato pomeriggio, durante una partita di campionato, arriva un comunicato dalla federazione che invitava 15 bambini di ogni società di Modena a partecipare ad una splendida iniziativa organizzata dalla Figc e dal comune di Modena: andare a giocare al parco Novi Sad una partitella con tutte le società sportive e poi incontrare gli azzurri, i loro idoli. Vi lascio immaginare la gioia che i piccoli avevano negli occhi. Bisognava saltare la scuola, per ragioni di orario, ma io, mamma, posso negare a mio figlio il suo desiderio più grande? Certo che no. Allora mercoledì ci prepariamo per il grande evento: mio figlio prepara lo zaino con bandiera, quaderno e penna per autografi, magliette da far autografare e portare a scuola come cimelio, macchina fotografica. Alle 14 siamo al campo della società, tutti pronti: anche i suoi compagni di squadra erano organizzati con allo stesso modo. Arrivati al parco vengono formate le squadre: centinaia di bambini euforici. Sono le 15.30 e si inizia a giocare con una temperatura esterna di 7 gradi: ma loro non lo sentono il freddo, tanta è la gioia. Il tempo passa, ma della Nazionale, neanche l’ombra. Sono ormai le 17 e i bambini cominciano a interrogarsi delusi, quando arriva il pulmann. Eccoli! finalmente dopo tanto tempo e tanto freddo, vedo avverarsi il sogno del mio bambino e dei centinaia di ragazzi lì con lui. Invece no: il dirigente della federcalcio, visto il numero imponente delle persone in attesa, (com’era normale che succedesse), per la sicurezza dei giocatori, decide di non farli scendere dal pullman e di portarli direttamente allo stadio. Pensate la nostra delusione, ma soprattutto quella dei piccoli. Poi però arriva la notizia che, tutti i bambini, accompagnati dagli allenatori, potevano entrare nello stadio per vedere ed incontrare i giocatori. Meno male, penso io. Si entra nell’impianto in una ressa disumana, perché oltre ai bambini ed agli allenatori c’era anche una massa di tifosi che voleva il suo posto. Una calca indescrivibile. Riescono ad entrare: bambini da una parte e genitori dall’altra. In teoria. In pratica una volta dentro lo stadio, un casino pazzesco: gente che spingeva, che correva e nessuno, fossero poliziotti o altri addetti, che dirigesse le cose. Una vera vergogna, ma comunque andiamo avanti: se questo serve per realizzare il sogno del mio bambino... Arrivano le 18, i bambini seduti sulle tribune in alto ed i giocatori che fanno riscaldamento in campo. Si alza un boato disumano: centinaia di bambini che cantano, urlano e chiamano i loro eroi. Risposta? Nulla, i giocatori continuano i loro esercizi senza ascoltare queste vocine. La mia pazienza sta per esaurirsi, ma resisto. Quando, all’ennesimo invito a girarsi per salutare i bambini ed avvicinarsi alle tribune (protette da recinzioni trasparenti), loro cosa fanno? Si voltano senza spostarsi dalla metà campo ed alzano una mano e salutano. E questo è l’incontro sognato? Nn vi vergognate di avere illuso centinaia di bambini, facendogli pure saltare la scuola, per cosa? Per centinaia di foto a dei puntini blu su un campo verde e foglietti pieni di autografi falsi da portare a scuola da far vedere ai compagni. Vergogna! E questo sarebbe il sano calcio italiano? Complimenti. Adesso cosa spiego a mio figlio? Ditemelo voi.
P.S: forse questa mail non verrà neanche presa in considerazione, o magari verrà letta, e poi cestinata, però volevo proprio sfogarmi. Mi piacerebbe che tutti sapessero. Perché non si scherza con i sentimenti e le aspettative dei bambini. Poi ci lamentiamo dei giovani.
Federica Sabbioni (Modena)

Con lo stadio abbiamo chiuso

Con famiglia ed amici ero alla partita di Modena dell’Italia: loro ci tenevano e allora ho comprato, tramite «ticketone», 5 biglietti che mi sono stati recapitati a casa. Arrivo allo stadio: polizia, tornelli, palpeggiamento, biglietto nominale. Poi eccoci ai nostri posti numerati: sorpresa! Erano tutti occupati da gente che aveva biglietti identici ai nostri. Proprio vero: con il tanto decantato decreto è cambiato proprio tutto. Infatti la mia famiglia era al sicuro tra portoghesi, fumati di cannabis con occhi allucinati, venditori abusivi di bottigliette di non so che cosa nella curva ospiti di modena. Per il sottoscritto non è cambiato nè cambierà niente: lo stadio con noi ha chiuso.
Mauro Domaschio (Bomporto, Modena)

Nemmeno un ciao e un sorriso

Martedì sono passato per caso dall’hotel dove alloggiava la nazionale; una cinquantina di ragazzi, mamme e bambini in cerca di foto e/o autografi. Decido allora di guardare i nostri campioni del mondo. Quando arrivano scendono dal pullman di corsa, quasi tutti al telefono (io credo facendo finta di telefonare per non essere «disturbati») o con l’IPod, non si fermano a farsi fare foto (tranne Cannavaro e Zambrotta che salutano degli amici), non rilasciano autografi, non salutano nemmeno, serissimi in volto corrono al riparo nell’hotel, quasi cercassero salvezza da un pericolo. Un mio conoscente è rimasto fino a tarda ora e nessuno è uscito a salutare i supporters. Sarebbero bastati un ciao e un sorriso per rendere felicissimi i loro sostenitori, ma nulla di tutto ciò. Evito commenti troppo negativi. Matteo Pacifici (Modena)

E voi pensate sia finita qui? Eh no, ci manca la chicca, la ciliegina sulla torta. Leggete la risposta che ha avuto il coraggio di dare, nel suo stucchevole politichese, il presidente della Federazione Abete, di sicuro il peggior presidente che la storia della Figc ricordi:

"Ho letto con attenzione la lettera inviata dalla sig.ra Sabbioni e quale Presidente della Federazione intendo scusarmi per il disagio e soprattutto per la delusione che hanno provato i bambini a Modena. Rammarico ancora maggiore perchè Modena ha celebrato la Nazionale con grandissima passione nello spirito di una festa dello sport quanto mai necessaria per trasmettere quei messaggi di gioia e di entusiasmo che lo sport e il calcio debbono saper trasmettere. La presenza costante dei bambini delle Scuole Calcio in tutte le manifestazioni della Nazionale maggiore con migliaia di biglietti agli stessi dedicati, la pluralità delle iniziative collegate affinchè i bambini siano protagonisti nelle città dove gioca la nazionale costituiscono una scelta di fondo della Federazione che intendiamo portare avanti, con l’attenzione per il futuro acchè problematiche organizzative non facciano sì che un momento di speranza divenga un momento di delusione".
Giancarlo Abete, presidente Figc

Visto che roba? Beh, credo che ogni commento sia del tutto superfluo.
Orate fratres


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venerdì 23 novembre 2007 - ore 10:31


...leggenda
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera, ore 22,45, torno da allenamento, e che ti trovo in tv? Questo personaggio su Rete 4:



Clint Eastwood, in arte il Monco, in "Per qualche dollaro in più", secondo film della trilogia leoniana del dollaro.
Pura poesia. Altro che western americani.

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venerdì 16 novembre 2007 - ore 11:17


La faccia bella (e non solo quella) dello sport
(categoria: " Vita Quotidiana ")




SERVE AGGIUNGERE ALTRO?

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lunedì 12 novembre 2007 - ore 20:35


...quando ci vuole ci vuole
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mah, generalmente non sono che si lascia andare troppo a proclami o prese di posizione troppo manicheiste, però, di fronte a fatti come quello di ieri, penso che sia doveroso. Ieri, infatti, poteva essere una domenica come tante altre, una splendida giornata di novembre in cui andarsi a fare un giro, o, perché no, andare a vedersi una partita di pallone. Già, una partita di pallone. Ma cos’è diventato il calcio? Il gioco più bello del mondo? Lo sport per eccellenza? Di gente che sa appena mettere tre parole in fila di senso compiuto? Di miliardi, di Moggi, di Matarresi, di ultras che sbeffeggiano lo Stato? Di teppisti che distruggono tutto in nome di chissà che cosa? Di forze dell’ordine talmente esasperate da perdere il controllo? Di gente che tiene in scacco società e istituzioni con fini che non oso neanche immaginare? Di presidenti e allenatori che giustificano striscioni offensivi e razzisti dei loro tifosi, peraltro recidivi più volte?

Ora, si sa, chi mi conosce e legge questo blog sa benissimo che sono di parte, essendo sì uno che segue il calcio ma soprattutto un grandissimo appassionato di pallavolo, nonché giocatore e "addetto ai lavori" da anni tra allenatore e tutto il resto, per cui tutto ciò potrebbe passare per la consueta presa di posizione di un difensore di un cosiddetto sport minore nei confronti della balenottera pallonara. Però se ieri foste stati con me a Forlì a vedere l’All Star game maschile di volley, se aveste visto le orde di ragazzini e ragazzine festanti riempire il palasport e andare a chiedere l’autografo o una foto ai giocatori, se aveste visto la totale naturalezza di questi nel rispondere gentilmente come se fosse la cosa più naturale e semplice del mondo, senza una transenna, senza un poliziotto, senza divi, gente che se la tira e guardie del corpo, forse la pensereste come me. E se quando esci da una giornata così, risali in macchina, accendi la radio e per due ore di tragitto fai zapping tra le reti non sentendo nient’altro che bollettini di guerra, beh, solo una cosa mi viene da pensare e da gridare con orgoglio a gran voce:

NOI NON SIAMO CALCIATORI!

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lunedì 22 ottobre 2007 - ore 13:16


...finalmente
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che bello. Ieri sera, ore 23.30 su Rai1, Speciale Tg1. Fin qua niente di speciale, solo che invece di vedere la faccia trita e ben poco accattivante di un Gianni Riotta qualsiasi che prova a dare una mano a Veltroni a costruire il PD, c’è una splendida puntata che parla del futuro delle città, con tanto di intervista a una decina e più tra storici dell’architettura, urbanisti e progettisti di preclara fama. Un’ora e mezza tutta d’un fiato, dove, pur tra qualche veniale concessione all’ego smisurato di taluno tra gli intervistati, si è parlato di architettura in modo serio, accattivante e intellettualmente onesto. Bellissimo. E se uno come me rinuncia alle grazie di Laura Barriales su "Controcampo" per vedere il volto vetusto ma splendente di un centenario Oscar Niemeyer, beh, vuol dire che ne valeva davvero la pena.

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domenica 21 ottobre 2007 - ore 02:14


...talismano
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sabato sera, di ritorno dalla partita di Coppa Padova con la mia nuova squadra. Prima convocazione, tra l’altro del tutto inaspettata (grazie coach) dopo pochissimi allenamenti, livello di condizione sottozero, ma intanto rompo il ghiaccio con campo, pubblico (pochino) e divisa, bella. Il campo ovviamente non lo vedo (è già tanto che sia in panca ), però vedo invece i miei compagni cogliere il loro primo successo stagionale contro i malcapitati avversari del Diemme Componenti Rio. Saranno anche scarsi, sarà anche una categoria inferiore, ma è pur sempre il primo successo.
E chi c’era stavolta in panchina, che le altre volte non c’era? Sarà mica che porto bene? MAH...
P.S.: lo stato di forma è ancora al livello INGUARDABILE, ma l’acido lattico pian piano sta scendendo, e anche la spalla, ridiventata bizzosa alla ripresa delle ostilità dopo 8 mesi e più di letargo lentamente sta tornando a fare la brava...non so ancora quanto ci vorrà per tornare quello del pre-infortunio, ma la strada sembra quella buona. L’importante è perseverare


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venerdì 5 ottobre 2007 - ore 21:33


...narciso
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sì, okay, lo so che non dovrei, non è bello tirarsela e non mi piace neanche tanto (...). E, in fondo, è una cosa da niente. Però, insomma vedere che chi ne sa più di te in un certo campo in cui tu vorresti diventar qualcuno, e costui qualcuno lo è già, dicevo se costui apprezza e valorizza se non altro le tue idee, fa piacere. Se poi succede che ti pubblicano un intervento in homepage, beh, fa ancora più piacere. Insomma, se siete appassionati di architettura (SE E SOLO SE), andate sul sito di Archiwatch , uno dei blog di architettura più visitati della rete, date un’occhiata a tutto il blog e poi leggetevi post e commenti.
P.S.: a due che di sicuro avranno le loro cose ARGUTE da dire qui...è inutile che scriviate qualsiasi cosa, tanto, so già...
Orate fratres


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venerdì 5 ottobre 2007 - ore 10:00


...ammadonna
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A.A.A. Vendesi acido lattico in quantità industriale. Mio Dio, non pensavo di stare così male dopo solo due allenamenti: miseria, otto mesi di inattività si fanno sentire tutti...Comunque, ho tossine sin sopra i capelli, non ho neanche la forza di tenere le braccia alte per palleggiare, non becco una palla che sia una, ma ragazzi, che soddisfazione aver ricominciato! Per la forma, poi è solo questione di tempo...almeno spero

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martedì 2 ottobre 2007 - ore 15:26


...in memoria
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Difficile trovare le parole quando il destino gioca tiri di questo tipo. Diciassette anni, una vita perfetta, la vita di migliaia di ragazzine che vivono la loro vita piena di entusiasmo, tra la scuola, le amiche, il tempo libero, le proprie passioni, i propri sogni, la pallavolo e il teatro. Poi arriva un pomeriggio in bicicletta, un cavalcavia trafficatissimo, una pista ciclabile da Far West, un camionista serbo che corre come un disperato per non perdere il posto di lavoro...un attimo fatale di distrazione, non si sa di chi, non è importante. Tutto finisce lì, brutalmente, un filo che si è spezzato troppo presto, un fiore falciato via proprio mentre stava per sbocciare. E tutti adesso a lanciarsi contro la pericolosità delle strade, a fare appelli, a promuovere crociate, a cercare un colpevole, forse solo per riempire un vuoto, un grande vuoto lasciato presso chi le ha voluto bene, ha condiviso con lei gioie e insuccessi, vittorie, sconfitte, in una parola la vita.

Difficile trovare le parole. Adesso è solo il momento del dolore.
Ciao Alessia.



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sabato 29 settembre 2007 - ore 18:37


...the return
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ebbene sì, come potete notare dai links, il Bobo Vieri della pallavolo padovana, come qualche buontempone ha dichiarato non senza qualche ragione di verità, ricomincia quest’anno il tredicesimo campionato di volley consecutivo. E mai come quest’anno, libero da altri impegni e con in mente un solo grande obiettivo, la parola d’ordine sarà serenità e divertimento. Anche perché il primo imperativo, lasciati infortuni, litigi e corse forsennate degli anni scorsi alle spalle, il primo pensiero, pallavolisticamente parlando, è tornare un atleta...E DOPO OTTO MESI CREDO CHE NON SARA’ FACILE... Ma sono felicissimo ugualmente, non potevo chiudere una carriera dove, seppur a livelli non eccelsi, mi sono tolto anche delle soddisfazioni, con un anno infausto come quello appena trascorso. Per cui, all’attacco

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