![]() |
|
|
![]() |
|
m.organ, 27 anni spritzino di OZ CHE FACCIO? ascolto einaudi, brindo alla vita che scorre via Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO --how to be good - nick hornby (in inglese) --un libro su gesù HO VISTO la gente abituarsi a qualsiasi dolore, a qualsiasi situazione senza ribellarsi. meglio abituarsi. STO ASCOLTANDO blonde redhead,cristina donà, bach, ludovico e ludvig, vinicio capossela ora yann tiersen ti piacciono le riviste di meccanica? ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... preparare la valigia... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... come sempre allegro con tendenze suicide ma con stile. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
cantare a squarciagola sulla mia vespa, l’attimo prima di rivederti, progettare un nuovo viaggio, vedere il mio cane che mi corre incontro, piangere senza senso, sentire l’odore della pioggia, tutti i libri che ho letto, la musica colonna sonora della mia vita, la mia prima opera, detestare liberamente, mani che mi cercano, l’odore del mare odore di casa mia, l’andare via e il sapore di tornare, le persone che amo e che mi sanno ancora emozionare, le promesse fatte da ubriachi, il domani che non arriverà mai e dopo è già passato, le foto nel portafoglio, ricordi appesi, il momento dell’innamoramento, scrivere quello che mi passa per la testa, le ore al telefono, gli amici che non cambieranno mai e tutti quelli passati, le coperte calde e dormire sulla spiaggia, le tue parole che mi entrano dentro. Tutto ciò che ho già visto, che sto per vedere, e che forse non vedrò mai. venerdì 12 giugno 2009 - ore 07:57 la via per la redenzione ha il sapore di vecchio è da una vita che scappo da casa e da quello che rappresenta la mia famiglia. che poi credo che la famiglia sia più un concetto mentale che un obbligato legame di sangue. che poi il sangue non dice sempre il vero. non sono mai riuscito a parlare con mio padre, troppo diversi o forse troppo uguali anche se ammetterlo mi fa male. sono scappato dalle imprese di famiglia perchè volevo qualcosa che fosse solo mio, volevo farcela da solo, non volevo dover dire grazie a qualcuno o semplicemente volevo essere andrea e non il figlio di qualcuno. anche se per quanto corri lo sei sempre anche se i genitori mica te li scegli. mio padre, più che un uomo un clichè. tengo i contatti solo per mara, la mia piccolina, per lei farei qualsiasi cosa, per lei, il cui sorriso mi ha salvato più volte, le cui lacrime hanno un sapore dolce. da domenica di nuovo in viaggio, mi ci voleva, sono sempre stato bravo a mettere migliaia di chilometri tra me e i problemi. e ora che camminavo con le mie gambe il sangue è tornato forte a farsi sentire, a reclamare quello che per anni ho cercato di nascondere. per quanto puoi riuscire ad allontanarti cè sempre qualcosa che ti porta indietro. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK martedì 9 giugno 2009 - ore 07:57 sento le prove di una banda in lontananza, laria è fresca e so di aver sbagliato ancora una volta ma ora non mi importa, non mi importa più. moralista del cazzo, integralista dei sentimenti, non è sempre tutto bianco o tutto nero. suona il campanile e mi avverte che sono le nove, anche il cielo che si fa più scuro mi dice la stessa cosa. non conosco laria che stanno suonando ma mi piace, non che conosca molta musica classica sia ben inteso, è un po come quando mi trovo davanti ad un quadro che non ho mai visto prima e mi emoziono. il piano va veloce mentre un cane mi passa davanti stancamente, si volta un istante a guardarmi ma non riesce a capire dove finisce luomo e inizia la panchina...uomo poi... dannatamente senza memoria in preda a emozioni primarie. ma sereno, almeno fino al nuovo piccolo mutamento. vivo in balia degli eventi aspettando che un onda più grande mi trascini via. ma ora non più, la parola nuova è rinascita. solo illusioni nel gioco delle aspettative. bisogna che tutto cambi perchè tutto rimanga comè. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 7 giugno 2009 - ore 15:53 sono sdraiato sul dondolo di casa mia, il cielo gonfio e grigio e il forte vento fanno da cornice alle pagine di hornby che scorrono via veloci, nelle orecchie il vecchio ludwig van che mi porta in un posto lontano. quello che sento ora è la consapevolezza di essere incompleto ed averlo capito mi fa sentire più leggero. questo è quello che sento in una pigra domenica pomeriggio in cui per la prima volta in vita mia riesco a godere della solitudine. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK mercoledì 3 giugno 2009 - ore 07:43 ora rimane solo lattesa che passi tutto. non cè altro da fare. riprendere in mano la propria vita, vedere quello che è rimasto, scegliere tra i cocci quello che vale la pena tenere e tentare di incollarlo. no. non è tutto da buttare, anche se a volte sarebbe più facile cancellare ogni ricordo. ma non si può e sono quasi convinto che in fondo lei qualcosa mi abbia insegnato. a tenere la guardia alta sempre e comunque. che non sempre la bellezza può essere assoluta. parole dure, parole dette da una mente ferita che crede perdutamente nella ricerca di una compagna. povera mente sanguinante così stupida. luniverso infinito delle sensazioni ed emozioni umane è così vario che riesco ancora a stupirmi, sono contento di questo. grazie maestro per quello che fai, la nostra discussione di domenica sera davanti a una bottiglia di vino sentendo forte la pioggia che bussava alla porta mi è servita. mi è servita per capire che tendo sempre ad idealizzare le persone che non posso avere. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK martedì 12 maggio 2009 - ore 07:53 "Morgan e la missione senza fine" - Urania Morgan conosceva quasi a memoria quella rotta, riconosceva la vegetazione e il suo colore rossastro, gli era sempre piaciuto quel colore, ma sempre più spesso ultimamente gli appariva sempre più monotono. Come poteva essere paragonato ai colori caldi della Terra? “La Terra… Sono contento di tornare presto sulla Terra” pensò. Vide in lontananza un’astronave in procinto di decollare e pensò alle mattinate di sole nel giardino di casa sua. Morgan era uno straniero in un paese che somigliava a tanti altri, aveva già dimenticato il nome che aveva preso prima di Morgan, Morgan gli era piaciuto subito, ci si era affezionato, gli sembrava che con quel nome gli altri fossero disposti a volergli più bene, ad essere meno diffidenti nei suoi confronti. Guardò la pianura che si stendeva davanti ai suoi occhi, era tutta punteggiata di fuochi, cercò di immaginare le abitudini degli abitanti di quel pianeta, in quel momento erano solo punti luminosi, lontani, si chiese se tutti quegli esseri giunti dagli angoli più remoti della Galassia avessero dei ricordi, si chiese anche se i loro ricordi assomigliassero ai suoi, un padre e una madre, un pranzo alla domenica, le partite di calcio, le feste di Natale…tutti loro, da qualunque pianeta provenissero, avevano una direzione, tutti volevano arrivare da qualche parte. Morgan aveva affrontato missioni ben più pericolose di questa, non aveva timore per la propria vita ma per qualcosa che aveva dentro di lui, qualcosa che era nato improvvisamente nelle notte in cui non riusciva a prendere sonno, non si sentiva più all’altezza dei compiti che gli venivano affidati, si sentiva più debole, insicuro, distratto. Ora c’era qualcosa che non aveva previsto, che non aveva imparato nei lunghi periodi di addestramento sulla Terra, qualcosa che non era scritto nei manuali di sopravvivenza, ne nelle tecniche di difesa o in quelle in cui lui era il migliore, quelle in cui riusciva a infiltrarsi nelle file del nemico e di vivere come uno di loro immaginando un’altra vita, una vita precedente a quella; era stato addestrato secondo un programma da qualunque altro terrestre impiegato in missioni di quel tipo, eppure negli ultimi mesi aveva paura, paura di abituarsi a quella zona neutra dell’esistenza, sentiva la mancanza dei suoi compagni di equipaggio con cui poteva parlare di cose normali, senza pensare alle conseguenze, alle responsabilità verso il genere umano. Lentamente andò alla deriva verso sud est, era senza una guida e senza un equipaggio, era solo, quando gli avevano proposto di partire per quella missione non aveva esitato, avrebbe potuto evitare ma non lo aveva fatto, adesso non era come le altre volte, aveva un motivo in più, e non era soltanto la salvezza del suo pianeta, si trattava della sua salvezza, qualcosa che riguardava solo lui e nessun altro. Una volta nel corso delle sue prime missioni Morgan guardava le stelle come se fossero presenze a lui familiari, si sentiva a suo agio lassù, così lontano da casa, adesso invece si sentiva un intruso, fino ma quel momento Morgan sentiva di essere solo nell’Universo, aveva l’impressione che nessuno fosse più solo di lui, si sentiva come una specie di superstite ma ora era sicuro che quei piccoli segnali provenissero da un mondo conosciuto, era una speranza, era tutto quello che aveva. Non aveva più notizie dalla Terra, non sapeva più niente, Morgan camminava per le strade senza capire nulla, non sapeva cosa sarebbe accaduto ma soprattutto non sapeva cosa avrebbe detto o fatto, non appena aveva potuto si era nascosto uno strato di pelle e lo aveva nascosto sotto il letto, aveva cambiato nome ancora una volta. Morgan si era spinto troppo lontano dalla Terra, pensava che non sarebbe più tornato, era perduto, era perduto per sempre, sorvolò un’antica città morta, poi una sterminata pianura che si stendeva fino all’orizzonte, per sempre, e mentre seguiva i suoi pensieri non si accorse di essere stato colpito, negli ultimi istanti della sua caduta Morgan si rese conto che la sua missione stava per giungere alla fine… Al suo ritorno sulla Terra Morgan aveva capito che certe amicizie non si poteva scioglierle, che non si poteva disfarle in un sol colpo e talvolta la guerra con chi si era conosciuto bene non era brutta ma al contrario bella e necessaria, però, aveva capito anche di non essere fatto per la guerra… LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 11 maggio 2009 - ore 11:55 Il mio corpo stremato produce acido che mi brucia dentro. Siamo solo una reazione chimica, nulla più è questa la triste realtà. Il mio cervello ora sta ordinando la produzione immediata di bile, subito dopo aver tradotto in codice suoni arrivati alle mie orecchie. Praticamente non sono io che sto male, è solo questione di chimica. Non sono le tue parole sconnesse a non farmi dormire… Il mio volere a tutti i costi una spiegazione razionale alla domanda se esiste il vero amore mi ha portato a questo punto, lasciarmi trasportare da sentimenti sconosciuti mi ha reso troppo vulnerabile. Sapevo che non eri tu, lo sapevo. L’avevo capito da mille piccoli dettagli ma ho cercato di nasconderli bene ai miei occhi, gli ho dato una passata di vernice e via. Ho pensato che se ci avessi creduto fino in fondo forse…si magari….si magari si può fare. A 28 anni credere di riuscire a mentire a se stessi è pura follia, a 28 anni correre dietro un illusione è assoluta stupidità. Perché non riesco ad avere un equilibrio che si possa definire sufficientemente stabile? Mi faccio la stessa domanda da 10 anni, quelli che mi ritenevano intelligente dovranno ricredersi, la mia incapacità di evolvermi mi tiene inchiodato all’età adolescenziale in cui c’era la spasmodica ricerca di una compagna. Mi soffermo a guardare la mano che trema dal troppo alcol, il bicchiere accanto la tastiera è vuoto e penso a te e alle tue parole cariche di dispiacere. Sei quasi riuscita a ferirmi se non fosse che non eri tu quella che sto vanamente aspettando. È solo un’inevitabile questione di chimica. Anche i miei occhi che si bagnano, no, non è dispiacere quello. L’amore è un assurda alchimia e se c’è qualcuno che dice di esserne venuto a capo è un bugiardo. O si illude come me. A presto sognatori, alla prossima illusione LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 5 maggio 2009 - ore 07:51 Harry ti presento Sally «Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che ci metti unora e mezzo per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che tu sia lultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo, e non centra il fatto che sia Capodanno. Sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile». LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 10 aprile 2009 - ore 18:00 Everywhere i go everything look strange, these people talk to me but, i dont know their name i got to get back home, cuz im in love ennesimo viaggio ma con lanimo diverso, quasi appesantito da una distanza che si fa sentire. mi dicevo di non avere una casa. ero convinto che il viaggiare fosse il mezzo con il quale raggiungere qualcosa di effimero, credevo che nellallontanarmi dalla normalità potessi raggiungere uno stato superiore. e poi tu. ti dovrei odiare solo per il fatto di essere vegetariana. cazzo dovrei avercela a morte con te perchè dici che Chuck Palahniuk è un autore sopravvalutato e ti piace decarlo. non può piacerti decarlo dopo due di due o tecniche di seduzione, il resto è pura scribacchineria. ci sono mille motivi perchè dovrei pensare a te a come un assurdo universo lontanissimo dal mio, ma non ci riesco. mi prendi in giro per il tutore, dici che sembra una borsa dellacqua calda, vorrei rimanere serio ma rido. è cosi con te. mi porti in posti dove pensavo non si andasse più. e le parole ritorno a casa hanno preso un altro significato. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK martedì 31 marzo 2009 - ore 22:50 quello che sei per me. in giro per napoli chiusi in sei in una macchina con dei perfetti sconosciuti, ma non importa, quasi ti ringrazio. vorrei saperti parlare. dirti che quei momenti sono stati piu che piacevoli. dirti che non avevo capito. non avevo capito quello che eri per me. questione di chimica e tu sai bene quanto facevo schifo a scuola. qualè la traccia nascosta dei tuoi desideri? ...tutto doveva succedere, niente sembrava possibile... e la mia mente è molto labile. ti chiamavo gemellina. hai notato che è tutto scritto al passato? ed io con le note proverò. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 29 marzo 2009 - ore 14:52 sento forti i postumi di quello che potrei definire un sabato sera alquanto sbarazzino girato tra locali che non hanno una reale collocazione. ma quanto dura ancora linverno? ma che freddo fa dentro alla mia anima. quel sorriso che non tornerà. ma fottiti tu e le tue parole indirizzate a me, cazzo non ti sopporto, poi ho questo mal di testa che non mi permette di ragionare. la canzone è del 1969 è da quando esiste luomo che continuamo a farci male, è nella nostra stessa natura. poi però ci innamoriamo di nuovo, magari cento altre volte, forse nel mio caso anche migliaia. ora vorrei solo estirpare quel dolore che sento sempre presente alla base dello stomaco, ormai lo sento piano ma ancora cè... cosè la vita senza lamore? è vita punto e basta, perchè devo considerare vere solo certe emozioni, perchè la mia felicità deve essere legata ad un altra persona? ora son seduto davanti ad una pila di cd e decido di infilare i joy division, ho una bottiglia dacqua che mi deve aiutare, e la mia aspirina è la voce di ian. e anche lui la pensava così... se non fosse per questo mal di testa riderei. ma tutto passa no? LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
|||