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Sometimes I wonder who am I Who made the trees, who made the sky Who made the storms, who made heartbreak I wonder how much life I can take LOU REED
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domenica 6 luglio 2003
ore 20:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Barza: il signor Rossi
Un distinto signore, un tal Rossi Mario, viene accusato dalla moglie: "Tu passi sempre le serate dentro ai night e a me dici sempre che fai gli straordinari all'ufficio!" L'uomo nega tutto ma la moglie non vuole sentire le sue scuse e pretende di essere portata con lui in un night club, per poter vedere cosa combina il marito in quei locali. Alla fine il povero signor Rossi si vede costretto ad accettare. Arriva il fatidico giorno. Chiamano il taxi e si presentano di fronte ad un famoso night. L'usciere apre la porta del taxi e con un sorriso: "Buona sera, signor Rossi, ben tornato!" Al che la moglie inizia a brontolare ma si calma alle parole del marito che insiste nella teoria dello scambio di persona. All'entrata una graziosa signorina chiede: "Il solito tavolo signor Rossi?" La moglie inizia a perdere le staffe. Il marito, bene o male, riesce a convincerla del fatto che si potrebbe trattare di una coincidenza. La stessa scena si presenta quando arriva il cameriere al tavolo: "Il solito signor Rossi?" E la moglie giù moccoli a non finire... Siamo al momento dello spettacolo. Esce la spogliarellista che inizia a fare il suo numero. Alla fine si toglie gli slip e chiede ad alta voce: "E queste? A chi le diamo?" L'intera sala risponde in coro: "Al signor Rossi!!!" La moglie, inferocita, ordina al marito di riportarla a casa. Non appena saliti in taxi, inizia ad urlargli contro e a picchiarlo. Il tassista si gira e fa: "Eh... signor Rossi, di troie ne abbiamo caricate... ma incazzate come questa mai!"
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domenica 6 luglio 2003
ore 16:27 (categoria:
"Vita Quotidiana")
barzelletta del canarino
Un canarino si posa su di un ramo. Vede passare un cane e gli chiede: "E tu chi sei?" E lui risponde: "Sono un cane lupo." Il canarino divertito gli risponde: "Che cazzo dici! O sei cane o sei lupo!" Il cane lupo pazientemente gli spiega che nel passato un lupo ed un cane si sono accoppiati dando origine alla sua razza... Soddisfatto il canarino si invola per poi posarsi su di un'altro ramo dove incontra una zanzara. "E tu chi sei?" chiede il canarino alla zanzara. "Sono la zanzara tigre", risponde la zanzara. E il canarino: ".......Mavaffanculo!!!!!"
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domenica 6 luglio 2003
ore 16:13 (categoria:
"Sport")
come previsto
Come previsto Schumy è stato umiliato dalle due Williams! E in più sono 20° in classifica allo spritz poker: speriamo non mi superi nessuno...
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domenica 6 luglio 2003
ore 13:37 (categoria:
"Sport")
Formula uno
Ragazzi ora vado a vedere il mondiale di Formula uno che si riapre alla grande con una nuova incredibile disfatta del pilota più sopravvalutato della storia: Schumy!
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sabato 5 luglio 2003
ore 14:46 (categoria:
"Musica e Canzoni")
I miei dischi degli ultimi 40 anni
1964: THE ROLLING STONES – 12 X 5 1965: THE ROLLING STONES – Out of Our Heads 1966: THE VELVET UNDERGROUND – Velvet Underground & Nico 1967: THE DOORS – The Doors 1968: THE VELVET UNDERGROUND – White Light/White Heat 1969: THE ROLLING STONES – Let it Bleed 1970: DEEP PURPLE – In Rock 1971: DEEP PURPLE – Fireball 1972: DAVID BOWIE – Ziggy Stardust DEEP PURPLE – Made in Japan LOU REED – Transformer 1973: LOU REED – Berlin 1974: LOU REED – Rock’n Roll Animal 1975: RAINBOW – Ritchie Blackmore’s Rainbow 1976: RAINBOW – Rising 1977: TELEVISION – Marquee Moon 1978: RAINBOW – Long Live Rock’n Roll 1979: IAN GILLAN – Mr. Universe 1980: IAN GILLAN – Glory Road 1981: IAN GILLAN – Double trouble 1982: LOU REED – The Blue Mask 1983: BLACK SABBATH – Born Again 1984: DEEP PURPLE – Perfect Strangers 1985: TOM WAITS – Rain Dogs 1986: RAINBOW – Final Vinyl 1987: DEEP PURPLE – The House of Blue Light 1988: DEEP PURPLE – Nobody’s Perfect 1989: LOU REED – New York 1990: LOU REED/JOHN CALE – Songs For Drella 1991: THE ROLLING STONES – Flashpoint 1992: LOU REED – Magic & Loss 1993: THE VELVET UNDERGROUND – Live MXCIII 1994: THE ROLLING STONES – Voodo Lounge 1995: THE ROLLING STONES – Stripped 1996: LOU REED – Set the Twilight Reeling 1997: THE ROLLING STONES – Bridges to Babylon 1998: LOU REED – Perfect Night Live in London 1999: TOM WAITS – Mule Variations 2000: LOU REED – Ecstasy 2001: THE STROKES – Is This It? 2002: TOM WAITS - Blood Money 2003: LOU REED – The Raven
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I COMMENTI (5)
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sabato 5 luglio 2003
ore 14:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sfiga!
Macchina dall'elettrauto! Ieri notte tragitto senza fari bruciatisi per tornare a casa solo con le luci di posizione e le 4 frecce attaccate come un cretino. Morale: alternatore impazzito e batteria distrutta da cambiare  Vabbè, almeno sono entrato nella calssifica dello Spritz-poker...
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venerdì 4 luglio 2003
ore 10:46 (categoria:
"Musica e Canzoni")
TOM WAITS - Mule Variations
Tom Waits MULE VARIATIONS Anti/Epitaph
 Il primo colpo al cuore arriva dalla copertina. C’è lui, Waits, cappello in mano e sguardo sbieco all’obiettivo del fotografo, e dietro lo scatto di una schiarita lontana oppure la tempesta che sta per arrivare a chiudere anche quell’ultima via di fuga. È una foto, un acquarello, un sogno o un incubo? È uno spaventapasseri che ha preso vita, è sceso dal palo e cammina torvo per il campo. È un uomo chiuso in un cappottaccio nero che si protegge dalla pioggia appeso ad un ombrello. Dentro, in "Mule variations" vogliamo dire, c’è tanto blues da stendere chiunque, ci sono voci e latrati in lontananza, galli e pollai, chitarre che stridono e cigolano come lame di sega sul punto di spaccarsi, e tamburi e percussioni che di quei blues scandiscono l’ossessione ritmica. Ma c’è anche l’altro Tom Waits, quello dei pianoforti scordati che sembrano registrati mentre suonano dalla stanza accanto, quello dei lenti da anniversario, che li ascolti una volta e poi per il resto delle volte ti ricorderai di "quella volta" che li avevi ascoltati. "Mule variations" è anche un album denso di immagini vivide, che non si fa fatica a far confluire verso una ‘conversione’ come quella interpretata da qualche quotidiano ("non fumo più, credo in Dio, e mia moglie mi ha salvato la vita", tanto per dirne una): in realtà non c’è niente che Waits non abbia già detto e ripetuto più volte sin dagli esordi (ascoltatevi il testo di "I want you") e forse semplificare così su un disco come "Mule variations" è sin troppo comodo. Piuttosto che di ‘conversione’, parola usata a turno nei confronti di tutti i ‘maledetti’ del rock - quasi che riportarli nel recinto della ‘normalità’ rassicuri i re-censori sulla giustezza del proprio modus vivendi - si potrebbe dire che "Mule variations" è l’incarnazione di quel detto secondo cui "nessuna strada porta poi troppo lontano". Waits per un periodo ha vissuto a spron battuto - la sua normalità, intendiamoci - la sua vita da Re dei Bassifondi: nel fare questo non è stato né il primo né l’ultimo, ma sicuramente uno dei migliori. Raccontarlo ‘convertito’ solo perché agogna a una casa cui tornare ("Pony"), o grugnisce raccontando quadretti romantici ("Picture in a frame") e la fredda assenza dell’amore ("House where nobody lives") è sin troppo prevedibile. Piuttosto si dimentica di dire che "Mule variations" è uno di quei dischi in grado di salvarti la vita per una notte, di farti sentire benedetto e maledetto come sempre, alla fine, sono i personaggi delle sue canzoni, religioso in un’accezione tutta Waitsiana del termine, convinto cioè che nascosto lì, da qualche parte, ci sia qualcuno che ti vede e che probabilmente si sta facendo beffe di te, oppure non sembra neanche avere la fottuta voglia di guardare tutto ("Georgia Lee"). "Mule variations" non è l’ennesima fuga in avanti cui ci aveva abituato Waits con album come "Bone machine" e "The black rider", piuttosto è il risultato di quello che Waits percepisce dalla sua ‘camera con vista’ su se stesso, a metà tra sogno e realtà, tra romanzo e cronaca. Ed è comunque uno splendido disco, di quelli che fermano il tempo mentre li ascolti e non hai voglia di amici, telefonate o altro mentre pensi che sì, devi chiamarli tutti per farglielo ascoltare. Subito. Anche se è notte fonda.
TRACKLIST "Big in Japan" "Lowside of the road" "Hold on" "Get behind the mule" "House where nobody lives" "Cold water" "Pony" "What’s he building?" "Black market baby" "Eyeball kid" "Picture in a frame" "Chocolate Jesus" "Georgia Lee" "Filipino box spring hog" "Take it with me" "Come on up to the house"
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giovedì 3 luglio 2003
ore 20:47 (categoria:
"Riflessioni")
Berlusconi superstar
L'editoriale di Galli Della Loggia sul Corriere Della Sera di oggi:
UN PESSIMO INIZIO
di ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA
Ciò che si temeva è puntualmente avvenuto. Al suo esordio alla presidenza dell’Unione Europea, Silvio Berlusconi, incalzato dai più che prevedibili attacchi, talvolta magari anche oltre il segno, di alcuni membri del Parlamento di Strasburgo, non è riuscito a mantenere i nervi saldi e la lingua a posto. Per l’Italia e per il suo presidente del Consiglio, che pure fino a quel momento aveva svolto un intervento abbastanza equilibrato, il semestre europeo non poteva cominciare peggio (così come, bisogna aggiungere, per l’informazione radio-televisiva pubblica, resasi responsabile di un’edizione del Tg1 delle 13.30 omissiva e manipolatoria fino al grottesco). Quanto è accaduto a Strasburgo sottolinea per l’ennesima volta due questioni che affliggono fin dall’inizio il governo di centrodestra. La prima questione è rappresentata dal carattere dilettantesco di Berlusconi in quanto uomo politico. Intendiamoci, può essere benissimo che il dilettantismo, apparendo indice di genuinità, sia uno dei segreti del successo elettorale del capo di Forza Italia. Ma è certo che è una delle cause delle sue figuracce come uomo di governo nonché un fattore destinato ad aggravare permanentemente tutti i problemi della sua immagine. Dilettantismo per esempio è non aver capito, nel caso specifico, che in previsione di critiche e attacchi sicuri al suo esordio sulla scena europea, sarebbe stato conveniente cercare di smussare le une e gli altri accennando con franchezza a certi aspetti anomali della propria figura, inquadrando però i medesimi nella più lunga serie di anomalie che ha caratterizzato la storia italiana dell’ultimo decennio. Dilettantismo, poi, è non capire che fare le corna o dare del nazista a un oppositore sono tutte cose che possono forse procurare consenso sul teatrino politico di casa ma sulla scena internazionale sono semplicemente rovinose. Già è politicamente gravissimo non aver ancora mosso un dito per risolvere il conflitto d’interessi: farci sopra lo spiritoso e l’insolente è un puro e semplice suicidio. La seconda piaga aperta nel governo, e che il socialdemocratico signor Schulz non ha mancato di evocare, è costituita dalla Lega: dall’inarrestabile profluvio di dichiarazioni del suo capo, regolarmente improntate alla violenza, alla xenofobia, al più totale disprezzo verso ogni cosa, idea o persona che non gli vadano a genio. Berlusconi non si accorge che in questo modo la Lega, non da oggi, sta facendo letteralmente a pezzi la credibilità del governo presso una parte decisiva del suo elettorato oltre che fuori dai confini del Paese, come si è visto. Non si accorge che con le sue continue sparate a metà tra capitan Fracassa e Goebbels, Bossi appare alla fine il vero padrone del governo. Ma quanto può durare ancora tutto ciò? Sta al presidente del Consiglio dimostrare che è ancora possibile cambiare strada, che egli ha la volontà e la capacità di salvare, insieme al significato politico della maggioranza e del suo governo, anche il ruolo del Paese sulla scena internazionale.
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martedì 1 luglio 2003
ore 15:07 (categoria:
"Pensieri")
Comitato dei radicali: la mozione approvata
Si è riunito il fine settimana scorsa il comitato di Radicali Italiani, il parlamentino dei pannelliani che ha concluso approvando la seguente mozione politica:
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA (Con 16 voti a favore, 4 contrari e 14 astenuti)
27-29 giugno 2003
Il Comitato Nazionale di Radicali italiani, riunito a Roma dal 27 al 29 giugno,
udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, ne approva la linea politica;
saluta la positiva e coraggiosa decisione dei primi firmatari dell’appello sul “caso Italia” (tra i quali figurano i nomi dei professori Giovanni Battista Ferri, Gianfranco Palermo, Bruno Romano, Giuseppe Di Federico, Michele Ainis e Attila Tanzi), impegnatisi a:
1. invitare chiunque possa essere raggiunto da questo loro appello “a conoscere, a studiare, a esaminare la documentazione che sarà prodotta su questi temi, e ad esprimersi sul suo contenuto”;
2. chiedere “alle autorità nazionali e internazionali che saranno formalmente investite da istanze e denunce, di pronunziarsi tempestivamente su di esse”;
3. chiedere, “cogliendo l’occasione rappresentata dal ciclo di elezioni previste negli anni 2004-2005-2006, il varo di un programma di monitoraggio elettorale, nelle forme in cui ciò è già stato previsto o sperimentato dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea, dal Consiglio d’Europa, dall’Osce”;
4. rendersi “disponibili, per inverare questi obiettivi, a promuovere un primo Comitato internazionale di Osservatori sulla legalità e la democrazia in Italia”.
Il Comitato, quindi, impegna gli organi dirigenti del Movimento a proseguire l’attività su questo fronte, aiutando la costituzione di tale consesso; procedendo nell’opera di denuncia politica e giudiziaria, nazionale e internazionale, delle illegalità in corso; e, anche, valutando l’effettiva possibilità di dotare i cittadini detenuti (ancora una volta crudelmente beffati dalla “politica ufficiale” sul cosiddetto “indultino” di strumenti di immediato e diretto ricorso internazionale, per difendere -insieme ai loro diritti- le norme fissate dalle leggi scritte e teoricamente vigenti in Italia.
Come recita l’appello sottoscritto da giuristi tanto autorevoli, infatti, “la sfida del tempo presente, in ogni parte del mondo, è quella della e per la democrazia, bene di cui la maggior parte degli abitanti del pianeta è tuttora costretta ad ignorare l’esistenza, prima ancora che il possibile funzionamento. Perciò, in convergenza con il grande obiettivo lanciato dal Partito Radicale Transnazionale, occorre operare per la nascita di una Organizzazione Mondiale della Democrazia, che rilanci e riproponga per tutti il modello della libertà individuale, della democrazia, dello Stato di diritto”.
E’ convinzione dei firmatari, nello stesso tempo, che “anche nel mondo occidentale,la legalità e la democrazia non siano mai da considerare come acquisizioni definitive, come conquiste compiute una volta per tutte, ma che sia continuamente necessario monitorare, valutare in concreto il rispetto dei diritti e delle libertà su cui uno Stato di diritto e una democrazia liberale dovrebbero fondarsi. E’ urgente iniziare a porre mano a quella che deve divenire una incessante, umile, puntuale opera di monitoraggio della vita effettiva delle nostre istituzioni, rispetto a ciò che le Costituzioni e le leggi prescrivono.
Il caso dell’Italia, paese occidentale di grande rilievo politico ed economico, che siede -rispettato- nei maggiori consessi internazionali (dall’Unione Europea al Consiglio d’Europa, dal G8 alle Nazioni Unite), è in questo senso emblematico. L’Italia è infatti, in assoluto, il paese più condannato per violazioni di diritti umani dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, con un record ormai largamente superiore ad una condanna al giorno. E, in numerose e gravi circostanze, la riduzione delle norme vigenti a puro e semplice richiamo di valore ordinatorio ci appare ben più di un rischio, ponendo le stesse istituzioni della Repubblica nella condizione tecnica di realtà che vivono “fuori-legge”, cioè al di fuori del perimetro della legalità”.
Il Comitato, inoltre:
-ringraziando il leader della Montagnard Foundation Kok Ksor per la sua presenza in Italia e per la sua generosa e lungimirante attività anche di militante e dirigente del Partito Radicale Transnazionale, e salutando l’iniziativa di Radio Radicale, che dalla prossima settimana renderà possibile l’avvio di trasmissioni radiofoniche dirette alle popolazioni degli altipiani centrali del Vietnam, impegna il Movimento a lanciare una campagna di raccolta di sostegni -anche finanziari- volti a consentire ai cittadini Montagnard rifugiatisi negli Stati Uniti e alle centinaia di migliaia che vivono negli altipiani centrali del Vietnam di dotarsi degli strumenti nonviolenti e di comunicazione utili a consentir loro di meglio proseguire la propria battaglia di diritto e di libertà. Dalla difesa dei diritti del popolo Degar passa infatti anche l’affermazione dei diritti fondamentali di tutti gli altri oppressi dal regime comunista vietnamita, e di quanti -in ogni parte del mondo- si vedono precluso il cammino della libertà e democrazia da autocrazie di ogni segno e colore. Da questa lotta, può anche trarre forza un effettivo monitoraggio dei finanziamenti e degli accordi di cooperazione stipulati anche dall’Unione Europea con i governi di molti paesi in via di sviluppo: occorre opporsi ad un meccanismo per cui quel denaro viene spesso utilizzato per far fiorire dittature e per far appassire speranze di libertà.
Il Comitato sostiene quindi la tenuta di quattro appuntamenti pubblici nella prima decade di luglio:
-l’8 luglio, una manifestazione per l“Iran libero e democratico”, per la liberazione di quel Paese dal regime integralista che lo opprime. Il Comitato esprime anche la sua adesione all’analoga iniziativa a sostegno degli studenti iraniani promossa dal quotidiano “Il Riformista”; -il 9 luglio, la manifestazione promossa dall’”Associazione Luca Coscioni” (che ha raggiunto l’obiettivo dei 1000 iscritti, e vede il sostegno di oltre 1600 docenti al suo appello per la libertà di ricerca scientifica) contro l’approvazione del disegno di legge proibizionista in materia di fecondazione assistita, rovinoso sia rispetto alle speranze di paternità e di maternità di tante coppie, sia rispetto alle speranze di cura di milioni di malati; -il 10 luglio, una manifestazione per la riforma delle pensioni, effettivo punto di snodo per l’innovazione, non solo economica, del Paese; -il 17-18 luglio, la Conferenza internazionale (organizzata da Non c’è pace senza giustizia in collaborazione con il Ministero degli Esteri) di celebrazione del quinto anniversario dell’approvazione dello Statuto della Corte penale internazionale.
Il Comitato ribadisce quindi l’urgenza della ripresa delle iniziative annunciate sul fronte telematico, e, in particolare, per un verso la “riforma” del sito www.radicali.it nella direzione di una ancora maggiore interattività, e, per altro verso, anche il varo di un giornale telematico, interattivo e multimediale che possa anche rappresentare uno strumento di lavoro messo a disposizione -specialmente nella sua versione “non quotidiana”- dell’attività transnazionale dei radicali.
Il Comitato conferma infine il pieno impegno del Movimento sui fronti che uniscono e riassumono gli obiettivi e le risorse dell’intera area radicale: per un verso, la campagna per una Organizzazione Mondiale della Democrazia lanciata e perseguita dal Partito Radicale Transnazionale; per altro verso, l’attività, animata e coordinata dal Tesoriere, volta alla realizzazione dello “stato del Partito”. Da tutto ciò passa la possibilità non di salvare o far sopravvivere, ma di assicurare vita e forza alle speranze e alle lotte radicali.
Intanto, resta ferma la proposta (finora, e anche in sede di dibattito parlamentare, di fatto ignorata dall’esecutivo) avanzata al Governo della Repubblica (e all’intera “politica ufficiale” italiana) da Marco Pannella (ancora in queste ore impegnato alla guida di una missione radicale in Cambogia): i radicali sono pronti ad assicurare il proprio apporto affinché gli obiettivi dell’OMD, dell’ingresso di Israele nell’UE, della moratoria universale delle esecuzioni capitali (su cui è in corso in questa ore una missione in Congo di Nessuno tocchi Caino guidata da Emma Bonino), e gli altri aspetti qualificanti della politica italiana e transnazionale dei radicali entrino nell’agenda del Paese, e in particolare del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea. E’ occasione che si propone in primo luogo al Presidente del Consiglio dei Ministri, e che il Comitato si augura sia colta e non sciupata.
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lunedì 30 giugno 2003
ore 13:21 (categoria:
"Riflessioni")
Ricerca scientifica
Il premio nobel Saramago a Luca Coscioni:
Siena, 22 novembre 2002 - Lo scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura, ha personalmente incontrato a Siena Coscioni e ha nuovamente confermato il sostegno alla battaglia che il presidente di Radicali italiani sta conducendo. Saramago ha accettato, infatti, l'invito ad assumere la presidenza onoraria dell'associazione "Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica" ed ha promesso di scrivere una prefazione per la prossima edizione del libro, "Il Maratoneta" che Coscioni ha voluto consegnargli personalmente.
Incontro emozionante
Saramago ha definito l'incontro con il presidente di Radicali Italiani un "momento molto emozionante", non solo - ha spiegato - "per il coraggio e la forza con il quale Luca sta affrontando la sua battaglia, ma anche nel vedere che intorno a lui ci sono tante persone che cercano di aiutarlo".
"E' importante - ha aggiunto Saramago - che gli studi sulle cellule staminali siano sempre di più all'ordine del giorno dell'opinione pubblica, per rendere più visibile una situazione di proibizione che alcuni vogliono occultare".
A queste parole ed alla dichiarazione di sostegno ricevuta, Luca Coscioni Coscioni ha replicato ringraziando Saramago: "La tua presenza mi dà forza, quella forza che è fondamentale per condurre una battaglia, i cui frutti non saranno vissuti da noi, ma probabilmente dalla prossima generazione. Per questo - ha concluso - bisogna guardare lontano".
Il premio Nobel, prima di accomiatarsi ha voluto omaggiare Luca Coscioni di un mazzo di garofani rossi e di una promessa: "Per quanto sarà in mio potere, potete contare su di me".

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