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Io non invecchio...miglioro.




martedì 18 settembre 2007 - ore 14:09


...e l’occhi la burricca aia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In li Monti di Mola
la manzana
un’aina musteddina era pascendi,

in li Monti di Mola
la manzana
un cioano vantarricciu e moru
era sfraschendi,

e l’occhi s’intuppesini cilchendi ea ea ea ea
e l’ea sguttesida li muccichili cù li bae ae ae,

e l’occhi la burricca aia
di lu mare,

e a iddu da le tive escia
lu Maestrale,

e idda si tunchià abbeddulata ea ea ea ea,

iddu le rispundia linghitontu ae ae ae ae,

Oh bedda mea
l’aina luna
la bedda mea
capitale di lana,

oh bedda mea
bianca foltuna,

Oh beddu meu
l’occhi mi bruxi
lu beddu meu
carrasciale di baxi,

lu beddu meu
lu core mi cuxi,

Amori mannu
di prima ‘olta
l’aba si suggi tuttu lu meli di chista multa,

Amori steddu
di tutte l’ore
di petralana lu battadolu
di chistu core,

Ma nudda si po’ fa nudda
in Gaddura
che no lu ènini a sapi
int’un’ora,

e ‘nfattu una ‘ecchia infrasconata fea ea ea ea
piagnendi e figgiulendi si dicia cù li bae ae ae,

Beata idda
uai che bedd’omu
beata idda
cioanu e moru
beata idda,

sola mi moru
beata idda
ià ma l’ammentu
beata idda
più d’una ‘olta
beata idda
‘ezzaia tolta,

Amori mannu
di prima ‘olta
l’aba si suggi tuttu lu meli di chista multa,

Amori steddu
di tutte l’ore di petralana lu battadolu
di chistu core,

E lu paese intreu s’agghindesi
pa’ lu coiu
lu parracu mattessi intresi
in lu soiu,

ma a cuiuassi no riscisini
l’aina e l’omu
chè da li documenti escisini
fratili in primu,



e idda si tunchià abbeddulata ea ea ea ea
iddu le rispundia linghitontu ae ae ae ae.


Monti di Mola (Fabrizio De Andrè - Le Nuvole)


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venerdì 14 settembre 2007 - ore 17:37


...l’estate stà finendo: Dimanche Neon Party!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Siete tutti invitati all’ultima festa privata nella terrazza di via Santa Rosa 2 a Padova. L’ingresso e’ omaggio. Potete invitare altri amici a patto che ognuno di voi porti alcol (vino, gin, vodka, etc.) e cibo (insalata di riso, pasta fredda, dolci, etc.).

Faremo gli auguri di buon compleanno ad "Amanda", Gaia e Liza e sarà l’occasione per salutare i nostri amici Giovanni e Giacomo prima della Loro partenza newyorkese.




Vi aspettiamo!!!

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venerdì 14 settembre 2007 - ore 13:17


A Waterfalls his madrigal, and inland sea his simphony...
(categoria: " Riflessioni ")


I Genesis sono una delle tante sincronicità della mia vita. Hanno scandito la fine di un ciclo, ne hanno ritmato l’inizio di uno nuovo. Che mi abbiano cercato per poi alla fine trovarmi, che mi abbiano chiamato fino a farsi sentire, anche questo non saprei dirlo. So solo di aver trovato assieme a Nico un libro che ne parlava e immediatamente dopo un collega di lavoro che aveva tutti i loro album e di averli poi copiati con estrema ingordigia su dei Cd colorati della Verbatim:


  • Nursery Crime – Verde Acqua,

  • Selling England by the Pound – Giallo,

  • FoxTrot- Giallo,

  • Live - Azzurro,

  • Second Out - Azzurro,

  • The Lamb lies down on broadway – Verde Acqua,

  • Trick of the tail – Verde Acqua,

  • Wind e Wuthering - Rosa.


  • I titoli li scrissi con una biro blu dell’Executive e il mio masterizzatore non fece nemmeno bene il suo dovere. Alcuni infatti avevano delle parti rovinate. Nico invece non ebbe intoppi: la tecnologia lo ha sempre servito diligentemente.
    Non riuscivo ad ascoltarli. Provai, ma qualcosa strideva. Nursery Crime in particolare, Musical Box soprattutto. Furono così almeno sei mesi della mia vita.
    Un sabato pomeriggio ricordo, eravamo in fila per entrare nel parcheggio di piazza Insurrezione, e nella macchina di Nico girava Selling England by the Pound. Il suono dei piatti, i colori che mi giravano attorno rapito dai contrappunti e dall’eleganza musicale di Collins corressero quel giorno la mia sensibilità musicale.

    Adoro oggi il loro stile, il loro manierismo misurato, adoro il modo che hanno di sentire la musica: non come semplice veicolo per dar modo al virtuoso di turno di mostrare tutta la sua bravura, ma come strumento da sfruttare in maniera totale e assoluta per scuotere, per trascinare, per confessare al mondo che la vita non basta. In essi non vi sono virtuosi a tutti i costi, gli unici pezzi strumentali sono morbidi riarrangiamenti di musica classica (Horizons) o acquerelli tenui e gentili (After the Ordeal); mai pezzi ad effetto come quelli cui tanti gruppi dell’epoca si appigliavano per colpire gli ascoltatori.

    E’ così dopo Selling England ci furono: Second out, Genesis Live, Trick of The Tail, Nursery Crime, FoxTrot, The Lamb Lies down on broadway, Nursery Crime. Dopo la batteria di Collins ci furono le maestose e regali tastierie di Banks, le linee di basso come biglie nella sabbia di Rutheford, la chitarra viscida di Hackett, la voce maligna e perentoria di Gabriel.
    Ci furono corse in bicicletta e Harold the Barrel nelle orecchie. Semafori pedonali e Squonk incastonata tra la neve e i giardini di Via Giotto. Fith or fith in silenzio, scendendo da Assisi, tra le colline umbre sospesi tra la Buona Novella e Atom Hearth Mother. Ci furono sabati pomeriggio dove l’alcool faceva da cassa di risonanza a tutto il mio entusiasmo e ai miei sermoni sulla Genesis. Ci furono facce sbiadite e attonite nell’ascoltarmi: mi si guardava nauseati, come se si avesse davanti un folle. Ma io purtroppo ero felice. Felice di emozionarmi ancora, felice della scoperta, felice di trovarmi ogni sabato mattina a parlare con Fulvio dei Dischi Verdi, felice come quando si scopre un amore, felice come quando incontrai De Andrè.

    Phil Collins: l’uomo calvo con la camicia viola in una puntata di Miami Vice, l’idolo pop della mia pre-adolescenza. Quello di But Seriously, l’album che “rubai” a mio zio e che avevo nelle orecchie per tutta la mia prima gita scolastica al tempo delle medie e quando tentai goffamente di baciare una delle mie prime fantasie sessuali nel buio di un pulmann in una galleria.

    Phill Collins quell’inglese debosciato torna a farmi visita sulla soglia dei trent’anni tra i miei pensieri, tra le mie meraviglie, perché prima ancora che io esistessi suonava la batteria con un sapore, un tono, una classe che è per me fonte inesauribile di ispirazione. Il suo rock-jazz cosi aggraziato e artificiale, i suoi incisi, le rullate che trascinano la cassa che frantuma e perde coscienza, tutto questo suo sentire mi è sempre cosi vicino, è sempre così sottile e afono come la voce di Chet Baker.


    Nusery Crime

    Dal 1971 niente e nessuno è riuscito a sminuire di valore e di intensità questo capolavoro, forse la massima espressione artistica della loro carriera.

    Carillon, Ermafroditi, piante giganti che divorano il mondo quest’enorme affresco decadente e medievale esplode leggero e delicato ma con un vigore quasi sinfonico. Un paesaggio irlandese che sbarra il cammino, un edera rossa filtra la luce al tramonto; l’odore in lontananza di un organo da cattedrale. La voce diabolica ed androgina di Gabriel sembra chiedere aiuto, è un invito ad ascendere quasi un coro gregoriano. Uno stralunato e conturbante conversatore, con ambiguità inaspettate, illuminazioni folgoranti, enigmi, domande senza risposta, risposte prive di domande.
    E un album che si mostra pian piano che si cela dietro ogni ascolto. Ho impiegato quasi un anno per trasformarlo in qualcosa di mio. E alla fine lui ha trasformato me. Romantico.
    Personalmente consiglio l’ascolto in riva al mare, su una spiaggia della Sicilia. Sulla Spiaggia di San Lorenzo frazione di Pachino: il Sud più estremo “dell’Italia”. Un caldo pomeriggio d’estate una luce così trasparente e Africana entrerà in contrasto con questi suoni queste atmosfere così asettiche e cristalline. Statue di marmo appariranno davanti ai vostri occhi; ombre lucide su sabbia rovente. E tutto vi ruoterà attorno, ogni suono infilerà le vostre artiere per scuotervi nel profondo; il mare di una purezza cristallina vi rimarrà sulle labbra. Continuerete a guardarvi attorno senza capire. Quei colori nei vostri occhi; questo gelo nella Vostra mente, questa fredda carovana di suoni artificiali che passa attraverso lasciando piccoli gioielli rubati, piccoli tesori che un giorno torneranno a farvi visita. E’ un sogno.




    E’ come la parola De Gregori, come una domenica di messa quando avevi otto anni era autunno e non capivi.



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    martedì 11 settembre 2007 - ore 16:13


    Assonanze nella mia estate II
    (categoria: " Vita Quotidiana ")


    Ascoltavo in lontananza
    il rapido scorrere di un fiume in piena
    tormentate immagini
    ritrovano la pace in questi luoghi
    Adoro i tramonti di questa stagione
    e il tuo modo di sorridere
    le rassicuranti parole d’amore
    Adoro trascorrere il tempo a cercare
    sfumature inafferrabili
    di questi paesaggi bruciati dal sole
    Un profumo di lavanda
    si mescola all’imbrunire tra le stanze
    spoglie
    tormentate immagini
    ritrovano la pace in questi luoghi
    Adoro i tramonti di questa stagione
    e il tuo modo di sorridere
    le dolci e intriganti parole d’amore
    Adoro trascorrere il tempo a cercare
    le tonalità recondite
    di questi paesaggi bruciati dal sole
    Non esitare
    vieni ed abbracciami
    nonostante i miei silenzi abbracciami
    folle inclinazione non lasciarsi vivere......




    Adoro i tramonti di questa stagione...


    (Paola Turci...)

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    martedì 11 settembre 2007 - ore 14:01


    La Democrazia
    (categoria: " Riflessioni ")


  • Mah … scusi … questa è la sua stanza?


  • Certo.


  • Vabbé ma le cento piante di ficus? E le poltrone in pelle umana? Il grande acquario dove nuotano dei dipendenti sorteggiati?


  • Voci caro Fantozzi, messe in giro dalla propaganda sovversiva ….Prego si accomodi.


  • Si ..ma … dove …? dove andiamo …?


  • Qui.


  • Ma qui? Al Suo posto?


  • Certo. Un sorso d’acqua? Un tozzo di pane?


  • Scusi CONTE?...io mangiare con Lei?


  • Ma certo. Che differenza c’è tra me e lei?


  • MA ABBIA PAZIENZA! ... ma come che differenza c’è! Non mi venga mica a dire signor DUCA che siamo uguali io e Lei! Voi siete i PADRONI, gli SFRUTTATORI, noi invece siamo gli SCHIAVI i MORTI DI FAME!!!


  • Oh … ma caro Fantozzi è solo questione di intendersi, di terminologie. Lei dice PADRONI e Io DATORI DI LAVORO, lei dice SFRUTTATORI e io dico BENESTANTI, lei dice MORTI DI FAME e io CLASSE MENO ABBIENTE, ma per il resto la penso esattamente come lei.


  • Come ALTEZZA … come?


  • Io come lei sono un Uomo illuminato e sono convinto che a questo mondo ci sono molte ingiustizie da sanare, La penso esattamente come lei … e come il nostro caro dipendente Folagra.


  • Ma mi scusi SIRE, ma non mi vorrà mica dire che Lei è, scusi il termine sa … COMUNISTA!


  • Beh … proprio comunista NO! Vede io sono un MEDIO PROGRESSISTA.


  • AHHHHH …


  • Ma in merito a tutte queste rivendicazioni e a tutte le ingiustizie che ci sono lei cosa consiglierebbe di fare MAESTA’?


  • Ecco … bisognerebbe che per ogni problema nuovo tutti gli uomini di buona volontà, come Me e come lei caro Fantozzi, cominciassero … la prego si accomodi.


  • Eh … qui?


  • Cominciassero ad incontrarsi senza violenze in una serie di CIVILI e DEMOCRATICHE riunioni fino a che non saremo tutti d’accordo.


  • Mi scusi SANTITA’, ma in questo modo ci vorranno almeno … MILLE ANNI!!!


  • Posso aspettare … IO!!!


  • Grazie!




  • (Fantozzi....)

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    lunedì 10 settembre 2007 - ore 11:04


    09 settembre 2007
    (categoria: " Vita Quotidiana ")


    I never thought that I would find myself
    In bed amongst the stones
    The columns are all men
    Begging to crush me
    No shapes sail on the dark deep lakes
    And no flags wave me home.

    In the caves
    All cats are grey
    In the caves
    The textures coat my skin
    In the death cell
    A single note
    Rings on and on and on...




    "All cats are grey" The Cure - Faith 1981

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    giovedì 6 settembre 2007 - ore 13:36


    Assonanze nella mia estate
    (categoria: " Vita Quotidiana ")


    "...Viveva con un’ansia annoiata, nel lavoro e nelle occupazioni abituali, e rimandava di giorno in giorno le decisioni avendo come unico punto fisso quotidiano la scappata tra i salici. Ben presto il suo corpo cominciò ad abbronzare e ciò gli pareva desse un senso a quelle giornate, come la muda di certe bestie dà un senso alle loro stagioni. Corradino in gioventù era stato malaticcio e si era guarito con le sudate e il gran sole delle gite in barca. Era convinto che il corpo che giunge all’inverno senza essersi abbronzato, è inerme di fronte ai malanni. Ma la muda di quell’anno – mi disse sovente – gli pareva qualcosa di più che un igiene: era un ritorno, un ripiegamento su se stesso, condizione attiva di qualche avvenimento che lui sentiva imminente.




    Aveva di queste manie.

    (Cesare Pavese)

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    giovedì 10 maggio 2007 - ore 14:16


    26 ottobre 2005
    (categoria: " Vita Quotidiana ")


    Per anni ho avuto in testa un’immagine fissa: gente da party: 24 hour party people appunto. Feste che trasformano piccole e sfigate cittadine industriali in posti dove si ballava anche per 24 ore di fila.

    Una dolce vita post techno industriale.

    Insetti dagli occhi enormi che saltavano facendo gesti insensati inseguendo ritmi digitali ognuno ascritto alla sua piccola fetta di tempo.

    ritmi digitali...



    falene bianche.

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    mercoledì 9 maggio 2007 - ore 14:30


    Un esempio di libero arbitrio
    (categoria: " Vita Quotidiana ")


    Due amici in un parcheggio alle 3.00 del mattino.
    - Andiamo a troie che dici?
    - Mah…se vuoi io ti accompagno.
    - No, no dai ciò ripensato, meglio di no, le mie finanze sono scarse, inoltre è un periodo in cui sto spendendo troppi soldi.
    - Allora che fai? Vai a casa a pugnalarti?



    - Si, và è meglio, bisogna sempre avere una certa misura in tutte le cose.


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    mercoledì 10 gennaio 2007 - ore 15:53


    Ray CaEsar
    (categoria: " Musica e Canzoni ")


    A legacy so far removed,
    One day will be improved.
    Eternal rights we left behind,
    We were the better kind.
    Two the same, set free too,
    I always looked to you,
    I always looked to you,
    I always looked to you.

    We fought for good, stood side by side,
    Our friendship never died.
    On stranger waves, the lows and highs,
    Our vision touched the sky,
    Immortalists with points to prove,
    I put my trust in you.
    I put my trust in you.
    I put my trust in you.



    A house somewhere on foreign soil,
    Where ageing lovers call,
    Is this your goal, your final needs,
    Where dogs and vultures eat,
    Committed still I turn to go.
    I put my trust in you.
    I put my trust in you...



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