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sabato 19 novembre 2005
ore 21:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



Le mie donne sono poche ma carine tutte in fila anche tu
mi potresti far sballare anche tu
mentre lei
vuole sempre far da sola
solo lei.
Accarezzano i pensieri della notte
io così non riesco neanche a scrivere canzoni
mentre lei
resta nuda lì a guardarmi
andare via.
Le mie donne
sono sempre così diverse tra di loro
ma perché
ogni volta che ne parlo m’innamoro
ma c’è lei
che vuole sempre far l’amore
solo lei
Le mie donne
sono briciole disperse sul mio cuore
pensa te
le sto cercando spero solo di non perdermi
così lei è scappata col postino
è andata via
così lei è scappata col postino
è andata via







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venerdì 18 novembre 2005
ore 00:17
(categoria: "Vita Quotidiana")



usami
straziami
strappami l’anima
fai di me
quel che vuoi

tanto non cambia
l’idea che ormai
ho di te
verde coniglio
dalle mille
facce buffe

e dimmi ancora
quanto pesa
la tua maschera
di cera
tanto poi
tu lo sai
si scioglierà
come fosse neve al sol
mentre tutto scorre







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giovedì 17 novembre 2005
ore 19:52
(categoria: "Vita Quotidiana")




In bilico
tra santi e falsi dei
sorretto da
un’insensata voglia
di equilibrio
e resto qui
sul filo di un rasoio
ad asciugar
parole
che oggi ho steso
e mai dirò.




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mercoledì 16 novembre 2005
ore 23:12
(categoria: "Vita Quotidiana")



Parla in fretta
e non pensar
se quel che dici
può far male
perché mai
io dovrei
fingere
di essere fragile.




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martedì 15 novembre 2005
ore 23:42
(categoria: "Vita Quotidiana")




Alessandra
queste sono scale di vita
e la vita, forse non l’hai mai conosciuta
sei già stanca
e un orologio batte le sei
e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai.
Non basta il tuo profumo di donna
per cancellare il sapore dell’amore di sera
fatto in fretta
a fari spenti e un lieve respiro
e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai.
Alessandra tua madre che voleva sapere
certe cose a volte non si possono dire
no bugiarda, no, è solo un modo per evitare
e gli esami lo sai, lo sai, non finisono mai.
ALESSANDRA


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martedì 15 novembre 2005
ore 21:18
(categoria: "Vita Quotidiana")




Rey Mysterio ha postato sul suo sito internet ufficiale un commento sulla scomparsa di Eddie Guerrero, suo fraterno amico.

"Vorrei chiedere a tutti", ha detto Rey, "di dire una piccola preghiera per Eddie e la sua famiglia. Lui è stato un vero amico, un fratello, una delle migliori persone che abbia mai conosciuto. Anche se negli ultimi tempi sul ring avete visto che non potevamo andare d’accordo, nel backstage io ed Eddie eravamo come fratelli. Ciò che avete visto in televisione era solo intrattenimento, Eddie era un marito ed un padre adorabile. E’ stato sempre buono con me e con la mia famiglia. La mia famiglia ed io mandiamo il nostro amore a sua moglie Vickie ed alle figlie Shaul, Sherilyn, e Kaylie Marie, e a tutta la famiglia ed agli amici di Eddie. Ti vogliamo bene!".



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martedì 15 novembre 2005
ore 00:15
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Sono devastato dalla scomparsa di Eddie Guerrero, sono così triste...Ho perso molti amici negli anni, ma sicuramente questa perdita è una di quelle che fa più male. Ho avuto il piacere di conoscere Eddie 14 anni fa a Mexico City e da allora siamo stati così amici (anche se all’inizio non l’avrei mai detto)...Eddie era una delle persone migliori del wrestling business, nonchè uno dei migliori performer con cui abbia potuto lavorare e che abbia avuto il piacere di vedere in azione. Uno dei periodi che ricordo con più affetto è quello in cui sia io che lui eravamo sottoutilizzati, certamente non pushati, una sorta di tag team non formalmente composto in WCW. Ci mettevano assieme per tappare buchi nelle card, ma c’era un feeling fra di noi, dato dal fatto che ci rispettavamo e amavamo moltissimo ciò che stavamo facendo. Uno dei match che preferisco è quello che vide me e Eddie affrontare Chris Benoit e Dean Malenko in uno show alla memoria di Brian Hildebrand. Noi quattro avevamo una passione così simile, un rispetto così grande per il nostro lavoro, per Brian, per noi stessi...fu una notte meravigliosa. Il mio miglior match del 1997 è stato sicuramente quello contro di lui a Fall Brawl. Eddie aveva un talento incredibile, e ciò si riverso in un vero e proprio classico. Era anche un uomo forte, amava la famiglia e viveva una fede intensa. Mi ha insegnato così tanto sul wrestling e sull’essere uomo che è un onore per me chiamarlo amico e fratello. Avrei così tanti splendidi momenti con Eddie da raccontare...ma preferisco ricordarli da solo, onorando quella splendida persona che Eddie Guerrero è stato e sarà per sempre. Possa dio proteggere la tua anima e quella della tua famiglia per sempre "putillo falso". Ti amo come un fratello, love you "chapete"."




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lunedì 14 novembre 2005
ore 22:03
(categoria: "Vita Quotidiana")




Uno dei protagonisti più amati del wrestling è stato trovato privo di vita in una stanza d’hotel di Minneapolis.

Ieri la tragica scomparsa di Eddie Guerrero, 38 anni, uno dei simboli del wrestling internazionale.
Amato da milioni di persone, Eddie sarà sempre ricordato come un uomo complesso e un atleta incredibile: capace di ogni impresa. Giovedì WWENews alle 19.30 gli dedicherà una trasmissione speciale.
Il confine spesso sottile, a volte appena percettibile tra la verità e la finzione che circonda il wrestling, spesso ti inganna.
E ti porta a pensare che questi atleti, autentici superuomini capaci di risorgere dalle proprie ceneri, di inventarsi una nuova vita, una nuova identità, e di rinascere sul ring dopo essere stati dichiarati morti sepolti, siano indistruttibili.
E infatti a volte la finzione è più bella: io sinceramente lo penso davvero.
Il wrestling riesce a chiudere fuori dalla porta di casa mia, anche solo per pochi minuti, tutte le cose orrende di questa vita. E di fronte a una realtà virtuale che offende l’intelligenza, o a un reality show che la tv mi propina dietro ogni angolo, preferisco i cartoni animati, l’Uomo Ragno, Babbo Natale.
Mi auguro di restare così per tutta la vita: perché a un uomo finto che gioca a sembrare vero, e ne siamo circondati, preferisco un uomo vero che gioca a fare il finto, e mi costringe a uscire allo scoperto, a mettermi in gioco, a inventare il mio ruolo.
Eddie Guerrero ha avuto una vita difficile, molto difficile: non era un santo e neppure un eroe. Niente agiografie per lui, neppure ora che ci ha lasciato: ma ha avuto il coraggio di affrontare i suoi fantasmi, spesso anche nel modo sbagliato, e di provare a sconfiggerli.
I fantasmi era stata in passato la dipendenza da sostanze che uccidono e una malattia maledetta: la depressione.
Chi sa di che cosa sto parlando lo può testimoniare: la depressione è una bestia orrenda, che ti logora, ti corrode, ti toglie ogni certezza e finisce per annullarti, portandoti a pensare che una fine immediata sia più opportuna di un’esistenza lenta e sofferta. A suo modo Eddie è stato un simbolo: quasi morto è tornato a volare, abbandonato a se stesso è tornato a farci sognare, a imbestialirci quando giocava a fare il cattivo e a farci sorridere quando piegava il suo sorriso in un ghigno beffardo, per diventare di nuovo l’amico buono e sbruffone.
Eddie era il compagno dell’ultimo banco, sempre in ritardo e mai preparato; era la pecora nera della famiglia, il cugino che per primo ha fumato e che a scuola è stato sospeso. Eddie interpretava quel fantastico istrione del quale non si può fare a meno quando lo spettacolo langue, e che da solo, anche camminando, fa sua la scena. Perché nessuno era in grado di occuparla come lui.
Il mio massimo rispetto per un’artista del genere potrebbe non bastare. Perché dietro l’artista, sorridente, sguaiato e sempre eccessivo, c’era l’uomo: con tutte le sue angosce e le sue debolezze. Che poi sono le mie, le vostre.
Eddie lo ricorderò perché mi ha insegnato a volare dopo che si è caduti pesantemente, a rialzarmi dopo che il mondo ti ha voltato le spalle. Non mi importa come è morto, per me non fa molta differenza. E soprattutto non mi interessa come diranno che è morto, o quello che la gente penserà del suo passato che purtroppo fa notizia. E cancella il rispetto. Sociologi, psicologi, educatori, dall’alto di un trono che onestamente non so chi e perché gli abbia messo sotto il sedere pontificheranno su educazione, valori, e faranno a gara a conquistare un iscritto al movimento delle menti indifese.
Lasciamoli parlare i soloni e i tuttologi.
Io penso a quel ghigno e all’uomo, ai suoi voli e alle sue debolezze: al suo immenso talento.
Le voci non le sento neanche, le orecchie sono chiuse dal dolore. Mi interessa che quel compagno dell’ultimo banco, non c’è più, e mi manca già. Giovedì ad Ancona dovevo incontrarlo, ieri mattina stavo preparando le domande da fargli e una doveva essere: “Quanto è bella la luce dopo che si è toccato il fondo e il buio?”
Mi avrebbe risposto, forse ironicamente o con un mezzo sorriso non mi avrebbe detto nulla: ma ora che si gode lo show dal palco d’onore del bordo ring Eddie, ti sono vicino e sono io a dirti “grazie”.
Riposa in pace, e goditi lo spettacolo, mi camaro.





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domenica 13 novembre 2005
ore 16:20
(categoria: "Vita Quotidiana")



Oggi è un altro giorno e sono stanco
Dimmi cos’è nero e cos’è falso
Tu che hai in mano
L’asso e la regia

Che vorrei la mia preghiera







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sabato 12 novembre 2005
ore 15:42
(categoria: "Vita Quotidiana")




Se ti avessi lo sai
Capirei la mia vita scoprendo dentro di me
Che ogni scelta sbagliata mi conduceva da te
Così mi immagino già il tuo sorriso
Allo stadio in un bar in un gesto affettuoso
Che non ci capita mai
Vorrei regalarti un cielo di novembre
Che fa da cornice a una stella che va
Un sole nascosto che nasce da dentro
E disegna il confine della tua libertà
Io questo spero e vorrei


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