Che stupidi che siamo...
Quanti inviti respinti... Quante parole non dette...
Quanti sguardi non ricambiati...
Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.
..ho guardato dentro casa tua e ho capito che era una follia avere pensato che fossi soltanto mio
..e ho cercato di dimenticare... di non guardare..
..e ho guardato dentro a un’emozione e c’ho visto dentro tanto amore che ho capito perchè non si comanda al cuore..
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martedì 22 agosto 2006 - ore 10:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ma voi lo sapete kos’è una tonsillite batterika akuta?
beh, è quella roba ke ho io in gola.......
e di batterio io ne konosko solo uno... e questo UNO ha un nome e un kognome..... e una tosse batterika....
..... un grazie di kuore....
x i 4giorni di antibiotico-ammazzo-un-cavallo RIPETIBILI.
x l’oki, ke la mia dottoressa dice, MALE NON FA, quindi kontinua a prenderlo...
x lo spruzzino al mentolo salva la vita....
w le zigulì alla banana....

ah... si son qui.... tornata? mah....

di sikuro tornata da due settimane di vakanza...
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lunedì 31 luglio 2006 - ore 13:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lacerata tra ansia e sedazione, la pelle è troppo stretta per contenere il tremore, per contenermi: esplodo, mentre gli occhi si gonfiano di lacrime che non vogliono piangere, formano un velo di vetro attraverso il quale tutto è deforme. Lacerata tra ansia e sedazione, lacerata dentro, lacerata fuori, lacerata in mezzo, uno squarcio dal petto in su, dal petto in giù, una croce, la mia croce, e i chiodi sono aguzze schegge di passato che ritorna: passato o presente non fa differenza, nella mia testa un solo giorno che si ripete sempre uguale, un giorno lungo, un giorno di dolore, un giorno di passione, tre giorni di passione senza resurrezione. Non c’è resurrezione perché non c’è morte, solo agonia, l’ultimo respiro è un fischio lento come di treno. La morte è una notte di sonno indotto dai neurolettici, petrolio che cola nelle rime palpebrali, nel naso, nella trachea, permea interno ed esterno, occlude ogni poro e ogni speranza: la morte è sangue che stilla e cristallizza, fiocchi di neve, fiocchi rossi di globuli e piastrine, croste di neve, croste da grattare, da tirare via sollevando un lato e strappando, lacerazione di nuovo, di nuovo lacerazione, ho un buco sul polso, non c’è traccia di carne. Ogni pensiero muta in tragedia, i miei pensieri sono bachi di tragedia che evolvono in crisalidi di urla e farfalle di pianti e lamenti e capelli strappati, petti battuti col pugno,
mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa, essere nata, aver vissuto, non essere adatta, non essere giusta. Mi dimenticheranno come io ho dimenticato, memoria danneggiata come il mio sorriso storto, come il mio respiro a stento, come il battito di un cuore che pulsa e si contrae, come il mio stomaco ulcerato dal vomito e la vita. Finirò come tutto finisce: tutto, tranne il dolore.
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