Tanto per dirne una...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Anna Serafini in Fassino alla presentazione della sua ultima fatica (?!) letteraria “Cinico & Trendy”, presso la libreria Mondadori di Milano il 12/06/2008. Presente anche Umberto Veronesi
Alcuni commenti:
L’atmosfera era soft, da vaniloquio intorno al tè delle cinque. Veronesi si è sperticato in lodi. E’ un libro scritto benissimo, colto, intelligente, ironico, incisivo: così ha detto, citando Hume, Heidegger, Kierkegaard. Una cosa imbarazzante. La tesi della signora Serafini è la seguente: di questi tempi il cinismo è trendy, serve ai forti come giustificazione, ai deboli come difesa. Ma nel libro non fa nomi e non racconta fatti. Deve considerarlo inelegante. “Il primo titolo che avevo in mente”, ha rivelato,, “era Berlusconite, intesa come malattia contagiosa”. Essendone stata contagiata, non lo sa e ci scrive pure un libro sopra.
C’è stato il tempo per una domanda sul tema delle intercettazioni. Anna è fermissima: "sono state usate contro le regole dello Stato di diritto, per selezionare classi dirigenti in modo non democratico; è ora di finirla con il giustizialismo, in nome della privacy e della presunzione d’innocenza". Parlare d’affari con criminali inamidati (dopo aver riabilitato Craxi, barattato la candidatura di D’Alema al Quirinale con Ferrara e delegato a Berlusconi la riforma della giustizia e la soluzione del conflitto di interessi) è scelta idealistica e controcorrente? La pubblicazione delle telefonate intercettate fra Consorte e Fassino è “una delle pagine più nere della storia del diritto e del giornalismo”, sostiene Anna. Anche Veronesi è d’accordo: la politica va riformata ma è illusorio voler reprimere la corruzione con le inchieste. Gli orrori della clinica Santa Rita? “Meglio non scoprirli che avvalersi delle intercettazioni per le indagini”. Non scherzo, ha detto proprio così. Ma questo lo vedremo nel prossimo video.
Divincolandoci fra vigilantes e digottini, siamo riusciti a porre ad Anna Serafini un’altra domanda: perché sia lei sia il marito hanno superato i tre mandati parlamentari in deroga allo statuto del partito? Risposta: non c’è una legge dello Stato che ce lo impedisce e se gli elettori vogliono così… Peccato che lo statuto del PD l’abbiano votato loro e che con l’attuale legge elettorale, com’è noto, le candidature sicure siano decise non dagli elettori ma dai capi-partito.
Non poteva mancare l’attacco a Grillo, che evidentemente nella sua testa cinica & trendy dev’essere il mandante di chiunque ponga una domanda fuori cerimoniale. “Grillo guadagna cinquanta volte un parlamentare senza avere il talento di Fiorello, e più fomenta l’odio contro i politici più guadagna”, ha dichiarato con l’aria di chi estraeva l’argomento decisivo. Per la cronaca, nelle trasmissioni di Fiorello il marito va a cantare le filastrocche. Prima di chiudersi nell’auto blu ha fatto ricorso alla mozione degli affetti: sono laureata con 110 e lode, lavoro e studio dall’età di quattordici anni, sono stata la prima degli eletti nel mio collegio con la preferenza unica nel 1992, e poi con un padre minatore pensa che io possa avere paura di una domanda?”. Tutto, pur di non rispondere. Avendo conosciuto la moglie, quasi rivaluto Fassino. Undici legislature in due. Per adesso.
P.S. La senatrice Serafini ricorda male: dice di essere stata la prima degli eletti di tutti i partiti nel collegio Arezzo Siena Grosseto alle politiche del 1992, ma non è vero!.
6-7-8 Giugno: Festa della Comunità per le Libere Attività Culturali fondata a Padova nel 1975.
c/o Ex Foro Boario di Via Cornaro
Venerdì 6 giugno
* 20:00 - Francesco Piva, Segretario Generale della Comunità per le Libere Attività Culturali - Presentazione dell’evento e introduzione * 20:15 - Monica Balbinot, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Padova - Saluto e introduzione * 20:30 - Massimo Giorgetti, Assessore alla Cultura della Provincia di Padova - Saluto e introduzione * 20:45 - Gianluigi Salvador, referente WWF Veneto per il tema rifiuti - La raccolta differenziata * 21:30 - Stefano Montanari, direttore scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena - Nanoparticelle e inceneritori
* Sabato 7 giugno o 08:30 - Visita guidata ai bastioni della zona di Ognissanti, Santa Croce, Alicorno, a cura del Gruppo Speleologico Padovano CAI e dell’Associazione Comitato Mura o 10:00 - Massimo Marchiori, docente dell’Università degli Studi di Padova - Il buono, il brutto, il cattivo: perdersi e ritrovarsi nel grande Far West di Internet o 11:00 - Paolo Attivissimo, giornalista e blogger - Spezziamo queste catene, lotta agli appelli fasulli che viaggiano via mail o 12:30 - pausa pranzo o 14:00 - Visita guidata ai bastioni della zona di Ognissanti, Santa Croce, Alicorno, a cura del Gruppo Speleologico Padovano CAI e dell’Associazione Comitato Mura e, in parallelo, laboratori sugli ecosistemi di acqua dolce, riconoscimento delle rocce e archelogia sperimentale, a cura dell’Associazione Helyos o 17:00 - Renzo Davoli, docente di Informatica presso l’Università degli Studi di Bologna - Software Libero = ecologia della conoscenza e della creatività o 18:00 - Alessandro Rubini, libero professionista in campo informatico - Cultura e innovazione: il ruolo dell’uomo e le deformazioni del mercato o 19:00 - Gianni Tamino, docente presso l’Università degli Studi di Padova, è stato parlamentare europeo, è stato assessore provinciale all’Ambiente - Acqua oro blu o 20:00 - pausa cena o 21:00 - Carme & Melos, reading in omaggio a Carmelo Bene a cura di Laboratorio Artaud Communitas Theatrum o 21:45 - Proiezione del film L’abisso, di Alessandro Anderloni, soggetto di Francesco Sauro, a cura del Gruppo Speleologico Padovano CAI
* Domenica 8 giugno o 08:30 - Visita guidata ai bastioni della zona di Ognissanti, Santa Croce, Alicorno, a cura del Gruppo Speleologico Padovano CAI e dell’Associazione Comitato Mura o 11:30 - Lancio in paracadute sull’area dell’Ex Macello, organizzato dall’associazione ParaPad o 12:30 - pausa pranzo o 15:00 - Proiezione del documentario Record, sul paracadutismo, a cura dell’associazione ParaPad o 16:00 - Laboratorio di danza popolare, a cura dell’Associazione La Tresca o 18:00 - concerto degli Amore ribelle: melodramma radical-popolare in circa dieci atti o 19:30 - pausa cena o 21:00 - Festa a ballo per tutti, animata dall’Associazione La Tresca
Inoltre, durante il corso della manifestazione sono previsti:
* attività di animazione per bambini e ragazzi a cura dell’Associazione Scout CNGEI Padova 2 (sabato e domenica) * l’esposizione Dai Mainframe al Personal Computer, curata dal FSUG Padova e dal Museo Laboratorio Didattico di Informatica della FMACU-UNESCO * una mostra fotografica con audiovisivi dal titolo Geometrie della terra (armoniose forme della natura) a cura di WWF Padova e WWF Vicenza * una mostra fotografica a cura del Gruppo Speleologico Padovano CAI
Un chiosco dove sarà possibile acquistare panini e bevande sarà attivo nel Parco per tutta la durata della manifestazione.
“Puoi raggiungere risultati altamente superiori con un team molto motivato, che dispone di macchinari vecchi e fatiscenti dislocati in un vecchio capannone, rispetto a quello che riuscirai a raggiungere con un team demotivato e privo di stimoli, che ha accesso alle migliori attrezzature e infrastrutture.”
Reinhold Würth, imprenditore tedesco che ha costruito, partendo da una ferramenta, un’azienda di levatura mondiale, che occupa 51.000 dipendenti e che spazia dai sistemi di fissaggio ai pannelli solari.
La storia che vi raccontiamo è piuttosto torbida e potrebbe avere per titolo "Il grande ricatto". E una storiaccia che risale a 6 anni fa e che ha per protagonisti Umberto Bossi, la Lega, e un ex poliziotto svizzero dellantidroga: Fausto Cattaneo, autore di un libro, "Come mi sono infiltrato nei cartelli della droga", uscito in Francia qualche mese fa per leditore Albin-Michel e in cerca di un editore in Italia. Sullo sfondo la palude berlusconiana che potrebbe allagarci il 13 maggio. Qualcuno, come ad esempio Michele Gambino nel libro di recente pubblicazione "Il cavaliere B.", ha già accennato alla vicenda da basso impero che cercheremo di raccontare in questo servizio, ma noi, alla vigilia delle elezioni, abbiamo voluto tornarci per ricordare a noi stessi e a tutti quelli che andranno a votare la qualità umana e politica degli uomini che fra una settimana potrebbero prendere le redini del paese. Per evitare fraintendimenti e imprecisioni siamo andati a trovare a pochi chilometri da Bellinzona, Fausto Cattaneo, lex poliziotto, e ci siamo fatti raccontare da lui gli avvenimenti di questo scorcio di Berlusconeide.
Bisogna fare un passo indietro. E tornare al 1991 quando Fausto Cattaneo, agente antidroga, nome in codice Pierre Tarditi, viene in contatto, in veste di infiltrato, con Juan Ripoll Mari, un finanziere ispano-brasiliano che si occupa di importazione di prodotti alimentari dal Sud America. Ripoll, secondo le polizie di mezzo mondo, non è soltanto un commerciante, la sua attività clandestina pare che sia il riciclaggio di denaro sporco. Cattaneo viene infiltrato proprio per partecipare a unoperazione di riciclaggio che prenderà il nome di "Mato Grosso" e che vede come capofila Juan Ripoll Mari. Quando Cattaneo si incontra con lui, questi gli dice: "Il tuo compito sarà quello di prelevare i soldi dalla Spagna, dalla Francia e dallItalia e trasferirli in Svizzera per versarli su un conto corrente a Lugano". Il "commerciante", tuttavia, non dice soltanto questo. Quando parla dei "consorzi" che dovranno consegnare il denaro da portare in Svizzera aggiunge: "In Italia dovrai andare dagli uomini del clan Berlusconi". Quelli di Torino, specifica Ripoll Mari. Tutto è pronto per loperazione Mato Grosso, ma alla vigilia della partenza linchiesta della polizia cantonale si interrompe e delloperazione di riciclaggio non si sa più nulla fino a qualche anno dopo. Ma Pierre Tarditi, alias Fausto Cattaneo, scrive un rapporto di polizia, datato 13 settembre 1991, nel quale cita esplicitamente lepisodio che riguarda Silvio Berlusconi, raccontato da Rippol Mari. Il commissario dellantidroga aggiunge che già in passato era spuntato il nome di Silvio Berlusconi a proposito della Pizza connection e dunque non cè da meravigliarsi.
"E sulla base di quel rapporto - racconta Fausto Cattaneo pensando a quei giorni turbolenti - che nel 1995 fui contattato prima dagli uomini di Umberto Bossi, poi da Bossi in persona. Cera appena stato il ribaltone e quando la Lega venne a conoscenza del mio rapporto mi chiese un incontro. Volevano da me le prove delle mani sporche di Berlusconi. Come mi spiegarono di persona, volevano distruggere quel personaggio di nome Silvio Berlusconi. Era una domenica di primavera. Al bar Club di Cadenazzo (Bellinzona), un villaggio di 800 abitanti, incontrai il deputato Roberto Calderoli e il professor Gian Battista Gualdi. Bevemmo un ottimo vino francese. Ricordo persino che il proprietario, un vecchio amico, mi disse: "Il locale rimane aperto fino a mezzogiorno, ma tu fai quello che devi fare. Quando hai finito chiudi e poi mi fai avere le chiavi". I due galoppini di Bossi mi chiesero se su Berlusconi sapevo qualcosa di più di quello che avevo scritto nel rapporto. Risposi di no e spiegai loro che a un certo punto loperazione che avrebbe dovuto portare a Torino si era interrotta per motivi a me ignoti ma gli feci capire che, essendo io un investigatore ormai fuori dalla polizia, avrei potuto continuare le indagini. Calderoli e Gualdi mi risposero che non erano autorizzati ad affidarmi uninchiesta e mi dissero che mi avrebbero fatto parlare con Bossi. Dopo qualche giorno il professor Gualdi mi chiamò al telefono e mi disse che Bossi era pronto a incontrarmi nella sede della Lega a Milano. In quei giorni, prima dellincontro con Bossi, ricevetti una telefonata da un esponente della Lega, il senatore Boso, che mi chiedeva di impegnarmi a fondo per distruggere Berlusconi".
Che cosa ricorda di quellincontro? "Intanto non feci lerrore di andare solo. Mi presentai con due miei amici. Uno di questi era un commissario di polizia in pensione, laltro era un giornalista. Allinizio Bossi fece il duro, sembrava che gli desse fastidio la nostra presenza. Ma quando gli feci capire che erano loro che avevano bisogno di me, abbassò le arie e cominciò a dirne di tutti i colori su Silvio Berlusconi. Ci lasciammo con un nulla di fatto ma pochi giorni dopo mi telefonò il professor Gualdi e mi disse che la lega Nord aveva stanziato un primo anticipo di 8 milioni per consentirmi di fare un viaggio in Brasile, dove avevo avuto i primi contatti con Juan Castaneda, (il nome in codice usato da Cattaneo quando parla di Juan Ripoll Mari, ndr). Mi diedero gli otto milioni in una busta alluscita dellautostrada, Como Nord. Quando arrivai in Brasile mi limitai in un primo tempo a ricostruire le strade di come avevo conosciuto Juan Castaneda. Scoprii però una cosa interessante che nel mio intimo mi convinse pienamente a proposito dei rapporti che Juan Castaneda diceva di avere con la Fininvest. Ecco di cosa si tratta: in un hotel di proprietà di un amico intimo di Castaneda, tale Felipe, scoprii che si teneva un congresso o riunione di tutta la Fininvest del Brasile. Tentai di entrare ma non ci riuscii, il summit era ben protetto dalla security. Alla fine del mio soggiorno a Rio De Janeiro tornai in Italia e dissi agli uomini di Umberto Bossi che le cose si stavano mettendo bene. Ma da quel giorno non ebbi più notizie delle persone che mi avevano cercato".
Spariti per sempre? "Sì. E mi sono sempre chiesto perché siano improvvisamente scomparsi gli emissari di Umberto Bossi". Già, una bella domanda che rimarrà senza risposta. Forse.
EBERHARD Chrono 4
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Dopo il leggendario cronografo Tazio Nuvolari del 1992 e il modello da polso 8 giorni di carica lanciato nel 1997 e capostipite di una serie di modelli solo più tardi realizzati da altre prestigiose Maison, Eberhard & Co. presenta un’altra novità destinata a fare epoca: il cronografo meccanico a carica automatica ’’Chrono 4’’.
Si tratta dell’esordio di una collezione che costituisce una rivoluzione, sia in senso tecnico che estetico, nel settore dei cronografi. Per la prima volta in assoluto nella storia dell’orologeria, infatti, tutti i contatori del cronografo e gli indicatori ausiliari sono disposti orizzontalmente sul quadrante e non più dislocati radialmente nelle consuete posizioni (cioè in corrispondenza delle ore 3, 6, 9 o 12). L’innovazione rappresenta non solo un grande esempio di ricerca e sviluppo tecnologico - con il quale Eberhard & Co. ha inteso riaffermare all’ingresso del Terzo Millennio la sua grande tradizione in un settore, quello dei cronografi da polso, che sin dal 1919 la vede protagonista sulla scena mondiale - ma vuole anche essere un nuovo modo di ’’leggere il tempo’’. Con i contatori allineati, infatti, è molto più immediato il conteggio, perché il computo avviene secondo una progressione temporale naturale: prima i minuti trascorsi dall’inizio della misurazione, poi le ore, il tutto di seguito e con una sequenza logica molto spontanea, senza dover individuare sul quadrante i vari contatori e le relative indicazioni.
Dal punto di vista tecnico, il rivoluzionario dispositivo messo a punto da Eberhard & Co, dopo anni di studio, comporta una notevole complessità costruttiva che solo una grande Maison poteva realizzare: per rendere un’idea della raffinatezza del meccanismo, basti pensare che sono ben 53 i rubini con cui ’’lavora’’. Ma lo storico exploit di Eberhard & Co. non si limita al solo aspetto tecnico: altrettanta attenzione è stata infatti posta anche nella ricerca dei contenuti estetici, con in primo piano la struttura della cassa e l’impostazione del quadrante.
Dal diametro di 40 mm, ’’Chrono 4’’ è impermeabile fino a 50 metri, ha la corona a vite, i pulsanti che ne riprendono la forma, il vetro zaffiro bombato. A ore 12 si trova il datario mentre la scala tachimetrica per il calcolo della velocità è disposta esternamente agli indici, sormontati da un punto di materiale luminescente, al pari delle lancette a forma di daga. ’’Chrono 4’’ viene realizzato nelle versioni in acciaio o in oro rosa 18 kt. Disponibile, per la versione in acciaio, il bracciale Chalin, a maglie rettangolari lucide.
Tecnicamente all’avanguardia sin dal 1887, anno della propria fondazione, Eberhard & Co. con ’’Chrono 4’’ dimostra ancora una volta come sia possibile innovare e migliorare la misurazione del tempo pur rispettando i valori tradizionali dell’alta orologeria.
I risultati migliori li hanno sempre avuti quelli che non si sono mai posti il problema che l’informatica fosse difficile, ma si sono fatti trascinare dall’entusiasmo e dalla sete di conoscenza. Il tempo l’hanno sempre visto come un amico e mai come un tiranno. Continuare a ripetersi che si è vecchi per certe cose, che non si capisce niente d’informatica, che non si è fatti per usare il computer, che si odia il computer… è solo un modo per scusarsi in caso di un relativo fallimento che prontamente avverrà. Se doveste fare un incontro di boxe sapendo già di perdere prima di salire sul ring, ci salireste? Se si vuole veramente imparare non è importante quanto sia difficile l’argomento, lo si impara applicandosi con entusiasmo e tanta pazienza, a qualsiasi età.
Niente di più vero: devo mettermi a studiare con questa filosofia!!