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Sometimes I wonder who am I Who made the trees, who made the sky Who made the storms, who made heartbreak I wonder how much life I can take LOU REED
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sabato 12 luglio 2003
ore 10:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La ricerca scientifica
ASSOCIAZIONE COSCIONI: LA RICERCA CHE VA AVANTI, LA RICERCA NEGATA, I PARADOSSI ITALIANI Dichiarazione del Dott. Maurizio Provenza, Medico, V. Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
11 Luglio 2003
Il lavoro pubblicato su una delle più autorevoli riviste scientifiche, l’americana “Science”, frutto della collaborazione tra l’istituto San Raffaele di Milano, il policlinico di Milano, il San Matteo di Pavia e il l’Università di Roma, coordinato dal prof. Giulio Cossu (professore membro del consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni), dimostra ancora una volta che non sono vane le speranze di poter sperimentare con successo le cellule staminali nella cura di diverse malattie, tra cui la distrofia muscolare.
Secondo i ricercatori il problema maggiore è di capire se i mesangioblasti, cellule staminali derivate dai vasi fetali, rimangano pluripotenti e conservino l’iniziale capacità di differenziarsi in altre cellule tra cui quelle muscolari.
Come affermato anche dal prof. Giulio Cossu è sicuro, invece, che la potenzialità delle staminali embrionali, ricavate da embrioni sovrannumerari o da embrioni creati in laboratorio, sicuramente mantengono questa potenzialità, sono pluripotenti.
Il 9 Luglio il Senato della Repubblica, nella Commissione Igiene e Sanità, votando a maggioranza il ddl sulla fecondazione medicalmente assistita, ha messo le basi per bloccare con una legge anacronistica la ricerca su questo tipo di cellule, che, come afferma anche il Rapporto Dulbecco, potrebbe aprire nuove possibilità di cura per 10 milioni di malati solo in Italia; col risultato paradossale che, mentre la Commissione Europea ritiene lecite e degne di finanziamento le ricerche sulle cellule staminali ricavate dagli embrioni in sovrannumero, il “cittadino europeo italiano” non beneficerà della ricerca su tali cellule finanziata dei suoi stessi contributi.
L’Associazione Coscioni chiede alla stampa italiana di far conoscere ai cittadini questo gravissimo atto di chiusura verso la libertà di ricerca scientifica messa in atto dal Senato della Repubblica.
L’Associazione Coscioni non va in vacanza e per tutta l’estate continuerà il suo lavoro di organizzazione e di mobilitazione dei professori universitari, dei ricercatori, dei malati, di tutti i cittadini per questa battaglia di diritto, di diritto alla salute e alla vita.
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venerdì 11 luglio 2003
ore 09:21 (categoria:
"Vita Quotidiana")
IMPORTANTE SEGNALAZIONE DA UN NON FAN AI FAN DI
Vi segnalo che su www.antiproibizionisti.it potete vedere una video intervista al cantante registrata dopo il suo concerto di martedi sera. Ricordo che Vasco è iscritto al partito radicale da vent'anni
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giovedì 10 luglio 2003
ore 19:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Al parlamento europeo...
DIRITTI UMANI / UNIONE EUROPEA: APPROVATI EMENDAMENTI RADICALI DIRITTI UMANI / UNIONE EUROPEA: APPROVATI EMENDAMENTI RADICALI SU PRIGIONI, MEDIA, PRIVACY ED ACCESSO AI DOCUMENTI - APPROVATI ANCHE EMENDAMENTI SU DIRITTI DEI GAY -ITALIA RIPETUTAMENTE CRITICATA SU MEDIA E GIUSTIZIA
Bruxelles, 10 luglio 2003
La commissione libertà e diritti dei cittadini del Parlamento europeo ha approvato oggi una serie di emendamenti su prigioni, media, privacy e accesso ai documenti presentati dai deputati radicali Maurizio Turco e Marco Cappato al rapporto sui diritti umani nell'Unione europea per l'anno 2002.
Gli emendamenti sulle prigioni chiedono misure europee (decisione-quadro) in merito alla definizione dei diritti dei detenuti, al fine di "assicurare standard minimi in merito alle condizioni sanitarie e abitative dei detenuti" e affinché "le persone tossicodipendenti possano accedere senza discriminazioni alle cure mediche e alle terapie di sostituzione necessarie".
L'emendamento sui media chiede alla Commissione europea di "assicurare che i media pubblici o privati forniscano un'informazione corretta ai cittadini, evitando discriminazioni e garantendo l'accesso a diversi gruppi, culture e opinioni, in particolare assicurando, in occasione di elezioni o consultazioni referendarie, un equo accesso ai media".
L'emendamento relativo alla privacy chiede "agli Stati membri ed all'Unione di verificare che le norme relative alla conservazione dei dati relativi al traffico delle comunicazioni siano conformi alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, ovvero effettivamente limitate nel tempo, proporzionali e necessarie in una società democratica, e altrimenti di modificarle o abrogarle".
Un ulteriore emendamento che richiede la piena applicazione del diritto di accesso ai documenti dell'UE é stato approvato, in appoggio al ricorso che Maurizio Turco ha avviato contro il Consiglio dell'UE al riguardo.
La commissione parlamentare ha anche preso posizione, con l'appoggio dei deputati radicali che avevano depositato emendamenti al riguardo, a favore dei diritti degli omosessuali. La relazione chiede l'abolizione delle discriminazioni in materia di diritto al matrimonio, adozione ed età del consenso, "raccomanda agli Stati membri di riconoscere, in generale, i rapporti non coniugali fra persone sia di sesso diverso che dello stesso sesso, conferendo gli stessi diritti riconosciuti ai rapporti coniugali, oltretutto adottando le disposizioni necessarie per consentire alle coppie di esercitare il diritto alla libera circolazione nell'Unione", felicita gli Stati che hanno preso misure al riguardo nel corso del 2002 e chiede il diritto alla libera circolazione nell'UE per le coppie dello stesso sesso.
Il rapporto, che é stato approvato con 24 voti favorevoli (Radicali, Socialisti, Comunisti, Liberali, Verdi) e 17 contrari (Popolari e conservatori), critica inoltre ripetutamente l'Italia su concentrazione dei media e sulla lunghezza eccessiva dei processi.
Per maggiori informazioni: omarzocchi@europarl.eu.int
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giovedì 10 luglio 2003
ore 09:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Le pensioni...
PENSIONI: I RADICALI PREPARANO L'ALTRA PIAZZA (Il Nuovo) Un sito e una certezza: sulla previdenza bisogna eliminare le iniquità tra generazioni. L'eurodeputato Della Vedova spiega convegno e iniziative per una "mobilitazione straordinaria opposta a quella dei sindacati".
ROMA - Il sito è già attivo (www.riformiamolepensioni.org), le opinioni si sentiranno tutte domani in un convegno che conferma le intenzioni: "Pensiamo al futuro, riformiamo le pensioni". Benedetto Della Vedova, eurodeputato radicale, ha una certezza, è arrivato il momento di risolvere le iniquità tra generazioni ed è dunque ora di promuovere una mobilitazione opposta a quella che minacciano i sindacati. Una mobilitazione che veda in piazza i giovani, gli studenti, gli atipici, quelli per i quali si prospetta un futuro con una previdenza da fame o addirittura senza previdenza. Per ora la piazza è virtuale, ma non è detto che a settembre, a ridosso della presentazione della Finanziaria, le sottoscrizioni che saranno raccolte nel sito (attivo da martedì ha già avuto oltre 100 adesioni), non vengano tesaurizzate con qualcosa di più rumorosamente simile a quel che promettono o minacciano le organizzazioni dei lavoratori. Si comincia domani con un convegno alla Luiss (via Pola 12, Roma) promosso dai radicali insieme a Il Riformista e Free foundation. ll commissario europeo Solbes, esperti quali Boeri, Brunetta, Cazzola, politici quali De Benedetti. Follini e Letta (Enrico), sono chiamati a discutere di come disinnescare la "bomba a orologeria", così la definisce Della Vedova, delle pensioni. Dati alla mano, quelli forniti da Henry Bogaert, presidente del gruppo di lavoro sull'invecchiamento della popolazione presso l'Economic policy committee. "Sarà l'occasione per presentare l'appello 'Pensioni un po' per ciascuno' - spiega Della Vedova - indirizzato al Parlamento italiano e on line sul sito creato ad hoc. Vogliamo portare la voce degli studenti, dei giovani, arrivare a una mobilitazione di segno opposto a quella dei sindacati che proteggono i protetti, le lobby ". L'appello che parte dalla constatazione dell'allungamento dell'aspettativa di vita, che ribadisce l'iniquità nella distribuzione di oneri e benefici, avrà un suo momento di visibilità "rumorosa" a ridosso della presentazione della Finanziaria, perché, conclude Della Vedova: "Gli interessi difesi dai sindacati, non sono gli interessi del Paese".
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mercoledì 9 luglio 2003
ore 09:18 (categoria:
"Musica e Canzoni")
VELVET UNDERGROUND - "Velvet Underground & Nico"
(Verve, 1967)
Nel 1966, l'anno in cui iniziano a lavorare a questo album, i Velvet Underground si sono già guadagnati la fama di band tra le più oltraggiose della scena newyorkese. Le loro sonorità spigolose e avanguardistiche sono indigeribili per l'industria discografica dell'epoca. Così a Reed e soci non resta che l'attività "underground". Si esibiscono al Café Bizarre, nel Greenwich Village. Ma i loro testi, infarciti di droga e sesso, vengono giudicati troppo scandalosi.
Una sera, nonostante un esplicito divieto, eseguono il pezzo "Black Angel's Death Song" e vengono licenziati in tronco. Quella notte, però, troveranno un nuovo fan: Andy Warhol. Sarà proprio il maestro della pop-art a lanciarli in uno show multimediale, "The Exploding Plastic Inevitable". E' il preludio alla nascita del loro album d'esordio, "The Velvet Underground & Nico".
Registrato nella seconda metà del 1966 e pubblicato nel 1967, il disco si avvaleva della supervisione "estetica" di Warhol, autore della celebre banana in copertina (che nelle edizioni originali dell'album poteva anche essere sbucciata, essendo la parte gialla, la buccia appunto, una pellicola adesiva). Fu sempre Warhol a imporre ai Velvet Underground la sua pupilla Nico, cantante tedesca dal registro "spettrale", che avrebbe poi intrapreso una magica carriera solista sponsorizzata da John Cale.
Il disco, uscito in tiratura limitata, venne quasi ignorato dal pubblico, ma conquistò subito la critica dell'epoca. Fu poi il passaparola o la progressiva emersione dalle tenebre della storia della band, facilitata anche dalla fama acquisita nel frattempo da Lou Reed, a riportarlo in superficie. E oggi "The Velvet Underground & Nico" è praticamente l'unico ospite fisso nelle classifiche dei migliori dischi di musica rock del Novecento.
I Velvet Underground erano un amalgama esplosivo di musicisti: l'accoppiata chitarristica Lou Reed-Sterling Morrison, il "factotum" John Cale (viola, pianoforte, basso), la "chanteuse" fatale Nico e la più famosa batterista donna della storia del rock, Maureen Tucker. Da questa line-up scaturisce "The Velvet Underground & Nico": un incubo metropolitano, un rituale malsano e depravato che si consuma in un clima raggelante. Moderni come nessun loro contemporaneo, ma impregnati di un primitivismo selvaggio, Lou Reed e soci riescono a forgiare un suono unico (e inaudito), con una viola elettrica, una chitarra in piena distorsione con il volume sempre al massimo, un singolare tam tam e una seconda chitarra a dare sostegno alla prima, penetrando come una lama nel sound della band. Musica "colta", aristocratica, in cui si identificava una frangia generazionale distante anni luce dagli hippy "peace & love" della West Coast. "The Velvet Underground & Nico" sta all'acid-blues dei Jefferson Airplane come il decadentismo sta al romanticismo. Non c'è più spazio per le speranze e per i sogni, ma solo per un nichilismo disperato, raffigurato attraverso storie di alienazione, solitudine, perdizione fisica e morale, tra amori sadomaso, droga, prostitute, violenze e assassini. Il degrado urbano si veste delle tinte surreali della pop art e dei suoni delle avanguardie minimaliste di LaMonte Young per diventare opera d'arte. Il sole della West Coast tramonta nelle cantine di New York per lasciar posto alle tenebre dei Velvet Underground.
Eppure l'inizio del disco non faceva presagire tanta oscurità: "Sunday Morning", infatti, è una filastrocca eterea e delicata. La voce di Reed, trattata attraverso numerose sovraincisioni e un effetto di riverbero, si fa effeminata (il brano doveva essere interpretato da Nico) e quasi irriconoscibile. La parte vocale viene lasciata fluttuare libera, accompagnata soltanto dal tamburello basco e dallo xilofono. C'è una sottile trama metallica, a seminare inquietudine, e c'è la consapevolezza che questa voce suadente sia solo quella di un perverso incantatore. Suoni di carillon, un accompagnamento ritmico rilassato, un sound ovattato rendono però il brano meno "grezzo" dei successivi, al punto da consentirne una brevissima apparizione come 45 giri. Lou Reed sale ancora sul ponte di comando per la successiva "Waiting For The Man", rock'n'roll scarno e brado, tutto in battere, con un ritmo monocorde e un cantato distaccato e ripetitivo: una stella polare per tutto il successivo Detroit-sound di Stooges e Mc5. "The man" - l'uomo, secondo il gergo lanciato da Jack Kerouac - è uno spacciatore ("I'm waiting for my man/ 26 dollars in my hand") che si aggira dalle parti di Lexingstone Street.
Ma non è ancora il preludio ai baccanali che verranno, perché c'è la dolce melodia di "Femme Fatale", affidata all'incantevole voce di Nico - doppiata da coretti in stile doo-wop, con un accompagnamento scarno di tamburello basco e organo - a illuderci per un attimo che questo non sia un incubo. Una ballata suadente, dal sapore vagamente retrò, che trasuda malinconia ma che, dietro tanta apparente tenerezza, lascia filtrare minacciosi segni di perversione, tanto che sarà poi considerata il prototipo delle "bitch-oriented song". E Nico incarna da par suo la figura della "donna fatale", ora angelo ora strega viziosa.
Ogni raggio di sole apparso fino ad ora si spegne definitivamente in "Venus In Furs". E' il capolavoro nel capolavoro, ispirato all'omonimo romanzo ("Venere in pelliccia") di Leopold von Sacher-Masoch, lo scrittore da cui deriva il termine "masochismo". Il bordone di viola elettrica di John Cale evoca scenari apocalittici, con una melodia che ruota su se stessa dando vita a una sorta di "madrigale psichedelico". Il recitato pacato e cinico di Lou Reed, che narra una storia di sesso, morbosa e malata, aggiunge un tocco ulteriormente angosciante al brano, amalgamandosi alla perfezione con il tambureggiare primordiale di Maureen Tucker e con il battito mortifero della grancassa.
Terminato il cerimoniale sadico di "Venus In Furs", abbandonarsi ai ritmi beat di una canzone come "Run, Run, Run" può apparire quasi una boccata d'ossigeno, ma dietro l'apparentemente innocuo canticchiare di Reed, si nasconde un clima surreale, da teatro espressionista, accentuato da una ritmica sostenuta e da brevi solo di chitarra, eseguiti con la frenesia di un trombettista free-jazz.
Ma è solo una distrazione, prima di precipitare nuovamente nelle viscere oscure della metropoli, con la filastrocca funerea di "All Tomorrow's Parties", la "pietra miliare" di ogni suono "dark". Una splendida apertura psichedelica, appena sporcata da qualche sprazzo di rumore, accompagna l'ingresso di Nico, più che mai sacerdotessa notturna, con il suo canto spettrale ed enfatico. L'incedere è maestoso e ipnotico, con il surreale sottofondo di piano reiterato, la batteria cadenzata in modo marziale, i secchi arabeschi di chitarra e il basso cupo come non mai. Impossibile resistere alle lusinghe di un rituale che sa di spiritismo e magia nera. Impossibile non sprofondare in questo clima di decadenza, di oscurità e, in definitiva, di morte. Solo qualche anno dopo, durante un concerto, Nico griderà al pubblico: "Stanotte voglio morire con voi". Appunto. Brano impressionante, dunque, avanti anni luce rispetto alle innocue "ballate" dell'epoca.
Ma la discesa negli inferi non si arresta certo qui. Anzi, prosegue inesorabile verso gli abissi di folle decadenza di "Heroin": sette minuti di pura paranoia, in cui il "mal di vivere" si veste di suoni maestosi e di un crudo lirismo. Il brano si apre con un serrato arpeggio di chitarra e con le percussioni a rimbombare in funerei rintocchi; quindi, il ritmo si fa via via più serrato, mentre la viola di Cale geme in sottofondo. Reed entra in scena con il suo canto baritonale, raccontando di aghi e di veleni nelle vene, di estasi effimere e di angoscia perpetua. Tanta desolazione scaturisce da pulsioni autodistruttive ("Ho preso una grande decisione/ voglio provare ad annullare la mia vita"), ma anche da una disperata ricerca di liberazione ("quando l'eroina è nel mio sangue/ e il sangue va alla testa/ sto meglio che se fossi morto/ e ringrazio il vostro Dio di non essere cosciente"). Siamo lontani dalla filosofia hippy che promuove l'uso delle droghe come mezzo di conoscenza del mondo e di ampliamento delle capacità percettive: qui l'unico obiettivo è l'incoscienza, il sonno, la morte. La poesia urbana di Reed tocca qui il vertice della sua lucida disperazione, mentre la band compone un affresco di psichedelia elettronica distante da ogni possibile dogma armonico: un'orgia di suoni fluttuanti, in cui il tam tam lascivo di Tucker, la viola tesa di Cale e le chitarre jingle-jangle contribuiscono a creare un clima di apocalisse.
Il clima si fa più disteso con "There She Goes Again", che è però l'unico passaggio a vuoto del disco, con il suo ritornello spensierato, quasi stridente in tanta desolazione. Molto meglio la filastrocca delicata di "I'll Be Your Mirror", con un arpeggio melodico a disegnare una trama dolce e poetica. E' l'atto d'amore di Reed per Nico: uno specchio magico per la sua statuaria bellezza. Ma è anche l'ultima occasione per prendere fiato. Il finale, infatti, è nel segno dei più efferati baccanali dei Velvet, con "Black Angel's Death Song" ed "European Son". Il primo brano, dedicato all'amico Delmore Schwartz, è un'immersione acida nella psichedelia più rumorista e dissonante, in cui emerge la tendenza all'ossessività e al minimalismo tipica di John Cale. La viola tagliente penetra in profondità, nei recessi più cupi nell'animo umano, e nei suoi solchi si erge la figura luciferina di Reed, con il suo cantato-recitato perverso e angosciante. La melodia è orrendamente deturpata, le percussioni sono battiti cardiaci che si fanno via via più palpitanti. "European Son" è l'ultima tappa del viaggio: un marasma free-jazz per rumori, chitarre distorte, feedback e tam tam propiziatori, che sfocia in un finale di pura cacofonia.
"The Velvet Underground & Nico" è il primo album che riesce a mescolare insieme rock e blues, psichedelia e avanguardia. Un lavoro che trae lezione dal passato per proiettarsi idealmente nel futuro. Non a caso è diventato una pietra miliare per le band del punk, della new wave e perfino del post-rock. La decostruzione rumorosa del rock, le sinestesie artistico-musicali, le storie violentemente urbane e letterarie dei testi ne fanno un'opera unica. Un totem del rock di cui non si contano i tentativi d'imitazione. Tanto che, se si fa attenzione, si può scorgere un passaggio di "The Velvet Undeground & Nico" in quasi ogni singolo brano del rock moderno.
Claudio Fabretti
Tracklist
1. Sunday Morning 2. I'm Waiting For The Man 3. Femme Fatale 4. Venus in Furs 5. Run Run Run 6. All Tomorrow's Parties 7. Heroin 8. There She Goes Again 9. I'll Be Your Mirror 10. The Black Angel's Death Song 11. European Son

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martedì 8 luglio 2003
ore 16:23 (categoria:
"Riflessioni")
Tessera arrivata
Finalmente mi è arrivata la tessera di Radicali Italiani! Mi sono iscritto il 20 gennaio ma per un disguido l'ho ricevuta solo ora. La sto coccolando ormai da un'ora. Tutta gialla canarino con le scritte Radicali Italiani, movimento liberale liberista libertario aderente al Partito Radicale Transnazionale. E poi sul retro: LIBERALI, LIBERISTI, LIBERTARI, ANTIPROIBIZIONISTI,REFERENDARI, PRESIDENZIALISTI, ANTICLERICALI, FEDERALISTI, ANTISTATALISTI, LAICI, ANTIFONDAMENTALISTI, LEGALITARI,ANTINAZIONALISTI, AMBIENTALISTI, NONVIOLENTI. e ognuna di queste parole racchiude un pezzetto di storia radicale, un pezzetto che io amo!
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martedì 8 luglio 2003
ore 12:11 (categoria:
"Musica e Canzoni")
VELVET UNDERGROUND - White Light/White Heat
TRADUZIONE SOTTO WHITE LIGHT/WHITE HAEAT (luce bianca/calore bianco)
ps: ogni riferimento alle sostanze stupefacenti è fortemente voluto!!!
(White light) White light going messin' up my mind (White light) and don't you know it's gonna make me go blind (White heat) Oh, white heat it tickle me down to my toes (White light) Lord have mercy white light have it goodness knows (White light) White light going messin' up my brain (White light) oh, white light it's gonna drive me insane (White heat) Oh, white heat it tickle me down to my toes (White light) oh, white light, I said now, goodness knows do it (Ooohhh-ooohhh, white light) Oh, I surely do love to watch that stuff drip itself in (Ooohhh-ooohhh, white light) Watch that side, watch that side don't you know gonna be dead and dried (Ooohhh-ooohhh, white heat) Yeah foxy mama, watching me walking down the street (Ooohhh-ooohhh, white light) Come upside your head gonna make you dead hang on your street (White light) White light movin' me between my brain (White light) white light gonna make you go insane (White heat) Oh, white heat it tickle me down to my toes (White light) oh, white light, I said now, goodness knows (White light) Oh, white light, it lightens up my eyes (White light) don't you know it fills me up with surprise (White heat) Oh, white heat tickle me down to my toes (White light) oh, white light, I'll tell you now, goodness knows now work it (Ooohhh-ooohhh, white light) Oh, she surely do move speed (Ooohhh-ooohhh, white light) Watch that speed freak watch that speed freak yeah, we're gonna go and make it every week (Ooohhh-ooohhh, white heat) Oh, sputter mutter everybody's gonna go and kill their mother (Ooohhh-ooohhh, white light) Here she comes, here she comes everybody get it gonna make me run do it
Luce bianca luce bianca mi ha fuso la mente luce bianca luce bianca non lo sai che mi acceccherà? calore bianco oh, il calore bianco mi solletica fino alle dita dei piedi luce bianca Signore, abbi pietà la luce bianca ne ha, chissà Luce bianca la luce bianca mi ha fuso il cervello luce bianca ah, la luce bianca mi farà impazzire calore bianco il calore bianco mi solletica fino alle dita dei piedi luce bianca ah, luce bianca, dico adesso, chissà, fallo Ohhhh-ohhhh luce bianca Oh si che amo vedere gocciolare dentro quella roba Ohhhh- ohhhh luce bianca guarda da questa parte, ora da quella non sai che fra poco sarò morto e stecchito Ohhhh- ohhhhh calore bianco si, mamma bella mi guarda mentre cammino per la strada ohhhh - ohhhh luce bianca ti arriva nella testa sarai un morto nella tua strada Luce bianca la luce bianca mì muove tra il cervello luce bianca la luce bianca ti farà impazzire calore bianco ah, calore bianco mi solletica fino alle dita dei piedi luce bianca ah, luce bianca, dico ora, chissà Luce bianca oh, luce bianca mi accende gli occhi luce bianca non sai che mi riempie di sorpresa calore bianco ah, il calore bianco mi solletica fino alle dita dei piedi luce bianca oh, luce bianca, ti dico ora, chissà, dai Ohhhh- ohhhh luce bianca ah, lei sicuramente corre con le anfetamine ohhhh - ohhhh luce bianca guarda quella impazzita di anfetamine guardala impazzita di anfetamine ci faremo una pera tutte le settimane Ohhhh - ohhhh calore bianco ah, sputare e mormorare tutti se ne andranno a uccidere la madre ohhhh- ohhhh luce hianca eccola che viene, eccola che viene tutti ce l’hanno e mi farà correre dai, fallo

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martedì 8 luglio 2003
ore 09:34 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Studenti iraniani
IRAN/RADICALI: OGGI MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL’AMBASCIATA IRANIANA A ROMA
Alla luce degli eventi che stanno avendo luogo in Iran, oggi 8 luglio 2003, Partito Radicale Transnazionale, Radicali Italiani e Radicaliroma saranno presenti davanti all’Ambasciata iraniana per chiedere il rispetto del diritto degli studenti a manifestare il giorno seguente, in tutto l’Iran dove è prevista una giornata in ricordo dei tragici eventi del 1999. In quell’occasione, le manifestazioni degli studenti di Teheran, come nella Cina di Piazza Tienanmen nel 1989, furono represse nel sangue dal regime teocratico iraniano, dal cosiddetto “governo riformista” di Khatami.
Contro il silenzio di questa Europa che ancora una volta sceglie di non opporsi a governi antiliberali, isolando e disarmando le speranze dei giovani iraniani, i radicali manifesteranno alzando i volti degli studenti uccisi, e consegneranno una lettera all’ambasciatore iraniano per ricordare gli obblighi sanciti dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.
Saranno presenti: MARCO PANNELLA e MARCO CAPPATO, deputati europei, SERGIO STANZANI, Presidente del PRT, SERGIO D’ELIA, Segretario di Nessuno Tocchi Caino DANIELE CAPEZZONE, Segretario di Radicali italiani NICOLE SADIGHI, giornalista iraniana ed esponente dello Student Movement Coordination Committee for Democracy in Iran (SMCCDI)
APPUNTAMENTO DUNQUE OGGI 8 LUGLIO DALLE ORE 18:00 DAVANTI ALL’AMBASCIATA IRANIANA A ROMA IN VIA NOMENTANA 361/363.
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lunedì 7 luglio 2003
ore 09:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il vecchio di 80 anni...
Un signore di 80 anni va a fare il suo controllo annuale dal dottore, che gli chiede come si sente. "Non sono mai stato meglio in vita mia." Risponde il vecchio. "Ho appena sposato una ragazza di diciotto anni. E' già incinta e tra poco sarò padre. Cosa ne pensa?" Il dottore pensa un momento e dice: "Le voglio raccontare una storia. Ho conosciuto un tale che era un cacciatore accanito. Non aveva mai mancato una stagione di caccia. Ma un giorno uscì di casa precipitosamente e prese l'ombrello al posto del fucile. Quando fu nel bosco, improvvisamente un orso si precipitò verso di lui. Prese l'ombrello, lo strinse con forza e lo puntò verso l'orso. E sapete cosa successe?" "No." Rispose il vecchio. Il dottore continuò: "L'orso cadde morto davanti a lui!" "E' impossibile!" gridò il vecchio. "Qualcun altro deve aver sparato al posto suo!" "E' esattamente quello che sto cercando di spiegarle!" rispose il medico.
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lunedì 7 luglio 2003
ore 09:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Uomini porci?
Una madre mette in guardia la figlia che si deve sposare: "Guarda che gli uomini sono tutti dei porci. Fidati di me, anche tuo marito si rivelerà un porco. Se quando state facendo l'amore ti dirà di girarti tu non lo fare per nessun motivo!" La giovane si sposa e va in viaggio di nozze, passano diversi giorni finche il marito gli fa: "Cara ti prego, è ora che tu ti giri!" "No, mamma mi ha detto di no! Lo sapevo che eri un porco pure tu!" "Ma dai, girati che non ti succede niente..." "No e poi no! Porco che non sei altro!" "Ma amore, un figlio prima o poi lo dovremo fare!"
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