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cantare a squarciagola sulla mia vespa, l’attimo prima di rivederti, progettare un nuovo viaggio, vedere il mio cane che mi corre incontro, piangere senza senso, sentire l’odore della pioggia, tutti i libri che ho letto, la musica colonna sonora della mia vita, la mia prima opera, detestare liberamente, mani che mi cercano, l’odore del mare odore di casa mia, l’andare via e il sapore di tornare, le persone che amo e che mi sanno ancora emozionare, le promesse fatte da ubriachi, il domani che non arriverà mai e dopo è già passato, le foto nel portafoglio, ricordi appesi, il momento dell’innamoramento, scrivere quello che mi passa per la testa, le ore al telefono, gli amici che non cambieranno mai e tutti quelli passati, le coperte calde e dormire sulla spiaggia, le tue parole che mi entrano dentro.
Tutto ciò che ho già visto, che sto per vedere, e che forse non vedrò mai.


martedì 4 novembre 2008 - ore 14:41


i miei complimenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")






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lunedì 3 novembre 2008 - ore 19:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ascolto lontano da casa di einaudi e per la prima volta il violino ed il piano spingono forte dentro di me un sapore di nostalgia di casa.
il garage che si inceppa, mia nonna e i suoi mille medicinali, mia madre che mi chiama tesoro mentre mio padre dorme davanti alla tv accesa.
sono scappato via da quella tranquillità con una facilità disarmante ed ora ne pago le conseguenze.
mi chiedo se mi piace la vita che ho scelto, mi chiedo se fare il falegname sia ancora il mestiere più bello del mondo,
mio padre costruisce oggetti di legno, mobili che le persone sentiranno sue, oggetti che hanno valore, in un certo senso entra a far parte della loro vita.
da piccolo quando mi portava con se in bottega credevo che l’odore del legno fosse l’odore più buono del mondo, ora capisco che era più di un profumo.
era mio padre.
chissà se hai ancora il profumo del legno addosso, chissà se hai ancora il tuo profumo papà.

"non finisce mai niente. tutto si evolve in qualcosa di diverso. ogni cosa possiede centinaia di angolature diverse che non abbiamo mai visto. ci lasciamo logorare dalla realtà quotidiana, ma poi accade qualcosa di strano che ci lascia stupiti, incazzati o magari felici.
è questo che io voglio, la felicità che mi può dare ciò che ancora non conosco"

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lunedì 3 novembre 2008 - ore 18:23


anche in arabia fa freddo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dubai è un cantiere aperto, piena di luci e colori, ma solo in apparenza, se guardi a fondo riesci a vedere le facce di gente sfruttata.
Kabir è un ragazzo pakistano ha tre anni in meno di me e lavora come cameriere nella piscina del mio hotel a 5 stelle, si stupisce che parlo con lui. Parliamo della vita a Dubai ma abbiamo punti di vista lontani anni luce, mi racconta di 150 dollari al mese mentre io ne pago 170 a notte, gli dico che lo invidio per la sua abbronzatura ma ne vergogno subito dopo. Gli racconto dell’italia e mi vien subito da ridere pensando a quello che noi chiamiamo crisi, dice che vorrebbe venire ma naturalmente non se lo può permettere.
Mentre io stipulo contratti e stringo mani, poi in macchina con il mio cliente arabo vede un pakistano che lavora come muratore, lo guarda con disprezzo e lo chiama scimmia urlatrice ridendo.
Scimmia urlatrice.
Dovrei mandarlo a cagare quel razzista di merda, dovrei sputargli in faccia e rompere ogni legame ma nella mano ho una cartellina con un contratto appena firmato di quattrocentocinquantamilaeuro e per la prima volta mi volto e faccio finta di niente.
Mio padre mi ha sempre detto che ogni persona ha un prezzo, io ora conosco il mio e quello che mi fa più incazzare e che non me ne frega niente.
o meglio, lo accetto.

Sognavo rivoluzioni mentre oggi faccio sinergie.
Volevo cambiare il mondo ma alla fine è il mondo che ha cambiato me.
Massimizzo profitti.
Riduco perdite, tranne forse quella più importante.
la libertà.

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mercoledì 22 ottobre 2008 - ore 10:03


la felicità è solo attesa dell’attimo
(categoria: " Vita Quotidiana ")








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lunedì 20 ottobre 2008 - ore 18:32


l’immagine della irrequitezza.
(categoria: " Vita Quotidiana ")






a volte mi sento vuoto ma basta poco per farmi sentire meglio, la musica, qualche pagina dei vecchi maestri, quattro chiacchere con i miei amici, gli occhi di una sconosciuta che mi sorride solo un attimo quasi non volesse o se ne vergognasse.
quando il mio editore mi dice che il materiale è abbastanza buono.
o anche solamente quando riesco ad emozionarmi di nuovo.

venerdì parto ancora, stavolta destinazione medio oriente.
niente frasi ad effetto, solo silenzio.
finalmente




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lunedì 20 ottobre 2008 - ore 10:41


il rischio di cercare è che puoi trovare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alchimia
Gioco di sguardi e mani che si sfiorano, con un movimento lento mi avvicino sempre più e ti sfioro, il cuore mi chiede di rallentare perché sta esplodendo.
Sai quando ho capito che eri tu?
Nel vederti tirare fuori il biglietto del treno dalla borsa tanti anni fa.
Movimenti lenti ma decisi, le tue mani che cercano e una smorfia della bocca che fai involontariamente quando pensi, poi finalmente quel biglietto l’hai trovato e hai sorriso socchiudendo gli occhi.
Tu hai trovato il biglietto ed io ho trovato te.
Poi il controllore ha trovato me che non avevo il biglietto ma questa è un’altra storia.

Le tue mani piene di grazia ed un sorriso che mi è entrato dentro senza chiedere permesso.
Ma tu sei tu e il tuo sorriso aveva le chiavi.


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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 14:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi giornata strana di quelle che per un attimo ti sembra di trovare un posto logico in questa vita, una giornata che quasi quasi anche i radiohead ti sembrano facili. Riordino i cd in un gesto alla horby e mi accorgo che se fai ordine c’è ancora un sacco di posto vuoto quando invece pensavi di essere al completo.
Una canzone mi riporta nell’attimo in cui vedo arrivare i tori tra le urla insostenibili della gente appoggiata alle transenne, l’instante prima di partire, seguendo con bramosia l’impulso elettrico partito dal cervello annebbiato dal troppo rum che scheggia furente fino ai muscoli delle gambe. Ora partono i nervi e i tendini si distendono attenti come soldati nel seguire il muscolo che grida “IO NON MORIRO’ OGGI” e poi va tutto un po’ più veloce.
E l’attimo dopo sono nell’arena con il sole che mi bacia forte ma non sento caldo, sento e basta.
Ho gli occhi aperti ma non vedo, solo il formicolio delle mani tenute inconsapevolmente troppo strette mi distoglie dal torpore in cui ero caduto, preso in una sorta di trance.
Il cuore pompa forte adrenalina e mi aspetta una notte da vincitore anche se il vinto sono sempre io.
O meglio le mie paure, certo che è proprio strana la vita.


mi sono innamorato di te....

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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 07:26


come si risolve la crisi
(categoria: " Vita Quotidiana ")






scritto su un tovagliolo di carta

Narra una leggenda cinese di due amanti che non riescono mai a unirsi. Si chiamano Notte e Giorno. Nelle magiche ore del tramonto e dell’alba gli amanti si sfiorano e sono sul punto di incontrarsi, ma non succede mai. Dicono che se fai attenzione, puoi ascoltare i lamenti e vedere il cielo tingersi del rosso della loro rabbia. La leggenda afferma che gli dei hanno voluto concedere loro qualche attimo di felicità; per questo hanno creato le eclissi, nel corso delle quali gli amanti riescono a unirsi e fanno l’amore. Anche io e te aspettiamo la nostra eclisse. Ora che abbiamo capito che non c’incontreremo mai più, che siamo condannati a vivere separati, che siamo la notte e il giorno.



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mercoledì 8 ottobre 2008 - ore 08:33


a te laura
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"mark era alla festa e fingeva di divertirsi, rideva senza convinzione e si sentiva tristissimo.
si guardò intorno e vedeva solo gente che rideva e si divertiva davvero e si chiese "perchè io non sono come tutti loro?".
mark non sapeva che nello stesso istante tutte le persone della festa stavano pensando quella stessa cosa.

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mercoledì 8 ottobre 2008 - ore 08:21


a est si perde un ora?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ennesimo volo, ennesimo aeroporto.
che poi magari ti spostano anche il volo e tu hai solo una cosa da fare...aspettare.
osservo le persone e mi chiedo da dove vengano e dove vanno, se c’è una connnessione tra di loro.
mi chiedo se c’è qualcuno che li aspetta a casa e se esiste un posto che rappresenta per loro la casa.
mi ricordo i primi aerei presi sapendo che a casa sara leggeva di continuo il televideo per sapere se ne era caduto uno, forse solo il fatto di essere il primo dei suoi pensieri ha impedito lo schianto, mi sorreggeva, mi teneva la mano
vedo un signore sulla sessantina in giacca e cravatta, siede solo ha lo sguardo spento, si vede la stanchezza dei troppi viaggi, riesco a leggere la solitudine che lo avvolge stretto e che dovunque si sposterà lei ci sarà sempre.
non dovevo partire di nuovo. lo so.
sai ci arrivo sempre troppo tardi nelle cose.
e per un attimo la paura di non rivederti mi fa inspiegabilmente tremare le gambe,
ma dura solo l’attimo prima che chiamino il mio volo.
sai cosa adoro nel partire?
il momento prima di rivederti quando fuori dalla porta infilo le chiavi e il cuore dopo anni mi batte ancora all’impazzata e mi rimbalza in mente la domanda...ma ti piacerò ancora?
e poi arrivi tu e mi riempi tutto.





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